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Vraska è una gorgone planeswalker che usa il mana nero e verde.

Brandisce una serie di magie collegate alla sua natura di gorgone. È specializzata nelle magie di morte, furtività e pietrificazione. Venne ingaggiata da Nicol Bolas per recuperare il Sole Immortale su Ixalan, ma quando scoprì che l'obiettivo del drago era conquistare Ravnica, si fece alterare i ricordi da Jace Beleren per poter agire come agente dormiente contro di lui. Grazie a Bolas divenne la capogilda dei Golgari al posto di Jarad Vod Savo.

AscesaModifica

La vita di Vraska nella Città Sepolta, era molto semplice. Tuttavia, su Ravnica anche una vita semplice può essere distrutta dalla politica. Gli Azorius emanarono un mandato di arresto di massa per qualsiasi membro fedele ai Golgari e visto che lei era una gorgone diedero per scontato che facesse parte della gilda e Vraska fu tra quelli fermati e portati in carcere, che rapidamente si riempì fino a far diventare il numero dei prigionieri maggiore delle guardie. Scoppiò una rivolta e Vraska e i suoi compagni furono condotti in un altro luogo più sicuro, mentre la rivoluzione continuava.

Dopo diverse ore, le guardie iniziarono a innervosirsi e a diventare violente, finendo per colpire i prigionieri, sfogando l'ira su di loro. Molti dei prigionieri Golgari lavorando insieme riuscirono a liberare Vraska, ma vedendola libera e comprendendone la minaccia, le guardie la pestarono senza tregua fino a renderla in fin di vita. Quando sembrava che per lei fosse arrivata la fine, la sua scintilla si accese, portandola lontana dal suo mondo.

Ritorno a RavnicaModifica

Immersa nel buio e incapace di comprendere cosa fosse successo, Vraska passò molto tempo per imparare a controllare le sue abilità. Due anni dopo la sua scomparsa tornò a Ravnica. Nei suoi viaggi aveva imparato una lezione importante, un credo con cui viveva la sua vita Una persona deve morire della morte che si è meritata.

Cominciò a raccogliere seguaci nel suo viaggio, per portare la sua giustizia a coloro che riteneva meritevoli della sua vendetta. Molti morirono in suo nome, con delle morti legate al modo in cui avevano vissuto le loro vite. Tra le sue vittime e quelle dei suoi seguaci, c'era sempre un posto speciale per i membri degli Azorius. Lentamente, cercò coloro che avevano causato l'arresto e che erano coinvolti nella rivolta: le guardie e gli arbitri, tutti coloro che erano collegati in esso in qualche modo trovarono la morte per mano sua o dei suoi seguaci.

Ricercata dagli AzoriusModifica

Sebbene non conoscano la sua vera identità, gli Azorius la stanno cercando per gli omicidi che lei e i suoi seguaci hanno commesso.

Al servizio dei GolgariModifica

Durante il suo soggiorno a Ravnica, Vraska ha fornito i suoi oscuri servizi alla gilda Golgari. La sua magia le permette di rintracciare il bersaglio, distruggere le proprie vittime silenziosamente e quando è necessario, evocare dalle ombre degli assassini in grado di svolgere il lavoro per lei. I Golgari la vedono come una specialista di morti misteriose che accetta solo i lavori che vuole e che in cambio richiede strani favori e oscuri trofei.

Vraska rimane per lo più fuori dalla politica delle gilde di Ravnica e del funzionamento interno dei Golgari, termina il suo lavoro e se ne va, scomparendo nel nulla, fino al prossimo lavoro che attira il suo interesse. Il suo potere è evidente, ma le sue vere motivazioni sono un mistero anche per le altre gorgoni. All'insaputa della sua gilda, passa una buona quantità del suo tempo su altri piani del multiverso, usando le sue letali abilità per accumulare esperienza e qualche "souvenir" dai suoi viaggi, espandendo lentamente la sua collezione di trofei e di vittime pietrificate in molti mondi.

La gorgone e il patto delle gildeModifica

Per attirare Jace Beleren nella sua trappola, Vraska pietrificò diversi abitanti di Ravnica e li portò vicino alle gallerie dei Golgari, ma non al suo interno, in modo che gli Azorius potessero trovarli. Posizionò le vittime in modo che formassero il nome del mago mentale sicura che avrebbe compreso il suo messaggio nascosto negli anagrammi dei nomi delle vittime.

