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Personaggio
Yasova
Nome Yasova
Originario di Tarkir
Lifetime Data sconosciuta
Razza Umano
Titolo
  • Khan
  • Artiglio di Drago
  • Prima Madre
Stato Deceduta


Yasova era il Khan dei Temur. Guidò il clan nel periodo dello scontro tra Ugin e Nicol Bolas. Venne manipolata da Bolas per individuare la tana dello Spirito Drago e contribuì in parte alla sconfitta di Ugin. Diciotto anni dopo la Caduta dei Khan, riuscì a ingannare Bolas spingendolo ad abbandonare Tarkir e inconsapevolmente salvò anche Ugin dal suo gemello. Era la madre di Kiarka e la nonna di Naiva e Baishya.

Artiglio di DragoModifica

Yasova ha dovuto superare un pericoloso rituale per dimostrare di essere degna del titolo di Artiglio di Drago e diventare Khan dei Temur. È una potente sciamana, esperta nell'evocazione delle forze elementali delle montagne e abile a sfruttare i poteri dei suoi nemici contro di loro. Yasova è sempre accompagnata dal suo enorme felino dai denti a sciabola Anchin.

Un Nuovo Vecchio TarkirModifica

Quando i draghi attaccarono i Temur, Yasova ne uccise uno con l'artiglio rosso del suo bastone, poi urlò ai suoi compagni di correre mentre lei li avrebbe tenuti lontani. Usando la sua arma uccise un secondo drago, si preparò a colpire nuovamente e mortalmente ma un'immensa ondata di fuoco draconico del drago dominante la costrinse ad allontanarsi mentre i sopravvissuti si disperdevano. Il drago dominante ruggì ai suoi giovani draghi di tornare in cielo e con un battito d'ali si allontanarono nella notte.

Rimasta sola (anche se inconsapevolmente osservata da Sarkhan Vol) Yasova usò il rosso artiglio del suo bastone per incidere ogni roccia.

