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Ral Zarek è un planeswalker che usa il mana blu e rosso.

Geniale, imprevedibile e audace, Ral Zarek è sempre pronto a oltrepassare i limiti e mettere alla prova la sua forza d'animo. Attratto dall'ingegnosa follia della Lega Izzet, sviluppò un'ossessione per le magie che gli permettono di richiamare e controllare i fulmini e le tempeste. Divenne il nuovo capogilda degli Izzet durante la Guerra della Scintilla.

The Gathering StormModifica

Primi anniModifica

Ral nacque a Tovrna da una famiglia povera. Sua madre lavorò in una fabbrica tessile finché non divenne storpia a causa di un incidente, quando Ral aveva undici anni. Visse menomata per altri due anni, mai guarendo del tutto, e Ral fece tutto ciò che era in suo potere per aiutarla. Alla sua morte, ci vollero solo pochi mesi per il ragazzino di tredici anni per decidere di abbandonare il delinquente ubriacone di suo padre e di darsi da fare per conto proprio. Quattro anni dopo riuscì a stabilire una propria esistenza precaria lavorando come mago della pioggia e vivendo insieme al suo amante Elias, un giovane conpositore che cercava di diventare famoso con le sue poesie. Tra i due, era Ral a mantenere entrambi.

Un giorno, dopo aver finito di usare la sua magia per far piovere nel giardino di un conte, venne chiamato da Gunther, il figlio maggiore del suo cliente, che aveva bagnato di proposito il suo cappello per poter attaccare briga con lui. Ral si rifiutò di cedere alle sue richieste e l'altro ordinò al suo mago, Varo, di colpirlo con la magia, per poi ritenersi soddisfatto e andare via. Rimasto solo Ral venne aiutato da un uomo che disse che era da un pò che lo osservava, aveva notato un potenziale in lui e chiese se avesse qualcosa in contrario nel svolgere incarichi contro gli interessi degli alti ranghi della società. Ridendo, Ral rispose di no. L'altro disse che avevano molto su cui discutere e si presentò come Nicol Bolas.

Al servizio di BolasModifica

Nei tre anni successivi all'assunzione di Ral da parte di Bolas, la carriera di Elias decollò in un modo che nessuno dei due aveva immaginato possibile. I due si trasferirono in una lussuosa abitazione nel centro di Tovrna. Nonostante il loro nuovo stile di vita, le missioni di Bolas tenevano Ral lontano da Elias e i due passavano sempre meno tempo insieme. Lavorando per Bolas, Ral aveva imparato a trasformare la sua magia in piccole scintille di fulmini, un'arma che puntava quasi sempre contro i farabutti che lavoravano per altre casate nobiliari. A volte però le sue missioni erano meno piacevoli: riscuotere i debiti per conto del suo padrone dalla povera gente. Durante una missione da esecutore andò da Anne Hannover per controllare il suo pagamento mensile. La donna ammise che non aveva il denaro e Ral replicò che non era la prima volta che ritardava. Mentre i due parlavano, Ral venne attaccato dal figlio di Anne: il ragazzino lo colpì con un coltello e d'istinto l'altro lo allontanò colpendolo con la magia. Fortunatamente Ral riuscì ad assorbire l'elettricità e il piccolo si salvò. Anne disse che avrebbe pagato il suo debito e implorò che non venisse fatto del male a suo figlio. Ral si alzò, frastornato. Si premette una mano al fianco ferito, e andò via.

Mentre tornava a casa, Ral riviveva continuamente ciò che era successo e risentiva nella sua mente le suppliche della madre come se lui avesse fatto intenzionalmente del male al ragazzino quando in realtà era stato solo un incidente. Arrivato a destinazione entrò e scoprì con orrore che Elias lo tradiva con un altro uomo. Ral aveva fatto tutto per Elias e sempre per lui aveva venduto la propria anima. L'altro cercò di giustificarsi, ma Ral non lo ascoltò, voleva solo andarsene e improvvisamente una scintilla si accese in lui facendolo viaggiare su un altro mondo.

Su un altro mondoModifica

Ral si ritrovò confuso dal momento che non sapeva dove fosse, né com'era arrivato lì. Venne avvicinato da due delinquenti, ma si occupo facilmente di loro con la sua magia. Mentre esplorava vide che le macchine erano ovunque in quella strana città e molte di esse erano alimentate da fulmini confinati in piccoli spazi. Dopo un po' trovò lavoro come apprendista di Ghazz e un nuovo amante di nome Harith.

Dopo che apprese tutto ciò che il vecchio inventore poteva insegnargli, Ral lo derubò insieme a Harith, tuttavia tradì anche lui. Mentre se ne andava via con tutto il bottino venne sorpreso da Harith che chiese il perchè delle sue azioni. Comprese che l'altro teneva davvero a lui, ma la cosa non gli importava. Ral rispose che per lui era arrivato il momento di passare oltre e sapevano entrambi che non glielo avrebbe mai permesso dopo ciò che aveva visto. Harith fece un cenno con la testa ai suoi due scagnozzi che si fecero avanti, ma che non poterono nulla contro la magia di Ral che poi se ne andò.

Il debitoModifica

Dieci anni dopo, Ral aveva creato un piccolo impero per sé stesso con una dozzina di inventori che si ritenevano privilegiati a fargli da assistenti. Tuttavia la sua gioia più grande era aver completato un'accumulatore di energia che gli avrebbe dato maggior controllo sulla sua magia senza dipendere solo dalle tempeste. Venne disturbato dall'arrivo di un uomo che Ral riconobbe subito come Bolas che si complimentò con lui per i suoi successi. Comprendendo che anche l'altro era un planeswalker, Ral chiese il motivo delle sue missioni su Ravnica. Bolas rispose che il punto centrale non erano mai stati i suoi "clienti", ma era sempre stato lui: i planeswalker erano rari, perciò quando pensava che qualcuno possedesse il potenziale, lo "incoraggiava" per "aiutarlo" ad accendere la propria scintilla. Ral replicò che il suo "aiuto" l'aveva quasi ucciso. Bolas disse che l'aveva spinto al limite per vedere ciò di cui era veramente capace e solo grazie a lui aveva scoperto le sue capacità: era in debito e come pagamento voleva che si unisse a lui. Ral gli rispose che gli aveva insegnato che la lealtà era per gli stolti, la fiducia per i perdenti e che gli alleati esistevano solo per essere usati finchè risultavano utili: non avrebbe pagato nessun debito. Bolas lo avvertì che poteva seguirlo su qualsiasi mondo, ma Ral replicò che non aveva bisogno di fuggire, ma stare solo un passo avanti a lui. Appena finì di parlare, viaggiò su Ravnica verso il Decimo Distretto, sicuro che avrebbe trovato un posto adatto a lui.

IzzetModifica

Nonostante non faccia parte del consiglio degli Izmagnus, Ral Zarek è un membro di alto rango all'interno della Lega Izzet, scalò rapidamente le gerarchie grazie al suo talento per le magie di tempesta e al suo sprezzo del pericolo. Riuscì a nascondere la sua natura di planeswalker a tutti i membri della sua gilda, compreso Niv-Mizzet; un compito impressionante. Infatti Ral non ha mai guardato il suo Parun come un mentore, ma come un fastidio nel migliore dei casi o un probabile avversario nel peggiore. Tuttavia è molto fedele verso il suo capogilda e lo ha sempre servito con lealtà. Nonostante non sia più costretto a restare su Ravnica, Ral continua a sentire una certa lealtà verso la sua città e gli Izzet che hanno giocato un ruolo importante nella sua formazione.

Return to Ravnica: The Secretist, Parte 1Modifica

In una zona della Città Sepolta, Ral Zarek guidò i suoi compagni all'interno di una stanza in rovina. Gli Izzet iniziarono ad analizzare la camera coi loro strumenti alchemici in cerca di linee di energia. Improvvisamente si sentì un rumore dal corridoio e comparve un'elfa che ordinò loro di terminare gli esperimenti innaturali in quanto erano nel territorio dei Golgari. Ral Zarek vide che l'elfa non era sola, dietro di lei c'erano altri elfi, umani e creature non-morte. Rispose con calma che la zona era un luogo in rovina abbandonato che non apparteneva a nessuno. Lei sorrise e disse che tutto ciò che la civiltà scartava apparteneva ai Golgari. Ral la informò che Niv-Mizzet aveva deciso di reclamare per gli Izzet i settori inutilizzati dalle altre gilde. Lei rispose con rabbia che questo tipo di violazione sarebbe stata considerata illegale secondo il Patto delle Gilde. Il mago replicò con calma che il patto delle gilde non esisteva più e che Niv-Mizzet non amava aspettare per le nuove scoperte, gli consigliò quindi di andarsene. I Golgari si lanciarono all'attacco e Ral Zarek ordinò ai suoi compagni di attaccare mentre lanciava un fulmine verso un elfo. Nonostante i loro incantesimi andassero a segno, gli Izzet erano in inferiorità numerica e i Golgari stavano iniziando ad avere la meglio. Ral afferrò il cavo di bronzo carico del mana dell'esperimento e lo collegò al suo guanto, poi lanciò un incantesimo; un vento carico di energia ipercinetica si abbattè sui Golgari uccidendoli tutti. Ral chiese ai suoi compagni se qualcuno era rimasto ferito e Skreeg gli rispose che erano vivi grazie a lui. Ral Zarek si concentrò su sé stesso, si sentiva più vivo di quanto fosse mai stato in vita sua, provò un brivido di piacere nel sentire il suo cuore battere velocemente. Si rivolse ai suoi compagni dicendo loro di terminare l'esperimento e un altro Izzet lo chiamò dicendogli che avrebbe voluto dare un'occhiata alle pietre sul soffitto.

Alcuni giorni dopo, al termine di un altro esperimento, Ral Zarek e Skreeg andarono a fare rapporto a Niv-Mizzet. Durante il cammino i due erano così concentrati a parlare che non si resero conto di essere seguiti da Jace Beleren che aveva invaso le loro menti in cerca di informazioni.