All'interno della galleria, Vraska preparò i suoi assassini: quattro nascosti nell'ombra e uno in vista in attesa di Jace. Quando il planeswalker apparve, la falsa assassina recitò bene la sua parte facendolo avvicinare, ma prima che lui potesse leggerle la mente, Vraska trasformò la donna in una statua di pietra e poi gli chiese se avesse già letto la sua di mente. Jace si voltò per guardare la vera assassina per poi distogliere subito lo sguardo quando capì che era una gorgone. La chiamò con il suo nome e rispose di no. La Golgari fece notare che aveva sentito parlare di lei e lui rispose che aveva sentito il suo nome ma che non sapeva fosse una planeswalker. Vraska gli chiese se aveva capito perchè era lì e Jace rispose che sospettava che volesse mostrargli qualcosa e sarcasticamente aggiunse che sperava non fosse il suo sguardo. Vraska rispose che voleva dimostrare ciò che era dentro di lui e vedere se era un alleato di Ravnica. Jace le fece notare che uccidere gli abitanti del piano era uno strano modo di essere alleato di Ravnica. Vraska contestò che aveva rubato il controllo del patto delle gilde, poi con calma aggiunse che Ravnica non era il suo mondo eppure lui aveva un forte interesse per esso. Jace replicò che stava solo cercando di evitare che le gilde si distruggessero a vicenda, che la responsabilità del patto era scesa su di lui e che la prendeva sul serio, aggiunse che lei non voleva offrire il suo aiuto. La gorgone chiese cosa pensava volesse da lui e Jace rispose che voleva distruggerlo per governare Ravnica. Vraska rispose che la sua morte le avrebbe liberato le mani dal momento che il suo inganno colossale le aveva imposto dei vincoli, concluse che era pronta ad ucciderlo adesso. Vraska si girò di scatto guardando Jace in pieno viso, ma invece di trasformarsi in pietra il mago mentale scomparve. Vraska chiese a voce alta se potevano fare a meno delle illusioni. Jace apparve da dietro una colonna e replicò che prima avrebbe dovuto mandare via i suoi quattro assassini. Vraska sorrise, Jace disse che apprezzava il complimento ma che era sicuro che lei fosse in grado di ucciderlo per conto proprio. La gorgone fece un segnale verso le ombre mandandoli via. Una volta soli, Jace chiese nuovamente se voleva ucciderlo e Vraska scosse la testa con aria di rimprovero e gli disse di pensare a quale sarebbe stato il suo scenario ideale e di rispondersi da solo. Jace rispose che dal momento che il patto delle gilde era una persona vivente avrebbe potuto usarlo a suo vantaggio manipolando le sue decisioni a suo favore. Chiese che tipo di leva pensava di avere su di lui e lei rispose se conosceva i nomi di tutti gli assassini che circondavano la casa di Emmara Tandris. Jace si oscurò in volto e disse con cautela che le persone che vivevano nella casa dell'elfa erano sue illusioni e che tutta la casa era una trappola elaborata che avrebbe fermato tutti i suoi assassini appena avrebbero provato a colpire. Vraska replicò che probabilmente stava bluffando, si avvicinò fino ad arrivare dietro di lui, continuò dicendo che non avrebbe comunque rischiato, ma che non aveva importanza perchè aveva intenzione di minacciare altre "cose" a cui teneva pertanto non aveva altra scelta se non accettare di lavorare per lei. Jace rispose che non l'avrebbe mai fatto e che Ravnica era sotto la sua protezione. Vraska sibilò e un viticcio di serpente toccò l'orecchio di Jace. La Golgari disse con sarcasmo che Ravnica era fortunata, poi chiese se aveva intenzione di proteggere il piano nello stesso modo in cui aveva protetto Kallist e Kavin o per quanto riguardava Garruk. Jace replicò che aveva fatto degli errori ma che intendeva usare la sua posizione per espiare le sue colpe. Chiese di Garruk e Vraska rispose che non sapeva cos'era diventato. Jace chiese spiegazioni, ma la Golgari rispose che non aveva importanza e che sicuramente aveva già fallito pure con lui. Gli disse che era una piaga, un flagello per tutti coloro che diceva di voler proteggere e che solo dichiarando la sua fedeltà a lei avrebbe fatto un favore a tutto il piano. Poi lo attaccò. Un serpente si chiuse attorno al collo di jace che lo afferrò cercando di rimuoverlo mentre altri serpenti cercarono di costringerlo ad aprire gli occhi. Il mago mentale attaccò la sua mente ma Vraska non sè ne curò e colpì le immagini di Jace che l'attaccavano da diversi punti facendole sparire, ma esse apparivano sempre più velocemente e la gorgone iniziò leggermente ad allentare la presa. Nuove immagini di loro due apparvero circondando Vraska in un'orda da incubo. Lei li pietrificò e le statue si moltiplicarono formando una gabbia di pietra. Vraska strinse nuovamente il collo di Jace e gli disse di far sparire le immagini, le statue iniziarono a parlare e le dissero che aveva vinto. Lei gridò loro di stare indietro ma con un guizzo di esitazione nella voce. Le statue dissero che Jace l'avrebbe aiutata ma prima era necessario conoscere il suo piano, se lei lo avesse ucciso, il patto vivente non avrebbe più potuto influenzare le gilde per lei, doveva dimostrare di essere degna. Vraska strinse con forza la testa di Jace e disse che grazie a lui avrebbe indebolito le gilde in modo da permetterle di assassinare tutti i dieci capigilda. Lei era nata per uccidere e molti nell'ombra rispondevano a lei. Per un attimo gli occhi delle statue lampeggiarono accecandola e lei alzò una mano per proteggersi, poi le dissero che c'era un vertice in corso di capigilda di gilda a Sol-Dimora e che tutti i presenti avevano sentito le sue parole. Infuriata, Vraska spezzò il collo di Jace ma invece del cadavere del mago mentale vide l'assassina che aveva pietrificato prima. La Golgari urlò la sua rabbia distruggendo la gabbia di pietra ma invece di rompersi i pezzi si richiusero su di lei formando immagini di gorgone che l'attaccavano. Lei saltò indietro e poi viaggiò nella cieca eternità.