Ciò Che Non è ScrittoModifica

Yasova continuò il suo cammino sulla neve, ogni chilometro trovava o scopriva una superficie di nuda roccia e vi scolpiva due linee ricurve con il suo bastone artigliato. Notò di essere seguita da un uomo, fischiò e inviò Anchin per immobilizzare lo straniero, il felino eseguì il compito bloccando lo sciamano che non cercò di dimenarsi. Yasova si avvicinò in modo che lui potesse vederla e con un tono di voce intenso e vivace disse che la stava seguendo. Lui rispose che aveva lasciato tracce facili da seguire, la sua voce era strozzata, schiacciata dai diversi chili di Anchin sopra di lui e indicò uno dei marchi. Yasova rispose che non erano per i suoi occhi, il suo tono era tranquillo ma volgeva spesso gli occhi al cielo, ripetè che la stava seguendo e chiese perchè. Lui rimase in silenzio per un pò, poi disse che stava seguendo una voce, i sussurri di uno spirito, esitò poi continuò dicendo che era alla ricerca del grande drago Ugin, che pensava che quella fosse una visione e lei il suo spirito guida. Yasova rise in modo severo e replicò che pensava fosse folle e lui rispose che non lo escludeva, ma solo il tempo avrebbe potuto dirlo. Yasova fischiò nuovamente e Anchin si sollevò dal suo prigioniero, poi gli disse di alzarsi e chiese il suo nome. Appoggiandosi al bastone lui si sollevò e disse di chiamarsi Sarkhan Vol, Yasova lo osservò attentamente e l'artiglio sul suo bastone iniziò a brillare di un rosso intenso. Il planeswalker comprese di aver commesso un errore: Sar-Khan significava grande Khan, grandioso Khan e Khan dei cieli; per chiunque altro su Tarkir sarebbe stata una proclamazione assurda, soprattutto proveniente da un vagabondo sconosciuto. Lei si inchinò con un gesto plateale e disse che in tal caso, Yasova Artiglio di Drago dei Temur offriva i suoi rispetti al Khan dei Khan e gli dava il benvenuto nelle terre dei Temur. Poi, pronunciando ogni parola con attenzione, chiese di quali terre rivendicava il dominio. Sarkhan rispose che non rivendicava nulla o nessuno e si inchinò distogliendo lo sguardo e aggiunse in fretta che si trattava di un soprannome che gli era stato dato per schernire la sua arroganza e che lui lo aveva fatto diventare il suo nome. Yasova chiese se il suo Khan lo tollerava e lui rispose che non ne aveva alcuno e che si era avventurato molto lontano dalla sua terra. Yasova disse che era un esiliato, abbassò il suo bastone verso di lui e il bagliore dell'artiglio aumentò. Continuò dicendo che la stava seguendo, l'aveva offesa e sconfinava nelle sue terre, chiese di dargli un motivo per risparmiarlo oppure l'avrebbe ucciso e avrebbe continuato per la sua strada. Sarkhan cadde in ginocchio e chiese di perdonarlo, che chiaramente lei non era lì per guidarlo e che forse era lui che si trovava lì per servirla visto che era un Khan, mentre lui non era nessuno. Yasova lo osservò a lungo, poi scosse la testa sollevò il bastone e con evidente disgusto gli disse di alzarsi. Sarkhan la ringraziò e lei severamente ripetè il suo ringraziamento aggiungendo il suo titolo di Khan e disse che era scusato per i suoi deliri ma che non avrebbe tollerato altri atteggiamenti irrispettosi. Il Khan dei Temur proseguì il cammino e Sarkhan si affrettò a seguirla ma un ringhio dietro di lui lo fece fermare. Senza fermarsi Yasova disse che se era sicuro che quello fosse il suo cammino poteva seguirla, ma di non camminargli troppo vicino perchè Anchin era molto protettivo con lei e non sarebbe stato gentile con lui una seconda volta. Camminarono in silenzio per diverso tempo, poi Yasova si fermò e incise nuovamente il suo marchio, Sarkhan attese che terminasse poi chiese cosa significasse quel simbolo e perchè continuava a inciderlo. Yasova si voltò e disse di non fargli nessuna domanda, almeno finchè non gli avesse raccontato dei sussurri che lui stava seguendo. Sarkhan fu perplesso dal suo improvviso interesse, esitò insicuro di come presentare la sua storia in modo che lei la potesse accettare, si decise e disse che si era trovato in un luogo lontano dalla sua terra d'origine e che si era recato in una caverna chiamata l'Occhio di Ugin, Yasova lo interruppe e chiese dove fosse e lui rispose che si trovava oltre un enorme lago (il mare e il concetto stesso di mare non esiste su Tarkir), così grande da non riuscire a vedere l'altra sponda. Lei disse che non esisteva un lago così grande e lui continuò dicendo che l'aveva attraversato e che una volta dentro l'Occhio aveva sentito la voce di Ugin parlargli, che l'aveva portato in quel luogo ma poi la sua voce si era fatta silenziosa e lui si era trovato solo, senza alcun sussurro a guidarlo e per questo motivo l'aveva scambiata per una messaggera di Ugin. Sarkhan chiese poi della tempesta da cui erano usciti i draghi e chiese cosa fosse, Yasova lo guardò sconvolta, poi rispose che si trattava di una delle tempeste draconiche, l'origine di tutti i draghi e chiese come facesse a non conoscerle non credendo che da dove provenisse non fossero presenti. Sarkhan disse che conosceva uno sciamano Temur che gli aveva insegnato molto sugli spiriti dei draghi e che lui aveva sentito la voce di Ugin e Yasova replicò che lo Spirito Drago era vivo, Sarkhan replicò che tutto era confuso per lui ma che credeva che la sua dimora e la sua vita non erano ancora state scritte riferendosi al presente non scritto, il concetto Temur di futuro: visioni velate dal presente; i possibili futuri di ciò che non è scritto. Yasova replicò che nessuno viveva in ciò che non era scritto e Sarkhan le disse che forse era lui a essere stato mandato a fare da guida a lei per mostrarle un possibile futuro di Tarkir. Yasova chiese se parlava del loro mondo oltre il presente attuale e se non ci fosse più nessun drago in vita, Sarkhan rispose di si e che dei draghi erano rimaste solo le loro ossa. Il Khan dei Temur chiese di Ugin e Sarkhan rispose che era defunto da tempo e che di lui restavano solo i sussurri ed erano stati quelli a portarlo lì in quel momento. Yasova parlò più a sè stessa e disse che era vero quindi che se Ugin fosse morto, le tempeste sarebbero cessate e i draghi sarebbero stati sconfitti. Sarkhan chiese dove l'avesse sentito e Yasova rispose che era successo in una delle sue visioni, poi chiese di raccontargli di quel presente non scritto e dei suoi popoli, sicura che fossero gloriosi. Sarkhan le rispose immediatamente di no, che i popoli e i Khan del suo presente erano deboli, non erano più costretti a combattere per le proprie vite e quindi combattevano per la gloria, l'avidità o per nessun motivo apparente. Terminò dicendo che non erano come lei e implorandola disse che lei era migliore. Yasova mosse il bastone contro di lui e un'ondata di calore lo colpì facendogli perdere l'equilibrio e facendolo finire a terra vicino al marchio che lei aveva inciso, poi il Khan dei Temur disse che in quel modo era meglio, che osservavano le loro case devastate e i bambini uccisi senza poter fare nulla, che scrutavano i cieli come conigli impauriti, che dedicavano le loro vite solo alla sopravvivenza, raccogliendo a fatica una vita da poveri contadini nella terra di qualcun altro. Lo sovrastò con gli occhi intrisi di rabbia e chiese se era per quello che diceva che erano migliori, Sarkhan replicò che aveva visto il presente non scritto e Yasova disse che non sapeva cosa fosse, come era arrivato lì e cosa significassero le sue parole, ma lei stessa aveva visto ciò che non è scritto: un mondo senza draghi che ai suoi occhi era un paradiso. Sarkhan disse che le aveva raccontato le sue visioni e chiese di fare lo stesso con le visioni che la guidavano, lei lo accontentò e disse che aveva visto campi ricoperti da ossa di drago, i cieli liberi dalle tempeste maledette, nessun combattimento o guerra, i Temur erano stati liberati dalla conquista e il suo discendente, una figlia uccisa tante volte, era diventata sar-Khan, signora di tutto Tarkir. I popoli vivevano dei frutti della terra, cacciando e allevando, con risorse in abbondanza per tutti; lei aveva udito una voce, soffice e rassicurante che le aveva detto come doveva fare per realizzare quella visione. Confuso, Sarkhan disse che non era quello ciò che sarebbe accaduto, che non c'era alcuna pace e chiese se Ugin le avesse mandato quelle visioni. Yasova rispose di no anche se il nome di Ugin era stato fatto e colui che le aveva parlato le aveva detto di tenere traccia delle tempeste, di segnalarle e lasciare una scia, indicò la pietra incisa sotto di lui e continuò che le era stato detto che se fosse riuscita a mostrargli la via verso la tana dello Spirito Drago, lui avrebbe ucciso Ugin. Sarkhan sussurrò chi le aveva parlato e Yasova rispose con un tono revenziale che si trattava del più grande dei draghi, diverso da loro, come un Khan in un branco di bestie. Le aveva parlato personalmente, sovrastandola. Era più grande di Atarka, con scaglie d'oro lucide. Sarkhan comprese che i marchi di Yasova erano uguali alle corna ricurve di Nicol Bolas e che Ugin stava per morire ancora una volta di li a poco, senza perdere tempo si trasformò in un drago e fu il turno di Yasova di indietreggiare di fronte a lui. Sarkhan espirò e fiamme uscirono dalle sue fauci, ma non sotto forma di getto di fuoco, Yasova rotolò all'indietro ustionata ma ancora viva e lo osservò mentre volava via lontano da lei.

