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Olivia Voldaren è la capostipide della linea di sangue Voldaren i cui membri si riuniscono alla Fortezza di Lurenbraum e sono specializzati nell'animorfismo, in particolare in pipistrello, gatto e topo.

StoriaModifica

Sin da quando era ancora umana, Olivia Voldaren era una bella donna aristocratica, aveva strane abitudini antisociali che la spinsero a vivere lontano dai centri abitati, in una delle sue numerose e lussuose abitazioni sparse in tutta Innistrad. Da vampira il suo atteggiamento rimase "particolare", la sua ricchezza infinita le permetteva di organizzare tutte le feste che voleva in cui lei e i membri del suo casato soddisfavano ogni capriccio.

Vecchie e nuove promesseModifica

Quando Sorin Markov entrò nella sua dimora, Olivia pronunciò il suo nome con sarcasmo e lui replicò che voleva parlare con lei. Il maniero era in festa e Olivia fece un gesto con la mano, dicendo che il discendente di Edgar Markov non era il benvenuto e di mostrargli l'uscita. Mezza decina di vampiri emersero dai celebranti radunati, uno di essi estrasse una sottile lama da duello e gli intimò di andarsene. In risposta all'affronto, la spada di Sorin emise una serie di bagliori e cinque dei vampiri si contorsero a terra, con vampate di fumo nero che uscivano da ferite profonde. Il duellante che aveva estratto l'arma lo attaccò, ma Sorin si limitò a ridurlo in polvere con un semplice gesto della mano. Il silenzio scese nella sala, Sorin si rivolse nuovamente ad Olivia e disse che era venuto per chiedere il suo aiuto. Lei sorrise, fluttuò verso di lui e lo analizzò piegando il capo come per cercare di comprendere il significato delle sue intenzioni. Aveva temuto di aver ricevuto una visita spiacevole e invece quella festa sarebbe stata memorabile. Scostò Sorin e gli fece cenno di seguirla. 

Una volta soli, Olivia chiese a Sorin perchè fosse andato da lei e lui la informò che il Maniero Markov di suo nonno non esisteva più. Olivia rispose che in tal caso lui sarebbe dovuto andare alla ricerca di Avacyn e spiegò che la sua creazione aveva quasi distrutto il castello dei Falkenrath e sparpagliato la loro stirpe. Disse che il suo angelo era impazzito e che il fatto che non lo avesse fatto a pezzi con le sue mani quando aveva infangato la sua dimora, era una dimostrazione della sua generosità. Sorin replicò che era necessario che ascoltasse con attenzione ciò che doveva dirle: veniva direttamente dal Maniero Markov, spiegò che la sua sorte non era legata a quella del castello dei Falkenrath e che era andato da lei perchè la distruzione della sua casa segnava l'inizio di qualcosa di terribile per il loro mondo. Dopo un lungo silenzio lei chiese chi fosse la minaccia di cui parlava o che cosa avesse fatto. Sorin rispose che aveva fatto troppo e non abbastanza e Olivia disse che non poteva decidere di diventare criptico nel momento migliore, che aveva il suo interesse e qualsiasi cosa riuscisse ad irritarlo era automaticamente ammaliante. Chiese cosa volesse da lei. Sorin le chiese di evocare la sua stirpe e spiegò che i membri rimanenti dei Markov si stavano già riunendo; le loro due armate unite sarebbero state in grado di affrontare quella minaccia. Olivia chiese perchè si sarebbe dovuta gettare nella mischia, si fermò a metà della frase e rise mentre i suoi occhi brillavano per una frenetica esultanza: quella della caccia a una preda. Dopo essersi calmata, Olivia disse a Sorin che lo avrebbe aiutato, ma solo dopo che lui avesse aiutato lei.