L'orgoglio dei KraulModifica

Durante un consulto degli assassini dell’Ochran, Vraska incontrò Mazirek. Il necrosciamano alla guida dei Kraul offrì incantesimi agli assassini e Vraska era stata l’unica a continuare la conversazione. I due si vedevano con regolarità per discutere di teologia e politica e la loro amicizia si era stretta sempre di più con il passare degli anni. Durante uno dei loro incontri Mazirek spiegò che i Kraul agivano solo grazie a un singolo condottiero dell’alveare; lui era nato per quello scopo. Lei chiese se si sentisse mai intimidito dalla responsabilità e l'altro rispose che aveva dedicato la sua vita all’apprendimento dei loro metodi e all’addestramento per diventare un maestro della morte; quando il momento era giunto e la richiesta gli era stata fatta, era pronto a diventare il condottiero del suo popolo: nessun altro Kraul possedeva i suoi stessi talenti. Con un sorriso Vraska commentò che era stata definita egocentrica per aver mostrato la stessa decisione. Confuso, l'altro disse che i Kraul non avevano alcun concetto di egocentrico, l’orgoglio era irrilevante nel loro insieme. Chiese quale fosse l'obiettivo dell'orgoglio. Vraska cercò di dare forma ai suoi pensieri in modo che il suo amico comprendesse e rispose che durante tutta la sua vita, molti avevano commesso l’errore di non prenderla sul serio, come un’esperta o come una minaccia: se qualcuno le mostrava mancanza di rispetto, lei era obbligata a prendersi cura di se stessa con una decisione che non lasciasse alcun dubbio.

Successivamente Vraska ricevette un infuriato Mazirek che le disse che a Jarad e agli altri elfi non importava di ciò che succedeva ai Kraul: Il capogilda aveva ridotto le loro razioni di cibo e ignorato le loro richieste; preferiva farli morire di fame che permettere alla sua razza di avere influenza sullo Sciame Golgari. la loro lealtà non aveva alcun valore per loro. Vraska rispose che non era l’unico a sentirti così: Kraul e gorgoni si trovavano tutti nell’ombra e la loro voce non veniva ascoltata da un sacco di tempo. Mazirek disse che il cambiamento di cui avevano bisogno sarebbe potuto avvenire solo con un’azione di guerra, ma un tale conflitto sarebbe stato un costo troppo elevato per il suo popolo. Vraska sorrise e rispose che esistevano molti metodi per generare un cambiamento senza ricorrere al sangue.

Il ritorno e la partenza di VraskaModifica

Durante l'assenza di Jace, Vraska tornò su Ravnica ed eliminò alcuni membri influenti degli Azorius, pietrificandoli.

Successivamente, dopo che il telepate tornò sul piano, Vraska andò via viaggiando nella cieca eternità.

Una missione per VraskaModifica

Dopo che trovò un'invito che le permetteva di raggiungere un piano artificiale, Vraska si recò lì incuriosita: l’intera faccenda sembrava una trappola. Si ritrovò in un cortile sommerso da acqua che le arrivava alle caviglie, circondato da fulmini violacei tesi a formare una gabbia, era uno scenario allarmante, ma Vraska ricordò le informazioni trasmesse dalla seconda parte del messaggio e fece del suo meglio per ricordare la magia che le avrebbe consentito l’accesso. Allungò una mano e tracciò un ampio cerchio nell’aria, mentre con l’altra eseguiva una serie di gesti rapidi. Il bagliore svanì, la gabbia magica scomparve e un drago comparve dinanzi a lei. Si presentò come Nicol Bolas e disse che era lieto che avesse accettato il suo invito e spiegò che voleva che mettesse il suo talento al suo servizio. Vraska rispose che non era interessata a nuovi clienti e Bolas replicò che non era interessato alle sue abilità di assassina. La gorgone ammutolì, fino a quel momento, era sempre stata assoldata per uccidere. Il drago continuò che lei voleva essere una condottiera, che desiderava ardentemente un mondo migliore per coloro che considerava i suoi compagni e che era disposta a qualsiasi cosa purché essi ottenessero il rispetto che meritavano. Vraska chiese se le aveva letto la mente e Bolas rispose che le stava tuttora leggendo nel pensiero. A quelle parole la gorgona cominciò a raccogliere l’energia magica necessaria per pietrificarlo ma il drago la fermò dicendole che poteva fare di lei il capo dei Golgari. Vraska si fermò, pensò a Mazirek, ai Kraul, agli altri assassini dell’Ochran e al malvagio Jarad che regnava con violenza incurante sui più oppressi tra gli oppressi. Ricordò i suoi anni di isolamento e l’atroce crudeltà degli Azorius: nessuno meritava di soffrire tanto quanto chi voleva soggiogare i suoi simili. Chiese cosa volesse in cambio. Bolas disse che doveva recuperare un'oggetto che si trovava a Orazca su Ixalan, chiamare il suo socio perché lo trasportasse via e lui le avrebbe fornito i mezzi per guidare la sua gilda verso la gloria che meritava. Vraska si sentì onorata, allarmata ed emozionata allo stesso tempo; nessuno l’aveva mai assoldata per qualcosa che non avesse a che vedere con la morte di qualcun altro. Ogni aspetto dell’offerta si annunciava pericoloso e non c’era nulla in quella bestia che ispirasse fiducia, ma Vraska ripercorse mentalmente la sua vita: un contratto dietro l’altro, una morte dopo l’altra, svolgendo un ruolo che altri le avevano assegnato senza l’opportunità di fuggire. Accettò la sua proposta pensando che se le cose si mettevano male poteva sempre tradirlo, ma Bolas replicò a quel pensiero dicendole che non poteva farlo. Il drago le donò una bussola taumaturgica spiegandole che quell'oggetto l'avrebbe guidata nella sua ricerca della cittò dorata e poi disse che le avrebbe donato la conoscenza di due concetti: le trasmise la magia per chiamare il suo socio a Orazca senza però rivelarle la sua identità e poi la inondò di informazioni sulla navigazione. La mente di Vraska fu sommersa da un oceano di conoscenze. Digrignò i denti e chinò il capo dolorante, si rimise in piedi traballando: l’ampio catalogo di nuovi concetti nautici che aveva in testa sembrava un doloroso incrocio tra una sessione di studio intensivo e una sbornia. Bolas disse a Vraska di partire per il suo viaggio e l'avvertì che non sarebbe potuta tornare finché la sua missione non sarebbe stata compiuta. La gorgone si disse che il fine giustificava i mezzi e se portava a termine quella missione, avrebbe ottenuto quello che aveva sempre voluto per lei e la sua gente. Lo spazio attorno a lei sprofondò nelle tenebre, Vraska si diresse verso uno squarcio di notte apertosi nell’aria pomeridiana e viaggiò tra i piani fino ad arrivare a casa: doveva prepararsi per il viaggio.