Skreeg chiese a Ral se i Dimir non possedessero un proprio cancello e lui gli rispose che era impossibile e che dovevano solo cercare più in profondità. Il goblin chiese come facevano a sapere se c'era davvero un percorso da trovare e Ral gli rispose che il percorso era stato costruito dagli antichi per gli Izzet, il fondatore di una delle dieci gilde aveva creato questo puzzle attraverso l'intero quartiere in modo che potesse essere trovato. Skreeg capì, ma perplesso chiese perchè pensava fosse per gli Izzet. Ral gli rispose che loro l'avevano trovato per primi. Poi gli spiegò che il codice dava informazioni in più ma non erano sufficienti per trovare le porte, dovevano conoscere il percorso per poter scoprire cosa c'era nascosto dietro. Skreeg chiese se sapeva cosa fosse e Ral gli spiegò che Niv-Mizzet non gli rivelava tutto, pensava però che ciò che stavano cercando fosse un'arma, nascosta nel decimo distretto da uno dei fondatori che sapeva che prima o poi il patto delle gilde sarebbe crollato e che in quel caso una singola gilda avrebbe potuto dominare su tutte le altre. L'arma sarebbe stata trovata solo da chi fosse stato degno e loro, gli Izzet, erano i più meritevoli.

Dopo aver fatto rapporto al Mentefiamma, Ral Zarek e il suo gruppo continuarono la ricerca e durante uno degli esperimenti, in un'azione avventata, Ral uccise accidentalmente un suo compagno. Quando il cadavere dell'altro Izzet venne portato davanti a lui, il mago rimase inespressivo dicendo semplicemente che dovevano continuare la ricerca.

Mentre continuava la sua missione, Ral divenne sempre più spericolato e aggressivo. Quando individuò delle linee di energia passare attraverso un edificio degli Azorius, scelse la soluzione più semplice: evocò un'enorme tempesta elementale che devastò tutta la torre; come conseguenza venne attaccato dagli Azorius. Dopo aver vinto il breve scontro, Ral trovò nuovi indizi per continuare la sua missione e raggiungere il suo obiettivo.

Gatecrash: The Secretist, Parte 2Modifica

Ral riferì a Niv-Mizzet di aver tracciato il percorso di linee di mana di tutti i territori tranne quelli degli Orzhov e dei Simic. Tuttavia, le numerose perdite degli Izzet sotto il suo comando, provocarono l'ira del Drago, cha allontanò Ral dal progetto. Minacciandolo di essere divorato, Niv-Mizzet assegnò una nuova missione a Ral Zarek; doveva rintracciare il mago che era entrato nella sua mente: Jace Beleren.

Ral andò nello studio di Jace, ma trovò solo ceneri e frammenti. All'interno di quelle ceneri però, Ral sapeva che si trovavano i segreti della ricerca del mago e che erano ancora presenti. Utilizzò un incantesimo complicato che gli permise di imparare quello che Jace aveva cercato di distruggere e comprese quanto vicino era arrivato il mago mentale a risolvere il segreto del labirinto implicito; cosi vicino che Ral sentì di non aver più bisogno dell'aiuto di Niv-Mizzet. 

Utilizzando le note di Jace, Ral tracciò gli schemi del labirinto fino ad arrivare al Forum di Azor. Il posto emanava un grande potere, ma era del tutto inaccessibile. Ral rimase senza parole, incapace di far fronte al suo fallimento, con poca scelta tornò a far rapporto a Niv-Mizzet. Il drago pazientemente gli spiegò che il labirinto era stato costruito da Azor I non per testare la mente più brillante né quella più potente, era un percorso che si sarebbe attivato solo dopo la caduta del patto delle gilde. Gli rivelò che l'unico modo per far attivare il labirinto era che tutte le gilde partecipassero alla sua attivazione e per facilitare questo obiettivo, Ral sarebbe dovuto andare a "rivelare" quasi tutto ciò su cui avevano lavorato alle altre gilde.

Dragon's Maze: The Secretist, Parte 3Modifica

Dopo aver completato la sua missione, Ral Zarek tornò a Nivix. Andò dal suo Parun e gli disse che aveva elaborato una strategia per vincere il labirinto. Niv-Mizzet gli disse di rivelare il suo piano a Melek e quando Ral, confuso, chiese di chi stava parlando, il mentefiamma mostrò a tutti i presenti una bizzarria creata per essere il campione perfetto per rappresentare gli Izzet. Ral mise in discussione la scelta del suo capogilda affermando che pensava che sarebbe stato lui il campione degli Izzet. Niv-Mizzet gli rispose che lui non era adatto al compito e quando il mago osò insistere il Parun lo mise a tacere sputando fuoco sopra la testa di tutti.

Ral Zarek venne scelto per accompagnare Melek e agire come coordinatore dell'evento. Tutti i campioni assemblati dichiararono se stessi e la loro fedeltà alla loro gilda, ma quando toccò a Melek dichiararsi, Ral si accorse di un difetto nella bizzarria e lo sfruttò per assorbirne l'essenza nel suo guanto, assassinandolo e dichiarandosi come campione degli Izzet. Iniziò a dire agli altri campioni le regole della gara e quando fu sicuro della loro attenzione, li colpì tutti con un attacco a sorpresa, poi corse avanti iniziando la gara, urlando che non c'erano regole.

Attraversò facilmente i cancelli fino ad arrivare a quello degli Izzet. Lì aspettò l'arrivo di Jace Beleren, così sicuro di sé da non preoccuparsi di difendere la sua mente e quando il mago mentale arrivò insieme a Emmara Tandris, scoprì facilmente che anche lui era un planeswalker. L'Izzet constrinse Jace a rivelare a Emmara la sua natura di planeswalker e l'esistenza di altri mondi oltre a Ravnica. La sua azione causò una frattura tra i due e l'elfa quasi impazzì a causa di ciò che aveva scoperto sul multiverso. Ral permise a Emmara di passare, poi iniziò un duello arcano con Jace, che però, consapevole di non avere tempo da perdere lo ingannò usando le sue illusione e andò avanti.

Arrivato al Forum di Azor, Ral Zarek, insieme a tutti gli altri campioni, cadde vittima dell'influenza di Lazav. I campioni iniziarono a combattere tra di loro mentre il labirinto elaborava il giudizio finale che avrebbe distrutto tutte le gilde e devastato completamente il Decimo Distretto. Proprio in quel momento, Jace intervenne riuscendo a fermarli usando la sua telepatia, e salvando tutti permettendo l'attivazione di un nuovo patto delle gilde. Quando Niv-Mizzet arrivò al Forum di Azor, Ral se ne andò.

Il progetto dei fulmini rivelatoriModifica

Il progettoModifica

Nelle settimane successive al labirinto implicito, Niv-Mizzet si era accorto della mancanza di Jace Beleren per lunghi periodi di tempo e ne voleva conoscere il motivo. Mareey consigliò di seguire i movimenti del patto delle Gilde vivente con maggiore attenzione e propose il progetto dei fulmini rivelatori per scoprire la causa delle scomparse di Jace. Dal momento che il progetto si basava su complesse magie delle tempeste, Niv-Mizzet mise Ral Zarek a capo del progetto e lui accettò l'incarico. Il mago delle tempeste conosceva già le motivazioni delle scomparse di Beleren dal momento che anche lui era un planeswalker e trascorreva parte del suo tempo lontano da Ravnica, tuttavia aveva anche compreso che la teoria del progetto rischiava di svelare l'esistenza dei planeswalkers e doveva quindi cercare di spingerlo in una direzione sicura. L'idea che Niv-Mizzet venisse a conoscenza della verità faceva irrigidire i muscoli del collo di Ral e faceva riaffioriere in lui un oscuro e doloroso ricordo della sua gioventù: aveva imparato a nascondere il suo stato di planeswalker in un modo molto doloroso che non voleva assolutamente rivivere. Oltre a ciò, Ral conosceva bene il genere di terribili azioni che Niv-Mizzet avrebbe potuto compiere se avesse scoperto quel segreto: avrebbe potuto vivisezionare tutti i planeswalkers per puro spirito di curiosità o li avrebbe divorati per dimostrare il suo dominio e sedare la propria invidia. Inoltre il Mentefiamma avrebbe osservato gli spostamenti di ognuno di loro distruggendo tutto il lavoro che lui aveva compiuto al fine di scalare i ranghi e ottenere una posizione di prestigio negli Izzet e si chiese come avrebbero reagito le altre gilde a quella notizia dal momento che alla fine sarebbe stata sicuramente resa nota. Sebbene fosse un ruolo pericoloso, Ral contribuì alla ricerca con un discreto incantesimo che generava un minimo impulso di energia ogni volta che si fosse presentata una discontinuità, tra cui anche il passaggi otra un piano e l'altro. Un membro della gilda impiantò l'incantesimo di base nel mantello di Jace e successivamente Ral evocò un campo dinamico di amplificazione sul Decimo Distretto che come conseguenza causò un tempo uggioso che avrebbe amplificato i minimi impulsi dell'incantesimo, trasformandoli in crepti di fulmini, individuabili, ma che non avrebbero generato alcun sospetto. All'ultimo momento, Ral ridusse la precisione della tempesta in modo che i dati del progetto non dimostrassero immediatamente l'esistenza dei planeswalkers, ma gli altri maghi Izzet iniziarono a osservare i dati e col passare del tempo, la situazione inizio a peggiorare.

