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Personaggio
Yawgmoth, Thran PhysicianART1
Nome Yawgmoth
Originario di Dominaria - Terisiare, Impero Thran
Lifetime -4.838 A.R. - Morto nel 4.205 A.R.
Razza Prima Umano poi Spirito
Titolo
  • L'Ineffabile
  • Medico Thran
  • Signore delle Lande Desolate
Stato Deceduto


Yawgmoth conosciuto come l'ineffabile dai suoi servitori e come il signore delle lande desolate nella mitologia di Dominaria, era un genio e guaritore thran. Venne bandito dall'impero per delle controversie nate in seguito alle sue scoperte mediche. Scoperta Phyrexia, crebbe in lui il desiderio di conquista del multiverso, facendo diventare il piano la sua casa, con l'intento di raggiungere il potere dei planeswalker.

I primi anni di vitaModifica

Yawgmoth nacque circa 5000 anni prima di Urza, nell'Impero Thran. Fece esperienza come taumaturgo, e, nei suoi studi, iniziò a vedere il corpo umano come un insieme di strutture organiche complesse, oltre che capire che le malattie sono causate da parassiti viventi, e non spiriti maligni. Questi suoi ideali vennero presi come blasfemie dal popolo Thran, che lo esiliò.

Nel suo vagabondare per Dominaria, Yawgmoth testò i suoi progressi sulle civiltà che incontrò sul suo cammino:

  • Incitò i nani alla ribellione, che portò quasi alla morte del re dei nani e pose fine al suo regno di quasi 1000 anni.
  • Sparse una piaga virulenta agli elfi di Argoth, sequestrando Elyssendril Lademmdrith, la sacerdotessa e dodici guaritori, costringendo il popolo a pagare un riscatto per avere la cura. Una volta pagato il riscatto, Yawgmoth restituì dodici guaritori morti e acqua zuccherata.
  • Sparse un virus chiamato morte bianca sui minotauri di Montagne Talruum per studiarne gli effetti.
  • Diffuse la rabbia tra i felini, che si ammazzarono tra loro.
  • Avvelenò le tribù umane di Gulatto Meisha.
  • Vivisezionò alcuni dei viashino di Shiv.

Dopo cinque anni, Yawgmoth venne a sapere che il genio Glacian si era ammalato gravemente di una malattia che pareva incurabile. Trovando in ciò un'occasione perfetta, il taumaturgo fece ritorno alla capitale dell'impero, Alcione, dove fu accolto con la promessa di trovare una cura.

Rebbec, moglie di Glacian e formidabile architetta, accolse Yawgmoth di malumore; lo stesso tuttavia non si può dire di quest'ultimo, che si innamorò della ragazza al primo sguardo. Alcione era alimentata dalle pietre del potere, pietre incantate dall'inesauribile potenziale di mana ed energia. Sapendo che Glacian era stato pugnalato con una di esse, da uno dei prigionieri delle grotte dei dannati sotto la città prima di ammalarsi, si recò in quel luogo. Si fece condurre da colui che aveva assalito il thran. Come pensava, era anche lui affetto dal morbo che stava affliggendo le caverne e la città. Gix, questo era il suo nome, fu condotto nelle sale di cura.

La malattiaModifica

Tisi, questo il nome con cui Yawgmoth aveva battezzato il morbo, sembrava essere collegata alle pietre del potere, in quanto i soggetti peggioravano nel venirne a contatto. Ciò sconvolse il Consiglio dei Thran, che tentò di far esiliare Yawgmoth nuovamente. Il taumaturgo, tuttavia, propose loro di avere ancora un po' di tempo e una squadra di guaritori al suo servizio, dato che avrebbe di certo trovato la cura. Il Consiglio assentì.

