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Zendikar è un piano selvaggio e pericoloso a causa di un fenomeno causato dal mana anomalo che lo attraversa: il torbido. Questo fenomeno, generato da una violenta eruzione di mana, è in grado di modificare interi paesaggi e distruggere città. Per questo motivo gli avamposti civilizzati sono scarsi e i rifugi poco sicuri. Col passare del tempo I tesori delle antiche civiltà si sono ammassati nelle rovine disseminate per il piano. Questo ha attirato molti cercatori di tesori ed esploratori, che affollano le dodici case di spedizioni presenti sul piano, incroci tra una taverna e una gilda, dove si chiacchiera dei tesori e si assumono uomini per le spedizioni.

GeografiaModifica

Il piano è formato da sette continenti: Akoum, Bala Ged, Guul Draz, Murasa, Tazeem, Ondu e Sejiri. Una peculiarità di tutto il piano è rappresentata dagli edri, enormi pilastri poliedrici che grazie a un'anomalia del mana, galleggiano sospesi in aria. Tali costruzioni possono raggiungere dieci chilometri di lunghezza, anche se molti di loro sono stati fatti a pezzi dal tempo. Agli abitanti del piano non è chiaro quale fosse il loro scopo, ma gli edri vennero creati da Nahiri per imprigionare gli Eldrazi.

StoriaModifica

Le Enclavi CelestiModifica

Secoli prima dell’arrivo degli Eldrazi, gli antichi kor costruirono un impero spinti dal desiderio di un mondo basato su pace e armonia. Tuttavia l'impero si trasformò rapidamente in una nazione autoritaria che imponeva i loro ideali di legge e di struttura sui popoli degli altri continenti. Questa imposizione diede origine a una resistenza tra i popoli soggiogati. Trovandosi di fronte una crescente opposizione, il governo dei Kor divenne sempre più opprimente e tirannico.

Per conservare il dominio sul mondo, i kor costruirono sette Enclavi Celesti: basi militari, quartier generali di governo e piccole città fluttuanti nel cielo sopra ogni continente. Ogni Enclave Celeste era costruita intorno a una fonte di energia centrale, come un sole in miniatura, progettata sotto forma di decine di piattaforme fluttuanti che avrebbero potuto unirsi in una sfera difensiva.

I popoli di Zendikar vissero per secoli sotto le leggi opprimenti dei Kor che però iniziarono a indebolirsi. Nel corso di un secolo, tra ribellioni, guerre civili e l'arrivo degli Eldrazi, le Enclavi Celesti caddero una dopo l'altra mettendo fine al dominio dei kor.

Blocco di ZendikarModifica

Una razza antica e potente era imprigionata negli edri: gli eldrazi, creature dalla potenza enorme che consumano i piani. Questi potenti esseri vennero sigillati millenni orsono da tre Planeswalker: Sorin Markov, Ugin e Nahiri, ma le gabbie che li richiudevano cedettero, liberandoli. Sorin tornò sul piano con l'intezione di sigillare nuovamente gli eldrazi, ma i due planeswalker che lo aiutarono, non potevano essere rintracciati. Nissa Revane decise di aiutare Sorin nella sua impresa, ma non volle sigillare gli eldrazi sul suo piano.

Chandra Nalaar e Jace Beleren arrivarono sul piano grazie alle informazioni lette sulla Pergamena del Drago recuperata a Kephalai. Prima di loro Sarkhan Vol venne inviato su Zendikar da Nicol Bolas, nell'Occhio di Ugin.

Ascesa degli EldraziModifica

A causa dei piani di Nicol Bolas, Chandra e Jace insieme a Sarkhan liberarono inconsapevolmente la covata e la progenia degli eldrazi dopo la loro battaglia nell'Occhio di Ugin.

Due mesi dopo Sorin e Nissa, insieme ad Anowon, raggiunsero l'Occhio, ma sfortunatamente per il vampiro, l'elfa decise di distruggere l'edro principale. Ciò causò la liberazione dei tre titani eldrazi: Emrakul, Kozilek e Ulamog.

Dopo il risveglio degli EldraziModifica

Dopo aver compreso il proprio errore, Nissa partì nel multiverso in cerca di Sorin nella speranza di riuscire a trovarlo e convincerlo a tornare indietro per aiutarla a fermare gli eldrazi, sfortunatamente non riuscì nella sua missione; Sorin nel frattempo era in cerca di Ugin, così da ottenere il suo aiuto per poter intrappolare nuovamente gli eldrazi e a sua volta, lo Spirito Drago, mandò il vampiro in cerca di Nahiri. Anche Gideon Jura dopo essere arrivato sul piano e aver visto Emrakul decise di andare su Ravnica in cerca di altri planeswalker che avrebbero potuto aiutarlo. Kiora invece iniziò una solitaria missione in cerca di un potere da usare contro gli eldrazi.

