Lavinia è una dei membri della pattuglia ussara degli Azorius, a capo della polizia del Decimo Distretto. Dopo che Jace Beleren divenne l'incarnazione vivente del Patto delle Gilde si mise al servizio del telepate. Durante la Guerra della Scintilla divenne la nuova capogilda degli Azorius.

I cento passi[modifica | modifica sorgente]

Nonostante fosse solo una ragazzina, Lavinia si rendeva conto della situazione difficile in cui si trovava. Insieme a suo fratello Jek era stata accerchiata dai Rakdos. Entrambi sapevano che nessuno sarebbe arrivato in loro soccorso, erano soli, intrappolati in una casa nel caos del Nono Distretto. Lavinia provava un misto di paura e speranza, suo fratello si era diplomato da poco nell'accademia degli Azorius e si fidava ciecamente di lui, che aveva sconfitto facilmente i primi nemici non permettendo a nessuno di farle del male. Dopo aver osservato la situazione, Jek scivolò verso di lei e le disse che dovevano muoversi, sfoderò la sua spada e le dette il suo pugnale con inciso le rune degli Azorius. Lavinia annuì, voleva molto bene a suo fratello, quando era tornato dall'accademia aveva pensato che non ci fosse una persona più nobile in tutta Ravnica. Jek era sulla strada per diventare uno ieromante protettore della gente e della legge e lei voleva seguire le sue orme. Suo fratello riuscì ad aprire un varco per uscire in strada, così Lavinia lo seguì, subito dopo venne spinta lontano da Jek e perse conoscenza. Si risvegliò alcuni secondi dopo e vide suo fratello bloccato dalla catena di un orco e un assassino Rakdos che stava per uccidere Jek con la sua stessa spada. Senza esitare, Lavinia lo colpì a morte con il pugnale. L'orco rimase per un istante scioccato da ciò che era successo, poi cercò di raccogliere le catene per uccidere Lavinia, ma venne ostacolato da Jek, che pronunciò debolmente un incantesimo e riuscì a uccidere l'orco con il pugnale. Lavinica si inginocchiò accanto a lui, voleva parlargli ma lui la fermò alzando debolmente la mano. Le dette una chiave e le disse di andare alla scuola degli ieromanti e che lì si sarebbero presi cura di lei. Lavinia pronunciò il suo nome e col suo ultimo respiro, le disse di essere forte.

Lavinia camminò nelle pericolose strade del Nono Distretto, sporca di sangue, spettinata e addolorata per la morte del fratello, ma a ogni passo qualcosa dentro di lei si trasformò. Lentamente iniziò a rilassarsi mentre una determinazione implacabile fortificava la sua concentrazione: sarebbe diventata una lama affilata indistruttibile. Quando arrivò a Nuovo Prahv pensò a Jek e ad alta voce disse che non lo avrebbe deluso, poi entrò. Andò dritta verso il centro di reclutamento, verso coloro che facevano rispettare la legge, che studiavano e si occupavano dei casi peggiori di Ravnica, che combattevano senza sosta contro l'illegalità. Voleva ottenere l'allenamento più duro, allenarsi con il sergente più temuto, entrare a far parte della miglior squadra d'elite e infine essere assegnata ai quartieri più pericolosi. Quando arrivò davanti al direttore sbatté il pugnale insanguinato sul tavolo, lo guardò dritto negli occhi e gli disse con una voce che fu udita in tutta la sala "il mio nome è Lavinia. Voglio essere una di voi."

Return to Ravnica: The Secretist, Parte 1[modifica | modifica sorgente]

Dopo la distruzione dello studio di Jace Beleren, Lavinia interrogò Kavin e successivamente cercò di arrestare Jace ma non ci riuscì.

Gatecrash: The Secretist, Parte 2[modifica | modifica sorgente]

Lavinia ricevette la visita di Jace, che andò da lei nella speranza che avesse potuto aiutarlo o rivelargli l'identità di qualche Azorius che aveva informazioni sulle conoscenze che lui aveva dimenticato e in cambio gli rivelò ciò che sapeva sulle trame dei Dimir. Sfortunatamente per lui, Lavinia non fu di nessun aiuto e gli rivelò che l'indagine era stata passata ai Boros.