Gix, che era riuscito a fuggire dalle sale di cura, si fece strada nella città con una legione di rinnegati. Yawgmoth ne approfittò e fece catturare vivo uno dei ribelli, malato ovviamente di tisi, per testare la terapia trovata con i suoi sottoposti, per poi scoprirne il funzionamento. Fatto ciò, negoziò con Gix un armistizio in cambio della cura. Dato che aveva salvato la città sia dalla pestilenza che dai ribelli, Yawgmoth fu elevato ad eroe locale. Nonostante su molti cittadini la cura funzionasse, Glacian sembrava esserne quasi immune, e, addirittura, peggiorò. Ciò non fece che aumentare la preoccupazione di Rebbec, ma Yawgmoth sembrava sempre meno intenzionato a curare il genio thran, favorendo il suo invaghimento per la moglie di costui.

Con l'andare del tempo però, la cura sembrava sempre più inefficace, e i contagiati ricominciarono ad aumentare. Fece la sua comparsa una maga di nome Dyfed, che si presentò a Yawgmoth come un essere quasi onnipotente, un planeswalker. Il guaritore rimase affascinato dal suo potere, ed iniziò a pensare di portare il suo dominio in altri mondi. Poco dopo, Gix guidò un altro attacco nella capitale, ma Yawgmoth lo fermò. Si era appena guadagnato la fiducia totale del popolo Thran e il rispetto dei ribelli. Alla fine, Yawgmoth presentò al popolo una cura definitiva per la tisi e qualunque altra malattia: implementando parti artificiali nel loro corpo, non avrebbero solo sconfitto gli indebolimenti dell'organismo, ma anche la morte stessa. Sarebbero divenuti dei. Yawgmoth disse a Rebbec che Glacian non poteva essere salvato, in quanto presentava schegge di pietre del potere nel suo corpo, ed ormai era condannato. Proprio quando stava per diventare il signore di quel popolo, il suo passato tornò da lui. I nani, gli elfi, i felini, i minotauri e i viashino si coalizzarono contro l'Impero Thran per vendicarsi di Yawgmoth e riprendersi le terre sottratte. Ciò iniziò a causare dissidi tra le città thran e la capitale, fedele a Yawgmoth.

PhyrexiaModifica

Prima che scoppiasse una guerra civile, Dyfed condusse il guaritore su un piano lussureggiante non lontano da Dominaria e composto da otto sfere differenti. Yawgmoth, quindi, trovò la soluzione ai suoi problemi. Fece innalzare un portale stabile tra Dominaria e il nuovo piano, appena battezzato Phyrexia, nelle Caverne dei Dannati. Nonostante le difese dell'Impero cominciassero a cedere sotto l'avanzata delle popolazioni di Dominaria, Yawgmoth li sconfisse nella Gola di Megheddon per mezzo della sfera del nulla, la fonte del potere delle macchine Thran. Ciò, tuttavia, fece ascendere la sfera in cielo come una nuova luna. Tornato a Phyrexia, Yawgmoth cominciò a fondere la sua essenza con quella del piano, per assumerne il controllo. Dyfed, capendo il suo intento, cercò di fermarlo, ma Yawgmoth la pugnalò alla testa, impendendo al suo corpo di rigenerare la sua forma fisica, e rendendola quindi innocua.

Tornato su Dominaria dovette respingere un nuovo assalto ad Alcione, per poi fondere finalmente i Thran a lui fedeli con le macchine. Mentre Rebbec si disperava per la fine del marito, Yawgmoth la condusse nella nona sfera del piano appena generatasi, per mostrarle come fosse divenuto in possesso di un potere divino e il fatto che fosse la loro unica speranza. Infine, ad Alcione, il taumaturgo propose al suo popolo una scelta: morire tra le braccia del nemico oppure recarsi nel suo nuovo piano. I Thran accettarono. Entrando per ultimo nel portale, vide Rebbec dall'altra parte con la pietra del potere di Glacian in mano. Intuendo le sue intenzioni, la scongiurò di seguirlo, le giurò il suo eterno amore. Rebbec, tuttavia, non lo ascoltò. Posò sul piedistallo del portale la pietra, sigillando definitivamente Phyrexia. Yawgmoth, rimasto imprigionato nel suo reame, giurò vendetta contro tutta Dominaria.