Blocco di IxalanModifica

Vedi Vraska (Planeswalker)/Ixalan.

La ricompensaModifica

Completata la missione su Ixalan, Vraska tornò prima su Ravnica e poi viaggiò sul piano di meditazione dove Nicol Bolas la stava aspettando. Lui le lesse la mente, mentre Vraska pensò con orgoglio a ogni suo gesto: aveva trovato Orazca, osservato una sfinge scatenare la propria furia sulla città dorata e aveva usato il Sole Immortale per trasformare quella creatura alata e decine di altri nemici in oro. Bolas si congratulò e Vraska si inchinò, sentendo un oggetto manifestarsi in una delle sue tasche, poi andò via.

Tornata nei suoi appartamenti su Ravnica, si ritrovò confusa: aveva la sensazione che a Bolas fosse sfuggito qualcosa di importante. Era inquieta, ma rimosse dalla mente quella sensazione: aveva ottenuto ciò che desiderava. Infilò una mano in tasca e lesse il messaggio: Jarad era stato imprigionato e lei era la nuova capogilda Golgari. Sorrise e rimase in contemplazione di ciò che avrebbe detto a Jarad prima di pietrificarlo.

Prima della Guerra della ScintillaModifica

Regina GolgariModifica

Insieme ai suoi alleati, Vraska raggiuse il luogo dove si era isolato Jarad insieme ad altri elfi e servitori non morti, in una zona scarsamente popolata della Città Sepolta. Spiegò che era intenzionata a prendere il suo posto e Jarad ordinò la sua morte. Due elfi Cilia si fecero avanti ma, dopo un breve scontro, vennero uccisi da Vraska e Mazirek. Gli Antecessori non fecero nulla. Jarad ordinò a Storrev di intervenire, ma la lich lo tradì: lui era il passato, mentre Vraska il futuro. Jarad disse che gli altri elfi si sarebbero ribellati, ma Vraska replicò che la maggior parte di loro aveva servitori Antecessori: avrebbe risparmiato solo quelli che non si fossero opposti a lei. Ordinò a Xeddick di estrarre tutti i segreti di Jarad dalla sua mente e, dopo che il kraul completò la sua missione, lo pietrificò, uccidendolo.

Il discorso della capogildaModifica

Dopo che Vraska divenne la nuova capogilda, tra i Golgari si scatenò il caos dovuto al cambio di leadership. Vraska andò alla Fortezza Sospesa, dove tenne un discorso, molto appassionato, alla folla. Ignara che sul suo vestito ci fosse nascosta una falsa prova di omicidio, Vraska venne "salvata" da Bozak, che riuscì ad avvicinarsi a lei e afferrò il fungo per poi correre verso la finestra e gettarsi di sotto in modo che i Boros non trovassero nulla da usare contro di lei.

