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Personaggio
Tezzeret, Master of the BridgeART1
Nome Tezzeret
Originario di Alara - Esper, Mareacava
Lifetime 4.530 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Il Cercatore
  • Agente di Bolas
  • Maestro del Metallo
  • Il Manipolatore
  • Macchinatore Crudele
  • Maestro Artefice
  • Signore del Ponte
Stato Vivo


Tezzeret è un planeswalker che usa il mana blu. Dopo l'incontro con Bolas ha imparato a usare anche il mana nero.

Alla ricerca della perfezione del corpo e della mente, La specialità di Tezzeret sono le magie da artefice: incantesimi che forgiano e manipolano gli artefatti, a volte persino dando loro la vita. Si è unito ai Cercatori del Carmot poichè si diceva che possedessero il codex etherium, un tomo sacro che custodiva gli insegnamenti di Crucius. Sperava di poter vedere il tomo per apprendere i suoi segreti per se stesso. Tuttavia, scoprì verità che altri non volevano venissero rivelate: i Cercatori non possedevano la conoscenza che affermavano di avere. Successivamente, in cambio della sua vita, Tezzeret fu costretto ad accettare la schiavitù e a servire Nicol Bolas, ma spera di riuscire a trovare un modo di liberarsi dai vincoli dell'antico drago. Ha un temperamento molto aggressivo e una natura priva di scrupoli. La sua forza motrice primaria è una brama di potere e conoscenza, è incline a punire coloro che lo deludono, in modo grave e spesso brutale (se ne ha bisogno in futuro) o addirittura ucciderli se non gli servono più. È sempre alla continua ricerca di un'opportunità per acquisire potere e volgere la situazione a proprio vantaggio.

AdolescenzaModifica

Nacque in una famiglia povera, i suoi genitori non si presero mai cura di lui e non gli diedero nemmeno un nome. Suo padre era un uomo violento e sua madre una prostituta che era diventata troppo vecchia per continuare il suo mestiere. Nonostante l'ambiente tossico in cui crebbe, non era debole rispetto ai suoi coetanei. Furono i suoi "pari" a dargli il nome "Tezzeret" per via di un'arma improvvisata che lui portava sempre con sé. Ha raggiunto questo nome durante il suo primo atto di violenza calcolata, accoltellando un ragazzo più grande che lo aveva maltrattato.

La vita di Tezzeret cambiò a sette anni, il giorno in cui sua madre morì. Mentre si trovava a Bassa Vectis con suo padre, vide un uomo investito dalla carrozza di un mago che proseguì il suo percorso senza curarsi dell'uomo che aveva travolto e ucciso. Fu allora che suo padre pronunciò una frase che avrebbe cambiato la visione del mondo di Tezzeret per sempre "Il forte prende quello che vuole ai deboli, e su Esper non c'è forza superiore ai maghi", Tezzeret giurò che sarebbe diventato un mago un giorno in modo che nessuno potesse prendere mai niente da lui. Il giorno dopo iniziò ad aiutare suo padre a cercare metallo nei pozzi neri. Fu durante quel periodo che scoprì il suo talento naturale per la rabdomanzia che gli dava la capacità di trovare i metalli molto più facilmente rispetto a suo padre che smise di lavorare per poter vendere i reperti che il figlio gli procurava. La mancanza di diligenza dell'uomo permise a Tezzeret di iniziare a rubare etherium all'età di nove anni. A volte si faceva intenzionalmente scoprire da suo padre e riceveva delle violenti punizioni, ma, in cambio riusciva a rubare ancora più metallo quando suo padre lo credeva pacificato.

All'età di undici anni, Tezzeret aveva rubato un totale di 200 grammi di etherium, molti dei quali nascosti nei capelli e sotto la pelle. grazie al suo piccolo investimento poté fuggire da suo padre abbandonandolo a se stesso e iniziare a raggiungere il suo obiettivo.

IstruzioneModifica

Tezzeret divenne l'apprendista di un artigiano subito dopo aver lasciato la sua casa. Egli assunse un nuovo nome e giurò al suo maestro che sarebbe rimasto a studiare con lui per sette anni, ma, quando dopo soli tre anni apprese tutto quello che il suo maestro aveva da insegnargli fuggì via e si mise a cercare pezzi di etherium nascosti nella città che insieme ai materiali che già possedeva gli permisero di unirsi alla gilda dei meccanici. Egli usò un terzo della sua fortuna per poter studiare un solo anno. Tezzeret ha cercato di essere un maestro nel manipolare artefatti magici in contrapposizione ai semplici artefatti che conosceva già. Risultati che di solito si raggiungevano dopo diciasette anni, Tezzeret li raggiunse dopo soli cinque anni eclissando molti dei suoi compagni ricchi e viziati, avendo sviluppato un apprezzamento nel non sprecare materiale. Questa sua caratteristica gli valse il grado di operaio molto presto e gli permise di guadagnare l'etherium di cui aveva bisogno. A diciannove anni Tezzeret recise il suo braccio destro e lo sostituì con un braccio di etherium di oltre dieci chili di valore del metallo. Un sogno che aveva iniziato a coltivare quando aveva iniziato a rubare a suo padre. Vedendo ciò che aveva fatto, i maestri della gilda lo elevarono al rango di maestro ma a Tezzeret non importava, se ne andò dalla gilda e non tornò più procedendo direttamente verso l'Accademia dei Cercatori.

La Caduta del CercatoreModifica

Tezzeret ottenne l'ingresso nell'Accademia di Vectis, il suo obiettivo era diventare un cercatore, ma dopo essere stato sconfitto in un duello da Silas Renn, le sue capacità vennero considerate non idonee e non degno di entrare a far parte nei ranghi dei richiedenti. Suo padre non gli offrì alcun supporto in quanto sperava che il figlio tornasse ad aiutarlo, ma Tezzeret era irremovibile voleva essere ammesso e andò all'Accademia durante la notte per chiarire le qualità delle sue prestazioni al preside Ammalat Pannex. Scoprì cosi che sarebbe stato espulso in parte a causa delle sue origini umili, e per evitare di essere mandato via uccise Pannex staccandogli la testa con il suo braccio di etherium così potè continuare i suoi studi all'Accademia.

Tre anni dopo, Tezzeret diventò un cercatore ma venne ugualmente disprezzato dai suoi colleghi e guardato dall'alto in basso. In quel periodo Renn ottenne un nuovo cuore apparentemente forgiato con nuovo etherium. Questo mandò Tezzeret su tutte le furie e decise di introdursi nella stanza del codex etherium per impadronirsi dei segreti del tomo. Scoprì cosi che il tomo era una truffa, le sue pagine erano vuote, e si sentì tradito. Scoperto dalle guardie, venne brutalmente picchiato e quando fu sul punto di essere ucciso, ascese, viaggiando senza guida nella cieca eternità. Perse i sensi e quando si risvegliò era su Grixis. Miracolosamente riuscì a sopravvivere alle difficoltà e agli attacchi dei mostri di Grixis. Nonostante le sue condizioni raggiunse e incontrò Nicol Bolas che gli offrì il potere in cambio di servitù.

