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Personaggio
Toshiro Umezawa
Nome Toshiro Umezawa
Originario di Kamigawa - Utsushiyo, Takenuma, Numai
Lifetime -3720 A.R. circa
Razza Umano
Titolo -
Stato Deceduto


Toshiro Umezawa, conosciuto anche come Toshi, era un samurai ronin, mago kanji e truffatore di Takenuma che visse durante la Guerra dei Kami. Nonostante fosse principalmente interessato alla sua sopravvivenza, svolse un ruolo fondamentale nel mettere fine alla guerra.

AdolescenzaModifica

In gioventù Toshiro lavorò per diverso tempo sotto il comando di Uramon, la donna a capo di ogni attività illegale a Numai. Restò suo seguace fino a quando venne inviato insieme a una squadra scelta contro Hidetsugu, l'ogre sciamano che si era rifiutato di lasciar passare gli uomini della donna nel suo territorio. Nonostante la superiorità numerica, tutti i membri della squadra furono massacrati, tranne Toshiro che, consapevole della forza del suo nemico, si era protetto con un incantesimo di riflesso sulla fronte: se lo sciamano lo avesse colpito, avrebbe subito lo stesso danno. Divertito dal giovane, Hidetsugu chiese perchè avesse messo in evidenza il suo incantesimo e Toshiro rispose che il suo era un messaggio: non colpire e non ti farai male. Spiegò che non poteva evitare di svolgere il suo ruolo di esca per via degli ordini di Uramon, ma allo stesso tempo voleva fargli capire che se lo avesse lasciato stare, lui non lo avrebbe attaccato. Hidetsugu gli fece notare che quando l'incantesimo non avrebbe più avuto effetto, avrebbe potuto ucciderlo e Toshiro replicò che non era necessario che lo facesse, potevano aiutarsi a vicenda: Toshiro avrebbe evitato che Uramon gli mandasse contro altri assassini e Hidetsugu lo avrebbe aiutato a lasciare la banda della donna. Gli propose di creare una banda di vendicatori indipendenti in cui non c'era un capo assolluto, i cui membri sarebbero stati legati da un giuramento per proteggersi tra loro e vendicare le morti dei loro compagni. I due discussero e alla fine Hidetsugu disse che se fosse riuscito a fargli mettere alla prova i suoi apprendisti senza interruzioni di Uramon, avrebbe accettato la sua offerta e lo avrebbe aiutato a creare un giuramento di sangue e magia che avrebbe legato i vendicatori più delle semplici parole e causato sofferenze terribili ai traditori. Toshiro riuscì a convincere Uramon a non attaccare Hidetsugu e a lasciarlo uscire dalla sua banda, poi tornò dallo sciamano e insieme i due formarono lo Hyozan Reckoners.

Guerra dei KamiModifica

L'ira dei lunantropiModifica

Durante la Guerra dei Kami, a Numai, Toshiro interruppe accidentalmente un complotto dei soratami in cui erano coinvolti alcuni nezumi tra cui anche Rodi-Midollo. I due lunantropi cercarono di ucciderlo, ma riuscì a salvarsi grazie alla sua magia. Al suo ritorno a casa, un altro gruppo di soratami, guidati da Chiyo lo attendeva, ma Toshiro riuscì a sconfiggerli con l'astuzia, paralizzandoli con la magia protettiva che aveva preparato per simili evenienze. Consapevole di aver scatenato su di sè l'ira dei lunantropi, Toshiro si vide costretto a chiedere l'aiuto di Hidetsugu.

Verso JukaiModifica

Hidetsugu consigliò a Toshiro di recarsi a Jukai, dai monaci della foresta che avevano le rispose alle sue domande e avrebbero anche potuto dargli informazioni sugli ultimi avvenimenti che avevano visto aumentare la comparsa e la rabbia dei Kami. Su richiesta dell'ogre, per aumentare la riuscita della missione, Kobo, l'unico apprendista di Hidetsugu, venne fatto entrare nello Hyozan tramite un rito poco prima della partenza. Durante il tragitto per la foresta, i due attraversarono Sokenzan e sconfissero i servi del Myojin della Rabbia Infinita.