I ricordi di IxalanModifica

Dopo aver pietrificato l'ennesimo assassino Devkarin rendendolo una statua per il suo trono, Vraska si chiese cosa non andasse in lei. Alcuni ricordi delle sue ultime avventure erano molto vaghi, sconnessi tra loro, ma se cercava di concentrarsi troppo iniziava a sentire un forte mal di testa. Si disse che aveva ottenuto tutto ciò che desiderava e si chiese perchè si sentisse così vuota. Sentì il tocco mentale di Xeddick, il kraul entrò nella stanza e le confessò che aveva visto la forma della sua mente e aveva scoperto che c'era un "buco". Allarmata la gorgone chiese se qualcuno avesse preso qualcosa e quando fosse successo. Il kraul la tranquillizò e le spiegò che non mancava nulla: si trattava di qualcosa che era stato sigillato, fatto prima che loro due si incontrassero, ma recentemente il "buco" si era spostato verso la superficie e quello era il motivo per cui lui l'aveva notato. Vraska chiese se poteva infrangere il sigillo. Xeddick rispose di si, ma spiegò che dal momento che nella sua mente non erano presenti "cicatrici" di uno scontro mentale significava che lei aveva acconsentito a farsi sigillare la mente. Inoltre, il telepate che aveva fatto "l'operazione" era molto più potente di lui e una volta sbloccata la sua mente non sarebbe stato in grado di tornare indietro. Temeva che quei ricordi avrebbero potuto cambiarla, ma non voleva nemmeno vederla triste. Vraska lo ringraziò per la sua premura, ma aveva bisogno di sapere cosa ci fosse nella sua mente. Xeddick rimosse il blocco mentale. I ricordi delle sue avventure con Jace su Ixalan esplosero nella sua mente così come i piani di Nicol Bolas per conquistare Ravnica. Dopo essersi ripresa dalle numerose informazioni recuperate, Vraska decise di inviare uno zombie messaggero a Ral Zarek chiedendo di incontrarlo di persona per discutere del Vertice delle Gilde.

Nuovi alleatiModifica

Insieme a Xeddick, Vraska incontrò Ral e Hekara. Quando l'Izzet disse che una sua collega sospettava che lei lavorasse per Bolas, Vraska confermò che aveva lavorato per lui ma che adesso le sue intenzioni erano cambiate. Raccontò che aveva incontrato Jace su Ixalan, che erano diventati amici e che avevano scoperto che lo scopo finale di Bolas era arrivare su Ravnica e conquistarla col suo esercito di campioni non morti. Lui le aveva promesso la guida dei Golgari ma non le aveva parlato delle sue intenzioni di devastare la sua casa: Jace l'aveva aiutata a capire che dovevano fermarlo ma per evitare che Bolas scoprisse il suo tradimento si era fatta alterare la memoria dal telepate che però non era ancora tornato ma al suo posto era stato il suo amico Xeddick ha trovato i ricordi bloccati e a restituirglieli. Ral chiese come faceva a fidarsi di lei e Vraska rispose che desiderava sconfiggere Bolas e proteggere il suo popolo. L'Izzet replicò che far partecipare i Golgari al verice era un'inizio. Comprendendo la sua sfiducia Vraska disse di informarla se poteva offrire assistenza in altri modi per avere la possibilità di dimostrare che era degna di fiducia. La gorgone fece un cenno al kraul e i due andarono via.

Successivamente, Vraska ricevette un messaggio da parte di Ral in cui diceva che le avrebbe dato l'opportunità di dimostrare le sue intenzioni. Arrivata sul luogo, oltre all'Izzet ed Hekara era presente anche Kaya. Dopo le presentazioni parlarono dello scopo della loro missione: aiutare Teysa Karlov che era favorevole a far partecipare gli Orzhov al vertice a diventare capogilda. Kaya spiegò che le catacombe erano ben difese anche per una come lei che poteva attraversare le pareti. Ral propose un diversivo e Vraska concordò, ma spiegò che le serviva un giorno per organizarsi. Il gruppo si separò. Il giorno seguente, Vraska, Hekara e Ral, insieme alle truppe non morte Golgari fecero da diversivo attaccando Orzhova. Durante la lotta Hekara rimase ferita e gli zombi vennero distrutti, ma i tre riuscirono a fuggire grazie a Ral che aveva organizzato la loro fuga attraverso il Solleva Nuvole.

Il ricatto di BolasModifica

Dopo aver completato i preparativi per andare al vertice, Vraska ricevette la visita di un elfo controllato da Bolas che le disse che lui l'aveva messa alla guida dei Golgari e in cambio lei lo aveva tradito. Vraska confermò di aver cambiato idea e ordinò alla sua scorta di Antecessori di catturarlo, ma l'altro pronunciò una parola e gli zombie si fermarono per poi minacciare la gorgone. Bolas le disse che doveva fare una scelta: se fosse rimasta fedele a lui i Golgari avrebbero prosperato sotto la sua guida, ma se invece decideva di tradirlo avrebbe rivoltato gli Antecessori contro il resto dei Golgari dando inizio a una guerra civile che avrebbe portato morte e distruzione. L'avvertì che solo dopo che l'ultimo della sua gente fosse diventato polvere sarebbe andato da lei per insegnarle un'eternità di dolore. Per proteggere il suo popolo, Vraska cedette al suo ricatto.

