The Duelist #1 è il primo numero effettivo del magazine The Duelist, pubblicato al costo di 3.50$. Edito da Wizards of the Coast, la rivista nacque come fonte ufficiale per le news e le altre informazioni a tema Magic: the Gathering. In copertina vi è la scritta "Winter 1994" che sta ad indicare come la pubblicazione avesse intenzione di coprire il lasso di tempo tra dicembre 1993 e l'inizio del 1994. In The Duelist/Supplement 1994 si cita espressamente la data di uscita come febbraio. La cover presenta un'illustrazione di Anson Maddocks relativa ad Arabian Nights. L'intro è a cura di Peter Adkison e Lisa Stevens, nella pagina del sommario.
Prologo[]
Questa pagina recita l'incipit di Arabian Nights ed è inserita prima del sommario della rivista. Qui si parla di come, nella favolosa era d'oro di Baghdad, il re Shahriyar, dopo l'adulterio della moglie, avesse perso la fiducia nelle donne. Ogni notte si sposava e la mattina successiva faceva giustiziare la nuova moglie così che non avesse la possibilità di tradirlo. Al contempo anche il suo Visir era condannato: se non avesse trovato ogni giorno una nuova bella fanciulla da fargli sposare, sarebbe stato ucciso. Ma erano poche le donne rimaste che avrebbero sposato il re, tra queste c'era sua figlia Shahrazad. Lei pregò il padre di farle sposare il re, credeva che con il suo charm avrebbe potuto porre fine a quelle morti e salvato le donne del regno.
La notte del matrimonio arrivò e prima di stendersi sul letto nuziale, Shahrazad ricevette la visita di sua sorella minore, Dinarzad, che le disse di raccontare una delle sue storie se non fossero riusciti a dormire. Così fece e, prima che lei potesse finire di raccontare, si fece l'alba. Visto che la donna non aveva finito la sua storia, promise al re di completarla la notte successiva, se l'avesse lasciata viva per poterlo fare. Così iniziarono le mille e uno notti di Arabian Nights.
A History of the Arabian Nights[]
Beverly Marshall Saling parla della storia di "Le Mille e una Notte", descrivendo le nozioni storiche reali che portarono alla pubblicazione del libro da cui Arabian Nights prende ispirazione. Si parla di come le mille notti (e quindi le mille storie) citate nel titolo siano semplicemente un esempio di un grande numero (nel volume non appaiono mille e uno storie) e di come la storia aggiuntiva sia stata inserita per evitare le superstizioni legate ai numeri pari. Parla poi di come l'opera sia giunta prima in Europa e poi in America e delle varie traduzioni che ha avuto.
The Expanding Universe[]
Richard Garfield spiega la filosofia dietro alle espansioni, ovvero l'idea di aumentare il pool di carte per dare nuove possibilità di deckbuilding ai giocatori, ma anche l'intento di espandere il Multiverso narrativo di Magic andando a raccontare di nuovi mondi e nuovi personaggi, oppure approfondendo personaggi già apparsi. Per preservare il valore collezionistico, fu proprio con Arabian Nights che si scelse di inserire il simbolo di espansione, che avrebbe identificato a colpo d'occhio la provenienza di una determinata carta. Come regola di costruzione dei set base, qui ci viene spiegato che si erano autoimposti di non inserire nuove carte nei set base se queste non fossero prima apparse in precedenti espansioni.
Garfield spiega anche di come l'ispirazione principale di Arabian Nights sia il fumetto Ramadan di The Sandman, che lo ha spinto a costruire un'espansione in cui tutte le carte avessero un background e un'ispirazione comune, puntando poi sulle Mille e una Notte per mantenere lo spirito esotico del fumetto e sapendo di avere un ampio margine di ispirazione tra creature, luoghi e oggetti magici. Sebbene non volessero aggiungere nuove regole con l'espansione, il team creativo si concentrò sullo sfruttare lo spazio creativo e rinnovare le meccaniche già esistenti. Così nacquero le carte basate sul controllo e le terre non base.
The Creators of Arabian Nights[]
La pagina 7 è dedicata a una lunga lista di tutte le persone che hanno collaborato alla creazione di Arabian Nights, comprendendo lo staff creativo, i playtester e gli artisti.
An Interview with Richard Garfield[]
Breve storia e intervista al creatore di Magic. Per i dettagli, vedi Richard Garfield.