Incontro con Michiko KondaModifica

A Jukai, Toshiro e Kobo incontrarono Michiko Konda e i suoi compagni, che stavano cercando gli orochi. Dopo una breve conversazione i due gruppi stavano per separarsi, quando improvvisamente vennero attaccati dagli orochi, che dopo una breve battaglia li addormentarono e li catturarono. A causa della morte di Kobo (avvenuta per mano di Choryu), Toshiro sentì bruciare il marchio dello Hyozan che aveva sulla mano, si svegliò prima del previsto e trovò il corpo del suo compagno appeso tra due alberi affogato. Il mago incise su uno degli alberi il messaggio che lui stesso aveva creato per gli assassini che uccidevano i membri dello Hyozan, poi senza farsi notare sconfisse gli orochi che tenevano prigioniera Michiko e la liberò per poi rapirla subito dopo. I due andarono via grazie a una falena che doveva un favore a Toshiro, che li portò in una grotta nascosta di Jukai.

Nella cavernaModifica

Nella caverna i due incontrarono Mochi, che mostrò a entrambi il crimine commesso dal padre di Michiko e le rivelò il motivo per cui era scoppiata la guerra: Takeshi Konda aveva rapito il figlio di O-Kagachi il più potente dei Kami. Inoltre Mochi fece in modo che Toshiro incontrasse il Myojin dei Confini della Notte. Con l'avvicinamento degli orochi alla caverna e l'imminente assedio, Toshiro accettò di divenire seguace del Myojin, ma a condizioni diverse da quelle previste da Mochi. Il Myojin della Rete della Vita si manifestò davanti alla caverna e pretese Michiko, ma Toshiro riuscì a sconfiggerla grazie alla sua magia, enormemente potenziata dal potere del Myojin dei Confini della Notte. Dopo che i compagni della principessa si riunirono a loro, Toshiro rivelò ciò che Choryu aveva fatto e tra l'indignazione generale dei presenti, marchiò il mago dell'Accademia Minamo con uno dei suoi simboli che lo teletrasportò da Hidetsugu, poi svanì nell'ombra.

Kiku e Rodi-MidolloModifica

Toshiro tornò a Numai, dove venne trovato in una taverna da Kiku, che lo "convinse" con la magia ad andare da Uramon, che voleva parlare con lui. Arrivato, la donna gli disse che voleva ingaggiare la sua banda di vendicatori per occuparsi dei lunantropi che avevano iniziato a invadere il suo territorio. Toshiro rispose che lo Hyozan non agiva in quel modo e rifiutò la sua offerta. Furiosa, Uramon replicò che lui non poteva rifiutare, altrimenti lei avrebbe ordinato a Kiku di farlo soffrire, facendo sbocciare il fiore che la maga aveva inserito dentro di lui e dal momento che non sarebbe morto, lo Hyozan non avrebbe preteso vendetta. Sfortunatamente per Uramon, grazie ai doni del suo Myojin, Toshiro si liberò del fiore di Kiku e riuscì a fuggire.

Consapevole che Uramon gli avrebbe mandato contro degli assassini per riportarlo indietro vivo o morto, Toshiro andò a Sokenzan nel Cuore di Gelo, dove usò la sua magia per risvegliare la Yuki-Onna. Lo spirito uccise tutti i suoi inseguitori guidati da Kiku e Rodi-Midollo, ma non i due, che vennero salvati da Toshiro, facendoli entrare nello Hyozan. Insieme ai suoi nuovi fratelli di giuramento, Toshiro eseguì un rituale che gli permise di imprigionare la Yuki-Onna in una lastra di pietra.

Tornati da Hidetsugu, i tre vennero informati della decisione dell'ogre di attaccare l'Accademia Minamo per vendicare la morte di Kobo uccidendo i soratami e i loro patroni e completare così la vendetta dello Hyozan. Toshiro chiese agli altri due di lasciarlo parlare da solo con lo sciamano e dopo una breve discussione riuscì a convincerlo a ritardare l'attacco per permettergli di portare a termine i suoi piani, donandogli in cambio la piastra in cui era racchiusa la Yuki-Onna. Dopo che Hidetsugu acconsentì, Toshiro insieme a Kiku e Rodi-Midollo tornarono a Numai.