Durante un aggiornamento delle informazioni a Niv-Mizzet, Ral notò che sebbene i bagliori di fulmini non erano abbastanza per formare uno schema, erano presenti troppi punti; pensò che non si trattasse di una buona notizia e il Mentefiamma si congratulò con lui per la raccolta di dati più coerenti. Ral comprese e disse che quelli non erano solo i suoi rilevamenti su Jace e Maree confermò che lei e altri ricercatori erano riusciti a replicare la sua creazione. A Ral ribollì il sangue e chiese come aveva potuto aggiungere altri rilevatori senza consultarlo e Maree rispose che c'era voluto un po' di tempo, ma alla fine lei e Mizzix erano riuscite a calibrare la sua magia di individuazione e ad aumentarne la gamma. Ral non chiese spiegazioni ma Maree comprese la domanda inespressa dal suo capo ricercatore a modo suo e spiegò che stavano analizzando centinaia di abitanti e avevano individuato due nuovi individui che sparivano misteriosamente e stavano tenendo d'occhio le loro discontinuità. Ral poteva vedere i dati sui due nuovi planeswalkers corrispondenti, due nuovi segnali che lasciavano Ravnica per poi farvi ritorno; capì che gli altri avrebbero compreso presto lo schema, la sua mente corse all'impazzata e alla fine Ral disse a Niv-Mizzet che quell'indizio poteva mettere a rischio la validità dei dati ottenuti e rappresentava un pericolo per l'intero progetto. Il Mentefiamma replicò che forse la sua ricerca aveva bisogno di rischi maggiori e che anche con l'estensione di Maree non si era ancora arrivati a un'accuratezza sufficiente e avevano bisogno di informazioni più definite il più velocemente possibile. Maree disse a Ral che lei e gli altri ricercatori avevano avuto alcune idee su come migliorare la precisione del suo amplificatore di tempeste e che ovviamente avevano bisogno del suo aiuto, avevano istallato una serie di dinamo girostatiche sul soffitto di Nivix e le avevano utilizzate per misurare le caratteristiche conduttive della sua tempesta. Aggiunse che si augurava che per lui non fosse un problema che loro avessero trovato delle possibilità di miglioramento. Ral scosse la testa e rispose che era insensato. Confusa Maree chiese spiegazioni e Ral le disse che il campo statico si basava su una stretta gamma di conduzione e che l'aggiunta di dinamo avrebbe portato solo a una diminuizione della sensibilità e che con l'aumento della potenza si sarebbe persa la condizione di equilibrio. Maree alzò lo aguardo verso Niv-Mizzet e disse che temeva di dover esprimere il suo disaccordo con il suo capo ricercatore. Riteneva che fosse necessaria maggiore potenza per ottenere la sensibilità che desideravano ottenere. Il Mentefiamma spostò lentamente la testa verso i due maghi e infine si fissò su Maree e le disse di farlo. Ral era sicuro che entrambi fossero in attesa della sua reazione, ma restò in silenzio e Maree disse che le regolazioni della dinamo sarebbero state effettuate a breve e chiese a Ral se potevano incontrarsi la mattina seguente per applicare i miglioramenti della tempesta. Ral guardò verso Niv-Mizzet, poi acconsentì e disse che dovevano augurarsi che tutto andasse per il verso giusto e che domani avrebbero scoperto la verità.

Rimasto solo, Ral comprese che per proteggere il segreto dei planeswalkers aveva bisogno di aiuto e così decise di fare qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare: andare da Jace Beleren.

L'Izzet e il Patto delle GildeModifica

La strada senza nome della Città Sepolta in cui si muoveva era a cielo aperto, come il resto della vasta città d'altro canto; anche lei era bagnata da giorni di incessante piovischio. Ral Zarek si avventurò per primo nella strada seguito a un passo di distanza da Jace Beleren. A bassa voce il mago delle tempeste chiamò Jace col suo cognome e gli disse che se avesse osato infiltrarsi nella sua mente, le nuvole sopra di loro sarebbero state ricche di fulmini che, per pura coincidenza, sarebbero arrivati tutti su di lui. Jace chiese se avrebbe potuto dirgli dove erano diretti e Ral replicò che lo avrebbe capito presto e il mago mentale chiese se si rendesse conto che quella frase era esattamente ciò che dicevano le persone un istante prima che lui esplorasse le loro menti. Ral si voltò e chiese se sapeva che nel Decimo Distretto i fulmini colpivano più spesso rispetto a ogni altro distretto e se ne conosceva il motivo; Jace gli rigirò la domanda e con un sorriso Ral rispose che si trattava di una sfortunata coincidenza. I due oltrepassarono una bottega e un vicolo stantio in cui alcuni elfi incappucciati lanciarono loro delle occhiate minacciose. Jace disse che era rimasto sorpreso che fosse venuto da lui. Ral scosse la testa e disse che non aveva altre possibilità, il mago delle tempeste pensò che tra tutti i suoi confidenti e informatori di Ravnica si era recato dall'unico mago con cui non avrebbe mai pensato di collaborare: colui che aveva il titolo di Patto delle Gilde vivente, il giudice di tutte le gilde, che era riuscito a ottenere quel ruolo nonostante i suoi sforzi. Jace continuò che in base a ciò che gli aveva raccontato, diffondere maggiormente quelle informazioni avrebbe portato solo a un danno maggiore. Ral guardò verso il mago mentale che aveva un aspetto bizzarro senza il suo caratteristico mantello, un aspetto più semplice in modo da potersi mimetizzare meglio tra gli abitanti e si chiese se stesse usando anche delle illusioni per nascondersi agli occhi degli altri, non era comunque un dettaglio importante, Ral aveva trovato Jace con facilità ed era proprio quello il problema. Disse che se il progetto fosse andato avanti, i risultati sarebbero stati diffusi e che in quel caso si sarebbe scatenato un putiferio. Ral si fermò davanti a una porta nel tunnel, elettrizzò la maniglia e la aprì, fece entrare Jace e poi sigillò nuovamente la porta dietro di loro. L'altro chiese se Niv-Mizzet sospettasse qualcosa e Ral rispose che se il drago ne era a conoscenza, faceva attenzione a non mostrare nulla e dato che non era mai tranquillo o pacato, pensava che non avesse ricevuto nessuna informazione. Continuò dicendo che come ben sapeva, il Mentefiamma era fastidiosamente brillante e non rinomato per la sua pazienza; era sicuro che stesse iniziando a pensare che gli nascondeva qualcosa. Jace chiese se stava sabotando i risultati e Ral replicò che i maghi Izzet non ostacolavano le ricerche della gilda e che lui aveva semplicemente evitato di utilizzare tutte le sue capacità, inoltre Maree lo seguiva a ogni rilevamento. Jace chiese quanti rilevamenti avesse ottenuto su di lui; Ral si arrestò, lo osservò e rispose solo qualcuno, ma abbastanza da far immaginare a Niv-Mizzet che fosse un planeswalker.

Mentre seguiva Ral verso l'umido tunnel, Jace chiese delle tempeste, perchè non diceva la verità a Niv-Mizzet dal momento che durante il periodo del labirinto implicito lo aveva spinto a rivelare a Emmara la verità, mentre adesso era lui a nascondere l'esistenza dei planeswalkers al Mentefiamma. Ral si fermò senza voltarsi e con un tono di voce piatto, rispose che non poteva comprendere. Mostrando un palmo in segno di empatia Jace replicò che forse avrebbe potuto, ma temeva che avrebbe rischiato la folgorazione. Ral fece scorrere la mano sulla parete muschiosa del tunnel e chiese se sapesse come era entrato a far parte degli Izzet e cosa aveva dovuto affrontare per trovare un ruolo in cui sentirsi sè stesso. Non aspettò la risposta dell'altro e disse che era cresciuto in un piccolo distretto, pieno di persone di basso valore che non riuscivano a stimolare la sua magia dal momento che per loro era solo "il mago della pioggia". Continuò che aveva scoperto rapidamente ciò che doveva tenere per sè stesso, che si era recato al Decimo Distretto di sua spontanea volontà. Ne aveva assunto l'accento, scoperto la zona, dove mangiare e dove non dormire, che aveva studiato la storia di ogni gilda, che aveva scoperto gli Izzet e aveva appreso tutto da loro, che aveva imparato la magia delle tempeste dalle equazioni di Niv-Mizzet e si era guadagnato una posizione nella sua gilda; concluse che il giorno più felice della sua vita era stato quando era diventato un mago della gilda Izzet. Jace replicò che lui non era un semplice mago di gilda ma un planeswalker e Ral rispose che la sua scintilla era un altro motivo che poteva fargli perdere tutto ciò per cui si era impegnato: lui era un mago delle tempeste del Decimo Distretto, un abitante di Ravnica in ogni sua parte; si voltò verso Jace e puntò un dito sul suo petto. Continuò dicendo che poi Niv-Mizzet aveva avuto l'idea del labirinto implicito e, chi era diventato il Patto delle Gilde dopo tutti i suoi sforzi? Dopo tutto ciò che aveva fatto per raggiungere quella posizione? Ral si rispose da solo e disse che si trattava di uno straniero che non aveva compiuto alcuno sforzo prima, un invasore da un'altra terra che era giunto improvvisamente, aveva risolto l'enigma e ora era nella posizione di controllare il destino del suo mondo; concluse se volesse proprio sapere come si sentiva. Jace comprese e disse che voleva fargliela pagare, distruggendo il suo legame con Emmara come vendetta per aver risolto il labirinto prima di lui. Ral sospirò e le sue spalle si abbassarono leggermente, pensò che Jace appariva giovane e anziano al tempo stesso; infantile per la sua chioma crespa e arruffata, ma anche troppo scarno e sgualcito dai pensieri. L'Izzet disse che non era sua intenzione rovinare il rapporto tra loro. Jace rispose che non doveva preoccuparsi, che era destino e che ora lei era più al sicuro. Ral comprese e chiese se l'elfa non ricordasse più nulla, il mago mentale non rispose e lui disse che non lo biasimava e che quello era il modo in cui doveva essere. All'inizio avrebbe voluto dire la verità a Niv-Mizzet, voleva che il suo mondo comprendesse ciò che lui era e di cosa facesse parte e che in fondo, cos'era la gilda Izzet se non la ricerca di comprensione di strane verità? Ma quella rivelazione avrebbe fatto reagire Niv-Mizzet finendo per farlo impazzire e avrebbe finito per fare impazzire tutti gli Izzet. Ral scosse la testa, si piegò in avanti e fece un gesto con le mani per enfatizzare l'idea e disse a Jace di pensare cosa poteva capitare se Niv-Mizzet e l'intero piano fossero stati a conoscenza dei momenti in cui il Patto delle Gilde vivente si trovava in un'altra dimensione e di chiedersi cosa sarebbe accaduto. Jace guardò di lato per un istante, si strofinò le tempie e chiese se non poteva semplicemente porre fine al progetto e Ral rispose che per come si erano sviluppate le cose non poteva farlo e che il drago gli aveva affidato quel compito. Proseguì il suo cammino lungo il tunnel e disse che erano quasi arrivati. Jace chiese per favore se poteva dirgli dove lo stava portando, Ral passò le dita sulla fronte per imitare a gesti la telepatia di Jace e disse di continuare a camminare.