L'avvento di UrzaModifica

Nel corso dei secoli, Yawgmoth perfezionò il suo regno ed i suoi abitanti, rendendoli, infine, dei mostri. Moltiplicò più volte il numero dei golem in suo possesso, arruolò zombie, orrori, demoni e qualunque cosa il mana nero del piano potesse offrigli, aspettando solo un'occasione per ritornare su Dominaria. Oltre alla vendetta, lo muoveva anche un desiderio di sopravvivenza: Phyrexia era un piano artificiale generato da un planeswalker, e sapeva che prima o poi sarebbe collassato.

Con l'andare del tempo, il suo potere divenne grande quanto quello di un planeswalker, e più. Era diventato un dio. Con il suo nuovo potere, creò un piano prossimo a Dominaria composto da mutaroccia: Rath, dove collocò un ingente numero di forze phyrexiane. Il piano, muovendosi e allargandosi, sarebbe entrato in rotta di collisione con Dominaria e vi si sarebbe fuso, portando le sue forze sul piano, che avrebbero rimosso la pietra del potere che chiudeva il portale, permettendo a tutto il suo esercito di entrare nel suo futuro regno. Tuttavia, ciò non fu necessario. Qualcun altro rimosse il sigillo nelle caverne, ora riappellate dagli abitanti di Dominaria come Koilos, e, poco dopo, un uomo ed una donna varcarono la soglia del portale, entrando a Phyrexia. In quel momento l'uomo, Mishra, venne posseduto da uno dei demoni che giacevano a guardia della prima sfera. Yawgmoth venne così a sapere che la Pietra del potere era stata spezzata, e che Mishra ne portava una metà. Estortigli tutti questi pensieri, concesse lui dei dragoni meccanici, in modo che si impossessasse anche dell'altro frammento, in mano al fratello Urza. Cominciò, inoltre, ad inviare numerosi agenti dormienti, esseri phyrexiani creati somiglianti alle razze abitanti, sul piano. Inviò inoltre Gix sul piano con l'intento di generare scompiglio, e vi riuscì. Gix venne ricacciato a Phyrexia, lasciando però alle sue spalle una battaglia tra i due. Tornò e riuscì a prendere possesso di entrambi i frammenti, ma venne nuovamente esiliato. Nel frattempo, Urza usò il Golgothian Sylex per distruggere definitivamente il fratello, e con egli, devastare il continente di Terisiare.

Nell'esplosione, Urza divenne un planeswalker avente per occhi i due frammenti della pietra del potere; col tempo, scoprì l'inganno di Yawgmoth, che lo aveva portato a uccidere il fratello. Scoperto ciò, volle vendetta verso l'artefice di tutto ciò.

Un agente dormiente di nome Xantcha sfuggì al controllo di Phyrexia, e si alleò con Urza. Sotto il suo consiglio, il viandante attaccò direttamente il piano con l'intenzione di giungere sino a Yawgmoth e ucciderlo. Tuttavia, nonostante fosse a bordo di un immenso dragone meccanico, nella quarta sfera venne sconfitto, la macchina distrutta, e Urza fu costretto a fuggire.

Dopo pochi anni, Yawgmoth riuscì a rintracciare Xantcha nel Reame di Serra, e attaccò il piano, che, a breve, venne corrotto dal mana nero, e molti angeli si schierarono dalla sua parte. Urza tornò a Dominaria, e iniziò ad uccidere tutti gli agenti dormienti che trovava, finché non si trovò nelle caverne di Koilos, dove giaceva il portale per Phyrexia, e lì trovò Gix, il quale uccise Xantcha. Urza, in preda all'ira, lo annientò.

Nel tempo che seguì, Yawgmoth osservò Urza sperimentare metodi per annientarlo, gli esperimenti genetici, la Cavalcavento, l'Eredità. Mentre tutto ciò accadeva, il Signore di Phyrexia attese che Rath fosse pronto a unirsi a Dominaria.