Libero di muoversiModifica

Rodi-Midollo e Kiku portarono Toshiro in catene da Uramon, fingendo di averlo catturato. Quando la donna ne ordinò la morte, Toshiro rivelò il suo inganno. I tre membri dello Hyozan affrontarono gli uomini di Uramon che fuggì, venendo però inseguita dal mago che riuscì a sottrarle il Portale dell'Ombra, un oggetto donatole dal Myojin dei Confini della Notte che permetteva al suo proprietario di spostarsi da una parte all'altra del mondo utilizzando le ombre. Toshiro utilizzò la porta per raggiungere l'Honden dei Confini della Notte dove, dopo una breve discussione, il Myojin lo ricompensò legando il Portale al corpo di Toshiro, trasformandolo in un simbolo magico in modo che solo lui potesse usarlo. Grazie a esso il mago divenne in grado di viaggiare dentro le ombre di qualsiasi luogo su Kamigawa. Tornato dagli altri, Toshiro vide che Kiku aveva ucciso Uramon. Completata la loro missione, i tre si separarono.

Successivamente Toshiro apparve nella stanza di Michiko, che aveva chiesto il suo aiuto attraverso un messaggio magico. Promise di aiutarla sotto pagamento e la pricipessa gli donò un gioiello prezioso. Poi viaggiò nella dimora di Hidetsugu dove mise fine alle torture di Choryu, uccidendolo. Infine si recò nella periferia di Jukai, da Orecchi-di-Perla, e le propose un patto: se lei e il suo gruppo non sarebbero andati all'Accademia Minamo, lui avrebbe portato loro Michiko. La kitsune accettò e Toshiro trasportò Michiko da Orecchi-di-Perla a Jukai. Rimasto nascosto tra le ombre, il mago scoprì di essere stato ingannato e che nonostante i suoi avvertimenti, la principessa sarebbe andata insieme ai suoi amici all'Accademia in cerca di un modo per mettere fine alla Guerra dei Kami.

Senza farsi scoprire, Toshiro entrò prima alla Minamo e poi a Otawara, la città dei Soratami situata tra le nuvole sopra l'accademia, dove combatté contro Chiyo sconfiggendola nuovamente. Poi rilasciò l'oni minore di Hidetsugu dalla piastra che lo sciamano gli aveva donato, permettendogli di danneggiare la città. Sceso a Minamo scoprì che Hidetsugu pieno di rabbia e di vendetta era arrivato prima del previsto. Toshiro arrivò in tempo nella stanza del preside, dove Mochi stava parlando con Michiko e i compagni della principessa e li avvertì di non fidarsi di lui poichè era convinto che dicesse solo una minima parte di verità. Mochi rivelò che una volta che la Guerra dei Kami fosse finita, lui e i suoi soratami avrebbero "portato" nuovamente l'ordine su Kamigawa. Dopo aver fatto un segno a Michiko per farle capire che sarebbe tornato, Toshiro partì per un'altra missione.

Cambio di LealtàModifica

Toshiro apparve nella sala del trono di Konda e approfittò dello scontro tra O-Kagachi e Yosei per rubare la lastra di pietra del signore del Castello Eiganjo. Poi utilizzò nuovamente il suo potere per tornare all'Honden dei Confini della Notte, dove il Myojin lo informò sulla natura della pietra e spiegò che non la voleva nel suo regno: Ciò Che Fu Preso, questo il nome dato alla lastra di pietra, conteneva l'essenza sigillata del figlio di O-Kagachi.

Tornato alla Minamo, Toshiro congelò Mochi col potere di ghiaccio che aveva preso alla Yuki-Onna e poi trasportò Michiko e i suoi compagni al sicuro lontano dai cacciatori di Hidetsugu, dall'ogre e dall'Oni del Caos che Tutto Consuma che si era manifestato dal suo Honden, evocato da Hidetsugu. Successivamente per volere del Myojin dei Confini della Notte, Toshiro sciolse il giuramento che lo legava agli Hyozan usando la sua magia.