I due planeswalkers continuarono il loro cammino nel tunnel ricoperto di muschio. Canti e rumori di passi echeggiavano fino a loro. Ral raggiunse una scala che portava verso l'alto e portò un dito sulle labbra, Jace annuì e lo seguì in silenzio. Emersero in una stradina laterale di fianco a un presidio Boros e si trovarono di fronte una strada principale in cui l'oscurità della sera era illuminata da lampade. Ral e Jace rimasero nascosti in un portone infossato nell'edificio del presidio, osservando i soldati Boros che marciavano per una delle loro esercitazioni. Indicando con un cenno del capo il vicolo direttamente di fronte a loro, Ral disse di far attenzione a quel punto e che era solo questione di tempo. I due attesero, ascoltando gli istruttori Boros che guidavano i canti e improvvisamente, sommessamente e in maniera spontanea, Jace disse che non aveva alcun ricordo della sua casa. Ral chiese cosa intendesse e lui rispose che gli aveva raccontato di essere cresciuto su Ravnica e spiegò che molti dei ricordi della sua infanzia erano svaniti e si erano ridotti a semplici frammenti e immagini nella sua mente. La maggior parte dei suoi ricordi iniziavano su Ravnica, non avrebbe mai potuto avere radici come le sue in quel mondo e ammise che pur viaggiando in altri piani, riteneva di essere anche lui un abitante di Ravnica a tutti gli effetti. Chiamandolo per nome per la prima volta, Ral gli disse che non era la stessa cosa, si voltò verso il vicolo di fronte e poi gli afferrò il polso e lo strinse. Continuò a osservare il vicolo e dopo un altro minuto, Jace disse che fulmine o no, avrebbe guardato dentro la sua mente se non gli avesse detto cosa stavano osservando. Ral aggrottò la fronte e rispose che sarebbe già dovuto avvenire e spiegò che aveva seguito i passi di un planeswalker che gli altri membri del progetto non avevano ancora scoperto e che si recava lì ogni sera, preciso come un orologio. Arrivava, visitava alcuni luoghi della città e se ne andava prima del mattino. Jace chiese di quale planeswalker si trattasse e Ral rispose che era un umano che sembrava avere qualche contatto con i Boros, ma che non aveva avuto modo di interagire personalmente con lui. Jace chiese perchè voleva mostrarglielo e Ral spiegò che per sfortuna quel visitatore creava uno schema perfetto, che generava le informazioni più evidenti di tutte dal momento che viaggiava in un modo cosi sistematico che sarebbe stato banale per Maree e gli altri ricercatori estrapolare le sue discontinuità e scoprire quindi la verità sui planeswalkers; quel visitatore era un segreto che dovevano tenere nascosto a Niv-Mizzet. Aveva bloccato la parte dell'incantesimo che seguiva i suoi spostamenti ma temeva che altri avrebbero potuto scoprirlo. Jace disse che aveva capito e che dovevano trovare una soluzione logica, un piano che avrebbe portato tutti fuori strada in qualche modo. Ral lo interruppe e disse che lo avrebbero scoperto il giorno dopo.

Ral e Jace discussero a lungo, ignari di essere spiati dal planeswalker per cui erano venuti e alla fine decisero come agire secondo un piano, un inganno rischioso ma ingegnoso. Decisi i particolari, Ral disse che il rilevatore sarebbe stato impostato per monitorare la sua illusione e una volta che lui avrebbe amplificato la tempesta, Jace avrebbe potuto viaggiare fino al suo rifugio, mentre la sua copia sarebbe stata altrove; la tempesta sarebbe stata in contraddizione con sè stessa, una discontinuità che sarebbe stata identificata nello stesso modo di una normale magia: un risultato che sarebbe stato sufficiente per dimostrare che l'intero progetto era imperfetto. Jace annuì e mise fine alla conversazione viaggiando nella cieca eternità mentre Ral si infilò nelle fogne per tornare indietro. 

La fine del progettoModifica

Il giorno seguente, Ral si incontrò con Maree. Il mago delle tempeste non aveva dormito molto e accettò l'aiuto di Maree per salire sul tetto e lei chiese se fosse pronto per la modifica. Con uno sbadiglio Ral rispose di si, che avrebbe preparato la magia di potenziamento e di dargli un attimo perchè doveva evocare molto potere. Quando tutto fu pronto, Maree gli porse due cavi flessibili  che ronzavano e disse che poteva inserirli direttamente nell'alimentazione di Nivix, poi cercò i suoi occhi e gli disse che riguardo all'estensione che lei e gli altri ricercatori avevano creato, non era sua intenzione compiere azioni a lei non consone, il progetto era sotto la sua guida e lei avrebbe dovuto consultarlo. Ral non rispose, collegò i cavi al suo guanto e non potè non sentirsi euforico quando l'energia fluì attraverso di lui; si augurò che il piano ideato da lui e Jace funzionasse e diede inizio alla tempesta e Maree disse che avrebbero ottenuto una maggiore sensibilità su tutti i bersagli selezionati e che avrebbero scoperto ciò che causava le discontinuità. Mentre ricevevano i dati, Niv-Mizzet apparve e chiese ai suoi ricercatori se c'erano novità e il volto di Maree mutò dall'esultanza alla preoccupazione e disse che qualcosa non andava nei rilevamenti e che c'era qualcosa di irregolare. Ral chiese di farle vedere di cosa si trattasse e Maree gli mostrò il dispositivo di misurazione e disse che la tempesta aveva individuato una discontinuità. Si trattava del Patto delle Gilde vivente ma indicava anche che si trovava nel Decimo Distretto per tutto il tempo. Ral finse di analizzare i dati e disse che Beleren aveva una specie di condizione di mana su di sè e che la tempesta aveva individuato quella come una discontinuità elettrostatica. Maree disse che poteva trattarsi anche di un'illusione e Ral replicò che poteva essere un'altra oscillazione ordinaria e che senza una sufficiente ampiezza la tempesta non aveva la risoluzione per cogliere la differenza. Esasperata Maree lesse nuovamente il dispositivo e disse che quello era ciò su cui si basavano tutti i loro dati, che i soggetti non sparivano davvero ma semplicemente erano invisibili alla tempesta. Niv-Mizzet parlò e disse che quel sistema era chiaramente inaffidabile, Ral annuì e disse al Mentefiamma che era spiacente, che non avrebbe dovuto permettere a altre persone di regolare i rilevamenti e che il progetto era sotto la sua responsabilità. Niv-Mizzet disse che il progetto era annullato e prima di andarsene disse a Maree che se voleva dimostrare le sue doti, avrebbe dovuto rivedere quel lavoro dall'inizio. Maree assentì e dopo la partenza del drago la donna disse a Ral che era spiacente per il fallimento del progetto. Il mago delle tempeste reclinò la testa di lato, come per una leggera alzata di spalle e valutò di risponderle che presto avrebbe potuto raggiungerlo, ma poi decise che informarla di ciò sarebbe stato probabilmente compito del Mentefiamma.

Dialogo con JaceModifica

Ral chiese a Jace di incontrarlo durante uno spettacolo di acrobati dei Rakdos. I due si sedettero vicini in una delle file centrali, entrambi osservavano gli artisti sul palco come semplici membri del pubblico. Iniziarono a parlare telepaticamente e Jace disse che avrebbero potuto vedersi anche nella Sala del Patto delle Gilde a meno che lui volesse proprio assistere a uno spettacolo. Ral rispose che tutti i suoi visitatori ufficiali venivano registrati e quindi non era sicuro. Il telepate chiese di cosa si trattasse e l'altro rispose che c'era stato uno spostamento tra piani irregolare e che qualcuno aveva lasciato Ravnica in modo anomalo. Jace chiese come facesse a saperlo e Ral gli ricordò del progetto dei fulmini rivelatori. Il telepate disse che pensava che fosse stato abbandonato dopo che loro ne avevano modificato i risultati e l'altro rispose che era stato abbandonato solo ufficialmente. I pensieri di Ral si espansero: immagini di tempeste create magicamente e di meccanismi con sensori rilevatori invesero la sua mente, insieme a ricordi di mezze verità pronunciate con attenzione mentre il fiato di Niv-Mizzet lo inondava. Ral spiegò che i rivelatori individuavano ancora quando qualcuno viaggiava tra piani, ogni tanto dava un'occhiata ai risultati, ma li teneva nascosti al suo Parun e alla maggior parte della sua gilda. Lo aveva contattato perchè aveva visto uno spostamento di Vraska ed era stata la gorgone a lasciare Ravnica senza alcuna destinazione: lo schema relativo alla partenza era autentico, ma il punto di arrivo registrato era anomalo e la planeswalker non era più stata vista da quel momento; era come se fosse finita nel vuoto. Jace trovò la cosa affascinante, poi chiese se riuscisse ancora a vederlo quando lui andava via da Ravnica. Ral rispose che prima era andato su Zendikar e poi su Innistrad e chiese se stavolta sarebbe rimasto più a lungo o avrebbe lasciato Ravnica senza Patto delle Gilde a breve. Si alzò e uscì dal teatro. Una volta in strada venne raggiunto da Jace che lo richiamò. Ral fece un gesto con il suo guanto e disse al telepate che non doveva preoccuparsi, non avrebbe rivelato i suoi segreti, ma doveva ricordarsi che esistevano persone che avrebbero voluto avere il suo ruolo e gli consigliò di valutare la possibilità di impegnarsi di più finchè si trovava tra loro. Una donna si unì a loro, guardò Ral e disse a Jace che dovevano andare su Kaladesh. Lui disse che non era un buon momento e l'altra replicò che aveva trovato Tezzeret, poi viaggiò via senza aspettare una risposta. Ral andò via prima che Jace potesse abbandonare il piano.