Dragon's Maze: The Secretist, Parte 3[modifica | modifica sorgente]

Lavinia venne convocata da Isperia. Quando arrivò davanti alla capogilda vide Kavin (in realtà Lazav) e lo salutò nonostante fosse perplessa dalla presenza del vedalken. La sfinge le disse che gli Azorius contavano sulla prudenza e la preparazione e che davano il meglio quando avevano mesi per valutare attentamente le loro scelte. Niv-Mizzet però, non gli aveva dato abbastanza tempo per scegliere con saggezza. Lavinia rispose che probabilmente faceva tutto parte del piano degli Izzet: costringere le altre gilde ad agire di fretta mentre loro avevano avuto il tempo di addestrare il loro campione. Lavinia disse che aveva dei dubbi sul messaggio dato dal drago e pensava che ci fosse qualcosa non detta da parte degli Izzet e che forse era coinvolto anche Jace Beleren. Isperia ignorò le sue parole e le disse che aveva bisogno di qualcuno che potesse gestire il labirinto, che conoscesse bene il Decimo Distretto e che sapesse qualcosa sulle ricerche del mago mentale. Poi le disse che aveva ascoltato i consigli del vedalken e che solo una persona aveva tutte le caratteristiche: lei. Lavinia obiettò che non poteva lasciare la sua posizione, ma alla fine dovette accettare la decisione della sua capogilda.

Al cancello degli Azorius, Lavinia arrestò Jace per aver infranto la legge. Lazav manipolò gli eventi in modo che gli Azorius lo trovassero colpevole, Isperia però lo dichiarò libero di andare: la sua penitenza sarebbe stata aiutare i campioni a completare il labirinto. Dopo la sentenza, anche Lavinia proseguì per la sua strada. Quando arrivò al Forum di Azor, insieme a tutti gli altri campioni cadde vittima dell'influenza di Lazav. I campioni iniziarono a combattere tra loro mentre il labirinto elaborava il giudizio finale che avrebbe distrutto tutte le gilde e devastato completamente il Decimo Distretto. Proprio in quel momento, Jace Beleren intervenne riuscendo a fermarli usando la sua telepatia, e salvando tutti permettendo l'attivazione di un nuovo patto delle gilde.

Alcuni giorni dopo, Lavinia parlò con Jace. Il planeswalker le disse che voleva creare un consiglio in cui ogni gilda avesse un rappresentante.

La gorgone e il patto delle gilde[modifica | modifica sorgente]

Alla camera del patto delle gilde, Lavinia stava parlando con dei minotauri Boros. Il portavoce si lamentava del fatto che gli Orzhov avevano violato il loro contratto di confine. Lei gli rispose con calma che la sua gilda non aveva presentato una vera denuncia e che una volta archiviato, il caso sarebbe stato esaminato a tempo debito. In quel momento, Jace entrò nella stanza e chiese come poteva aiutare; i minotauri spostarono la loro attenzione su di lui, ripetendo le loro accuse. Jace parlò mentalmente con Lavinia, si scusò per il ritardo e chiese se era quello il motivo per cui l'aveva chiamato. Lei rispose di no, ma che qualcos'altro richiedeva la sua attenzione. Jace chiese se si trattava di un omicidio e quando Lavinia chiese perchè lo pensava, lui rispose che stava facendo la solita faccia di "c'è stato un'omicidio". Lavinia rispose che in realtà era più di uno e poi chiese se aveva davvero quell'espressione. Jace chiese informazioni sui minotauri e lei rispose che Aurelia, avrebbe ospitato tre leader di gilda a Sol-Dimora in serata. La Legione era preoccupata per la sicurezza e gli Orzhov non stavano aiutando. Il portavoce dei minotauri mise termine alla loro conversazione telepatica chiedendo qual'era la decisione del patto delle gilde. Con calma, Jace gli rispose che avrebbe dovuto presentare una vera e propria denuncia per Lavinia e di ritornare a Sol-Dimora mentre gli azorius si sarebbero occupati delle procedure. I minotauri accettarono la sua decisione.

Lavinia mostrò a Jace le note della scena del crimine e la causa di ogni morte: pietrificazione. Jace le chiese se erano sicuri che fossero vittime e non statue scolpite da qualcuno. Lavinia scosse la testa e rispose che si trattava di cittadini la cui scomparsa era stata confermata e che i corpi erano stati trovati vicino alle gallerie Golgari ma non al suo interno. Spiegò che l'assassino aveva posizionato le vittime in modo da formare un nome: il suo. Jace chiese se avessero trovato altri messaggi o un collegamento in comune tra le vittime. Lavinia rispose che erano stati trasportati da più distretti. Notò la strana espressione di Jace quando lui lesse i loro nomi e gli chiese se conosceva qualcuno di loro. Jace rispose di no e che doveva visitare la scena del crimine immediatamente. Lavinia annuì e disse che avrebbe preparato i maghi della legge, ma lui la fermò e le disse che sarebbe andato da solo. Lavinia protestò, ma Jace le disse di non discutere, di tenere tutti lontano da quel punto e di andare a Sol-Dimora a rassicurare i Boros. Lavinia non era d'accordo ma alla fine acconsentì alle sue richieste.

