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Xenagos era un satiro planeswalker che usava il mana rosso e verde.

Primi anniModifica

La storia di violenza e di ego di Xenagos iniziò prima che lui nascesse: uccise sua sorella gemella mentre erano ancora nel ventre materno. Col tempo, sua madre, Raissa, lo diede alla luce consapevole che suo figlio era destinato a qualcosa di speciale e a differenza delle usanze degli altri membri della sua razza rimase con lui per crescerlo.

Nei primissimi anni della sua vita, Xenagos iniziò a mostrare un totale disprezzo per la vita e alla fine uccise un altro bambino costringendo Raissa a fuggire con lui da Setessa. A sei anni cominciò a tentare di uccidere la propria madre, e rimase impressionato dalla sua capacità di sopravvivere ai suoi tentativi. Nonostante ciò, Raissa desiderava solo ottenere risposte e alla fine le ottenne confuse e terrifficanti: ebbe una visione dell'ascesa al potere di suo figlio dove sfidava gli stessi dei. 

Ascesa del satiroModifica

Prima di diventare un planeswalker, Xenagos era come il resto della sua specie: un edonista che conduceva una vita di piaceri senza limiti. Il suo stile di vita ha portato alla sua ascensione, la sua scintilla si accese durante il Bakkeia. La sua nuova condizione lo espose a una triste realtà: era insignificante nel grande schema delle cose. La rivelazione gli causò un trauma e lo fece diventare progressivamente più ambizioso.

Theros: Godsend, Parte 1Modifica

Tornato sul suo mondo, le ambizioni di Xenagos si erano evolute in un desiderio di divinità a titolo definitivo: aderire o sostituire le divinità di Theros. Manipolò in segreto le azioni della maggior parte degli dei del piano sfruttando le loro diffidenze e le loro paure in modo da spingerli a cercare di ottenere per sè stessi la Nemesi degli Dei, l'arma di Elspeth Tirel. A causa sua gli dei finirono quasi per distruggere gran parte del piano e si fermarono solo grazie al Silenzio di Krufix.

Journey into Nyx: Godsend, Parte 2Modifica

Per realizzare il suo obiettivo, Xenagos iniziò a eseguire dei rituali che indebolirono le linee di confine tra Nyx e il mondo degli umani. Ciò causò l'apparizione di creature esclusivamente del regno degli dei anche sul mondo mortale, che iniziarono ad attaccare l'umanità. Ignari del piano del planeswalker, le divinità iniziarono prima a incolparsi tra loro e poi scatenarono la loro ira sui "veri colpevoli": gli umani. Mogis in particolare scatenò la sua orda di minotauri per sterminare completamente la razza umana e concentrò la sua ira su Akros. La città finì sotto l'assedio dell'orda.

Coma parte del suo piano, Xenagos si fece catturare e incatenare nelle prigioni di Akros. Lì chiese di poter parlare con Elspeth Tirel che guidava l'esercito di eroi di Meletis e Setessa venuti in soccorso di Akros. La campionessa del sole decise di parlare con lui e il satiro le disse che lui sapeva come avrebbero potuto distruggere l'orda di minotauri senza nemmeno combattere: dovevano sollevare il fiume che attraversava Akros per spazzare via gli invasori. Il piano funzionò, Akros si sollevò e l'orda venne sconfitta.

Dopo aver condotto gli eserciti di Akros alla vittoria, re Anax ordinò di celebrare una festa per onorare la sua vittoria. Durante i festeggiamenti, Xenagos apparve nella tenda di Elspeth e Daxos mentre i due dormivano, entusiasta di quando bene lei avesse eseguito il suo piano, usò la sua magia per farle ricordare uno degli eventi più oscuri della sua memoria e poi uscì fuori. A causa sua Elspeth uccise involontariamente Daxos. La celebrazione della vittoria divenne il rituale finale di cui Xenagos aveva bisogno e alla fine il satiro ascese come divinità e iniziò la sua scalata verso Nyx.

Anche sè è diventato il dio della dissolutezza, Xenagos è ancora un planeswalker. Il suo dominio comprende l'indulgenza, la distruzione e la derisione. Egli intende diffondere la sua influenza su Theros in modo che il piano diventi un "divertimento senza fine". Senza rendersene conto, il nuovo dio diventò ciò che un tempo disprezzava di più: un tiranno e un oppressore; i suoi svaghi comprendevano la morte di innocenti per puro divertimento, noncurante della distruzione e del caos causato dalle creature di Nyx apparse a causa sua.

Venne raggiunto su Nyx da Elspeth e Ajani che lo affrontarono. Lo scontro fu duro ma alla fine Elspeth riuscì a colpirlo con la Nemesi degli Dei e scaraventò il suo corpo su Theros. Privato della sua condizione divina, il satiro venne colpito da una freccia di Nylea che mise fine completamente alla sua vita.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

CuriositàModifica

  • Rispondendo a una domanda, Mark Rosewater ha confermato la morte di Xenagos.
  • Xenagos è probabilmente ispirato a Pan, che è spesso rappresentato come satiro.
  • Nella sua forma divina è ispirato probabilmente a Dioniso.


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