Inizio della distruzioneModifica

Due anni dopo il risveglio degli Eldrazi, Bala Ged e Sejiri vennero completamente distrutti. La progenie eldrazi attaccò in massa Portale Marino, riducendolo in rovina.

Battaglia per ZendikarModifica

Dopo la caduta di Portale Marino Gideon capì che la sola forza fisica non sarebbe bastata a sconfiggere gli eldrazi e a salvare Zendikar. La sua ultima speranza era risolvere il rompicapo delle Leyline legato agli edri del piano. Così decise di andare su Ravnica, dove aveva scoperto che il Patto delle Gilde vivente era un planeswalker come lui oltre ad essere anche famoso per essere un esperto nel risolvere rompicapo. Gideon trovò Jace e gli chiese di aiutarlo e lui accettò.

Su Zendikar i due si riunirono all'esercito di Vorik e successivamente Gideon salvò l'ultimo gruppo rimasto indietro a Portale Marino tra cui c'era Jori En, che possedeva le informazioni che servivano a Jace, e anche Nissa che però aveva perso misteriosamente i suoi poteri elementali e scelse di non restare con l'esercito, ma di partire per una sua missione personale. Anche Jace decise di mettersi in viaggio verso l'Occhio di Ugin per raccogliere maggiori informazioni mentre Gideon, rimasto con i sopravvissuti, divenne il nuovo comandante dell'esercito dopo la morte di Vorik e decise di guidare gli abitanti di Zendikar alla riconquista di Portale Marino, ignaro che Ulamog si stava dirigendo lentamente verso di esso.

La liberazione di Portale MarinoModifica

Dopo una lunga battaglia, Portale Marino venne riconquistato grazie a Gideon, alle creature marine di Kiora e agli elementali di Nissa, che aveva ritrovato il suo legame con Zendikar. Dopo la vittoria però, Jori En avvertì Gideon e gli altri comandanti che Ulamog stava arrivando.

Imprigionamento e liberazione di UlamogModifica

Gideon decise di restare a combattere e di fidarsi della parola di Kiora che il suo bidente fosse abbastanza forte da uccidere Ulamog. Arrivò poi Jace, tornato dal suo viaggio nell'Occhio, che raccontò le sue scoperte e disse ai suoi compagni che non potevano attaccare direttamente Ulamog, perchè se non fossero riusciti a distruggere il titano, qualsiasi attacco lo avrebbe spinto ad abbandonare Zendikar e a viaggiare in un altro mondo; spiegò che la soluzione migliore era imprigionarlo dentro una rete di edri. Vedendo che Kiora era l'unica contraria al piano, Jace le chiese mentalmente di desistere dal suo intento, ma in risposta alla sua richiesta telepatica, lei lo attaccò con la sua arma, venendo però fermata da Gideon che intervenne per proteggere l'amico. Subito dopo Kiora abbandonò l'esercito e dopo la sua partenza, Gideon diede l'ordine di preparare la prigione.

Con l'aiuto di Nissa, Jace potè posizionare gli edri dove servivano tuttavia, quando Ulamog arrivò, uno degli edri era ancora fuori posto. Gideon, che si trovava su una roccia fluttuante tra il titano e Portale Marino, fece guadagnare tempo ai suoi due compagni resistendo agli attacchi dei tentacoli di Ulamog con la sua magia di invulnerabilità. Dopo che Jace e Nissa sistemarono l'ultimo edro, Ulamog venne attirato dentro la prigione dall'energia del mana. Subito dopo che il titano fu entrato, la prigione brillò di una luce blu intensa e lo fermò.

Subito dopo l'imprigionamento del titano, Ob Nixilis sfruttò l'energia della rete di edri per riottenere la sua scintilla, distruggendo la prigione e liberando nuovamente Ulamog.

L'arrivo di KozilekModifica

Ulamog afferrò alcuni abitanti di Zendikar in fuga e li trasformò istantaneamente in polvere. Nonostante ciò, Ob Nixilis non era ancora completamente soddisfatto, così indirizzò la sua mente sotto la superficie, risvegliando Kozilek, che emerse dal terreno e si unì alla battaglia.

Giuramento dei GuardianiModifica

La battaglia a Portale Marino fu persa. Nissa, Jace e Gideon vennero sconfitti singolarmente uno alla volta e catturati tutti da Ob Nixilis, che li portò via e iniziò a torturarli dentro una caverna. Nonostante ciò, Tazri con l'aiuto di Munda, Drana e Noyan Dar, riuscì a radunare i sopravvissuti dell'esercito e a fuggire mantenendo in vita la resistenza di Zendikar.