Dopo la sua ascensione Tezzeret costruì segretamente la sua struttura di agenti all'interno del Consorzio Infinito di Bolas e in un colpo solo ha orchestrato l'assassinio di tutti i capi delle cellule di alta posizione che erano direttamente subordinati di Bolas e li sostituì con i suoi fedeli agenti ed effettivamente assunse la guida del Consorzio.

Agents of ArtificeModifica

Tezzeret cercò personalmente Jace Beleren per persuaderlo ad entrare all'interno del Consorzio Infinito. Dopo aver speso molto tempo nell'allenare il mago mentale, Tezzeret rivelò che Jace era la sua arma contro Nicol Bolas, che provava un forte rancore per l'artefice che lo aveva tradito, anche se dal punto di vista di Tezzeret era Bolas il traditore visto che era l'ombra dietro la menzogna dei cercatori. Tezzeret arruolò Jace per via del suo dono della telepatia in modo da impedire a spie di Bolas di infiltrarsi nel Consorzio.

Quando un agente di Nicol Bolas contattò l'artefice per una trattativa su un piano sconosciuto, Tezzeret porta Jace con sè per evitare che Bolas sondi la sua mente. Bolas dialoga con entrambi e alla fine Jace viene distratto dal drago anziano che supera le sue difese mentali e legge molte informazioni della mente di Tezzeret. L'artefice è sconvolto e i due planeswalker sono costretti alla fuga visto che Bolas aveva assoldato dei mercenari barbari per ucciderli.

Dopo questo fallimento, Tezzeret da un ultimatum a Jace, non può più fallire, ma il mago mentale si rifiuta di svolgere una missione che va contro la sua morale e scappa dal consorzio scatenando l'ira dell'artefice, che cominciò a sognare la morte di Jace considerando il tradimento del mago mentale uno spreco di tempo e risorse. Deciso a catturare Jace e a trovare un modo per piegarlo al suo volere, Tezzeret comincia una feroce ricerca su Ravnica per trovare il mago mentale consapevole che Jace non avrebbe abbandonato il piano perchè non avrebbe potuto portare Kallist con se e l'artefice sapeva che Jace non avrebbe mai abbandonato il blademaster che era diventato come un fratello per lui.

In seguito, il santuario dell'artefice su Kamigawa viene attaccato da Jace e dalla sua amante Liliana, durante l'attacco il tradimento di Liliana viene alla luce e Tezzeret riesce a catturare il mago mentale, mentre impiega mesi per costruire un manufatto che gli permetta di dominare la mente di Jace senza distruggere le sue abilità. Ordinò a Baltrice di torturare ripetutamente Jace. Il mago mentale si libera dalla sua prigione e attacca nuovamente il santuario di Tezzeret e nello scontro finale con l'artefice, Jace usa una lama di mana (rubata al suo ex-maestro) per tagliargli il braccio di etherium impedendo a Tezzeret di utilizzare il mana assorbito e memorizzato nel braccio e spezza la sua mente lasciando il Consorzio senza un leader.

Alla fine Nicol Bolas rivela che a mettere Jace contro Tezzeret era stato il piano di Liliana Vess in modo che l'antico drago avesse potuto recuperare il controllo del suo Consorzio che l'artefice aveva rubato dodici anni prima e in cambio avrebbe aiutato la necromante a risolvere il suo problema. Bolas recuperò il corpo martoriato e privo di mente di Tezzeret e portò l'artefice al suo Reame di Meditazione. Impiegò tre anni per rigenerare Tezzeret.

Test of MetalModifica

Tezzeret comprende molto presto il motivo per cui Bolas ha rigenerato la sua mente e il suo corpo anche se con qualche modifica da parte del drago anziano. Dopo essersi risvegliato su Jund nel Worldheart Calice, una delle tane di Bolas sul piano di Alara, l'antico drago gli ordina di trovare Crucius e di scoprire tutti i segreti per la creazione di nuovo etherium. Tezzeret inizialmente deride Bolas dicendogli se aveva dimenticato che lui aveva scoperto le menzogne dei cercatori ma Bolas sorprende l'artefice dicendogli che Crucius è reale e per evitare un nuovo tradimento da parte dell'artefice, Bolas presenta a Tezzeret il Dottor Jest.

Viaggiando su Esper, Tezzeret vorebbe acquisire un po' di monete, si dirige così ad una fabbrica di birra che era stata costruita durante il suo regno nel Consorzio, per recuperare pezzi di etherium, ma scoprì troppo tardi che i suoi segreti non erano più al sicuro quando fece scattare una trappola che era stata prepara per lui. Un trio di scorpioni di magma lo inseguirono per tutta Vectis fino a quando non riuscì ad assicurarsi protezione e un passaggio su una barca scambiando un pezzo di etherium. Tezzeret sapeva che l'unica persona che poteva aver piazzato la trappola era Jaca Beleren e conoscendolo sapeva anche quale sarebbe stata la mossa successiva del mago mentale.

Affrontò Jace e la sua ex-luogotenente Baltrice, avendo anticipato lo scontro, l'artefice crea un manufatto che infetta Jace impedendogli di usare i suoi poteri mentali o di viaggiare nei piani. Stranamente Tezzeret è molto più calmo e controllato di come era in passato e non vuole uccidere il mago mentale e per evitare che Jace si uccida da solo lo avverte di non provare ad usare la sua magia per guarirsi e gli "insegna" diverse cose sull'etherium, poi si scusa con Baltrice per il dolore che le ha causato sorprendendola e le propone un offerta: libererà Jace se lei lo aiuterà a trovare Crucius in modo che lui possa realizzare il suo scopo: uccidere Nicol Bolas. Per liberare Jace, Baltrice accetta la sua offerta.

Per scoprire informazioni su Crucius. Viaggiano al Santuario Arcano per parlare con Sharuum l'ultima ad aver visto Crucius su Esper e lì trovano anche Silas Renn. Tutti i presenti scoprono una verità sorprendente: Sharuum era innamorata di Crucius e sapeva della ricerca di Tezzeret e gli promise il suo regno e la sua stessa vita in cambio di poter passare anche solo un altro battito di cuore con il suo amato. Tezzeret accetta e Sharuum gli offre due indovinelli che Crucius le aveva dato per farsi trovare.

Il primo indovinello lo portò al Labirinto di Cristallo che era sotto assedio da milioni di zombi. Sapeva che l'esercito non poteva essere stato orchestrato da Renn (anche lui in cerca di Crucius) sapeva anche che non poteva vincere il suo rivale a causa dell'abilità temporale che egli possedeva e cercò di evitare uno scontro con lui, ma Renn aveva previsto il piano di Tezzeret e lo affrontò, ferendo e catturando Baltrice.

Tezzeret riuscì a fuggire e mentre si trova ancora nel labirinto, incontra Liliana Vess che gli dice che per disperazione è stata costretta a giurare fedeltà a Bolas, poi tenta di sedurre Tezzeret, ma, l'artefice resiste alle sue avance e prima di separarsi da lei, la necromante rivela a Tezzeret che Bolas ha in mente un piano che potrerbbe causere la morte di molti planeswalker e gli da altre informazioni sul drago antico.