Prima della Guerra della ScintillaModifica

Identità rivelataModifica

Durante l'improvvisa e lunga assenza di Jace, Ral ricevette un messaggio anonimo. Comprendendo che proveniva da Nicol Bolas, decise di andare all'incontro per scoprire le sue intenzioni. Arrivato al Sipario d’Argento, Ral riconobbe subito Tezzeret. Tezzeret gli disse che era in debito con Bolas: poteva saldarlo e ottenere i benefici del suo servizio o bruciare insieme a tutti gli altri. Ral rifiutò di tradire Niv-Mizzet e Tezzeret lo attaccò. Dopo un breve scontro, l'artefice gli mandò contro i suoi costrutti e poi andò via. Il mago Izzet distrusse facilmente i suoi nemici, ma valutò che Tezzeret non si era impegnato molto nel tentativo di ucciderlo prima di scappare. Inoltre era sicuro che Bolas sapeva che avrebbe rifiutato la sua offerta e si chiese il motivo di quella convocazione. Capì che si era trattato di un diversivo e tornò di corsa verso Nivix. Tornato alla sede della sua gilda venne informato di un incidente nel Nido e che era stato convocato da Niv-Mizzet.

Quando si presentò davanti al suo capogilda, il Mentefiamma gli disse che il tempo delle bugie era passato: era consapevole dell'esistenza del multiverso e aveva capito che lui era un planeswalker la prima volta che l'aveva visto. Sapeva anche della minaccia di Nicol Bolas per Ravnica: aveva sentito notizie del caos che il drago antico aveva provocato su altri mondi, e non intendeva permettegli di fare lo stesso con la sua casa: l'avrebbe affrontato e ucciso. Ral avvertì che Bolas era molto potente. Niv-Mizzet rispose che per riuscire a sconfiggerlo doveva diventare più forte, ma il patto delle gilda non lo avrebbe permesso: era stato creato per impedire a una gilda di diventare più potente delle altre, per preservare l'equilibrio e per affrontare le minacce come Bolas. Tuttavia Azor non aveva previsto che un planeswalker ottenesse il potere del patto, fortunatamente c'era un sistema di sicurezza: il patto delle gilde poteva essere modificato, ma per farlo era necessario che tutte e dieci le gilde fossero d'accordo. Ral chiese cosa dovesse fare e Niv-Mizzet spiegò che la sua missione era quella di ottenere la collaborazione delle altre gilde in modo che lui diventasse il nuovo patto delle gilde vivente. Se avesse avuto successo, sarebbe diventato il nuovo capogilda degli Izzet. Inizialmente scosso, Ral si riprese dal fatto che il suo capogilda avesse sempre saputo la verità su di lui, e accettò la missione. Prima che andasse via, il Mentefiamma lo richiamò e gli disse che come piano di riserva voleva che trasformasse il progetto dei fulmini rivelatori in un Faro che attirasse altri planeswalker per la lotta contro Bolas.

Radunare le gildeModifica

A Nuovo Prahv, Ral ebbe un incontro privato con Isperia, il suo secondo Dovin Baan e Aurelia. Anche se dubbiose sull'esistenza di altri mondi e sulla minaccia rappresentata da Nicol Bolas, le due capogilda ascoltarono la proposta del Mentefiamma. Isperia disse che avrebbe convocato un vertice tra le gilde, ma convincere i vari rappresentanti a partecipare sarebbe stato compito di Ral. Uscito dalla sede degli Azorius, venne avvicinato in segreto da Lavinia che lo avvertì che agenti di Bolas si erano infiltrati in diverse gilde. Il mago Izzet la ringraziò per le sue informazioni, l'altra disse che l'avrebbe contattato nuovamente se avesse scoperto altro e poi andò via.

Il giorno seguente, Ral si recò all'incontro con Hellas Vitria per parlare con lei, ma trovò solo il suo cadavere e una bambina che comprese essere Lazav. Il capogilda spiegò che non era stato lui ad autorizzare l'attacco al Nido: qualcuno aveva piazzato degli agenti tra i suoi Dimir, toccando e manipolando i loro pensieri. Disse che aveva ricevuto l'invito di Isperia e promise che sarebbe stato presente personalmente al Vertice delle Gilde. Ral chiese perchè avrebbe dovuto fidarsi di lui e Lazav rispose di non fidarsi di nessuno in modo da metterli tutti sullo stesso livello. Nel frattempo lui avrebbe lavorato per "purificare" la sua gilda. Ral chiese di condividere con loro qualsiasi informazione che avesse trovato, l'altro acconsentì e poi andò via. Tornato nel suo ufficio ricevette la visita di Hekara, un'emissaria di Rakdos. La donna disse che aveva ricevuto la missione di tenerlo d'occhio e stargli sempre vicino perchè se da una parte il suo signore non gradiva la minaccia rappresentata da Nicol Bolas, paranoioco com'era, non era sicuro se si trattasse solo di un bluff e di un tentativo delle altre gilde di unirsi contro di lui per distruggerlo. Ral acconsentì a portarla con sè durante i suoi incarichi ufficiali e Hekara disse che da quel momento loro due erano compagni. Lui la guardò confuso e lei spiegò che erano amici e fratelli d'armi. Subito dopo nella stanza entrò uno zombie messaggero dei Golgari che riferì che la regina Vraska voleva incontrarlo di persona per discutere del vertice e Ral accettò di incontrarla.

Insieme a Hekara, Ral si diresse dai Selesnya per convincerli a partecipare al vertice. Prima di arrivare a destinazione l'emissaria gli disse che qualcuno li stava seguendo. Ral vide Lavinia e andò da solo a parlarle. L'altra lo avvisò che aveva intercettato dei messaggi: i servitori di Bolas avevano in mente qualcosa per i Selesnya, non era riuscita a scoprire di cosa si trattasse, ma poteva essere legato alla sua visita alla gilda. Ral la informò della richiesta di Vraska e le chiese di trovare informazioni sulla nuova regina dei Golgari. Lavinia promise che avrebbe indagato, poi si voltò e se ne andò, sparendo nella folla. Arrivati a destinazione i due vennero ricevuti da Emmara Tandris. L'elfa disse che i tre aspetti di Trostani si trovarono in disaccordo tra loro e ciò aveva spinto lei e Garo a farsi avanti per riempire il vuoto di comando per mantenere uniti i Selesnya. Spiegò che nessuno dei due governava ufficialmente, ma entrambi avevano grande influenza sugli altri membri per via della loro reputazione; a causa di ciò però la gilda si trovava divisa sulla scelta da seguire: lei era favorevole a partecipare al vertice mentre lui no. Ral chiese di parlare con Garo e l'elfa rispose che gli aveva chiesto di partecipare al loro incontro, ma aveva rifiutato. Mentre continuavano a parlare, una servitrice entrò venendo subito congedata, ma mentre stava per uscire lanciò un pugnale per assassinare Emmara. Ral salvò l'elfa spingendola a terra mentre Hekara uccise l'assassina. Emmara riconobbe la donna come una degli agenti di Garo e decise di andare ad affrontarlo. Dopo che arrivarono da lui, Garo disse che era lieto che fosse sopravvissuta all'attentato e che dal momento che era andata da lui potevano evitare i convenevoli: ordinò alle sue guardie di ucciderli. Dopo aver sconfitto facilmente uno dei soldati, Ral affrontò Garo. L'altro gli disse che avrebbe dovuto immaginarsi che avrebbe causato problemi, facendogli capire che lo conosceva. Ral non si ricordava di lui e gli chiese dove si fossero incontrati, ma l'elfo rispose in modo enigmatico. Dopo una breve battaglia, Ral colpì Garo con una magia incandescente che lacerò la sua armatura, uccidendolo. Tuttavia prima di morire parlò con la voce di Bolas, affermando che avrebbe pagato il suo debito in un modo o nell'altro e che si sarebbero rivisti. Dopo la morte dell'elfo, Emmara confermò a Ral che i Selesnya sarebbero stati presenti al vertice.

Nuovi alleatiModifica

Il giorno seguente, Ral incontrò Lavinia che lo informò su ciò che aveva scoperto sul passato di Vraska. Avvertì che il profilo della gorgone corrispondeva a quello degli agenti di Bolas: persone ambiziose che improvvisamente si ritrovavano in posizioni di potere. Anche se non poteva provarlo, sospettava che la regina dei Golgari lavorasse per l'antico drago. Gli fece notare che il modo migliore per Bolas di sabotare il Vertice delle Gilde era quello di avere dalla sua parte il maggior numero di capigilda. Gli augurò buona fortuna per il suo incontro con Vraska, poi si allontanò prima che i totteri spia potessero individuarla.

Insieme a Hekara, Ral incontrò Vraska e Xeddick. Quando l'Izzet disse che una sua collega sospettava che lei lavorasse per Bolas, Vraska confermò che aveva lavorato per lui ma che adesso le sue intenzioni erano cambiate. Raccontò che aveva incontrato Jace su Ixalan, che erano diventati amici e che avevano scoperto che lo scopo finale di Bolas era arrivare su Ravnica e conquistarla col suo esercito di campioni non morti. Lui le aveva promesso la guida dei Golgari ma non le aveva parlato delle sue intenzioni di devastare la sua casa: Jace l'aveva aiutata a capire che dovevano fermarlo ma per evitare che Bolas scoprisse il suo tradimento si era fatta alterare la memoria dal telepate che però non era ancora tornato ma al suo posto era stato il suo amico Xeddick ha trovato i ricordi bloccati e a restituirglieli. Concluse che capiva che la sua storia sembrava improbabile. Ral disse che nulla era probabile quando c'entrava Jace, ma ciò era comodo per il suo racconto e chiese come faceva a fidarsi di lei. Vraska rispose che che desiderava sconfiggere Bolas e proteggere il suo popolo. L'Izzet replicò che far partecipare i Golgari al verice era un'inizio. Comprendendo la sua sfiducia Vraska disse di informarla se poteva offrire assistenza in altri modi per avere la possibilità di dimostrare che era degna di fiducia.

Tornato tra le vie della città, Ral ricevette un messaggio da Tomik Vrona, il suo amante. Si separò da Hekara e raggiunse il suo compagno. Dal momento che i due avevano mantenuto segreta la loro relazione perchè entrambi membri importanti di gilde diverse, così come avevano sempre tenuto gli "affari di gilda" fuori dalla loro relazione, Tomik disse che temeva di poterlo perdere. Ral lo tranquilizzò e dopo averlo ascoltato promise che l'avrebbe aiutato a salvare Teysa Karlov.