Chandra trovò la caverna dove erano tenuti prigionieri i suoi amici, affrontò il demone e, grazie a un suggerimento di Jace, riuscì a liberarli. Unendo le forze i quattro planeswalker riuscirono a sconfiggere il demone e lo constrinsero ad abbandonare Zendikar.

Gideon, Nissa, Jace e Chandra decisero di restare a combattere contro i titani e provare nuovamente a salvare Zendikar. Ognuno di loro pronunciò un giuramento accettando tutti e quattro di diventare guardiani: un gruppo che avrebbe lottato non solo per Zendikar, ma per proteggere il multiverso da qualsiasi minaccia. Dopo che si riunirono ai sopravvissuti, consapevoli di non avere le risorse necessarie per imprigionare i titani, i guardiani cercarono altre vie. Grazie alle informazioni di Ugin e ai ricordi che vide dalla mente di Nissa, Jace elaborò un piano per uccidere Ulamog e Kozilek: avrebbero attirato i titani con i sopravvissuti, poi utilizzato le leyline per risucchiare le loro essenze in Zendikar e infine lasciato che il piano li divorasse.

L'ultima possibilità di ZendikarModifica

I guardiani, insieme a Kiora e agli abitanti di Zendikar, diedero inizio al loro piano. Nissa riuscì a realizzare il glifo e le leyline ancorarono Ulamog e Kozilek al piano spingendoli completamente nel mondo fisico; i due esseri cambiarono diventando più grossi, ma bloccati dalla magia dell'elfa non poterono abbandonarlo, rischiando che andasse distrutto insieme a loro. Comprendendo ciò, Kiora decise di tradire i suoi alleati e attaccò Nissa con la sua magia per costringerla a lascire andare i titani, la tritona venne però fermata da Jace che intervenne in difesa dell'elfa. I guardiani compresero che non potevano né lasciare liberi i titani, né continuare a trattenerli in quel modo e decisero di provare a distruggerli con un unico attacco: Nissa passò a Chandra tutto il mana di Zendikar e la piromante scatenò la sua magia su di loro, uccidendoli.

L'ascesa delle Enclavi CelestiModifica

Dopo la caduta degli Eldrazi, una spedizione di avventurieri salì sulle rovine di Emeria e scoprì i resti dell’Enclave Celeste, che i tritoni avevano in precedenza rivendicato come castello della loro dea. La loro esplorazione innescò delle difese magiche che risvegliarono tutte le Enclavi che, nonostante il loro stato di rovina, si risollevarono in cielo nuovamente aperte.

La scoperta delle Enclavi Celesti mise in azione tutte le case di spedizioni di Zendikar. Gli avventurieri che erano riusciti per primi a entrare in Emeria tornarono con potenti armi magiche e diedero vita a una propria casa di spedizioni. Altri avventurieri iniziarono a bramare la scoperta delle altre rovine nel cielo in cerca di tesori da saccheggiare.

Rinascita di ZendikarModifica

Dopo la morte di Ulamog e Kozilek, Tazri propose un progetto per la ricostruzione di Portale Marino. Supportata da Linvala, che convinse le case di spedizioni a finanziare la guerriera, la città venne ricostruita in pochi anni e tornò a essere il centro delle spedizioni, tra cui anche quelle verso le Enclavi Celesti. La ricostruzione degli altri luoghi di Zendikar non fu però altrettanto rapida. Inoltre il Torbido rimase attivo anche dopo la morte degli Eldrazi e le sue "manifestazioni" divennero uno dei maggiori pericoli per gli avventurieri che sfidavano le terre selvagge del piano.

Dopo la fine della Guerra della Scintilla su Ravnica, Nahiri tornò su Zendikar e convinse Nissa ad andare con lei sull'Enclave Celeste di Akoum con la promessa che avrebbero trovato un manufatto in grado di guarire Zendikar. Dopo alcune avventure le due trovarono una "chiave" che Nahiri usò riattivando l'Enclave, che con la sua magia placò il Torbido sotto di loro, ma uccise anche l'elementale di Nissa. L'elfa comprese che la "cura" della kor sarebbe costata la "vita" di Zendikar e avrebbe danneggiato l'Anima del piano, ma l'altra non l'ascoltò. Consapevole di non poterla sconfiggere da sola, Nissa viaggiò su Ravnica dove chiese aiuto a Jace a cui raccontò ciò che era successo e spiegò che voleva distruggere il Nucleo Litoforme che Nahiri stava cercando. Il telepate si dimostrò interessato a studiare il manufatto e ciò fece infuriare l'elfa che litigò con lui.

Nissa tornò su Zendikar da sola, ma venne raggiunta da Jace. Insieme, i due seguirono Nahiri e il suo gruppo nell'Enclave di Murasa.

Planeswalker visitatoriModifica

ReferenzeModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

Carte pianoModifica

Voci correlateModifica


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