Tornato su Jund, grazie all'aiuto del dottor Jest, Tezzeret costruisce un dispositivo per iniettarsi nel cuore un pezzo di sangrite in polvere e tutti i componenti di etherium che aveva nascosto nel suo corpo guadagnando poteri incredibili. Viaggiò direttamente verso Renn, sconfiggendolo senza pietà e salvando Baltrice. Poi usò il corpo di Renn come una macchina sfruttando la sua abilità per risolvere i segreti del Labirinto. In tal modo egli si trovò davanti alla sfinge Kemuel e si fermò davanti alla Porta di Riddle.

Utilizzando il Cancello, si trovò sull'Isola di Metallo, un mondo dove Tezzeret era praticamente un dio. Nicol Bolas è arrivò in cerca di risposte da Tezzeret, non sapendo della trasformazione dell'artefice, poco dopo arrivarono Baltrice e Jace (grazie ad un anello di etherium che l'artefice aveva donato alla piromante prima di separarsi da lei) e infine comparve Sharuum che priva di etherium ringraziò Tezzeret e se ne andò.

Bolas legge nella mente di Baltrice e Jace (liberandolo senza saperlo dal manufatto di Tezzeret) e dopo la partenza della sfinge, scoppia una violenta battaglia fra i planeswalker (Bolas fa compariare Liliana in modo da usare gli zombie contro i tre planeswalker), alla fine lo scontro si conclude apparentemente con la vittoria di Bolas che stordisce Baltrice, Jace e Liliana. Ma durante la lotta, il drago antico sente la sua concentrazione e il suo potere diminuire. Tezzeret gli spiega che il suo piano era quello di usare il manufatto che aveva usato su Jace, su di lui e nel momento in cui Bolas lesse nella mente di Jace, aveva assorbito il manufatto finendo per essere infettato.

Tezzeret fu il vero vincitore della battaglia e lasciò Bolas sull'isola di metallo portando con se i tre planeswalker storditi nella cieca eternità. Li svegliò dicendo di avere un dono per ciascuno di loro per l'aiuto che inconsapevolmente gli avevano offerto. A Liliana offre la libertà dal suo cotratto con Bolas, a Baltrice una collana di sangrite che la renderà immune alle influenze mentali che il mago mentale era stato costretto a utilizzare per salvare la piromante e a Jace offre la consapevolezza che prima o poi lo avrebbe cercato per "avere la sua dolce vendetta".

Dopo la partenza di Jace, Tezzeret iniziò a pensare alle sue varie opzioni quando all'improvviso il Dottor Jest fu restituito alla sua mente e sentì la voce di Bolas che gli rivelò che aveva imprigionato solo un simulacro in quanto il drago anziano aveva previsto le azioni di Tezzeret e lo aveva anticipato. Jest disse poi a Tezzeret di prepararsi, Bolas aveva una missione per loro due su Mirrodin.

Non canonicoModifica

Con la pubblicazione di storie web successive (nella fattispecie: Marionette) è stato confermato che molti degli eventi narrati in questo libro non sono mai accaduti e pertanto non viene considerato canonico ai fini della storia ufficiale di Magic.

Dark DiscoveriesModifica

Nonostante gli ordini di Nicol Bolas, Tezzeret non viaggiò su Mirrodin. L'artefice dopo aver scoperto il segreto dell'eterium, recise nuovamente il suo braccio destro e lo sostituì con un nuovo braccio d'eterium e per diventare ancora più potente, oltre al braccio, sostituì con l'eterium altre parti del suo corpo tra cui le gambe e sulla sua fronte due sottili linee sopra gli occhi.

Mentre stava svolgendo i suoi "affari", Tezzeret venne interotto da un demonietto mandato dal drago anziano per riferirgli nuovamente la sua missione: andare su Mirrodin e infiltrarsi nella città dei vedalken per impedire che i phyrexiani si riunissero sotto un unico leader.

Dopo aver ignorato gli ordini per ben tre volte, Tezzeret ricevette la visita di Nicol Bolas. L'artefice rispose alle domande sarcastiche dell'antico drago affermando che non poteva obbligarlo a fare qualcosa che non avesse voluto fare. Bolas gli rispose tranquillamente divertito, affermando che entrambi sapevano che le sue parole erano false, poi gli mostrò il piano di Mirrodin.

Su Mirrodin, Tezzeret attese la sua guida sulla spiaggia del mare di mercurio e dopo un lungo tempo, sentì una voce che chiese "Tezzeret il cercatore?" L'artefice si voltò e vide il vedalken pensando che fosse trascorso molto tempo dall'ultima volta che qualcuno lo chiamasse con il suo vero nome.

Tezzeret parlò col vedalken che gli iniettò un siero, dicendo che lo avrebbe reso immune all'olio per poi sparire nel nulla lasciando l'artefice col dubbio che fosse solo un'illusione. Tezzeret si gettò nel mare di mercurio e nuotò nelle sue profondità dove venne catturato dai phyrexiani di Jin-Gitaxias. Non si preoccupò in quanto planeswalker, poteva fuggire quando voleva, ma Bolas gli aveva dato ordini precisi e cosi aspettò l'evolversi degli eventi. Venne portato di fronte al pretore, che vedendo il metallo sul corpo dell'artefice, diede l'ordine di portarlo nel suo laboratorio per poter studiare il suo strano materiale e renderlo un vero phyrexiano. Tezzeret reagì a quelle parole rilasciando un getto di mana nero che respinse tutti i phyrexiani, per poi rivolgersi direttamente al pretore dicendogli che lui non era lì per combattere ma per parlare.

Jin-Gitaxians gli disse che gli avrebbe permesso di vedere il padre delle macchine e Tezzeret lo ringraziò. Il pretore però guardandolo negli occhi disse anche all'artefice che se lui avesse osato colpirlo nuovamente, lo avrebbe vivisezionato personalmente. Tezzeret ricambiò lo sguardo in silenzio.

Venne portato nella sala del trono nel nucleo di Mirrodin e sebbene l'artefice non volesse inchinarsi, fu colpito al ginocchio e costretto dai phyrexiani a inginocchiarsi. Pensando a come poter sfruttare meglio la situazione, decise per il momento di fingersi un servitore fedele. Alzò lo sguardo e rimase impressionato quando vide il padre delle macchine: Karn.

La Ricerca di KarnModifica

All'interno della gerarchia phyrexiana, Tezzeret si fece strada fino ad arrivare vicino a Karn come uno dei suoi consiglieri, insieme a Glissa e Geth.

Durante una riunione nella sala del trono organizzata da Glissa, l'artefice e Geth ebbero un breve scambio di opinioni e le parole sarcastiche di Tezzeret fecero infuriare Geth, che tentò di colpirlo con una mano artigliata alla gola. Tezzeret, molto più potente del signore della volta, lo allontanò facilmente. Geth si preparò a colpirlo con l'altro braccio, ma l'altro lo fermò dicendo che se avesse utilizzato il suo braccio d'eterium, avrebbe afferrato qualcosa di anatomico. Quando Geth comprese che l'artefice si riferiva alla sua testa, si infuriò ancora di più, ma si tirò indietro. Glissa decise finalmente di comunicare il motivo della riunione: una femmina umana è immune all'olio ed era necessario catturarla per poterla studiare. In quel momento, spinto dalla sua follia, Karn distrusse un muro vicino con un pugno e Tezzeret cercò di immaginare quello che un colpo del genere avrebbe fatto a Glissa o Geth e se uno dei due avesse avuto il coraggio di evitare il colpo. Sapeva che se Karn avesse provato a colpirlo si sarebbe difeso, indipendemente dal rispetto che provava per lui. Tezzeret provava ammirazione per quello che Karn aveva creato, un mondo di metallo e per la sua maestria nella manipolazione e creazione degli artefatti e vedere un magnifico artefice portato a quel livello di sottomissione era molto doloroso per lui.