La Catena RiforgiataModifica

Yasova attivò la magia elementale di localizzazione e osservò Nicol Bolas attaccare Ugin. Il Khan dei Temur attese che lo Spirito Drago chiamasse a sè la sua stirpe, poi utilizzò nuovamente la  magia elementale dei marchi che aveva inciso ma con uno scopo più distruttivo: con un'ondata devastante la magia colpì tutti i draghi in un colpo solo spingendoli a combattere con una frenesia di sangue contro Ugin. Yasova vide Nicol Bolas dare il colpo finale allo Spirito Drago e notò anche la caduta di Vol, che da drago era tornato umano ed era precipitato sulla neve. Ordinò a Anchin di estrarlo dalle rocce che lo ricoprivano e quando lui la vide, Yasova gli disse di non muoversi e di non parlare e poi con altre parole a voce più bassa lanciò su di lui un incantesimo di guarigione. Sarkhan pronunciò il nome di Ugin e Yasova ripetè di non parlare e aggiunse che era quasi finito e che il presente non scritto sarebbe presto stato libero dalla rovina dei draghi. Lui spostò gli occhi e vide il corpo di Ugin cadere dalle nuvole e dirigersi verso il terreno, gemette e Yasova disse che non sapeva cosa lui fosse ma sembrava che potesse avere delle risposte, gli chiese di non morire e che intendeva portarlo dai suoi sciamani. La magia di guarigione non aveva ancora completato il suo compito, ma Sarkhan si girò ugualmente di lato per osservare meglio e vide Ugin colpire il terreno, l'onda d'urto li colpì e vennero sbattuti a terra. Al termine della cascata di detriti, Yasova vide Sarkhan allontanarsi e chiese dove pensasse di andare e lui rispose che andava a salvarlo, il Khan dei Temur disse che non era nel suo destino salvarlo e che lei non poteva permetterglielo. Sarkhan scattò verso di lei facendo un gesto accusatorio con la mano che poi divenne la testa di un drago che soffiò una fiamma che colpì Yasova in pieno petto facendola crollare all'indietro nella neve, per la forza della magia priva di sensi ma viva. 

Dopo che Sarkhan Vol salvò Ugin grazie all'edro, dall'alto della voragine Yasova urlò e chiese cosa aveva fatto, per poi iniziare a scendere dove si trovava lo sciamano. Vol osservò le tempeste draconiche e i nuovi draghi che ne uscivano fuori poi sorrise e rispose che aveva fatto ciò che era destinato a fare e la ringraziò mentre lei guardava perplessa il bozzolo di pietra che copriva Ugin e lo nascondeva alla vista. Poi vide Sarkhan svanire senza lasciare alcuna traccia. 