Tornato nuovamente all'Accademia Minamo per recuperare Ciò Che Fu Preso, Toshiro parlò con Hidetsugu e scoprì che evocando l'oni minore ne era diventato preda e dal momento che aveva causato da solo la sua stessa fine, la maledizione dello Hyozan non si sarebbe attivata sull'ogre. Toshiro sorprese a sua volta lo sciamano usando il dono del suo Myojin per fuggire; prima che svanisse completamente dalla presa di Hidetsugu, i due si guardarono negli occhi ed entrambi videro la tristezza dell'altro: tutti e due avevano infatti sperato che uno di loro morisse prima che si mettessero l'uno contro l'altro.

Toshiro tornò a Numai in cerca degli altri due vendicatori dello Hyozan. Lì scoprì che i soratami stavano prendendo il controllo di tutte le organizzazioni e che uccidevano senza pietà coloro che non si sottomettevano. Arrivato nella dimora del clan di Kiku, Toshiro scoprì che i maestri della giovane maga avevano maledetto Kiku prima di essere uccisi, trasformandola in un'arma definitiva di morte contro i loro nemici. I poteri di Kiku erano stati amplificati dal potere d'ombra, ma la maledizione che aveva ricevuto, l'aveva portata quasi alla pazzia. Toshiro rimosse la maledizione bloccandola in una lastra di pietra e questo spinse i due a una notte di passione. Al mattino Kiku era furiosa, ma decise di aiutare comunque Toshiro contro Hidetsugu in cambio della lastra e della promessa di liberarla dal giuramento dello Hyozan. Dopo il reclutamento di Rodi-Midollo e il rapimento di una falena, i tre volarono verso l'Accademia Minamo.

Contro HidetsuguModifica

Arrivati a destinazione, Rodi-Midollo rimase indietro a sorvegliare la falena che avrebbero usato per portare via la lastra in cui era imprigionato lo spirito, mentre Toshiro e Kiku entrarono per recuperarlo. Bandite le fauci dell'oni del caos, Toshiro usò la sua abilità di viaggio per salvare Nagao e i suoi uomini, portandoli fuori dalla Minamo. Tornato all'Accademia venne attaccato dal cane oni che aveva evocato, ma dopo una breve battaglia Kiku uccise il demone, anche se poi vennero tramortiti da una coppia di Yamabushi. Hidetsugu disse a Toshiro che aveva capito subito dopo averlo rivisto, che lui non era più un membro dello Hyozan e rivelò che aveva sempre saputo come ucciderlo senza attivare la maledizione contro di lui: il loro giuramento si basava sul sangue, ma se non veniva versato la magia non si attivava. Lo sciamano afferrò sia Kiku che Toshiro per strangolarli lentamente, ma fortunatamente per loro, Rodi-Midollo intervenne e centrò Hidetsugu in un occhio, accecandolo e costringendolo a lasciarli andare, ma allo stesso tempo attivò su di sé la maledizione del giuramento. Con l'aiuto della maledizione d'ombra che era stata riattivata, Kiku combatté Hidetsugu, ma nonostante il suo potere venne sconfitta. Toshiro però approfittò di un momento di distrazione da parte dello sciamano per colpirlo nell'altro occhio e accecarlo completamente. Nonostante la cecità, Hidetsugu riuscì a seguire i movimenti di Toshiro sentendo l'odore del suo sangue e riuscì a catturarlo nuovamente. Ispirato da un consiglio del suo Myojin, Toshiro riuscì a convincere Hidetsugu a concentrarsi sullo scontro poco distante tra l'Oni del Caos che Tutto Consuma e O-Kagachi. Quando percepì che il suo oni si era ritirato per paura di essere ucciso, Hidetsugu lasciò andare Toshiro, non più intenzionato a ucciderlo. Gli parlò sorridendo dei tempi che avevano passato insieme come membri dello Hyozan e gli chiese come ultimo favore di trasportarlo nell'Honden del suo padrone. Toshiro acconsentì a patto che lui lo avesse aiutato a salvare Rodi-Midollo dalla maledizione e a trasportare il disco di pietra sulla falena. Hidetsugu disse che non c'era più nulla che potesse fare per lui, Toshiro gli aveva tagliato la mano con il simbolo dello Hyozan per cercare di salvarlo, ma la maledizione si era ugualmente attivata uccidendolo dolorosamente e lentamente. Non potendo fare nulla per salvarlo, Toshiro lo uccise in modo che morisse velocemente. Subito dopo si recò da Kiku, ancora svenuta e mantenne la sua promessa, liberandola dal giuramento. Lei si svegliò e Toshiro le disse di ricordarsi sempre chi fosse e di non farsi consumare dal suo potere d'ombra. Kiku annuì e se ne andò. Toshiro tornò da Hidetsugu e l'altro gli disse che era cambiato e aggiunse ironicamente di fare attenzione, perchè stava iniziando a camminare sul sentiero dell'onore. Dopo che la lastra contenente Ciò Che Fu Preso venne posizionata sulla falena, Toshiro con l'aiuto del suo Myojin, trasportò Hidetsugu all'Honden dell'oni.