Five Player Magic[]
Articolo in cui si simula una partita in una variante multiplayer di Magic (ancora non esistente all'epoca, ma già ideata da Richard) in cui ogni colore rappresenta un giocatore. Serve a spiegare in parole semplici la ruota dei colori e l'interazione che hanno i vari colori tra loro, con la filosofia dei colori alleati e dei colori nemici. Il racconto è narrato dal punto di vista del bianco. Questa versione del multiplayer in particolare, nonché l'articolo stesso, sono a opera di Mose Wingert.
Circle of Protection: how to use them, how to beat them[]
Articolo scritto da Chris Page che spiega il funzionamento dettagliato dei vari circoli di protezione, con una descrizione delle situazioni migliori in cui usarli e quando invece sono inutili.
An Interview with Anson[]
Intervista ad Anson Maddocks.
Lost in the Shuffle[]
Richard Garfield spiega la filosofia dietro al deckbuilding e ai vari modi di giocare, così come consiglia modi per scambiare carte e trovare nuove sfide nelle partite 4fun di Magic, magari inventando nuove regole e applicando nuove restrizioni alle partite.
Magic Conundrums[]
Chiarificazione delle regole e del funzionamento di una serie di carte che confondevano i giocatori. Nella fattispecie si spiegano: Manipolatore, Manipolatore Glaciale, Statua di Giada, Illusionary Mask, Chaos Orb, Kudzu e Lich.
According to Mr. Pling[]
Sponsorizzazioni di altri giochi nel marchio Deckmaster: Vampire: The Masquerade, Netrunner e Middle-Earth.
What's New? with Phil & Dixie[]
Piccola striscia a fumetti in cui i personaggi di Phil e Dixie parlano su come sia bello giocare a Magic, immaginandosi gli effetti di carte come Fulmine o Mammut da Guerra potrebbero avere se le carte fossero reali.
Upcoming Releases[]
Sponsorizzazione delle prossime uscite in ambito Magic. Nello specifico si elencano: Pocket Players' Guide, Leggende, Antiquities e Revised Edition.
Ask Toad[]
Classica sezione della posta che era presente in tutte le riviste dell'epoca. In questo caso il contesto della risposta era dato da Toad, questo personaggio originale di The Duelist, che rispondeva come fosse un mago di un mondo fantasy in stile Magic. Il tutto per rispondere a lettere relative al funzionamento delle carte e ad altre cose relative al gioco.
Duel for Dominia[]
Questa sezione racconta in versione romanzata la finale del primo torneo sanzionato di Magic, svoltosi alla GenCon del 1993. A scontrarsi sono Rick Townsend (Anton) e Alex Parrish (Karshan). La storia è ambientata nel Multiverso di Magic, ma di fatto è una fonte prerevisionista, quindi è considerata canonica finché una fonte ufficiale recente non dica il contrario. Ogni singola azione dei due giocatori viene riprodotta nella storia (accanto ai paragrafi è descritta l'azione realmente compiuta). Come i planeswalker immaginari Anton e Karshan, all'interno della storia appaiono anche numerosi luoghi mai più nominati. Scritto da Steve Bishop.
Duelists' Convocation News[]
Viene presentato in maniera ufficiale il progetto Duelists' Convocation e viene pubblicizzato il forum dedicato al progetto. Scritto da Steve Bishop.
The Collectors' Corner and the Classified[]
Sezione dedicata ai collezionisti che cercavano carte da scambiare e organizzatori che volevano pubblicizzare i loro eventi relativi a Magic. Era presente un modulo da compilare da spedire per posta, con tutte le informazioni relative.
Team[]
- Managing editor: Lisa Stevens
- Associate editor: Kathryn Haines
- Addittional editing: Beverly Marshall Saling, Victor K. Wertz
- Art direction: Jesper Myrfors
- Design: Kathryn Haines, Jesper Myrfors, Tom Wanerstrand
- Cover art: Anson Maddocks
- With logos by: Jesper Myrfors, Christopher Rush
- Illustrations by: Kristen Bishop, Kaja Foglio, Phil Foglio, Anson Maddocks, Jesper Myrfors, Mark Poole, Christopher Rush, Andi Rusu, Tom Wanerstrand, Amy Weber
Curiosità[]
- Dalle note sulle pagine finali si evince che il primo numero di The Duelist venne realizzato su Macintosh Centris 650, usando Adobe Photoshop 2.5, HSC Software's Kai's Power Tool 2.0 e Aldus Freehand 3.1. La pellicola di rivestimento venne realizzata da CMYK DigitalPress, Seattle Image Setting e Wizywig. Venne stampato da Moebius Printing Service.