La caduta dei KhanModifica

Dopo che Daghatar il Khan degli Abzan abdicò a favore di Dromoka, Yasova ricevette l'invito di Shu Yun per un incontro tra i cinque Khan nella Fortezza di Dirgur. Si diresse da sola alla fortezza dei Jeskai e dopo che l'ora stabilita passò, fu la terza ad entrare nella sala dopo Alesha e Reyhan. Shu Yun l'accolse con un inchino che Yasova restituì prontamente, lui disse che era lieto di rivederla e lei rispose che non era sicura di poter dire altrettanto, che non voleva offendere, ma che avrebbe preferito che nessuno di loro si trovasse lì. Shu Yun replicò che non c'era nessuna offesa e che era sicuro che tutti loro avrebbero preferito qualcosa di diverso ma che la situazione era precipitata. Quando anche Tasigur arrivò, Shu Yun diede nuovamente il benvenuto a tutti e disse che quell'incontro era senza precedenti e che era spiacente della mancanza di un chiaro protocollo da seguire, si aspettava però che ognuno di loro avrebbe interagito con gli altri col rispetto dovuto al ruolo che ricoprivano. Nonostante le sue parole Alesha e Tasigur si punzecchiarono a vicenda ma prima che la situazione precipitasse Shu Yun disse loro di smetterla con le discussioni, che si trovavano lì perchè tutti i clan si trovavano in una situazione di grave pericolo e che non potevano più permettersi di lottare tra loro e nemmeno di combattere i draghi separatamente e che dovevano allearsi o i loro stili di vita sarebbero stati destinati all'estinzione. Alesha sostenne lo sguardo di Tasigur per un po', poi scosse la testa e disse che il Khan dei Jeskai aveva ragione e che se le circostanze fossero state migliori nessuno avrebbe viaggiato fino a lì e con sguardo severo Tasigur rispose che nessuno di loro lo avrebbe fatto. Shu Yun continuò che i draghi stavano invadendo le loro città ovunque, erano troppi e nessuno sembrava conoscere la causa dell'intensità maggiore delle tempeste draconiche.

Yasova parlò sommassamente e disse che lei conosceva la ragione e gli altri Khan si voltarono verso di lei che appariva provata e sconfitta. Raccontò che si trattava di un fatto avvenuto molti anni fa, che aveva avuto una visione in cui aveva previsto che le tempeste sarebbero terminate se lei avesse aiutato il maligno spirito drago a uccidere Ugin. Ci fu un mormorio nella sala, tutti conoscevano il nome di Ugin anche se nessuno era in grado di comprendere cosa fosse esattamente, inorridito Shu Yun chiese se lei avesse cercato di uccidere lo Spirito Drago e Yasova rispose che aveva dovuto, che i loro popoli morivano come il suo a causa dei draghi e poi chiese se loro avessero creduto di avere la minima possibilità di porre fine alle tempeste e di ottenere il controllo sui draghi se non avessero agito come lei. Alesha disse che porre fine alle tempeste avrebbe avuto conseguenze maggiori che prendere il controllo sui draghi, avrebbe portato alla loro estinzione e Tasigur con gli occhi che brillavano di avidità chiese se uccidendo Ugin potevano liberarsi dei draghi una volta per tutte. Yasova scosse il capo e disse che era stata una sciocca, che Ugin era potere e anche con l'aiuto di uno spirito come aveva potuto illudersi di ucciderlo? Reyhan chiese cosa fosse successo e Yasova disse che aveva guidato lo spirito fino a Ugin e che i due draghi si erano scontrati e tutti il loro mondo aveva tremanto. Shu Yun disse che ricordava i sismi che c'erano stati proprio prima dell'intensificazioni delle tempeste e Yasova continuò che tutto si stava avverando come nella sua visione l'altro spirito aveva abbattuto Ugin e poi svanì ma subito dopo arrivò un'altro spirito che lei aveva incontrato prima come un vagabondo e poi come un drago di una specie che non aveva mai visto e che costui si definiva sar-Khan e le aveva narrato di un futuro senza draghi, ma non quello che lei aveva visto nella sua visione; ma un futuro in cui i Khan erano consumati da lotte intestine e Tarkir era un luogo di rovina e morte. Disse che quando il corpo di Ugin aveva colpito il terreno aveva compreso il suo errore, che quel sar-Khan diceva il vero, Ugin stava morendo e una forza vitale del loro mondo stava morendo con lui, le tempeste stavano cessando di esistere e per un attimo ogni cosa si paralizzò, lei trovò e guarì il sar-Khan che era rimasto ferito per fargli delle domande perchè non era più sicura di aver vinto una giusta battaglia, ma lui usò un tipo di magia che non aveva mai visto e racchiuse Ugin in un gigantesco bozzolo di pietra incisa con delle rune draconiche, la sensazione di paralisi terminò, te tempeste ripresero con maggior vigore e il sar-Khan svanì.