L'ultima speranza di InnistradModifica

Olivia fece entrare Liliana Vess nella sua dimora, la Fortezza di Lurenbraum, e chiese se era lì per festeggiare le novità, le spiegò che Avacyn era morta e che oltre all'arcangelo e ai demoni, un'altra minaccia era uscita dalla Tomba Infernale. Le due entrarono in una sala dove era presente solo Sorin, e lì disse alla necromante che sapevano che era stata lei a distruggere la Tomba e poi con tono allegro si rivolse a Sorin, che si voltò verso di loro con odio. Olivia ascoltò i due parlare in silenzio, ma quando capì che erano a un passo dall'attaccarsi l'un l'altra emise una delicata risata, si mise tra loro e disse a Sorin che anche se non vedeva l'ora che loro due si uccidessero a vicenda, era giunto il momento di andare da Nahiri. Sguainò la spada e chiese a Liliana se voleva unirsi a loro: intendevano fare un secondo torto alla litomante. Quando Liliana provò a parlare nuovamente con Sorin, Olivia rispose al posto dell'altro e disse che fermare Nahiri era il modo per porre fine al fastidio che aveva portato con sè. La vampira seguì Sorin fuori dalla villa e quando lui le disse che era giunto il momento che lei onorasse la sua parte del loro accordo, Olivia sorrise allegramente fluttuando in aria e insieme a lui guidò i vampiri per andare a combattere contro Nahiri.

Campagna di VendettaModifica

L'eserciro di vampiri guidato da Olivia e Sorin arrivò al Maniero Markov e si scontrò contro l'esercito di cultisti di Nahiri. Olivia fluttuò sopra i due planeswalkers con una decina dei suoi vampiri e interruppe la conversazione tra i due, fece un cenno verso la litomante con la sua spada e disse che qualsiasi gesto avesse compiuto Sorin per scatenare la sua ira, era sicura che il vampiro se la fosse ben meritata, ma lui si era anche conquistato il suo aiuto e quindi non poteva permetterle di vendicarsi. Fece un segnale e i suoi vampiri si lanciarono sulla litomante che però usò la sua magia per difendersi e scatenò, da una zona nascosta del Maniero, orde di mostri, persone e animali, alterati da Emrakul.

Dopo che Nahiri abbandò il piano lasciando Sorin imprigionato in gran parte nella pietra, Olivia, con in mano la spada del vampiro, si avvicinò a lui. Sorin disse di liberarlo, ma Olivia replicò che se anche avesse potuto, non avrebbe avuto motivo di farlo e spiegò che Avacyn era morta e che Nahiri non si trovava più su quel mondo e quindi il loro patto era concluso. Sogghignando crudelmente gli consigliò di godere della loro vittoria visto che il Maniero Markov era suo; aggiunse che per quanto riguardava lei, le piaceva molto il suono delle parole "Olivia, signora di Innistrad". Sorin disse di osservare Emrakul, aveva visto ciò che causava e quello che era in grado di fare, avrebbe avuto bisogno del suo aiuto per occuparsene. Lei non rispose e lui chiese che vantaggio avrebbe avuto se non ci sarebbe stato un domani. Olivia ripetè che Avacyn era morta, poi premette la punta della spada sulla sua guancia e disse che lui era intrappolato e quindi la situazione non le sembrava così pessima. Dopo che finì di parlare, Olivia andò via.

San Traft e la Schiera degli IncubiModifica

Dopo aver lasciato Sorin imprigionato, Olivia guidò la sua stirpe verso Thraben. Durante la marcia venne raggiunta da una giovane donna su una cavalcatura alata che guidava un esercito verso la città. Olivia si presentò e spiegò che avevano un obiettivo comune. L'altra si presentò a sua volta come Thalia e disse che era l'erede di San Traft. Olivia replicò che aveva incontrato il santo quando era ancora in vita e che la catara gli rendeva onore in sella al suo gryff e con la lancia di Avacyn al suo fianco. Con quel commento discreto, la vampira voleva ricordarle di essere più antica di quanto lei avrebbe potuto comprendere. Thalia chiese di cosa volesse parlarle e Olivia disse che si trovavano entrambe lì per lo stesso motivo: salvare il mondo. Con sarcasmo aggiunse che il suo prezioso angelo non era nella posizione di farlo. Thalia disse che avrebbero salvato il mondo insieme, ognuna con il proprio esercito dal momento che non poteva chiedere ai suoi uomini di combattere a fianco dei vampiri, ma sarebbero stati schierati contro lo stesso nemico. Le due si strinsero la mano: Olivia disse che nessun morso di vampiro o lama avrebbe versato sangue umano finchè la battaglia non fosse terminata e Thalia rispose che nessuna lama umana avrebbe ferito la sua stirpe. Concluso l'accordo, la catara tornò dai suoi soldati e Olivia dai suoi vampiri.

Durante la battaglia a Thraben contro gli orrori alterati, Olivia uccise Seeta e poi si concentrò nuovamente a combattere contro l'orda della follia.

Successivamente, la battaglia fu vinta dalla resistenza dopo che Emrakul venne imprigionata sulla luna d'argento.

ReferenzeModifica

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