Successivamente, Insieme ad Hekara, Ral si incontrò con Vraska e Kaya. Dopo le presentazioni parlarono dello scopo della loro missione: aiutare Teysa Karlov che era favorevole a far partecipare gli Orzhov al vertice a diventare capogilda. Kaya spiegò che le catacombe erano ben difese anche per una come lei che poteva attraversare le pareti. Ral propose un diversivo e Vraska concordò, ma spiegò che le serviva un giorno per organizarsi. Il gruppo si separò. Il giorno seguente, Ral, Hekara e Vraska, insieme alle truppe non morte Golgari fecero da diversivo attaccando Orzhova. Durante la lotta Hekara rimase ferita e gli zombi vennero distrutti, ma i tre riuscirono a fuggire grazie a Ral che aveva organizzato la loro fuga attraverso il Solleva Nuvole.

La sequenza di sicurezzaModifica

Alcune ore dopo, insieme a Dovin Baan, Ral si recò alla Torre del Faro per controllare i progressi della costruzione del Faro Interplanare. I due parlarono e Ral valutò che non riusciva a farsi piacere l'altro planeswalker. Arrivati a destinazione, Varryvort informò che mancavano solo pochi giorni al completamento della macchina che era arrivato al momento giusto: era ora di scegliere la sequenza di sicurezza. Ral scelse una parte di una poesia musicale che Elias aveva scritto per lui, poi spiegò a Dovin che dal momento che attivare il Faro era molto pericoloso solo lui e Niv-Mizzet sarebbero stati a conoscenza del codice di accesso. L'altro gli fece notare che quel sistema era un po’ fragile e chiese cosa sarebbe successo se lui foste stato incapacitato di arrivare alla Torre: propose che più individui fossero stati a conoscenza del codice. Ral disse che avrebbe comunicato le sue parole a Niv-Mizzet.

I sospetti di LaviniaModifica

Ral si incontrò con Hekara e Lavinia nel suo ufficio. Fu sorpreso della presenza dell'ex Azorius e l'altra spiegò che non voleva far capire ai loro nemici che stava lavorando con lui, ma ora che il vertice stava procedento era normale che si incontrassero per discuterne. Ral chiese di cosa volesse parlare. Lavinia disse che gli agenti di Bolas che aveva identificato si mandavano ancora numerosi messaggi tra loro ed era convinta che almeno uno dei rappresentanti lavorasse per il drago: sospettava di Vraska e Kaya. Ral valutò che non conosceva il motivo per cui l'assassina di fantasmi fosse diventata capogilda degli Orzhov al posto di Teysa, tuttavia replicò che entrambe le planeswalker l'avevano aiutato a Orzhova, gettando le basi per far iniziare il vertice e che quindi se erano dalla parte di Bolas avrebbero già dovuto sabotarlo. Lavinia spiegò che si stava avvicinando ad alcuni agenti e sperava di riuscire a farli parlare. Ral replicò che il vertice sarebbe iniziato il giorno dopo e che senza prove evidenti sul traditore avrebbero solo dato inizio a una rissa tra gilde. Lavinia disse che lo capiva e che stava provando a ottenere delle risposte. Ral rispose che ce l'avevano quasi fatta, era passato un mese da quando aveva iniziato e allora non avrebbe ritenuto possibile i risultati a cui erano arrivati.

Vertice delle GildeModifica

Durante il Vertice delle Gilde, i vari rappresentanti e capigilda iniziarono a litigare tra loro. La situazione si calmò con l'arrivo di Niv-Mizzet, che dopo aver ricordato loro il suo potere e la sua conoscenza, avvertì che Nicol Bolas era più potente anche di lui. Tuttavia c'era un modo per sconfiggere il nemico. Isperia intervenne e informò gli altri presenti sul modificare il patto con l'accordo di tutte le gilde. Dal momento che molti diffidavano ed erano rimasti perplessi, il vertice venne aggiornato. Ral raggiunse Vraska e la ringraziò per il suo aiuto con gli Orzhov e per essere venuta lì: sapeva quanto fosse stato difficile per lei. Insieme, avevano fatto arrivare le gilde fino a quel punto ed era sicuro che sarebbero riusciti a trovare un accordo.

Il giorno seguente, Ral e gli altri entrarono nella sala della conferenza e fecero una dolorosa scoperta: Isperia era stata pietrificata e uccisa da Vraska. Tutte le speranze di cooperazione andarono in frantumi mentre tutti iniziavano ad andarsene. Guardando disperatamente Dovin, Ral propose di aspettare, ma Kaya replicò che dovevano andarsene finché era sicuro, dal momento che Vraska li aveva traditi non potevano sapere cos'altro avesse in serbo per loro la gorgone. Il traduttore di Borborygmos gli disse che il suo capogilda voleva che sapesse che da adesso aveva ottenuto la sua animosità e lui comprese che si trattava di un modo "gentile" per dire che l'avrebbe ucciso se si fossero incontrati nuovamente. Parlò con Lazav e l'altro gli disse che i Dimir rimanevano a sua disposizione, nel caso trovasse un modo per procedere. Gli ricordò anche il suo ultimo avvertimento: non era lui quello del quale non avrebbe dovuto fidarsi. Dopo che finì di parlare si inchino e poi la sua immagine sfocata si sciolse. Hekara chiese a Ral cosa avrebbero fatto, ma lui non rispose e chiuse gli occhi, sentendosi svuotato. I suoi pensieri lo portarono alle mappe del labirinto implicito che aveva compilato per Niv-Mizzet, al tempo della sfida che aveva creato il Patto delle Gilde Vivente: le strade conducevano nei territori di ogni gilda, una complessa rete di magia che sosteneva i rinforzi portanti di Ravnica e cambiarli richiedeva il benestare di tutte le dieci gilde, perché la magia toccava ognuna di loro. Qualcosa scattò nella sua mente, un progetto che gli permetteva di andare avanti. Ral aprì gli occhi e rispose che non era ancora finita.

Alterare il labirintoModifica

Quasi una settimana dopo il fallimento del vertice, Ral venne convocato da Niv-Mizzet per un resoconto sulla situazione attuale. Il planeswalker disse che i loro rappresentanti avevano visitato ogni gilda: Dovin Baan era diventato il nuovo capogilda Azorius, ma era pronto a continuare a collaborare con loro perchè convinto che la cooperazione fosse il miglior modo per affrontare la minaccia di Bolas; come lui la pensavano anche i capogilda Boros, Orzhov, Dimir e Rakdos. I Simic e i Selesnya invece avevano scelto di essere neutrali mentre i Gruul, che avevano cambiato capogilda, erano ostili e i Golgari si stavano mobilitando per andare in guerra contro di loro. Niv-Mizzet gli ricordò che avevano bisogno di tutte e dieci le gilde per modificare il Patto delle Gilde: aveva fallito. Ral replicò che non era ancora finita. Il Mentefiamma chiese spiegazione e Ral ordinò ai suoi assistenti goblin di entrare e portare dentro dei fogli che una volta messi in ordine mostrarono la mappa del labirinto implicito. Niv-Mizzet riconobbe la rete di energia e Ral spiegò che la regola di Azor per modificare il patto era incorporata in quelle linee di potere e quindi dovevano semplicemente alterare temporaneamente il labirinto con un dispositivo per realizzare il loro l'obiettivo. Era convinto che con la diplomazia le due gilde neutrali avrebbero acconsentito a permettere agli Izzet di "usare" i nodi di energia nei loro territori. Niv-Mizzet commentò che le altre due gilde ostili si sarebbero opposte e Ral rispose che avrebbero dovuto conquistare con la forza i nodi di energia nei loro territori.

Subito dopo, Ral convocò una riunione strategica a Nivix a cui parteciparono Dovin, Aurelia e Kaya insieme ai loro accompagnatori. Lazav e Hekara erano assenti ma il planeswalker informò che i Dimir stavano raccogliendo informazioni mentre i Rakdos si sarebbero uniti a loro durante la battaglia. Spiegò che per realizzare il loro obiettivo dovevano conquistare i nodi di energia che si trovavano nella Zona di Macerie e nella Città Sepolta: con le loro forze unite sarebbero riusciti a vincere entrambe le battaglie. Dopo la fine dell'incontro, incontrò Hekara nel corridoio fuori dal suo ufficio, si accorse della sua inquietudine e chiese cosa non andasse. Hekara chiese se ci fosse un modo per risolvere le cose con Vraska e Ral replicò che la gorgone stava lavorando per Bolas: li aveva traditi tutti uccidendo Isperia. Hekara spiegò che Vraska era una loro compagna, avevano combattuto insieme e non si andava mai contro i propri compagni. Ral le mise una mano sulla spalla e disse che aveva pensato di potersi fidare della gorgone, ma si era sbagliato. Si disse che in passato il vecchio sè stesso aveva deciso di non fidarsi più di nessuno, ma poi con l’aiuto di Tomik e pochi altri aveva iniziato lentamente a cambiare quella parte di sè. Il planeswalker si rivolse nuovamente a Hekara e le disse che Bolas stava arrivando e per fermarlo avevano bisogno dei nodi di energia nel territorio Golgari: Vraska avesse provato a fermarli sarebbe diventata nemica di tutta Ravnica. Abbattuta, Hekara se ne andò. Ral la osservò per un momento poi andò a riposarsi per recuperare le energie.

Contro i GruulModifica

Col supporto di Ferzhin, Ral guidò le forze Izzet, Boros e Azorius nella Zona di Macerie per conquistare il nodo di energia presente nel territorio dei Gruul. Arrivati a destinazione videro un giovane che li stava aspettando da solo, si avvicinarono per parlare con lui che si presentò come Domri Rade che, dopo essersi vantato di aver sconfitto Borborygmos, disse loro di andarsene. Ral cercò di concludere l'incontro pacificamente, ma Domri si rifiutò di ascoltarlo: non si fidava e non avrebbe commesso lo stesso errore del suo vecchio capogilda. Ral e Ferzhin tornarono ai loro ranghi, mentre la battaglia ebbe inizio: interi stormi di falchi, gufi e corvi attaccarono le forze aeree, mentre una formazione compatta di cinghiali selvatici iniziò l'attacco via terra seguito poi dai guerrieri Gruul. La battaglia venne gestita dalla forze di Ral fino alla comparsa di un gigantesco elementale. Il planeswalker sapeva che il modo migliore per gestire la creatura evocata era quella di uccidere il suo evocatore, ma in quella situazione era impossibile da trovare. Valutò che gli restava solo l’approccio diretto: risucchiò tutta l’energia possibile dal suo accumulatore e la concentrò in una lancia di energia brillante, sferrò il suo attacco e un raggio di luce perforò il nucleo dell'elementale, distruggendolo.