Yasova disse che non sapeva cosa fare e tutto era diventato peggiore: aveva provato a mettersi in contatto con l'altro spirito drago per informarlo che Ugin era ancora in vita e implorarlo di finire ciò che aveva iniziato, di aprire un varco nella pietra con tutta la forza a sua disposizione, di guarire Ugin attraverso la pietra per implorarlo di calmare le tempeste o almeno riportarle a com'erano prima. Terminò che non aveva ottenuto alcun risultato e che il bozzolo era ancora là senza nessun graffio, con Ugin al suo interno e che le tempeste si erano scatenate da quel giorno. Per un attimo nessuno parlò, poi Reyhan disse con rabbia che era stata lei a permettere che ciò accadesse, che aveva ucciso migliaia di persone del suo popolo e obbligato altrettanti a inginocchiarsi davanti a un drago, chiese se avesse qualcosa da dire in sua difesa e se esisteva un solo motivo per cui lei non avrebbe dovuto portarla nell'unica fortezza rimasta sotto il controllo degli Abzan e appenderla alle sue mura. Shu Yun si mise tra le due donne, l'incontro era protetto dalla sua tregua e non avrebbe permesso che terminasse in modo violento. Yasova rispose a Reyhan di no e che era venuta da sola lasciando il suo clan nelle sue terre e che se voleva poteva ucciderla per ciò che aveva fatto e che lei voleva solo che qualcuno conoscesse la verità. Alesha disse che aveva agito come pensava fosse giusto e che nessuno poteva accusarla di quello, Reyhan aggrottò la fronte ma annuì e Shu Yun disse che non aveva interesse a trovare un colpevole né a dare assoluzioni, il suo obiettivo era una maggiore conoscenza, qualcosa che avrebbe potuto salvarli. Reyhan disse che era ovvio quello che dovevano fare: unire le forze e abbattere quel bozzolo; Tasigur aggiunse che dovevano abbattere Ugin e mettere fine alle tempeste. Shu Yun disse che i Jeskai non avrebbero supportato alcun tentativo di uccidere lo Spirito Drago e che Ugin era sempre stato alla ricerca dell'equilibrio, chiese se la loro memoria fosse così corta da avere dimenticato che era stato proprio lui a donare la magia dell'occultamento l'ultima volta che sembrava che i draghi stavano per sconfiggerli e che per lo Spirito Drago sia i clan che i draghi avevano il diritto di vivere e che se lui fosse stato presente non avrebbe permesso quella situazione. Reyhan disse che dovevano aprire il bozzolo e guarire Ugin e che se avessero fallito avrebbero sempre avuto il piano di Tasigur come riserva. Alesha disse che Ugin poteva sia aiutarli che punirli e ciò di cui dovevano preoccuparsi adesso erano i draghi dominanti che in sua assenza stavano prosperando. Shu Yun disse che la distruzione dei draghi non era una soluzione migliore della distruzione dei clan, dovevano ottenere equilibrio e quindi avevano bisogno di Ugin. Tasigur disse che il tempo dell'equilibrio era passato, Alesha lo interruppe e chiese se avessero sentito anche loro, tacquero e tutti poterono sentire suonare le campane a est. Shu Yun disse che erano i draghi, andò velocemente verso una finestra e vide decine di quelle possenti creature guidate da Silumgar. Tutti i Khan tranne Yasova iniziarono a impartire ordini, inviando messaggi alle loro truppe, per prepararsi all'attacco, poi si udì il suono di altre campane a nord e da quella direzione apparve Ojutai insieme ad almeno venti draghi della sua stirpe. I draghi erano molto territoriali e Reyhan chiese se le due stirpi di draghi si sarebbero scontrate e in risposta alla sua domanda i due imponenti gruppi di draghi si unirono in un'unica nube di morte in veloce avvicinamento alla Fortezza di Dirgur. Shu Yun disse che si stavano dirigendo tutti verso di loro e Yasova disse che non era mai successo che i draghi collaborassero tra loro; Shu Yun replicò che potevano farlo se pensavano di poter uccidere i Khan e Reyhan aggiunse che i tempi erano cambiati. Alesha chiese come facevano a sapere che si trovavano lì dal momento che non avevano utilizzato nessun vessillo e non credeva che avrebbero unito le forze solo per attaccare una fortezza e Reyhan rispose che qualcuno doveva averli avvertiti del loro incontro. Alesha mise la sua mano sulla spada guardò Shu Yun e disse che qualcuno doveva averlo fatto, il Khan dei Jeskai rispose che non aveva fatto nulla del genere e passò una mano sopra il suo tatuaggio che scintillò di una luce magica e continuò che nessun drago avrebbe sopportato di vederlo vivere e quindi era impossibile per lui allearsi con loro. Alesha replicò che avrebbe sacrificato la sua vita e anche le loro se avesse pensato che in quel modo avrebbe salvato il suo clan. Shu Yun disse che diceva il vero ma non l'aveva fatto e aggiunse che non pensava che sarebbe servito a qualcosa. Yasova li interruppe e chiese dove fosse Tasigur e tutti si voltarono verso le guardie Sultai, solo metà di loro era rimasta, l'altra metà era andata a comunicare gli ordini del Khan dei Sultai che però non era rimasto nella sala. Il comandante delle guardie disse che pensava che non l'avrebbero più chiesto e Alesha e le sue guardie del corpo attaccarono, il caos si scatenò nella stanza.

Dopo che lo scontro nella sala terminò e le guardie Sultai vennero uccise, Alesha sorrise e disse che i Khan erano uniti contro i draghi, non esattamente quello che aveva sperato, ma se lo sarebbe fatto bastare, Shu Yun si inchinò e disse che aveva un altro ruolo in quella storia, che augurava loro buona fortuna e buona caccia, di non sottovalutare Ojutai e che se avessero trovato Tasigur di ricordargli che si era recato lì in un momento di tregua, subito dopo il Khan dei Jeskai saltò giù dalla finestra. Yasova, Alesha e Reyhan unirono le forze contro i draghi, il Khan degli Abzan si posizionò dietro con le sue truppe che però alla fine vennero sopraffatte e Reyhan venne sconfitta da Silumgar in persona dando però con la sua morte il tempo a Yasova, Alesha e le due guardie Mardu di imbarcarsi e fuggire a bordo di un piccolo e rapido battello.

