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Takeshi Konda era uno dei più grandi governanti di Kamigawa ed espanse il suo regno sia con la conquista che con le alleanze. Signore di Towabara e padre di Michiko Konda, il suo desiderio di creare la pace eterna sul piano divenne un'ossessione che lo spinse a compiere il crimine che diede inizio alla Guerra dei Kami. Dopo che le Sorelle di Carne e Spirito misero fine alla guerra, venne punito da Kyodai per le sue azioni venendo prima trasformato in una statua di pietra e subito dopo frantumato in numerosi pezzi. Nonostante il suo stato, è ancora vivo.

Prima della Guerra dei KamiModifica

Dopo esser diventato uno degli uomini più potenti del piano, Takeshi Konda voleva garantire la pace eterna e la prosperità per gli abitanti di Towabara e tutta Kamigawa. Grazie alla sua alleanza con l'Accademia Minamo, Konda seppe dell'indebolimento del Velo e chiese a Otto-Code-e-Mezza, il mortale più esperto sul regno degli spiriti, di fare delle ricerche sul Kakuriyo. Grazie ai risultati delle ricerche, Konda ebbe tutte le informazioni necessarie per realizzare il suo obiettivo. Con l'aiuto di Meloku, Iki Hisoka e Munetsugu Takeno, Konda sfruttò l'energia spirituale che accompagnò la nascita di sua figlia Michiko per compiere un rituale che gli permise di rompere la barriera tra i due mondi e catturare uno spirito importante: un parte di O-Kagachi. Konda imprigionò il kami in una lastra di pietra e gli diede il nome di Ciò Che Fu Preso.

Guerra dei KamiModifica

Il cambiamento di KondaModifica

A causa del crimine di Konda, O-Kagachi si infuriò e i kami iniziarono a manifestarsi fisicamente nel regno dei mortali senza essere evocati dai loro fedeli, dando inizio alla Guerra dei Kami che provocò morte e distruzione ovunque. Durante la parte iniziale della guerra, Konda scoprì che il potere dello spirito che aveva catturato aveva fermato il suo invecchiamento, rendendolo tecnicamente immortale, e aveva anche alterato i suoi occhi le cui pupille si muovevano in continuazione in modo inquietante. Col passare degli anni, nonostante la guerra, Ciò Che Fu Preso divenne il maggior interesse di Konda tanto da spingerlo a trascurare la figlia Michiko e molte questioni del suo regno.

La disubbidienza di MichikoModifica

Vent'anni dopo l'inizio della guerra, dopo che i kami attaccarono durante un'assemblea al Castello Eiganjo in cui si stava discutendo sugli attacchi degli spiriti, Konda ricevette la visita di Michiko accompagnata da Orecchi-di-Perla e, dopo che parlarono di quello che era successo durante l'assemblea, la principessa chiese il permesso per poter andare a studiare all'Accademia Minamo, ma lui rifiutò. Successivamente, con suo enorme stupore, Konda scoprì che nonostante le avesse proibito di partire, Michiko aveva abbandonato il Castello e ordinò al capitano Nagao di recarsi a Sugi Hayashi, il villaggio di Orecchi-di-Pera, e se fossero state lì, di riportare indietro sua figlia e la sua tutrice. La rabbia del signore di Towabara non era però come pensavano i suoi uomini dovuta alla preoccupazione per la figlia, ma al fatto che essendo Michiko legata a Ciò Che Fu Preso, se fosse morta il kami si sarebbe potuto liberare poichè la principessa era colei che ne bilanciava la presenza nel regno dei mortali. Dopo che le due vennero riportate indietro, Orecchi-di-Perla venne imprigionata perchè ritenuta responsabile per le azioni di Michiko che a sua volta era stata confinata nelle sue stanze. Successivamente il signore del Castello liberò la kitsune, ma non la perdonò e la esiliò senza permetterle di vedere o parlare con Michiko.

YoseiModifica

Per via delle richieste e delle preoccupazioni del suo popolo, Konda convocò Yosei, lo spirito drago protettore di Towabara, che rispose all'appello per difendere i suoi protetti dagli attacchi degli altri kami.

Il furto di Ciò Che Fu PresoModifica

Dopo che O-Kagachi attaccò il Castello Eiganjo per recuperare Ciò Che Fu Preso, Toshiro Umezawa apparve nella sala del trono di Konda grazie ai suoi poteri d'ombra e approfittò dello scontro tra il grande serpente a otto teste e Yosei per rubare la lastra di pietra del signore del Castello Eiganjo. Konda si accorse di lui e cercò di fermarlo, ma non potè fare nulla per impedire al ladro di scappare attraverso le ombre con la lastra di pietra.

L'esercito fantasma Modifica

Dopo che Toshiro andò via con la lastra di pietra, O-Kagachi, che aveva devastato il Castello Eiganjo, se ne andò. Sopravvissuto, Konda si sentì sconfitto, ma subito dopo Munetsugu Takeno e tutti coloro che erano morti tornarono in vita come spiriti, rinnovando nuovamente fedeltà al loro signore. Come aveva fatto in vita, Takeno guidò l'esercito degli spiriti ed essi seguirono Konda, che recuperò la sua fiducia, nel suo viaggio per riprendersi Ciò Che Fu Preso.

La punizioneModifica

A Jukai, dopo che O-Kagachi venne ucciso dalle Sorelle di Carne e Spirito, l'esercito di fantasmi di Konda svanì ed egli arrivò da solo nel punto dove si trovavano Orecchi-di-Perla, Orecchi Aguzzi e Toshiro. Riconoscendolo Konda ordinò al mago d'ombra di restituirgli ciò che gli aveva rubato. Con suo sommo stupore, Kyodai, che era stata liberata grazie a Michiko, si rivelò al signore di Towabara e lo punì per il suo crimine: lo trasformò in una statua di pietra e poi lo frantumò dicendogli che nonostante il suo stato, sarebbe rimasto in vita.

ReferenzeModifica

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