Vertice delle GildeModifica

Vraska partecipò al Vertice delle Gilde convocato da Isperia a Nuovo Prahv per discutere sulla minaccia rappresentata da Nicol Bolas. Dopo l'arrivo di Niv-Mizzet, Isperia informò gli altri presenti sulla proposta del Mentefiamma: modificare il patto con l'accordo di tutte le gilde per donargli il potere necessario per sconfiggere Bolas. Dal momento che molti diffidavano ed erano rimasti perplessi, il vertice venne aggiornato. Venne raggiunta da Ral che la ringraziò per il suo aiuto con gli Orzhov e per essere venuta lì: sapeva quanto fosse stato difficile per lei.

Il giorno seguente, Vraska incontrò Isperia da sola. La regina dei Golgari le parlò del suo passato e le disse che era stata lei a firmare l'ordine di arresto che l'aveva fatta finire in prigione senza alcun motivo. Isperia rispose che lo sapeva dal momento che al tempo delle rivolte era un giudice. L'altra chiese se fosse dispiaciuta di aver firmato quell’ordine, ma la sfinge rispose di no e spiegò che in quel periodo i Golgari erano veramente diventati più pericolosi, minacciando l'equilibrio: gli Azorius dovevano agire nel miglior interesse di Ravnica. Aggiunse che anche lei partecipando a quel vertice aveva dimostrato di mettere prima gli interessi del loro mondo. Vraska rispose che l'aveva fatto, ma dopo che finirono di parlare, pietrificò Isperia, uccidendola.

Dopo il VerticeModifica

Nella Città Sepolta, mentre preparava le difese contro Ral e i suoi alleati, Vraska ricevette la visita di Hekara che cercò di convincerla a tornare indietro con lei: loro due e Ral erano compagni e quindi non dovevano combattere tra loro. Vraska rispose che non era così semplice: doveva proteggere i Golgari. Davanti al suo rifiuto, Hekara si arrabbiò e replicò che lei e Ral erano due stupidi che non volevano capire. Ruotò su sé stessa e poi andò via. Subito dopo Vraska comunicò mentalmente con Xeddick e gli disse di assicurarsi che l'altra tornasse in superficie sana e salva, per poi dire a Mazirek di procedere il più velocemente possibile perchè non avevano più molto tempo a disposizione.

Battaglia a Grek’ospenModifica

Vraska osservava Grek’ospen, la città antica opera dei kraul e pensò che avrebbero distrutto il lavoro di diversi secoli in appena qualche ora, solo perché Ral Zarek non poteva assolutamente lasciar perdere il suo obbiettivo. Venne avvertita mentalmente da Xeddick che gli abitanti della superficie stavano arrivando. Quando Ral arrivò, Vraska lo incontrò da sola e chiese se fossero lì per vendetta. Invece di rispondere alla sua domanda l'altro chiese perché lavorare per Bolas sapendo ciò che sarebbe successo se avesse vinto. Lei replicò che Niv-Mizzet non sarebbe stato un despota benevolo dopo la sua trasfromazione in divinità e disse che non doveva spiegargli i suoi motivi. Ral disse che non erano lì per vendicarsi; tutto ciò di cui avevano bisogno era la città: se non interferiva, a nessuno sarebbe stato fatto del male. Vraska replicò che aveva intenzione di combattere e vincere. Alzò una mano ed esplosioni infuocate iniziarono per tutta Grek'ospen: aveva fatto piazzare ai kraul dell'intruglio esplosivo trasformando l'antica città in una trappola mortale. Mentre gli edifici crollavano, la battaglia iniziò.

Vraska seguì Ral tra le macerie, evitò i suoi fulmini e inviò i suoi zombie contro di lui. L'izzet ridusse i non morti in cenere, ma altri presero il posto dei "caduti". Vraska disse che conosceva sia i suoi punti di forza che le sue debolezze: erano molto lontani dal cielo e lui non aveva alcuna energia dalla quale attingere, oltre al suo accumulatore sulla schiena che presto si sarebbe consumato. Ral replicò che sarebbe durato abbastanza, ma dopo aver distrutto numerose ondante di zombie consumò tutte le sue energie e alla fine l'attacco che lanciò verso la gorgone non le fece alcun danno. Vraska disse che l'avrebbe aggiunto nella sua collezione e i suoi occhi iniziarono a brillare. Venne fermata da Aurelia, che atterrò di fronte a Ral. L'angelo chiamò la gorgone traditrice e le disse che aveva avuto le sue divergenze con Isperia, ma la sfinge si era sempre impegnata per il bene comune e la difesa di Ravnica: durante il vertice lei aveva approfittato della sua fiducia per ucciderla e per quel motivo non l'avrebbe mai perdonata. Vraska replicò che il bene comune sarebbe stato un vero sollievo per coloro che erano stati rinchiusi in una gabbia e torturati. Le due si affrontarono. Aurelia aprì le ali e accorciò le distanze tra loro, ma Vraska intercettò con la sua lama d’acciaio quella magica dell’angelo. L’abilità della gorgone con la sciabola era evidente, ma Aurelia era molto più forte e la costrinse a indietreggiare. L’angelo combatteva con una calma che contraddiceva la furia delle sue parole, continuando a pressare le difese di Vraska e scattando fuori portata non appena gli occhi della gorgone si illuminavano per lanciare il loro sguardo pietrificante. Alla fine l'arma di Vraska si frantumò e Aurelia fu sul punto di ucciderla, ma tra le due si intromise Xeddick, che si sacrificò e venne ucciso dall'angelo al posto di Vraska, che fuggì.