VisioniModifica

Sulla falena, Toshiro continuò il suo viaggiò e con sua grande sorpresa lo spirito imprigionato nel disco di pietra iniziò a parlargli e chiese di essere liberato e lui promise che lo avrebbe fatto. Giunto a Jukai si riposo ed ebbe una visione in cui una voce incorporea parlava. Dopo che la voce smise di parlare, amici e nemici di Toshiro apparvero davanti a lui: Kobo, Rodi-Midollo, Choryu, Uramon e Hidetsugu; tutti lo incolparono per le loro sofferenze. Appena sveglio, venne catturato dagli orochi e portato al cospetto di Sosuke. Durante l'attacco dei soratami, Toshiro venne condotto in battaglia, ma riuscì a fuggire viaggiando nelle ombre. Si addormentò nuovamente ed ebbe un'altra visione in cui la voce gli disse che la Yuki-Onna avrebbe distrutto l'intera zona sotto il controllo di Godo a Sokenzan e che lui avrebbe dovuto porvi rimedio o ne sarebbe stato l'unico responsabile. Tormentato per il destino che era toccato ai suoi fratelli di giuramento, causato in parte per colpa sua, Toshiro decise di viaggiare a Sokenzan. Lì incontrò Godo e, dopo aver parlato con lui, decise di liberare i Sokenzan dalla maledizione. Prima che finisse il suo lavoro venne fermato dal suo Myojin, che gli fece capire che era stato manipolato e ingannato: se lui avesse finito di liberare la Yuki-Onna, la donna delle nevi lo avrebbe ucciso. Compreso l'inganno, Toshiro spezzò solo in parte l'incantesimo, immobilizzando la Yuki-Onna e salvando inconsapevolmente la vita a Godo, che era rimasto imprigionato dalla magia dello spirito. Poi Toshiro usò il potere della donna delle nevi per uccidere Uyo e dopo completò il suo lavoro spezzando completamente l'incantesimo, reintegrando nuovamente la Yuki-Onna nel Cuore di Gelo.

La fine della Guerra dei KamiModifica

Quando O-Kagachi si manifestò a Jukai, Toshiro non ebbe altra scelta se non quella di scappare insieme al disco di pietra tramite l'uso delle ombre, viaggiando nell'Honden dei Confini della Notte. Il Myojin si infuriò nel vedere Ciò Che Fu Preso e spiegò a Toshiro che ogni volta che lui portava quell'essere nel suo santuario, era come se accendesse una piccola fiamma che sebbene minuscola poteva essere notata da O-Kagachi. Se lui fosse arrivato lì, lei avrebbe sofferto a lungo. La conversazione venne interrotta da Ciò Che Fu Preso, che urlò "liberami" e poi perforò la maschera del Myojin dei Confini della Notte con un raggio di energia. Il Myojin fuggì e visto che Toshiro aveva disubbidito a un suo ordine, lo privò di tutti i suoi doni.