In seguito l'artefice mandò uno dei suoi myr per guidare Venser, Koth e Elspeth da lui nel nucleo di Mirrodin. Quando Elspeth lo vide lo riconobbe come un mago di Esper e gli parlò con disprezzo. Tezzeret le rispose con sarcasmo guardando la donna in modo strano, come se le stesse leggendo la mente, per poi affermare che non era loro nemico. In quel momento una fazione di phyrexiani opposta a quella controllata dall'artefice attaccò e grazie anche all'aiuto di Tezzeret, vennero sconfitti facilmente. Nonostante ciò, il trio continuò a non fidarsi di lui. Tezzeret affermò che se non volevano restare senza la sua guida, dovevano andare con lui.

I tre decisero di seguirlo e durante il cammino, Venser fece alcune domande a Tezzeret che si fece sfuggire alcune informazioni sulla fazione di Urabrask. Questi erano diversi dagli altri, in quanto stavano iniziando a sviluppare una certa sensibilità limitata. Tezzeret portò i compagni in una sala operatoria e dopo che Elspeth distrusse tutti i phyrexiani, liberarono Melira, una mirran reietta nata senza alcun metallo sul corpo. Tezzeret affermò che lei era il suo dono per loro e che era immune all'olio di phyrexia, poi se ne andò.

Nonostante abbia aiutato il trio, Tezzeret mandò i suoi phyrexiani ad attaccare il campo dei ribelli. Nel nucleo, quando Venser e Elspeth vennero catturati dai phyrexiani, rimasero in vita solo grazie agli ordini dell'artefice, che li voleva consegnare a Glissa vivi. Tezzeret rispose alle loro domande affermando che stava cercando Melira non rivelando il motivo, ma affermando che non era consapevole della sua capacità di guarire gli altri dall'olio. Quando i due planeswalker vennero salvati da Melira e Koth, durante la fuga furono accerchiati dai phyrexiani guidati da Glissa, sopravvissuta all'esplosione provocata da Venser, che però chiuse il passaggio dietro di lei.

Mentre l'elfa scherniva i fuggiaschi, Tezzeret comparve insieme alle sue forze e Glissa gli chiese cosa voleva fare visto che il piano era diverso. L'artefice le rispose che aveva aiutato a far fuggire Melira per fare uscire Glissa allo scoperto, in un luogo dove lei non poteva fuggire per poterla uccidere. Glissa le rispose che senza di lei non sarebbe mai riuscito a controllare il padre delle macchine e Tezzeret le rispose che Karn perdeva olio dal corpo perchè stava cercando di resistere alla corruzione e non voleva diventare leader dei phyrexiani. Le forze di Tezzeret e Glissa iniziarono a scontrarsi dando a Venser e al suo gruppo la possibilità di fuggire verso la sala del trono.

Una nuova missioneModifica

Dopo il suo scontro con Glissa e l'aumento di potere da parte di Elesh Norn sui suoi fratelli, Tezzeret "partecipò" all'incontro tra i pretori per decidere chi fosse degno di diventare il nuovo padre delle macchine. Riuscì a sopravvivere all'esplosione causata dalla bomba di mana di Koth, ma le sue ambizioni su Nuova Phyrexia ebbero ugualmente fine, venne infatti richiamato da Nicol Bolas per eseguire una nuova missione su un altro piano. 

KaladeshModifica

Tezzeret viaggiò su Kaladesh dove riuscì a diventare giudice capo della Fiera degli Inventori.

Fiamma di sfidaModifica

Tezzeret scivolò attraverso Ghirapur, evitò le strade principali e rimase in disparte con movimenti a zig zag che lo portavano tra un negozio e l'altro. Strinse il cappuccio intorno al volto, mantenendo la sua identità nascosta alle pattuglie e ai totteri. Nessuno incrociò il suo cammino per la Fiera degli Inventori. Arrivato si lasciò avvolgere dal ronzio della Fiera e si mise ad ascoltare, tenne il volto e il braccio nascosti, non più per evitare i soldati del Consolato, bensì per camminare liberamente tra i frequentatori della Fiera. Gli inventori lo avrebbero riconosciuto istantaneamente e avrebbero interrotto il suo lavoro. Non poteva permetterselo, doveva completare la sua missione prima che chiunque riuscisse a individuarlo. Si infilò nel flusso della folla e ascoltò, seguendo le loro parole verso il suo obiettivo. Era già buio nel momento in cui trovò i segni di ciò che stava cercando; una fila di giovani uscì di corsa dai banchi in ombra del Circuito Ovale e l'artefice vide che dagli zaini sulle loro schiene spuntavano le gambe di rame dei loro automi non del tutto legali: inventori rinnegati. Li intercettò, cercando di non dare nell'occhio, e mostrò la sua mano di carne in modo da far vedere il simbolo della Guglia Stillante nascosto all'interno del guanto. Una nana se ne accorse e strinse la mano, mettendo a contatto i loro simboli e gli disse che per quella notte avevano finito. Tezzeret rispose che non era alla ricerca di etere e spiegò che stava cercando una collega e si augurava che lei sapesse dove la sua dimostrazione sarebbe avvenuta l'indomani. Utilizzò una magia discreta per analizzare il contenuto della sacca della nana e scoprì che il suo automa aveva un modulo ascoltatore e soddisfatto si disse che doveva solo continuare a farla parlare. La nana stava iniziando con cautela a cercare un cottatto visivo per intravedere il suo viso, poi rispose che c'erano un sacco di dimostrazioni e chiese di chi stava parlando. Lui rispondeva con informazioni parziali, ma adatte alla figura di un attento rinnegato e rispose che chi stava cercando aveva detto di non fare alcun nome, doveva solo incontrarla e chiese se non avesse sentito nulla. Nel frattempo, la magia successiva di Tezzeret stava facendo il suo dovere: il piccolo modulo ascoltatore obbedì ai suoi ordini e si estrasse dal dispositivo, uscì silenziosamente dallo zaino e si infilò nella tasca della sua giacca. Lei rispose che le dispiaceva, ma non sapeva di chi o cosa stesse parlando. Tezzeret sapeva che la nana era una collega della persona che stava cercando, fece un ampio sorriso come scusa e disse che non le avrebbe fatto perdere altro tempo. L'altra chiese come lo potevano contattare se sentivano qualcosa della sua amica o come si chiamasse, lui si voltò, le augurò semplicemente una buona serata e se ne andò. Tezzeret diede un'occhiata al modulo in rame decorato che aveva in mano. Mentre camminava lo attivò mentalmente, rivelandogli tutto ciò che aveva registrato: conversazioni, orari, date e un luogo.