L'invasioneModifica

Giunto in prossimità della congiunzione, Yawgmoth fece iniziare l'attacco. Tre portali furono aperti su Dominaria, e le navi volanti di Rath e Phyrexia erano pronte a invadere il piano e far scendere la peste su Dominaria. La Cavalcavento, tuttavia, ne chiuse due quasi nell'immediato e, dopo non molto, Urza fece chiudere il terzo.

Ma quando anche Tsabo Tavoc, uno dei generali più potenti di Phyrexia, venne annientato, allora Yawgmoth capì, come aveva previsto, che il primo assalto sarebbe stato vano. Tuttavia, il suo piano non era ancora fallito. Rath, dopo molti secoli, si congiunse con Dominaria. La mutaroccia si riversò sul piano assieme ai phyrexiani della guarnigione, dando vita ad una furibonda battaglia.

I nove titaniModifica

Urza radunò altri otto planeswalker e giunse nuovamente a Phyrexia per distruggere Yawgmoth e arrestare l'invasione. Tuttavia, ciò era nei piani di Yawgmoth, che, man mano che il suo nemico scendeva nelle sfere, faceva sempre più presa nella sua mente. Alla fine, Urza uccise gran parte dei suoi compagni e scese nella nona sfera, inchinandosi a lui. Nel frattempo, Gerrard Capashen era entrato anch'egli nel nono cerchio per mano di Crovax con la promessa che Yawgmoth gli avrebbe restituito la defunta Hanna, morta infettata dalla peste. Vedendo anche il suo creatore inginocchiato innanzi al signore delle lande desolate, lo emulò. Yawgmoth, ormai certo di aver vinto, li fece combattere nell'Arena di Phyrexia l'uno contro l'altro, privando Urza dei suoi poteri di viandante. Sebbene Urza in un primo momento vinse, Yawgmoth rianimò Gerrard, che era stato sconfitto per mezzo dell'astuzia. Le leggi dell'Arena prevedevano l'uso della sola forza e dell'istinto omicida. Nel secondo scontro, Gerrard decapitò il suo creatore. Tuttavia, quando Hanna gli chiese la testa di Urza, ancora vivente, il guerriero scoprì l'inganno e lasciò il piano.

MorteModifica

Yawgmoth, dispiaciuto per l'accaduto e venuto a sapere che le forze phyrexiane avevano preso possesso stabile di Koilos, decise di avviare l'ultima fase del suo piano. Dopo oltre novemila anni, Yawgmoth tornò sul suo piano d'origine. L'intera Dominaria venne avvolta da un oscuro miasma, mentre giungeva lentamente sul piano. I phyrexiani morti vennero immediatamente rianimati, mentre la mutaroccia iniziò a generare golem sotto il controllo di Yawgmoth. La Cavalcavento, tentando di arrestarlo, gli gettò contro Luna Nulla, satura di mana bianco. Yawgmoth ne risultò ferito, ma si curò immediatamente. Convinto della sua vittoria, ignorò la nave volante e il suo equipaggio, in cui v'era ancora la testa di Urza.

Tuttavia, l'Eredità completa si trovava sulla nave, un arsenale di artefatti costruiti con l'unico scopo di annientare l'antico Thran. L'esplosione che derivò dalla sua attivazione coinvolse gran parte del piano, l'Ineffabile compreso. Yawgmoth era definitivamente sconfitto.

Su Dominaria, giaceva a Urborg, in cui la stessa terra era devastata dalla sua presenza.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Per via dell'importanza di Yawgmoth come personaggio all'interno della storia e della mancanza di una carta all'interno del gioco su di lui, per molti anni i fan hanno chiesto quale fosse il suo aspetto. Con Dominaria si ottenne finalmente una risposta e la vera rappresentazione del padre delle macchine venne finalmente svelata sulla carta Offerta Ignobile di Yawgmoth.
  • La carta "Yawgmoth, Medico Thran" lo rappresenta nel passato quando era ancora umano mentre "Offerta Ignobile di Yawgmoth" lo mostra com'era nel presente durante l'invasione phyrexiana.
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