Tornata nelle sue terre Yasova mandò una lettera a Daghatar per informarlo della morte di Reyhan perchè pensava che dovesse saperlo. Poi insieme a un piccolo gruppo di guerrieri si diresse verso la valle nota col nome di Ayagor e scortò il cadavere di un mammut su un carro per Atarka. Davanti al drago dominante Yasova ordinò ai suoi uomini di indietreggiare e aspettarono che lei finisse di mangiare. Quando Atarka parve soddisfatta, Yasova uscì dal suo nascondiglio e lasciò il suo bastone, indicò la bestia che aveva portato e disse che non aveva più intenzione di combatterla, che era stanca di lottare, che quello era stato un dono e che se li avesse risparmiati ce ne sarebbero stati altri per lei. Atarka reclinò il capo, poi ruggì e Yasova disse ai suoi guerrieri che li aveva congedati e insieme lasciarono la valle. Camminarono in silenzio tornando alla caverna che usavano come rifugio contro i draghi e Yasova disse che non sapeva quanto tempo sarebbe stato necessario affinchè Atarka capisse che preferivano cacciare per lei anzichè combatterla e che era ancora meno sicura del fatto che a lei interessasse dire agli altri draghi di non mangiarli, ma che in ogni caso era un inizio. Yeran chiese se ne fosse sicura e Yasova rispose di no, ma che era sicura che non sarebbero sopravvissuti con il loro vecchio comportamento; terminò che il futuro non era ancora scritto e che stava a loro scriverlo, insieme, un giorno dopo l'altro.

Dopo la caduta dei KhanModifica

Diciotto anni dopo la caduta dei Khan, Yasova era alla guida di un gruppo di cacciatori tra cui c'erano anche le sue nipoti: Naiva e Baishya. Mentre le gemelle erano assenti, una valanga costrinse il gruppo a fuggire dal loro accampamento. Yasova curò alcuni dei feriti e venne raggiunta dalle sue nipoti. Baishya la informò che il popolo del vento le aveva dato un messaggio per lei, non comunicavano con loro da quando avevano accettato di servire Atarka. Alla fine della visione Yasova sentì la voce di Ugin dirle che qualcuno la stava cercando e di andare da lui. Un grido di avvertimento rivelò la presenza di tre draghi di Atarka che atterrarono verso di loro. Parlando in lingua draconica, uno di loro disse che avevano sentito l'odore della magia e ordinò di consegnare i loro sciamani o li avrebbero uccisi tutti. Yasova si fece avanti e, rispondendo nella stessa lingua, mentì. Per distrarli gli offrì uno "spuntino". Mentre i draghi mangiavano, Yasova fece indietreggiare tutti al riparo sotto gli alberi; i feriti che non potevano viaggiare sarebberp rimasti lì con le provviste finché non sarebbero tornati a recuperarli. Aveva deciso di andare alla tomba di Ugin: doveva scoprire cosa preannunciava la visione.

Incontro con Tae JinModifica

Yasova raggiunse le sue nipoti che stavano guardando un drago, riconoscendolo del Clan Ojutai. Baishya spiegò che Ojutai era un grande studioso e tutti i membri del suo clan lo erano a loro volta. Yasova replicò che studiavano la storia dei draghi, non quella degli uomini ed era stato proprio Ojutai a dare inizio alle epurazioni che avevano portato alla caduta dei Khan.

Mandò le gemelle in esplorazione, trovando uno straniero ferito. Lui si svegliò e spiegò che tre mesi prima il suo maestro aveva fatto un sogno e gli aveva detto che lui era destinato a compiere un lungo viaggio. Ojutai aveva distrutto gli archivi che Shu Yun aveva conservato per moltissime generazioni perchè voleva distruggere i ricordi del passato e dei loro antenati, così che i popoli conoscessero solo ciò che volevano i signori dei draghi; ma la storia che Ugin raccontò ai primi sciamani era sopravvissuta perché non era stata solamente trascritta, ma anche tramandata da maestro ad allievo, memorizzata e consegnata alle nuove generazioni. Lui si presentò come Tae Jin.

Vennero interrotti dall'arrivo del drago del Clan Ojutai, che parlò tramite l'aviano traduttore, dicendo che Tae Jin era accusato di sacrilegio e condannato a morte.

Ciò che è invisibileModifica

Yasova fece segno di uccidere il drago. Baishya usò la sua magia e Naiva scagliò la propria lancia e colpì al petto l'aviano che poi venne ucciso da Yasova. Tuttavia il gruppo si ritrovò presto in difficoltà. Un ululato ruggente giunse improvvisamente, il drago di Atarka che li stava seguendo apparve e attaccò l'altro drago. Approfittando della battaglia, il gruppo si allontanò e Yasova ordinò di proseguire verso la tomba di Ugin.