Si mosse tra la folla, si infilò in un'area riservata e si fermò solo quando raggiunse una signora. Abbassò il cappuccio e puntò verso la donna la sua mano destra di metallo. L'artefice la chiamò condottiera dei rinnegati; finalmente l'aveva trovata e non le avrebbe permesso di danneggiare la sua Fiera. Lei replicò che l'avrebbero fermato, se non quel giorno, in un'altra occasione. Improvvisamente Tezzeret venne afferrato da qualcuno che lo fece voltare. Riconobbe Liliana Vess che lo osservava con disprezzo.

La condottiera dei rinnegatiModifica

Tezzeret vide la necromante insieme a un'altra donna. L'artefice venne raggiunto dal ministro delle ispezioni, Dovin Baan, arrivato in compagnia di un'elfa. I soldati del Consolato si materializzarono fra loro, formando una parete di carne e metallo con Tezzeret, Dovin e la condottiera dei rinnegati da un lato e le tre donne planeswalkers dall'altro. Tezzeret sentì Dovin dare istruzioni per occuparsi della piromante che aveva iniziato ad attaccare le macchine. Improvvisamente la condottiera parlò e disse di essere Pia Nalaar, era pronta a essere presa in custodia dal Consolato. Imperturbato Tezzeret fece cenno ai soldati di avanzare verso la donna e disse di mostrare alla criminale la sua nuova residenza. Dopo che le manette si chiusero sui polsi di Pia, Dovin chiese speranzoso se potesse effettuare la massima sicurezza e Tezzeret rispose impaziente di fare tutto ciò che riteneva opportuno, poi si concentrò sulle altre tre donne che però fuggirono via.

Nella stessa arenaModifica

Per favorire i suoi piani, Tezzeret organizzò uno scontro tra lui e Pia Nalaar durante la Grande Esibizione: una battaglia di artefici che avrebbe concluso la Fiera degli Inventori. Dopo che Rashmi venne eletta vincitrice del primo premio, Tezzeret entrò nell'arena e dall'altro lato Pia venne costretta a fare lo stesso. Per ognuno di loro vi era un contenitore con dentro materiali per poter costruire artefatti per la battaglia. Il presentatore dette il via, Tezzeret iniziò con velocità a montare i suoi pezzi e Pia fece altrettanto e le prime creature meccaniche si scontrarono. Continuarono con la loro sfida, ma per quanto le invenzioni di Pia fossero astute, Tezzeret riusciva sempre a superarla con qualcosa di più veloce, più forte e più duraturo; i suoi dispositivi iniziarono a divorare quelli di Pia. La donna venne sconfitta, Tezzeret si avvicinò a lei e le disse che aveva perso e che ora lui avrebbe amministrato la giustizia per i suoi crimini. Abbassò il braccio e le sue creazioni metalliche si lanciarono all'attacco per ucciderla. Fortunatamente per lei, sua figlia Chandra intervenne salvandola. Consapevole dell'identità della piromante, Tezzeret le chiese se volesse unirsi alla sfida che sua madre aveva appena perso e l'altra replicò che era lì per sconfiggerlo. Cinque soldati del Consolato si avvicinarono e la circondarono, pronti ad arrestarla, ma lui alzò una mano e li fermò. Si rivolse a Chandra e disse che avrebbero combattuto, ma non sarebbe stato uno scontro equlibrato. I suoi automi fecero un passo avanti. Chandra divise in due una palla di fuoco che aveva evocato e rispose che nessuno aveva parlato di uno scontro equilibrato. Le guardie dietro di lei cambiarono aspetto mentre l'illusione svaniva rivelando gli amici della piromante. Tezzeret fece un quasi impercettibile passo all'indietro, ma in realtà era tranquillo: era consapevole della loro venuta e aveva già protetto la sua mente dagli attacchi telepatici di Jace.

Dopo che tutti i suoi automi vennero distrutti, la Sovrana Celeste riempì il cielo con la sua forma maestosa, più ampia dell'intera arena. Un'enorme torretta roteò sul lato inferiore crepitando di etere, con il cannone diretto verso il basso senza fare fuoco. Con un ghigno dichiarò all'intera arena che la Fiera degli Inventori si era conclusa e che ringraziava i brillanti inventori di quel mondo; fece un magnanimo inchino, si sollevò e poi salì a bordo dell'aeronave. Il suo vero scopo aveva avuto successo: era riuscito a rapire alcuni inventori tra cui Rashmi e a portare via tutti i dispositivi e i progetti esposti alla Fiera.

Un Consolato riconoscenteModifica

Ritiratosi nella Guglia Eterea, Tezzeret venne raggiunto da Dovin, che mise una mano sul braccio di metallo dell'artefice per poi ritirarla subito dopo. Chiese cosa stesse succedendo, facendogli comprendere che si riferiva al caos della Fiera degli Inventori, reclamando spiegazioni sulle circostanze che avevano reso necessario quelle misure così aggressive di confisca. Tezzeret accusò Dovin di non aver calcolato la banda di sei planeswalkers che avevano interrotto la Grande Esibizione per poi scomparire insieme a Pia. Dovin chiese nuovamente il perchè della confisca delle invenzioni in modo così impacciato e brutale; quelle azioni erano utili solo a rafforzare chi era contrario al Consolato. Tezzeret disse che non doveva preoccuparsi, non stavano rubando le invenzioni, ma mettendo al sicuro per impedire che venissero danneggiate da un attacco dei Rinnegati. Quei dispositivi non erano stati messi alla prova in modo meticoloso e quindi non erano sicuri; non potevano lasciare che tutta quella tecnologia abusiva rimanesse in circolazione in città. Dovin rispose che non era necessario influenzare la sua opinione a riguardo, aveva ragione, ma sarebbe stato più produttivo spiegare i loro gesti invece di inviare gli esecutori di Ranaj a strappare i dispositivi dalle mani dei loro proprietari. Tezzeret rispose che non c'era tempo per farlo e l'altro disse che utilizzare del tempo per mantenere la pace e la sicurezza pubblica fosse una scelta ragionevole. Entrambi sapevano che quei dispositivi avevano un enorme potenziale distruttivo e gli Inquirium del Consolato potevano prenderlo, svilupparlo, raffinarlo e perfezionarlo. Dovin disse che un tale sviluppo era essenziale al piano della Fiera fin dall'inizio: l'avanzamento della tecnologia per il miglioramento della società sotto l'attenta supervisione del Consolato. Tezzeret disse che non c'era nessuno migliore di lui per quel compito, ma prima di affidargli quel lavoro era necessario che lui gli spiegasse qualcosa e chiese se fosse stato lui a portare lì i sei planeswalkers. Dovin spiegò che aveva invitato alcuni di loro come sicurezza per il problema rappresentato dai Rinnegati, ma loro avevano rifiutato il suo invito; successivamente però Chandra Nalaar era giunta di sua iniziativa e lui aveva quindi portato solo Nissa sul piano che era in cerca dell'amica. Tezzeret appoggiò la sua mano di carne sulla spalla dell'altro e disse che la sua preveggenza era importante per lui e che la sua interazione con quei planeswalkers sembrava un errore non da lui. Dovin si stizzì e rispose che la sua decisione era stata ottima in base alle informazioni che lui gli aveva dato. Tezzeret rispose che l'avevano sfidato nell'arena e ora era costretto ad agire rapidamente e in modo impacciato, come aveva notato correttamente: gli avevano forzato la mano. Flettè il braccio di metallo e l'altro fece un passo indietro. Dovin doveva porre rimedio e i rinnegati dovevano essere fermati. Lui aveva bisogno di essere al sicuro all'interno di un inquirium, senza timore di essere attaccato. Gli ordinò di far immagazzinare e catalogare le invenzioni confiscate per le sue esplorazioni e che il Baluardo doveva essere al massimo livello di allerta, pronto ad affrontare eventuali minacce: dovevano ricordare agli altri chi era al comando. Dovin chiese per quale motivo gli servisse un inquirium e Tezzeret rispose che doveva portare avanti le sue ricerche e che il lavoro di Rashmi per la Fiera aveva delle implicazioni sconcertanti ben maggiori rispetto a quella piccola ribellione; il suo lavoro era su quello mentre il resto delle invenzioni sarebbero state di Dovin dopo che avesse sistemato le altre problematiche. Dovin rispose che lo avrebbe fatto e Tezzeret andò via.