Sentendo la risata di Domri, Ral si voltò e vide che il giovane era riuscito a ferire Ferzhin che però lo aveva a sua volta colpito con una testata, costringendolo a fuggire. Insieme a Domri si ritirarono anche le forze Gruul. Ral andò a soccorere la Boros. La battaglia era vinta e il primo dei due nodi di energia mancanti era stato conquistato.

Battaglia a Grek’ospenModifica

Ancora una volta, Ral si ritrovò a capo di un esercito, insieme ad Aurelia e Kaya, guidando le sue forze verso Grek’ospen nella Città Sepolta. Quando arrivarono a destinazione, una esploratrice goblin lo informò che Vraska stava aspettando da sola nel centro della città per parlare con lui. Kaya disse che era sicuramente una trappola, ma Ral rispose che poteva essere un'opportunità e che le avrebbe parlato da solo. Mentre avanzava non vide nessuno, valutò che la gorgone doveva aver fatto evacuare la zona e pensò che se gli offriva di prendere il nodo di energia, doveva accettare e ringraziarla; per quanto fosse impaziente di punirla per il suo tradimento, poteva aspettare: l’unica cosa che contava era completare il piano, così che Bolas venisse sconfitto. Arrivato a destinazione si fermò ad una ventina di passi di distanza da lei. Vraska chiese se fossero lì per vendetta. Invece di rispondere alla sua domanda Ral chiese perché lavorare per Bolas sapendo ciò che sarebbe successo se avesse vinto. Lei replicò che Niv-Mizzet non sarebbe stato un despota benevolo dopo la sua trasfromazione in divinità e disse che non doveva spiegargli i suoi motivi. Ral disse che non erano lì per vendicarsi; tutto ciò di cui avevano bisogno era la città: se non interferiva, a nessuno sarebbe stato fatto del male. Vraska replicò che aveva intenzione di combattere e vincere. Alzò una mano ed esplosioni infuocate iniziarono per tutta Grek'ospen. Mentre gli edifici crollavano, le truppe Golgari apparvero e la battaglia iniziò.

Correndo tra le macerie, Ral arrivò nel punto in cui si trovavano i costrutti da guerra di Nivix. Diversi si erano già rotti, avevano preso fuoco o erano esplosi, ma quelli rimasti furono devastanti: riversarono il loro fuoco contro le orde Golgari in avanzata, li spazzarono via con enormi braccia o li tagliavano con centinaia di lame rotanti. Tuttavia, ciò che sarebbe dovuta essere una battaglia organizzata si era frammentata in centinaia di piccole schermaglie, e non c’era modo di capire chi stesse vincendo e perdendo. Ral concluse che avrebbe fatto meglio a tornare al tunnel precedente per vedere se riusciva a riunirsi con Kaya. Improvvisamente, sentì dei passi avvicinarsi, si voltò e vide Vraska. Ral alzò una mano e le lanciò contro i suoi fulmini ma l'altra li evitò e poi gli mandò contro i suoi zombie. Ridusse i non morti in cenere, ma altri presero il posto dei "caduti". Vraska disse che conosceva sia i suoi punti di forza che le sue debolezze: erano molto lontani dal cielo e lui non aveva alcuna energia dalla quale attingere, oltre al suo accumulatore sulla schiena che presto si sarebbe consumato. Ral replicò che sarebbe durato abbastanza, ma dopo aver distrutto numerose ondante di zombie consumò tutte le sue energie e alla fine l'attacco che lanciò verso la gorgone non le fece alcun danno. Vraska disse che l'avrebbe aggiunto nella sua collezione e i suoi occhi iniziarono a brillare. Fortunatamente per Ral, venne salvato da Aurelia che atterrò di fronte a lui. L'angelo attaccò la gorgone e durante lo scontro fu sul punto di ucciderla, ma tra le due si intromise Xeddick, che si sacrificò e venne al posto di Vraska, che fuggì. Ral venne aiutato da Aurelia ad alzarsi, la battaglia era stata vinta e l'ultimo nodo di energia conquistato.

Il salvataggioModifica

Nel suo ufficio a Nivix, Ral pensò che mancavano solo tre giorni per completare il piano di Niv-Mizzet: non sapeva se sarebbe bastato per fermare Bolas, ma lui aveva fatto tutto ciò che era in suo potere per riuscirci. Venne riportato al presente dall'arrivo di Tomik che spiegò che Teysa e gli Orzhov non approvavano i cambiamenti che Kaya aveva fatto alla gilda e temeva che avessero intenzione di ucciderla in modo che la sua ex maestra diventasse la nuova capogilda. Con calma, Ral chiese se l'altra avrebbe continuato a supportare il loro progetto. Tomik chiese se quello fosse l'unica cosa che gli interessasse: pensava che Kaya fosse sua amica. Ral replicò che era l’unica cosa alla quale poteva permettersi di interessarsi: la planeswalker era solo un'alleata. Tomik chiese se valeva la stessa cosa per lui. Ral iniziò ad obiettare, ma lui gli disse di non preoccuparsi, avrebbe risolto la situazione da solo.

Successivamente Ral e le forze viashino Izzet arrivarono in tempo per salvare Tomik e Kaya da un centinaio di thrull. Dal momento che la planeswalker aveva trovato la soluzione al suo problema, Ral andò via insieme al suo amante.

Dialogo con TomikModifica

Dopo essere rimasto in silenzio per un pò, Tomik disse che aveva dubitato del suo arrivo. Ral rispose che inizialmente non voleva intromettersi, ma aveva pensato che se lui era disposto a mettersi contro Teysa e a rischiare ogni cosa, significava che si trattava di qualcosa di incredibilmente importante. Tomik gli fece capire che aveva compreso che lui era un planeswalker. Ral spiegò che per via del suo passato gli era difficile fidarsi degli altri e vedere le persona in modo diverso da degli strumenti. Continuò che adesso voleva qualcosa di diverso: voleva tenere veramente a qualcuno. Tomik rispose che stava già imparando.

Il tradimento di DovinModifica

Ral venne contattato da Lavinia che lo informò che aveva scoperto che Bolas sarebbe arrivato quella notte. Ral disse che avrebbe informato Niv-Mizzet e che avrebbero attivato immediatamente il loro dispositivo. Lavinia disse che aveva anche individuato una traccia del leader degli agenti del drago, sospettava che l'altro volesse essere trovato, ma avrebbe ugualmente provato a catturarlo. Ral disse che aveva un sospetto sulla sua identità, se aveva ragione era molto pericoloso e chiese se volesse dei rinforzi, ma Lavinia li rifiutò.

Tornato a Nivix, dopo che Niv-Mizzet fu pronto, Ral attivò il dispositivo. Durante il procedimento però qualcosa andò storto: ll collegamento al nodo di energia degli Azorius era aumentato d’intensità causando l’esplosione della macchina. Dopo aver sentito il rapporto Ral disse che era impossibile e di fare un secondo controllo ma mentalmente Niv-Mizzet replicò con tono cupo che non si era trattato di un fallimento: Dovin Baan li aveva traditi.

Attivare il FaroModifica

Al Nido, Ral ascoltò Niv-Mizzet dire che aveva sottovalutato Nicol Bolas: non aveva considerato che il tradimento di Vraska, oltre a far fallire il vertice, avesse anche lo scopo di spostare Dovin in una posizione di potere all'interno degli Azorius. Ral replicò che aveva inviato messaggi a Kaya e Aurelia per riprendere con la forza il nodo di energia. Il Mentefiamma rispose che avevano esaurito il tempo a loro disposizione; una crepa si stava aprendo con la forza nel cielo del loro mondo: Bolas stava arrivando su Ravnica. Ral chiese cosa dovesse fare e Niv-Mizzet spiegò che il Faro era la loro ultima possibilità: doveva attivarlo mentre lui avrebbe trattenuto Bolas. Ral esitò: capì che il suo capogilda stava andando incontro alla morte. Gli augurò buona fortnua e il Mentefiamma replicò che doveva aver successo nella sua missione a qualsiasi costo.

Arrivato vicino alla Torre del Faro, Ral si trovò la strada bloccata da numerosi soldati Azorius. Mentre valutava come agire venne raggiunto da Kaya ed Hekara. L'emissaria disse che aveva portato degli amici e, subito dopo, un circo su un carro dei Rakdos arrivò e gli artisti iniziarono uno scontro con i soldati. Approfittando della confusione i tre arrivarono davanti alla porta. All'interno affrontarono i costrutti di Tezzeret, e dopo averli distrutti, Ral avvertì che sicuramente ci sarebbero stati altri nemici nella stanza del Faro. Salirono le scale e incontrarono Vraska e Lavinia.