Mentre camminavano, Naiva le chiese se lei credesse all'esistenza di altri mondi. Yasova replicò che esisteva una buona quantità di conoscenza segreta che doveva essere nota a una sciamano e rimanere oscura a tutti gli altri. Senza aspettare che Naiva rispondesse, si rivolse a Tae Jin e gli disse di continuare la sua storia su Ugin e Bolas.

Raggiunsero un punto per accamparsi. Yasova e Fec raggiunsero Naiva, Baishya e Tae Jin che erano stati attaccati dal drago di Atarka. Dal momento che il drago era già ferito, riuscirono ad avere la meglio. Dopo lo scontro, Yasova accusò Tae Jin di averle mentito: lui portava il marchio del drago di un guerriero del fuoco spettrale. Sapeva che Shu Yun aveva stretto un accordo secondo il quale tutti i guerrieri del fuoco spettrale sarebbero morti in cambio della vita di tutti gli altri Jeskai e chiese come fosse possibile la sua esistenza.

Far sopravvivere le vecchie tradizioniModifica

Yasova disse a Tae Jin che avrebbero pagato con le loro vite se i draghi avessero scoperto che avevano aiutato un guerriero del fuoco spettrale: doveva dirle tutta la verità o l'avrebbe ucciso. Fec si avvicinò a loro e avvisò che c'era una tempesta draconica in arrivo. Il gruppo si mise al riparo in un rifugio all’interno delle rocce e Yasova affidò Tae Jin alle gemelle per andare a sbrigare altri compiti.

Tae Jin concluse il suo racconto con l'arrivo di Ugin su Tarkir. Yasova spiegò che diciotto anni prima fu testimone di una battaglia nei cieli che si concluse con la morte di Ugin; quella battaglia pose fine al Tarkir che aveva sempre conosciuto e portò tutti i clan su un nuovo percorso, un nuovo inizio sotto il dominio dei draghi. Quel giorno c’era un altro drago nel cielo che non era nato dalla tempesta draconica e che, dopo la fine del suo scontro con Ugin, non volò via ma semplicemente svanì. Naiva disse che era impossibile, ma sua nonna replicò che era possibile se esistevano altri piani e pochi potenti individui che potevano camminare tra essi passando da un mondo ad un altro. Inizialmente non volle crederci e fece un terribile errore: aiutò l'altro drago il cui nome era Nicol Bolas a uccidere Ugin. Tuttavia credeva che gli edri evocati da Sarkhan Vol avessero fatto in modo che parte dell’essenza di Ugin sopravvivesse. Era sicura che lo Spirito Drago stesse cercando di mettersi in contatto con loro e quelle visioni erano un avvertimento. La loro conversazione venne interrotta da Mattak, che la chiamò per farle vedere una cosa.

Sangue e fuocoModifica

Informata della presenza di Atarka, Yasova non potè fare nulla quando il drago, dopo che ebbe raggiunto il suo gruppo, uccise Darka. Atarka chiese se fosse stata lei a uccidere uno dei suoi discendenti. Yasova raccontò solo una parte della verità e spiegò che ad uccidere il drago era stato uno della stirpe di Ojutai: loro l'avevano vendicato e ora lei avrebbe potuto banchettare con un drago. Atterrata accanto al corpo del drago del Clan Ojutai, Atarka notò Tae Jin e riconoscendolo come straniero chiese chi fosse. Yasova rispose che apparteneva al suo gruppo di caccia e fece notare che se lo avesse lasciato in vita avrebbe ottenuto una vittoria contro Ojutai dal momento che l'altro drago lo voleva morto. Atarka rise con crudeltà e disse a Tae Jin di raccontarle una storia mentre banchettava. Una volta terminato il pasto, Atarka disse che esisteva una sola legge: mangiare. Si rivolse a Yasova e disse che poteva tenere con sè lo straniero, poi volò a nord-est, verso Qal Sisma.

Yasova si avvicinò a Tae Jin e chiese della storia che aveva raccontato: era simile a quella che aveva narrato di Ugin, ma non era la storia dello Spirito Drago. Lui spiegò che inizialmente voleva raccontare della caduta dei Khan, ma poi un'altra storia gli era giunta alla mente tramite un sussurro e aveva narrato quella. Lei rispose che dovevano raggiungere velocemente la tomba di Ugin.

Un estraneo familiareModifica

Arrivati vicini alla tomba di Ugin, Yasova fece fermare il gruppo. Lanciò un richiamò per Mevra, ma non ottenne risposta e decise di dividere il gruppo: mandò Fec in esplorazione, ordinò a Mattak, Oiyan, Rakhan e Sorya di restare lì insieme a Tae Jin e disse alle gemelle di andare con lei. Yasova guidò le sue nipoti davanti a una grande roccia nascosta dalla vegetazione su cui era inciso l'artiglio dei Temur, rivelando l'entrata di un tunnel. Erano in un luogo sacro dove gli sciamani andavano per meditare, nascosto alla vista dei draghi grazie alla magia. Baishya notò dei larghi cappucci e chiese cosa fossero. Yasova rispose che si trattava delle vesti di una sciamana e spiegò che il giorno in cui non si sarebbe più potuta celare ad Atarka, si sarebbe dovuta unire a coloro che erano nascosti. Si rivolse a Naiva e le disse che lei aveva l’abilità di diventare una grande cacciatrice e di aiutare il loro popolo, ma aveva anche la possibilità di fare qualcosa di ben più importante: mantenere viva la conoscenza della loro vera identità. Mostrò le incisioni e disse che raccontavano la storia del passato: fintanto che i loro antenati fossero sopravvissuti nei loro ricordi, ci sarebbe sempre stata la speranza di poter reclamare ciò che erano.