La svoltaModifica

Alla Guglia Eterea, Tezzeret entrò nella stanza dove gli inventori della Fiera stavano lavorando sulle loro creazioni. Tutti guardarono verso di lui, che chiese di mostrargli i loro progressi. Insoddisfatto mandò via Bhavin, poi disse agli altri che erano ritenuti dei geni, ma doveva ancora averne la prova. Guardò Rashmi e disse di mostrargli dei progressi o di andarsene. Lei mostrò il suo lavoro, Tezzeret annuì e chiese del nucleo modulare. L'altra rispose che aveva iniziato a lavorarci e che non aveva avuto tempo di farlo prima perchè si era concentrata sull'aumento delle dimensioni del trasportatore. Tezzeret disse che le sue erano tutte scuse, lei si comportava come se le sue richieste fossero impossibili, ma lui era il suo patrono e lei era la vincitrice della Fiera degli Inventori, quindi pretendeva il massimo da lei. I due parlarono ancora e alla fine Rashmi comprese che per far funzionare correttamente la sua creazione avrebbe avuto bisogno di più etere per gestire l’aumento di dimensionalità spaziale. Tezzeret rispose che l'alimentazione sarebbe stata triplicata. Un funzionario fece notare che un aumento di tali proporzioni richiedeva un cambio di destinazione di una gran parte dell’alimentazione di etere. Tezzeret congedò l'uomo e quando Rashmi provò a parlare, lui si voltò e disse che avrebbe avuto l’etere che le serviva per operare più rapidamente. Quando lui sarebbe tornato per il prossimo controllo dei progressi, lei avrebbe spostato l’automa di Bhavin dall’altra parte e se non ci fosse riuscita, sarebbe stata terminata. Dopo che finì di parlare uscì seguito dai funzionari rimasti.

Quattro settimane dopo, Tezzeret entrò con un gruppo di funzionari da Rashmi, che era l'unica inventrice rimasta. La trovò sdraiata sul pavimento ricoperta di etere e disse che quella era una scena che non avrebbe voluto vedere quella mattina. Rashmi gli parlò sconclusionatamente di ciò che aveva visto grazie al suo trasportatore, dicendo che esistevano altre realtà e che non era più una questione di trasporto di materia, ma una questione di espandere il loro concetto di esistenza. Tezzeret rise, era divertente vedere il funzionamento delle piccole menti quando si trovavano di fronte a qualcosa che era molto più grande di ciò che potevano comprendere. Scosse allegramente la testa, il suo atteggiamento mutò all'improvviso e i suoi occhi si strinsero. Chiese se avesse terminato il trasportatore. Rashmi rispose di si e Tezzeret disse ai funzionari di iniziare con la prova. Lei disse di aspettare e spiegò che farlo lì era troppo pericoloso, non comprendevano gli sforzi che avrebbero potuto causare nelle dimensioni. Tezzeret rispose che lei aveva completato il suo compito e quella creazione ora era sua. Non aveva più bisogno di lei, quindi poteva andare via. Rashmi disse all'improvviso che il trasportatore non era ancora pronto e spiegò che un fusibile di etere era saltato appena prima del suo arrivo e mostrò le sue braccia macchiate di etere. L'artefice disse che gli aveva detto che l'aveva terminato, quindi aveva mentito. Lei rispose che aveva solo bisogno di installare un pezzo di ricambio. Tezzeret disse che nessuno poteva mentirgli e Rashmi replicò che non l'aveva fatto, il trasportatore era terminato e aveva solo bisogno di una piccola riparazione. Tezzeret disse che lei non l'aveva compreso; spiegò che nessuno gli mentiva perché poneva fine alla vita di chiunque osasse farlo. Era stato più paziente del solito con lei, ma ora la sua pazienza era terminata e ciò significava che anche la sua vita era giunta al termine. Alzò un dito e due funzionari afferrarono le braccia di Rashmi e la bloccarono. Le disse di sistemare il trasportatore e, se ci fosse riuscita, le avrebbe permesso di continuare a vivere. Rashmi disse che le servivano i suoi strumenti. Tezzeret aveva compreso le sue intenzioni e che, se voleva, poteva anche distruggere il trasportatore, ma l'avvertì che l'avrebbe uccisa, poi avrebbe portato lì Mitul e avrebbe fatto completare a lui il lavoro, poi lo avrebbe ucciso. Ordinò a due funzionari di andare a prendere Mitul. Dopo che i due uomini uscirono per eseguire l'ordine, lui disse che se non avesse terminato prima che fossero tornati con il suo amico, sarebbero morti entrambi. Rashmi barcollò verso la sala degli attrezzi e tornò con il fusibile di cui aveva bisogno, lo portò al suo banco da lavoro e aprì il registro per riportarne il numero di identificazione. Tezzeret chiese cosa stesse facendo e l'altra rispose che stava confermando dei calcoli. Inconsapevole delle vere intenzioni dell'elfa, Tezzeret disse che aveva detto che doveva solo sostituire un elemento e chiese se gli avesse mentito nuovamente. Rashmi rispose che doveva essere sicura che il fusibile non avesse creato altri problemi visto che lui gli aveva spiegato chiaramente che non poteva permettersi che la prova fallisse. Tezzeret si spazientì, era il momento della dimostrazione e Rashmi rispose che sarebbe stata lei a decidere quando iniziare visto che era l'inventrice. Infuriato Tezzeret la fece voltare e disse che lei non contava nulla; si trovava lì solo perché l’aveva voluto lui ed era viva solo perché lui lo aveva permesso. Avrebbe fatto ciò che diceva o l'avrebbe uccisa. La trascinò fino al trasportatore, dove l’automa di Bhavin era posizionato sotto l’arcata, pronto per la dimostrazione. Rashmi inserì il fusibile di etere e disse che il trasportatore era pronto. Tezzeret la spinse di lato e disse che lo avrebbe fatto funzionare lui. L'artefice abbassò la leva e il fusibile all’interno del nucleo modulare si ruppe e creò un corto circuito; contemporaneamente, l’automa riapparve sopra alla scatola di metallo che l'elfa aveva utilizzato tante volte come destinazione. Troppo grande per essere contenuto, l’opera di Bhavin ruppe la scatola, crollò sul vicino banco da lavoro e frantumò il vetro dell’enorme finestra sottostante. La variazione di pressione e la folata di vento di etere fecero volar via fogli e strumenti. Furibondo, Tezzeret corse verso di lei, ma Rashmi balzò nel foro appena creato riuscendo a fuggire e Tezzeret potè solo urlare la sua rabbia.