Toshiro uscì dall'Honden e arrivò nel punto esatto dove si trovavano Michiko e i suoi alleati e spiegò che Ciò Che Fu Preso voleva essere liberato. I kitsune suggerirono di procedere con prudenza, ma Toshiro spiegò che visto che O-Kagachi compariva sempre dopo un po' nel punto in cui si trovava il disco di pietra, non avevano molto tempo per agire. Dopo che nessun risultato venne raggiunto dai vari tentativi di comunicare con lo spirito, Toshiro disse a Michiko che credeva che lei fosse l'unica in grado di liberare Ciò Che Fu Preso visto il legame che c'era tra loro: suo padre aveva sfruttato la sua nascita per rapire lo spirito. Le suggerì di provare a toccare la lastra di pietra. Michiko fu d'accordo con lui, ma prima di agire voleva sentire il consiglio dei suoi insegnanti e amici. Dopo che ottenne la loro approvazione toccò il disco di pietra senza accorgersi che Toshiro aveva inciso sulle sue mani le parole "unione" e "sorella" con il suo sangue. Inizialmente non accadde nulla, ma poi Ciò Che Fu Preso andò in frantumi, si liberò e stordì tutti i presenti tranne Toshiro e Michiko. Lo spirito si manifestò con un aspetto femminile quasi identico alla principessa, sorprendendo entrambi visto che tutti pensavano che si trattasse di un kami maschile. Dal momento che lo spirito non voleva essere chiamata con il nome con cui era stata imprigionata per tanti anni, accettò il nome Kyodai che le suggerì Michiko. Toshiro chiese alla figlia di O-Kagachi se lei poteva far ritirare suo padre nel regno degli spiriti, ma Kyodai rispose di no e spiegò che O-Kagachi non voleva salvarla, ma consumarla per farla tornare una parte di sè, poichè lei era il nucleo del suo essere. Kyodai portò Michiko nel regno degli spiriti e Toshiro vide le due sparire proprio nel momento in cui O-Kagachi iniziava a manifestarsi. Pensò che sarebbe morto e che quella era la ricompensa per chi camminava sul sentiero dell'onore. Subito dopo però le due tornarono, simili ma diverse, erano infatti diventate le Sorelle di Carne e Spirito. Insieme a Orecchi-di- Perla e a Orecchi Aguzzi che si erano risvegliati, Toshiro assistette alla battaglia tra le due Sorelle e O-Kagachi e alla morte del grande serpente.

Konda arrivò nella foresta, riconobbe Toshiro e gli ordinò di restituirgli ciò che gli aveva rubato. Toshiro lo ignorò e Kyodai si rivelò al signore di Towabara e lo punì per il suo crimine: lo trasformò in una statua di pietra e poi lo frantumò dicendogli che nonostante il suo stato, sarebbe rimasto in vita. Toshiro le disse che se voleva punirlo di farlo velocemente, ma Kyodai rispose che aveva un grande debito con lui. Subito dopo, Mochi fece la sua comparsa davanti alle Sorelle, si congratulò per la fine della Guerra dei Kami e offrì la sua assistenza per ottenere il loro favore. Toshiro commentò sarcasticamente le parole del kami. Kyodai replicò a Mochi che c'erano molte cose che ancora non capiva, ma lei conosceva il sangue di Toshiro e aveva imparato il significato della vendetta. Si rivolse al mago e chiese se poteva procedere, lui annuì e con suo stupore venne evocato Hidetsugu, con gli occhi nuovamente ripristinati e che si era fuso con il suo oni, diventando la nuova manifestazione del caos. Hidetsugu chiamò Toshiro "fratello di giuramento", come faceva in passato, riappacificandosi completamente con lui e ringraziandolo per il favore che gli aveva fatto. I due si voltarono verso Mochi e insieme recitarono i versi di vendetta dello Hyozan; Hidetsugu aggiunse "per Kobo" e poi colpì e uccise Mochi. Completata la vendetta Toshiro salutò Hidetsugu e le Sorelle di Carne e Spirito, poi andò per la sua strada.

Nuova casaModifica

Durante il cammino, Toshiro cadde nella trappola di Chiyo che voleva vendicarsi per essere stata sfregiata da lui e lo colpì al petto con il suo pugnale, mancando di proposito un punto vitale in modo che morisse il più lentamente e dolorosamente possibile. Proprio mentre pensava che sarebbe stata la fine, Toshiro sentì la voce del Myojin dei Confini della Notte che lo salvò permettendogli di usare il suo dono per uccidere la soratami. Dopo che lo ebbe salvato, il Myojin trasportò Toshiro su Dominaria attraverso il collegamento che si era formato tra Kamigawa e il Cancello degli Artigli. Come punizione per averle disubbidito, lo rese cieco e poi se ne andò.

Nonostante la cecità, Toshiro fu in grado di percepire le linee di potere del mana nero, sorrise e si avviò nell'entroterra, stabilendosi in una palude dove poi sarebbe sorto il Clan Umezawa.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

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