Le guidò attraverso il tunnel, osservando Fec che parlava con Mevra. Fec le fece un segno di cautela e quando l'altra chiese di incontrare Yasova, lui rispose che avrebbe portato il suo messaggio. Yasova spiegò che si trovava davanti a un grave pericolo; la donna che avevano visto aveva l'aspetto di Mevra, ma era sicura che non fosse realmente lei e tramite i suoi segnali Fec le aveva fatto capire che sospettava la stessa cosa per via dei suo olfatto. Disse che nel mondo esistevano altre forme di magia come ad esempio un'illusione abbastanza potente da mostrare ciò che in realtà non esisteva, ma per scoprire la verità si sarebbe dovuta avvicinare e parlare con quella donna. Sospettava fosse tutta una trappola, visioni inviate dall'intruso che aveva causato l'inizio del dominio dei signori dei draghi. Se fosse successo qualcosa a lei, avrebbero dovuto aspettare lì per un mese e poi tornare ad Ayagor e dire a Gerrak di prendere il suo posto al comando della tribù. Dopo che finì di parlare, se ne andò.

Venne raggiunta da Naiva e chiese cosa fosse successo. Sua nipote spiegò che Baishya era stata attirata da Ugin che l'aveva intrappolata in uno strano sogno; lei l'aveva seguita, ma appena l'aveva toccata si era addormentata a sua volta e aveva visto ciò che vedeva sua sorella: ricordi dello Spirito Drago. Si era spostata e il legame si era spezzato, ma la sua gemella stava ancora dormendo. Naiva raccontò ciò che aveva visto; Yasova capì che Ugin non era morto, ma neanche risvegliato, e stava comunicando con loro attraverso sogni e visioni. Mevra era sicuramente morta, i loro compagni si erano nascosti nella caverna sacra e lei si sarebbe dovuta unire a loro. Yasova disse che voleva provare a comunicare lei stessa con Ugin, tramite Baishya, per scoprire cosa volesse.

Ciò che non è scritto adessoModifica

Risvegliatasi dalla trance, Yasova tolse il coltello a Naiva e la lanciò contro la parete. Vedendo che era tornata in sè, Yasova disse che Nicol Bolas era tornato e aveva manipolato i suoi pensieri e le sue emozioni con il tocco mentale. Naiva disse che Bolas voleva che la portasse da lui e aveva minacciato di distruggere Tarkir se lei avesse fallito. Yasova disse che Ugin le aveva convocate per combatterlo in astuzia. Naiva era l'unica che potesse vedere i ricordi di Ugin vissuti da sua sorella e doveva prenderle la mano per scoprirli. Le due le raccontarono la visione e Yasova disse che aveva intenzione di andare da lui. Sarebbe stata Baishya a uscire al posto di Naiva, fingendo di essere la sua gemella, mentre lei sarebbe rimasta ad aspettare lì dentro. Per evitare i poteri di Bolas, Yasova spiegò che avrebbero dovuto usare la magia sciamanica di Baishya.

Le due raggiunsero Bolas, riuscendo a fargli credere che il Sole Immortale era puntato su quel punto e che in pochi istanti si sarebbe attivato per imprigionarlo su un altro mondo. Non potendo rischiare di perdere tempo per scoprire se gli stessero dicendo la verità, Bolas andò via. La sua partenza causò una valanga che avrebbe ucciso entrambe, ma Baishya protesse entrambe. Tornate indietro si rimisero in cammino con gli altri verso un rifugio. Baishya chiese se anche lei poteva imparare a viaggiare tra i piani o se si trattava di una magia riservata solamente ai draghi. Sua nonna rispose che in passato aveva incontrato un planeswalker umano.

Yasova invitò Tae Jin a rimanere, ma lui doveva tornare per finire il suo addestramento per tramandare le conoscenze dei Jeskai. Yasova disse che il clan Temur non doveva morire, anche vivendo nascosto finché non si sarebbe potuto risvegliare nuovamente. Lei sarebbe ritornata a Ayagor per far continuare a credere ad Atarka di aver ucciso tutti gli sciamani. Baishya doveva rimanere lì nascosta per continuare a comunicare con Ugin, aiutata da Fec e Naiva.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

CurioritàModifica

  • Yasova cedette una parte del territorio Temur ai Sultai. Dapprima i Temur si opposero, poi compresero che aveva ceduto l'area di riproduzione dei distruttivi Krushok.
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