IncendiareModifica

Tezzeret, a cui era stato dato il titolo di Gran Console Speciale sostenuto dai consoli per tutta la durata dell'attuale crisi, si trovava all'interno della Sovrana Celeste per studiare un piano per riprendere il controllo del Centro dell'Etere conquistato dai Rinnegati. Negli ultimi giorni si era adirato molte volte e nessuno poteva mettere in discussione l'efficacia delle sue sfuriate. Dopo che ricevette un altro messaggio negativo, minacciò la messaggera affermando che le sue parole erano solo scuse. Dovin intervenne e disse che quello era il rischio di una distribuzione di etere centralizzata e gli ricordò che Kambal aveva garantito che la struttura sarebbe stata protetta in modo che fosse impossibile da conquistare. Tezzeret si adirò e Dovin attirò nuovamente la sua attenzione con discrezione in modo che nessun altro potesse udirlo, dicendo che comprendeva l'efficacia del suo comportamento per mantenere il personale attento e ubbidiente, ma era dubbioso. Il furore di Tezzeret svanì tanto rapidamente quanto era apparso e i suoi occhi, freddi e calcolatori, si strinsero e scintillarono come un diamante. Con voce normale replicò che era necessario che il Centro dell'Etere tornasse sotto il loro controllo; Dovin era pagato per individuare i punti deboli e quindi gli chiese di svolgere il suo compito e trovare un modo per riconquistare la struttura. L'altro si avvicinò al tavolo strategico e spiegò il suo piano. Dopo averlo ascoltato, Tezzeret afferrò e tirò un condotto di comunicazione e ordinò a Baral di presentarsi sul ponte di comando, poi si rivolse a Dovin e spiegò che stava migliorando leggermente il suo piano: le due Nalaar avevano altri punti deboli. Mentre aspettavano l'arrivo del capitano, Dovin chiese il significato dei tatuaggi sulla sua fronte e Tezzeret rispose che il loro compito era di ricordargli un debito. L'artefice chiese quali punti deboli vedesse quando lo osservava e l'altro planeswalker rispose che riteneva che fosse più prudente che tenesse le sue conclusioni per sè. Tezzeret rise riconoscendogli che non era uno stupido.

Quando Baral arrivò, Tezzeret gli ordinò di distrarre i loro nemici: doveva infastidire le due Nalaar e attirarle lontano dal Centro dell'Etere insieme a chiunque altro dei loro amici fosse andato in loro aiuto. Dopo avrebbe potuto fare di loro quello che desiderava. Il capitano chiese se intendesse realmente l'ultima parte, Tezzeret sbatté tra loro gli artigli della mano di metallo e rispose che si trattava di traditori per il Consolato, se non si fossero arresi sarebbero andati incontro alla loro fine. Baral sogghigno e rispose che non potevano lasciare che dei maghi pericolosi fossero liberi di circolare. Si voltò per andarsene, ma Tezzeret lo richiamò e gli disse di portare la sua squadra: il ministro Dovin sarebbe andato col lui. Il capitano annuì e disse che sarebbero partiti dopo dieci minuti. Dopo che andò via il vedalken chiese spiegazioni e l'artefice disse che Baral era un mastino da assalto e lui sarebbe stato il suo guinzaglio: doveva lasciare che li mordesse, ma senza permettergli di lanciarsi al loro inseguimento. Dovin chiese del suo piano e Tezzeret rispose che ne avrebbe verificato l'esecuzione e che i riconoscimenti sarebbero stati di Dovin sia in caso di successo che di fallimento.

MarionetteModifica

Dopo che il Consolato riconquistò il Centro dell'Etere, alla Guglia Eterea Tezzeret si mise al lavoro per riparare il Ponte Planare. Si trovava tra gli anelli interni del portale, girato di spalle, intento a manipolare un macchinario. Un'ondata di fumosa oscurità attraversò la stanza, trasformandosi in un artiglio spettrale che gli avrebbe strappato l’anima e lo avrebbe ucciso. Poco prima di assestare il colpo, un ammasso di metallo si mise tra Tezzeret e la morte che lo stava per assalire; la magia necromantica si infranse su di esso e si consumò. Tezzeret si voltò, mentre la sua mano umana terminava di sistemare qualcosa nel suo braccio di eterium. Non apparve stupito di vedere Liliana Vess, né del suo attacco e chiese se "lui" l'avesse mandata a controllarlo. L'altra sembrò confusa dalla domanda e chiese di chi stesse parlando. Lui scosse la testa, si sistemò la manica delle vesti per coprire di nuovo la maggior parte del suo braccio di eterium, nascondendo uno strano bagliore che sembrava riprendere la turbinante luce del portale e solo dopo quel gesto le concesse la sua piena attenzione. Davanti al suo silenzio, Liliana rispose che era arrivata insieme agli altri planeswalkers. Tezzeret sogghignò, Dovin Baan si era riferito a loro come "I Guardiani". Chiese se fossero arrivati lì per vedere il suo sontuoso portale e, con un ampio movimento della mano metallica, indicò l’anello intorno a sé. Liliana si spostò lentamente verso sinistra, lasciando una certa distanza tra sé e il costrutto che aveva salvato l'artefice. Rispose che il Ponte Planare era opera di Rashmi. Tezzeret rispose irato che l'elfa non aveva compreso ciò che aveva scoperto nè il suoo potenziale; era stato lui a guidare la sua mente, senza il suo aiuto l'inventrice avrebbe continuato a spedire vasi in tutta Ghirapur senza mai comprendere la verità sul portale. Si avvicinò a Liliana per tenerla lontana dal portale, lei scagliò un’ondata di luce oscura, ma lui sollevò la mano metallica e bloccò l’attacco, disperdendone l’energia. Come se non fosse successo nulla, continuò chiedendole se i suoi nuovi amici fossero consapevoli di chi fosse davvero lei e se li controllasse tutti. Lanciò una cascata di metallo che si schiantò a terra, percuotendo la guardia del corpo zombie della necromante, ma lasciandola indenne. Lo zombie barcollò verso l’ammasso di rottami, mentre Tezzeret continuò ad avanzare. Liliana sorrise, puntò verso di lui un dito brillante e scagliò un altro proiettile di indebolimento. Lui fece un gesto e un flusso di frammenti di metallo saettò in aria e intercettò l’attacco. Tezzeret chiese se controllasse anche Jace dal momento che gli sembrava difficile immaginare che il telepate si fosse dimenticato ciò che lei gli aveva fatto. Liliana replicò che Jace non si era dimenticato ciò che lui gli aveva fatto. Tezzeret spalancò le braccia e due ondate di frammenti di metallo si sollevarono dietro di lui, muovendosi come se fossero serpenti. in quel modo però offrì un'apertura alla necromante che lanciò la sua magia e lo afferrò al petto con una nera mano spettrale; tuttavia la forza dell'attacco era stata ridotta dalla velocità e lui non cadde. Con voce rauca Tezzeret chiese se fosse sicura che non fosse lei a essere manipolata da Jace dal momento che era lì a combattere le sue battaglie e realizzare la vendetta del telepate. Liliana replioò che non era stata inviata da nessuno e che di fronte a lei Jace diventava un ragazzino. Tezzeret disse che Jace l'aveva ammorbidita: la necromante che aveva conosciuto quattro anni fa sarebbe entrata lì con un esercito di zombie e sarebbe sopravvissuta per raccontarlo. Fece un gesto verso un ammasso di materiali da costruzione e qualcosa prese vita. Liliana scagliò un’ondata di energia oscura dal suo corpo; il raggio rimbalzò su Tezzeret e tornò verso di lei, risucchiando energia vitale dal corpo dell'altro. Tezzeret si afferrò la gola e cadde in ginocchio venendo subito aggredito dallo zombie. L'artefice ricambiò inviando un tottero che colpì Liliana al volto, facendola cadere a terra, poi scagliò lontano lo zombie e si alzò. Impiegò alcuni istanti per riprendere fiato e lei ebbe il tempo di rialzarsi a sua volta. Tezzeret chiese perchè stavano combattendo tra loro e se il suo amore per Jace la stesse illudendo di essere una specie di eroina. Liliana replicò che il suo rapporto con il telepate non aveva nulla a che fare con il romanticismo o i sentimenti e che nessuna eroina avrebbe mai usato una magia come la sua. Lo zombie aggredì nuovamente Tezzeret, ma l’enorme artiglio di metallo lo trafisse. Chiese se realmente non era stata inviata da "lui". Inizialmente Liliana non capì, ma infine comprese e disse che lui si trovava su Kaladesh per conto di Bolas e che era sotto il controllo dell'antico drago. Tezzeret scattò: lui agiva per saldare un debito causato da Jace. Notando un'ambizione familiare negli occhi dell'artefice, la necromante rise e disse che lui aveva intenzione di ribaltare la situazione contro Bolas. Tezzeret rispose che se anche avesse avuto un piano di quel tipo, non lo avrebbe rivelato a lei: era sono una questione di tempo prima che Bolas si impossessasse della sua mente. Continuarono a combattere e Liliana, grazie al potere del Velo, vinse.