Battaglia alla Torre del FaroModifica

Videro Lavinia schierata con Vraska contro di loro, controllata mentalmente da Bolas. Ral decise di affrontarla da solo, lasciando Vraska alle altre due. Dal momento che non voleva ucciderla, Lavinia parlò con la voce di Bolas e disse che in passato non avrebbe esitato. Ral replicò che era cambiato dopo essersi allontanato da lui. I due si affrontarono. Lui alzò una mano e lanciò una scarica di fulmini con l'intenzione di stordirla, ma venne annullata dalla difesa contro i fulmini di lei che, unita alla sua abilità con la spada, lo misero in difficoltà. Durante lo scontro, Ral valutò che avrebbe potuto sovraccaricare la sua difesa rischiando però di causare la sua morte. Chiese perchè avesse scelto proprio Lavinia e Bolas rispose che sapeva che far del male alla sua amica gli avrebbe spezzato il cuore. Ral era incredulo sul fatto che avesse agito così solo per ferirlo e Bolas replicò che non gli piaceva quando gli altri non pagavano i propri debiti: l'aveva reso ciò che era e in cambio lui gli aveva voltato le spalle e ora, come conseguenza della sua scelta, i suoi amici sarebbero morti. Ripresero a combattere rimanendo in una situazione di stallo, ma con Lavinia che iniziava a guadagnare vantaggio. Vedendolo in difficoltà, Hekara intervenne in suo aiuto. Ral si decise a vincere a qualunque costo, ma proprio quando stava per lanciare il suo attacco carico di energia letale, Lavinia parlò con la sua vera voce facendolo esitare un istante, ma in realtà era un trucco di Bolas che riuscì così ad allontanarlo e poi si preparò a ucciderlo con la spada. Proprio in quel momento, Hekara si mise in mezzo, salvando Ral e morendo al suo posto. La morte della sua amica spinse Ral ad afferrare l'arma di Lavinia a cui trasmise la sua energia elettrica facendola sciogliere e trasformandola in una pozza di metallo fuso sul pavimento. Anche senz'arma Lavinia attaccò nuovamente, ma Ral le afferrò il collo, vide il dispositivo di Tezzeret e lo strattonò fino a rimuoverlo. Tornata in sè, Lavinia urlò all'emissario di uscire dalla sua mente e subito dopo che la forma spettrale uscì dal suo corpo perse i sensi e crollò a terra. Il frammento dello spirito disse telepaticamente che gli bastava solo trovare un altro "ospite" e che lui non poteva fermarlo. Kaya, in forma fantasma, lo distrusse. Iniziò a chiedere di Hekara, ma Ral l'avvertì dell'attacco a sorpresa da Vraska che però riuscì a colpirla alla tempia con l'elsa della sua sciabola facendole perdere i sensi. L'Izzet era rimasto l'unico in piedi a combattere.

Ral si allontanò da Vraska, indietreggiando verso il lato esterno della stanza, poi le lanciò contro una scarica elettrica che l'altra evitò. Vraska disse che osservandolo aveva capito che spesso utilizzava troppo del suo potere anche quando non era necessario come nello scontro con Lavinia. Ral replicò che aveva abbastanza energia per affrontarla, poi chiese se voleva veramente la vittoria di Bolas: non le avrebbe mai permesso di continuare a gestire i Golgari. Vraska rispose che il drago l'avrebbe sicuramente uccisa, ma il punto era che avrebbe vinto comunque quella guerra e se l’unica speranza di sopravvivenza per il suo popolo era allearsi con la fazione vincente, allora lei avrebbe percorso quella strada a qualunque costo. Ral si ritrovò in trappola non aveva nessun modo di nascondersi o fuggire. Si era già trovato in quella situazione nella Città Sepolata, ma stavolta si trovava nel suo territorio e disse che le avrebbe mostrato la sua potenza sotto il cielo di Ravnica. Ral inviò tutta l’energia rimastagli formando un'apertura nella cupola verso l'esterno dove infuriava una tempesta di fulmini. Comprendendo le sue intenzioni, Vraska si lanciò in avanti con gli occhi che iniziavano a brillare con la loro luce assassina, ma il fulmine fu più veloce e la gorgone potè solo fuggire, viaggiando nella cieca eternità, per evitare la morte.

Ral si inginocchiò accanto a Hekara e le chiuse gli occhi, controllò che Kaya e Lavinia respirassero con regolarità, poi si avvicinò al Faro e lo attivò.

La Guerra della ScintillaModifica

Ral attivò il Faro Interplanare in modo da attirare altri planeswalkers e ottenere aiuto per la battaglia contro Nicol Bolas su Ravnica. Tuttavia, il Faro Interplanare era in realtà parte del piano di Bolas in quanto era stato lui con le sue abilità mentali a "inserire" l'idea del Faro nella mente di Ral e del Mentefiamma. Quando Bolas attivò il Sole Immortale, intrappolò i planeswalker riuniti su Ravnica, compreso Ral. Accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, Ral combatté contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati da Liliana Vess.

Fece amicizia con Teyo Verada arrivato su Ravnica poco prima dell'inizio della guerra. Insieme a Kaya, Ral gli spiegò che era un planeswalker. Accanto a Mareey, Ral condusse le forze degli Izzet in battaglia contro l'Orda Atroce. Riuscì a convincere Vorel a unirsi alla battaglia ottenendo l'aiuto dei Simic. Mentre distruggeva gli Eterni con la sua magia, Ral era profondamente preoccupato per Tomik Vrona: il suo amante era scomparso durante il caos.

Durante l'invasione del piano, fu presente alla riunione dove i leader della difesa di Ravnica si riunirono per mettere a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: Ral e Mareey si assunsero il compito di disabilitare il Faro Interplanare per impedire che altri planeswalker venissero attirati su Ravnica. Sfortunatamente, il faro era quasi indistruttibile e non c'era modo di spegnerlo perchè Ral aveva preso della precauzioni per proteggerlo da Bolas quando l'aveva costruito. Ciò lasciò Ral con un'unica opzione: disabilitare la macchina scaricando completamente la sua potenza. Il procedimento fu lungo ed estenuante e lui fu spinto ai limiti della sua capacità di canalizzare l'elettricità. La quantità di energia coinvolta era così grande che Ral fu in grado di scacciare Kefnet rilasciando il potere accumulato in un enorme fulmine, che fece esplodere il braccio del dio non morto.

Dopo aver disabilitato il Faro, Ral si unì a Kaya, Teyo e Araithia Shokta e li acccompagnò nella Città Sepolta. In assenza di Vraska gli altri capi dei Golgari stavano litigando per il controllo del suo trono, ma la gorgone ritornò proprio in quel momento e riprese il suo ruolo di regina. Nonostante i sospetti di Ral e Kaya, Vraska impegnò i Golgari nella lotta contro Bolas, dimostrando di essere loro alleata, aiutando il gruppo di Ajani a evacuare molti abitanti del piano nei tunnel della Città Sepolta, portandoli al sicuro dall'Orda Atroce. Dopo ciò, Vraska si unì a loro. Ral e i suoi compagni si recarono a Rix Maadi per negoziare con Rakdos. Il signore dei demoni fu ostile a causa della morte di Hekara. Proprio in quel momento, Tomik arrivò portando il cadavere di Hekara e i cultisti la resuscitarono come strega di sangue. Nuovamente in vita, Hekara sconfisse Exava e con la sua nuova autorità guidò i Rakdos contro Bolas.

Dopo che tutte e dieci le gilde si allearono contro Bolas, Nissa Revane eseguì un rituale presso le rovine del Seggio del Patto delle Gilde con l'aiuto di un rappresentante di ogni gilda per riparare le Leyline che conferivano potere al patto delle gilde vivente, che erano state distrutte quanto il Ponte Planare si era aperto su Ravnica, riducendo in macerie il Seggio. Ral partecipò come rappresentante degli Izzet. Mentre erano in trance vennero attaccati da Kefnet attirato dal rituale. Fortunatamente per loro, Teyo riuscì a creare un possente scudo che lo rallentò abbastanza da permettere agli altri di completare il rituale e far tornare in vita Niv-Mizzet come nuovo patto delle gilde vivente. Col suo nuovo potere, Niv-Mizzet incenerì completamente Kefnet.

Dopo la fine della guerra, Ral fu uno dei planeswalker sopravvissuti alla battaglia e fu presente durante la celebrazione della vittoria. Si riunì a Tomik e i due condivisero un bacio in privato. Successivamente, Ral si unì a Niv-Mizzet e agli altri capogilda. Affrontarono Kaya e Vraska e le informarono che erano state giudicate. I planeswalker che in precedenza avevano lavorato con Bolas, anche se più manipolati che realmente fedeli a lui, ma che avevano abbandonato il drago antico prima dell'inizio della guerra, sarebbero stati risparmiati a condizione che facessero ammenda dando la caccia ai planeswalkers rimasti fedeli a Bolas o disertati troppo tardi. Come sua penitenza, Ral si offrì volontario per trovare e catturare Tezzeret.

Dopo la Guerra della ScintillaModifica

Aiutato dalle abilità della Viandante che le permettevano di rintracciare il Ponte Planare danneggiato e seguire così le tracce di Tezzeret, Ral viaggiò con la sua alleata su più piani in cerca dell'artefice.

La Viandante guidò Ral al Santuario dei Cercatori a Esper, su Alara. I due affrontarono uno squadrone di gargoyle di eterium e distrussero tutti tranne il leader, Grokk. Entrati nella base di Tezzeret, combatterono contro i suoi servitori e riuscirono anche a superare diverse trappole. Raggiunto l'artefice, La Viandante perse i sensi a causa del gargoyle e si allontanò automaticamente dal piano. Ral affrontò Tezzeret, ma si trovò in svantaggio a causa del Ponte Planare che assorbì e reindirizzò i suoi fulmini. Tuttavia Ral sfidò Tezzeret a continuare a combattere, ma nel combattimento corpo a corpo, fu l'artefice ad avere la meglio. Non volendo essere cacciato ulteriormente da altri assassini, Tezzeret mostrò pietà, risparmiò Ral e gli diede il suo braccio di eterium danneggiato come prova della sua morte.

Ral tornò a Ravnica sconfitto dove alla fine disse la verità sul suo fallimento a Niv-Mizzet. Cercando di capitalizzare sulla sfortuna del suo capogilda, Mareey chiese un voto di sfiducia sulla sua leadership. Tuttavia, Ral riuscì a consolidare il suo sostegno all'interno della gilda e mantenne la sua posizione.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • È apparso per la prima volta in Duels of the Planeswalkers 2012.
  • È il protagonista del trailer di Labirinto del Drago.
  • In diverse carte Ral Zarek tiene in mano o indossa al polso un pezzo di tessuto bianco del vestito di Tomik. A sua volta Tomik porta legato al polso una stoffa rossa del vestito di Ral.
  • Nella storia web L'Era della Rovina durante la conversazione tra Nicol Bolas e Tezzeret si è scoperto che Ral Zarek era al servizio dell'antico drago ma in The Gathering Storm è stato spiegato che lo era stato solo durante la sua giovinezza e che non è più fedele a Bolas da prima del suo ingresso negli Izzet. Le parole di Bolas trovano una spiegazione nel libro La Guerra della Scintilla: Ravnica dove si scopre che Ral è stato manipolato dal drago antico per la costruzione del Faro Interplanare.
  • Quando Ral Zarek viaggia tra i piani del multiverso, scompare in un'esplosione di scintille elettriche.

Collegamenti esterniModifica


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