La scelta di VraskaModifica

Dopo la sconfitta a Grek’ospen, Vraska convocò Mazirek e chiese spiegazioni della sua assenza durante la fase finale della battaglia. Mazirek rispose che era stato costretto ad allontanarsi da lei perchè era stato attaccato dai thrull degli Orzhov e dopo averli distrutti non era più riuscito a ritrovarla. La gorgone fu tentata di trasformarlo in pietra, ma non lo fece perchè l'altro le era ancora troppo utile e lo congedò. Venne disturbata da una donna controllata mentalmente da Bolas che le disse che aveva una nuova missione per lei: doveva far fallire il piano di riserva di Ral: in superficie c'era una Torre che conteneva una macchina, l'ultima speranza di Ral contro di lui, che avrebbe sicuramente attivato dopo che anche il suo piano attuale si sarebbe concluso col fallimento: lei avrebbe inviato le sue forze per fermarlo. Vraska rispose che aveva smesso di sprecare vite Golgari per lui, sarebbe andata lei stessa ad uccidere Ral.

Poco dopo Vraska convocò Storrev e le chiese se lei e gli altri Antecessori fossero obbbligati a obbedire a Mazirek. Storrev rispose di si, dal momento che era stato lui a richiamarli dalle loro tombe, ma li aveva istruiti a obbedire anche a lei. La regina sentì i propri sospetti sulla pedina di Bolas nella sua gilda diventare certezze. Chiese se erano obbligati a riferirgli le sue azioni e la lich spiegò che lo facevano solo se l'altro lo chiedeva esplicitamente, poi domandò se aveva un incarico per lei. Vraska disse che lei sarebbe stata assente per un po', ma nel frattempo voleva che consegnasse un biglietto per lei (destinato a Hekara). Rimasta sola pensò: era stufa di farsi ricattare, si sarebbe limitata a uccidere Ral.

Battaglia alla Torre del FaroModifica

Vraska venne raggiunta da una Lavinia dominata mentalmente dal frammento dello spirito emissario di Bolas e aspettarono all'interno della Torre del Faro l'arrivo di Ral, Kaya e Hekara. Quando i tre arrivarono, Lavinia combattè da sola contro Ral mentre Vraska affrontò Kaya ed Hekara: la planeswalker evitò gli attacchi della sua sciabola e il suo sguardo, ma allo stesso tempo non riusciva ad attaccarla, mentre l'emissaria lanciava dardi affilati alla gorgone ogniqualvolta aveva una visuale libera su di lei. Quella situazione di stallo finì dopo che Hekara si sacrificò per salvare Ral che riuscì a rimuovere il dispositivo di Tezzeret dal collo di Lavinia, che svenne, facendo uscire la forma spettrale dal suo corpo che subito dopo venne uccisa da Kaya. Vraska approfittò di quel momento per attaccare l'assassina fantasma che, avvertita da Ral, alzò i pugnali giusto in tempo per bloccare il suo fendente, ma la gorgone fece roteare la sua sciabola e riuscì a colpirla con l'elsa alla tempia facendole perdere i sensi.

Vraska evitò la scarica elettrica di Ral e gli disse che osservandolo aveva capito che spesso utilizzava troppo del suo potere anche quando non era necessario, come durante la battaglia con Lavinia. Ral replicò che aveva abbastanza energia per affrontarla, poi chiese se voleva veramente la vittoria di Bolas: non le avrebbe mai permesso di continuare a gestire i Golgari. Vraska rispose che il drago l'avrebbe sicuramente uccisa, ma avrebbe vinto comunque quella guerra e se l’unica speranza di sopravvivenza per il suo popolo era allearsi con la fazione vincente, allora lei avrebbe percorso quella strada a qualunque costo. Ral si ritrovò in trappola, non aveva nessun modo di nascondersi o fuggire. Vraska disse che si erano già trovati in quella situazione, ma stavolta nessun angelo sarebbe arrivato a salvarlo. Ral replicò che si trovavano nel suo territorio. L'Izzet inviò tutta l’energia rimastagli formando un’apertura nella cupola verso l'esterno, dove infuriava una tempesta di fulmini. Comprendendo le sue intenzioni, Vraska preparò lo sguardo pietrificante, ma il fulmine fu più veloce e potè solo viaggiare nella cieca eternità per evitare la morte.

La Guerra della ScintillaModifica

Vraska viaggiò su Ixalan per fuggire ed evitare di essere uccisa da Ral Zarek per via del suo tradimento. Di conseguenza, non era presente su Ravnica quando iniziò la Guerra della Scintilla con l'invasione di Nicol Bolas sul suo piano d'origine. Tuttavia, Vraska era preoccupata che i Golgari potessero crollare senza di lei, e alla fine decise di tornare (dopo che il Sole Immortale venne disattivato da Chandra Nalaar), per la preoccupazione per il suo popolo.