Liliana si avvicinò a Tezzeret, appoggiò il tacco dello stivale alla sua gola e chiese quale fosse il piano di Bolas. Tezzeret, a fiato corto, la osservò con furore e paura evidenti e replicò che anche lei sapeva che l'antico drago non rivelava mai più dello stretto indispensabile: non lo avrebbe mai reso partecipe dei suoi piani completi. Liliana chiese in quale mondo si trovasse Bolas e Tezzeret disse che non era sicuro che l'antico drago avrebbe gradito che lui rivelasse la sua posizione. Liliana aumentò il peso sul tacco, provocandogli un rauco colpo di tosse. Tezzeret ansimò, incapace di parlare; l'altra alleggerì la pressione quanto bastava per permettergli di respirare e alla fine lui pronunciò un nome: Razaketh. Liliana comprese e disse che Bolas si trovava su Amonkhet. Tezzeret deglutì a fatica e con evidente dolore; Liliana disse che era giunta la sua fine. L'artefice guardò dietro di lei e seguando il suo sguardo anche lei vide il tottero che stava arrivando verso il Ponte Planare. Liliana si mise al sicuro. Approfittando della situazione, Tezzeret fuggì viaggiando nella cieca eternità.

Il messaggeroModifica

Tezzeret arrivò su Amonkhet dopo che Bolas sconfisse i Guardiani. Il drago disse che era in ritardo e chiese se avesse avuto dei dubbi sulla sua vittoria. L'artefice lo aveva servito sufficientemente a lungo da aver imparato la risposta giusta, lo chiamò "maestro", spiegò che era stato ritardato e commentò che li aveva sconfitti facilmente come il drago aveva previsto. Osservò la piazza delle rovine di Naktamun alla ricerca dei corpi dei planeswalkers, ma non li vide e chiese se poteva cercarli. Bolas replicò che non aveva importanza e che era stato "meglio del sangue". Tezzeret lo osservò dubbioso, ma sapeva che non avrebbe ricevuto altre spiegazioni. Disse che lo doveva aggiornare, ma il drago replicò che lo avrebbe fatto più tardi e gli ordinò di dire a Ral Zarek di andare da lui: i progressi del mago Izzet erano troppo lenti. Tezzeret detestava essere utilizzato come messaggero, ma si inchinò e viaggiò nella cieca eternità.

Recupero del Sole ImmortaleModifica

Prima della sua battaglia contro Liliana su Kaladesh, Tezzeret aveva assorbito il nucleo del Ponte Planare dentro il suo braccio di eterium ottenendo la capacità di aprire portali su altri mondi.

Seguendo gli ordini di Bolas, Tezzeret attese il segnale di Vraska per aprire un portale su Ixalan e recuperare il Sole Immortale.

La Guerra della ScintillaModifica

Dal momento che aveva incorporato il Ponte Planare nel suo corpo, Tezzeret creò un portale che collegava Amonkhet a Ravnica per ordine di Bolas, permettendo così agli Eterni dell'Orda Atroce guidati da Liliana di invadere il piano dando iniziao alla Guerra della Scintilla.

Successivamente, Dack Fayden, Ob Nixilis, Karn e Samut riuscirono a raggiungere l'artefice su Amonkhet. Mentre Samut e Ob Nixilis combatterono contro gli Eterni, Dack riuscì a distrarre Tezzeret dando a Karn un'apertura per far volare uno dei micro-droni esplosivi di Saheeli nel meccanismo di controllo del Ponte nel torace di Tezzeret, che esplose. Ciò fece implodere e collassare su se stesso il portale più grande che gli Eterni stavano usando per arrivare su Ravnica. Sebbene ferito, Tezzeret rivelò di essere felice di essere stato sconfitto: sperava che riuscissero a sconfiggere Bolas in modo da essere liberato dalla sua schiavitù. Aggiunse che senza il drago antico non ci sarebbe stato nessuno con il potere di contrastarlo. Dopo che finì di parlare fuggì nella cieca eternità.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Molti fan sono rimasti delusi dall'assenza del dottor Jest dal libro The Quest for Karn.
  • Molti fan si sono irritati nello scoprire che il vincitore della battaglia tra Tezzeret e Glissa alla fine del libro The Quest for Karn non viene rivelato.
  • Dal momento che la maggior parte degli eventi di Test of Metal non sono considerati canonici con la storia, è possibile che Tezzeret non abbia vissuto realmente tutte le avventure di quel libro, ma che sia stato ingannato da Nicol Bolas per scoprire il segreto della creazione dell'eterium.
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Daretti - Davriel Cane - Dovin Baan - Estrid Garruk - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kasmina - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nissa Revane - Ob Nixilis - Oko - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tacenda Verlasen - Tamiyo - Teferi - Teyo Verada - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith - La Viandante - Wrenn
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CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Inzerva - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
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S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Nicol Bolas - Slobad
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Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Dack Fayden - Daria - Domri Rade - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Gideon Jura - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Khazi - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos
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