Al suo ritorno a casa, incontrò Ral e il suo gruppo nella Città Sepolta dove stavano cercando di convincere gli altri leader del Golgari a sostenere la loro causa. Ripreso il suo ruolo di regina, nonostante i sospetti di Ral e Kaya, Vraska impegnò i Golgari nella lotta contro Bolas, dimostrando di essere loro alleata e aiutando il gruppo di Ajani a evacuare molti abitanti del piano nei tunnel della Città Sepolta, portandoli al sicuro dall'Orda Atroce. Dopo ciò, Vraska si unì a Ral, Kaya, Teyo Verada e Araithia Shokta e si recarono a Rix Maadi per negoziare con Rakdos. Il signore dei demoni fu ostile a causa della morte di Hekara. Proprio in quel momento, Tomik Vrona arrivò portando il cadavere di Hekara e i cultisti la resuscitarono come strega di sangue. Nuovamente in vita, Hekara sconfisse Exava e con la sua nuova autorità guidò i Rakdos contro Bolas.

Dopo che tutte e dieci le gilde si allearono contro Bolas, Nissa Revane eseguì un rituale presso le rovine del Seggio del Patto delle Gilde con l'aiuto di un rappresentante di ogni gilda per riparare le Leyline che conferivano potere al patto delle gilde vivente, che erano state distrutte quanto il Ponte Planare si era aperto su Ravnica riducendo in macerie il Seggio. Vraska partecipò come rappresentate dei Golgari. Mentre erano in trance vennero attaccati da Kefnet attirato dal rituale. Fortunatamente per loro, Teyo riuscì a creare un possente scudo che lo rallentò abbastanza da permettere agli altri di completare il rituale e far tornare in vita Niv-Mizzet come nuovo patto delle gilde vivente. Col suo nuovo potere, Niv-Mizzet incenerì completamente Kefnet.

Successivamente, Vraska si riunì con Jace che cercò di ripristinare i ricordi della gorgone, solo per scoprire che erano già stati restaurati da un telepate Golgari. Vraska confessò che anche se era consapevole della minaccia rappresentata da Bolas, aveva comunque ucciso Isperia in un impeto di rabbia, nonostante sapesse che ciò avrebbe aiutato i piani di Bolas. Jace la perdonò e le rammentò la promessa di incontrarsi con lei se fossero usciti vivi dalla guerra.

Dopo la fine della guerra, Vraska fu presente durante la celebrazione della vittoria. Si riunì a Jace e i due condivisero un bacio. Successivamente, Vraska venne raggiunta da Niv-Mizzet e gli altri capogilda. Affrontarono Vraska e Kaya e le informarono che erano state giudicate. I planeswalker che in precedenza avevano lavorato con Bolas, anche se più manipolati che realmente fedeli a lui, ma che avevano abbandonato il drago antico prima dell'inizio della guerra, sarebbero stati risparmiati a condizione che facessero ammenda dando la caccia ai planeswalkers rimasti fedeli a Bolas o disertati troppo tardi. Come sua penitenza, a Vraska venne affidado il compito di trovare e catturare Dovin Baan.

Dopo la Guerra della ScintillaModifica

Dal momento che Niv-Mizzet temeva l'interferenza di Jace, Vraska non potè dirgli nulla sulle missioni assegnate dal Mentefiamma a lei, Ral e Kaya. Vivien Reid assistette la gorgone nel rintracciare Dovin Baan su Kaladesh, ma in seguito l'arciera perse la traccia e le due si separarono.

Continuando la ricerca, Vraska trovò Dovin nella sua casa su Ravnica. Tuttavia in cambio della sua vita, il vedalken si offrì di aiutarla a mantenere il controllo sui Golgari. Vraska accettò l'offerta e Dovin l'aiutò a incastrare Izoni per un crimine che non aveva commesso. Insieme complottarono per fingere la morte di Dovin. Usando una replica di una statua del vedalken, fu organizzato uno scontro a Zinara, su Regatha, con Chandra Nalaar. Durante il combattimento, Vraska recise la mano destra di Dovin per usarla come prova della sua morte mentre Chandra credette di aver dato il colpo mortale.

Nell'incontro con Niv-Mizzet Vraska confermò il successo della sua missione. Tuttavia, quando la gorgone si recò da Dovin, trovò il suo cadavere con l'altra mano mancante e comprese che qualcuno sapeva la verità su ciò che aveva fatto.

Vraska parlò con Jace che le chiese di andare con lui su Vryn. Sebbene i due avessero consumato il loro amore, le menzogne della gorgone e la sua scelta definitiva di restare con i Golgari, crearono delle fratture tra loro. Vraska lo accusò di provare ancora dei sentimenti per Liliana e alla fine i due si lasciarono.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • È al secondo posto tra i dieci ricercati più pericolosi dagli Azorius.
  • Quando Vraska viaggia tra i piani del multiverso, scompare nell'ombra.

Collegamenti esterniModifica


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Dispersi ArzakonDakkon BlackbladeDrakthaEskilFatimaFiersGerheartGeyadrone DihadaInzervaJared CarthalionKarshanKazzKrimKrimonLilyMarduk BlackwaterMasrathMezlokMindrelNailahParcherPlatonRafethrasaRamazRaviRavidelSandruuTaishiarTempèTerrent AmeseTessebikThomilThornValdusian TomerVramWorzelYawdenZakk
Scintilla persa Azor IKuthumanNicol BolasSlobad
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