In seguito, dopo il vertice a Sol-Dimora, Lavinia parlò nuovamente con Jace alla camera del patto delle gilde. Gli disse che non sapeva come aveva fatto per risolvere il caso, ma che la gorgone era stata presente a Sol-Dimora che galleggiava nell'aria raccontando i suoi piani a tutti i presenti, confessando le sue colpe prima di sparire. Gli chiese se pensava se sarebbe tornata e Jace le rispose che per un po' sarebbe rimasta nascosta. Lavinia chiese se avrebbe potuto finirla in modo definitivo con la gorgone comandandole di smettere o in un altro modo. Jace scosse la testa dicendole che era riuscito a distrarla distorcendo le sue percezioni e che Vraska non aveva dato nessuna apertura per permettergli di distruggere la sua mente, combattendolo a ogni passo. Lavinia disse che almeno ora le gilde erano consapevoli di lei e che i Boros volevano setacciare la Città Sepolta per trovarla. Jace guardò fuori dalla finestra e rispose che sicuramente Isperia avrebbe contribuito a guidarli. Lavinia lo osservò attentamente e gli disse che aveva la solita faccia del "vado a stare lontano per un po' e non chiedermi dove". Lui rispose che sarebbe stato via solo qualche giorno e lei gli disse che sarebbe dovuto restare per fare delle rassicurazioni. Jace parlò lentamente anche se più a sé stesso, dicendo che il patto delle gilde dovrebbe tenere le persone al sicuro, ma lui aveva portato solo pericolo e pensava che qualcosa stava succedendo con Garruk. Quando Lavinia gli chiese di chi stava parlando, lui rispose che era qualcuno con cui non poteva fallire di nuovo.

Incontri Inaspettati[modifica | modifica sorgente]

Dopo che la delegazione Golgari uscì dalla stanza, Lavinia disse a Jace che quel caso era l'ultimo degli incontri programmati per quel giorno, ma che i supplicanti del giorno successivo erano ovviamente già in fila. Jace rispose che avrebbero dovuto attendere, che forse era in grado di risolvere tutti i loro problemi, ma non in un giorno solo. Lavinia rimase in silenzio e Jace le disse che non sembrava stanca nonostante tutte le ore in cui era stata in piedi e con un sorriso Lavinia replicò che lui avrebbe avuto una maggiore resistenza se avesse svolto ogni tanto qualche esercizio fisico. Jace ne prese atto e si voltò per andarsene, Lavinia lo chiamò col suo titolo e quando lui si voltò gli disse di riposarsi. Jace rispose in modo scherzoso, Lavinia era troppo disciplinata per alzare gli occhi al cielo, ma scosse comunque la testa quando lui uscì.

Nostalgia di casa[modifica | modifica sorgente]

Dopo che Jace tornò dai suoi viaggi insieme ad altre persone, Lavinia venne informata dell'esistenza dei planeswalkers e promise, tramite una legge speciale, che avrebbe mantenuto il segreto. Dopo che l'incontro con Dovin Baan si concluse, Lavinia rammentò a Jace di parlare ai suoi "colleghi" dell'altro problema: il ritorno di Vraska. La gorgone aveva eliminato alcuni membri influenti degli Azorius trasformandoli in pietra. Dopo che Gideon accettò di indagare sul caso, chiese a Lavinia un resoconto di ciò di cui era a conoscenza la sua gilda. Lei fece notare che solo le dichiarazioni dei testimoni erano migliaia e lui sorrise e disse che era nuovo in quel mondo e doveva affidarsi alla sue competenze. Sapeva che la sua era una richiesta impegnativa, ma se fosse riuscita a fargli avere qualcosa per la serata, anche breve, sarebbe stato contento. Lavinia rimase confusa dal suo sguardo e replicò che l'avrebbe fatto.

Prima della Guerra della Scintilla[modifica | modifica sorgente]

Rinnegata Azorius[modifica | modifica sorgente]

Lavinia si preoccupò per l'improvvisa e lunga assenza di Jace, ma si rifiutò di violare la legge di Ravnica svolgendo i doveri del patto delle gilde al posto del telepate.

Indagare sugli agenti di Bolas[modifica | modifica sorgente]

Le sue dimissioni dagli Azorius causarono uno scandalo minore. Anche se considerata una rinnagata continuò ad avere le sue fonti all'interno del Senato. Individuò agenti di Nicol Bolas nel Decimo Distretto e iniziò a seguirli per mesi, intercettando le loro comunicazioni e cercando di capire il loro scopo. Incontrò in segreto Ral Zarek e lo avvertì che agenti di Bolas si erano infiltrati in diverse gilde. Il mago Izzet la ringraziò per le sue informazioni, ma Lavinia replicò che stava solo facendo il suo lavoro: difendere il patto delle gilde e Ravnica.

Successivamente, Lavinia intercettò Ral mentre lui e Hekara stavano andando dai Selesnya. Lo avvisò che aveva intercettato dei messaggi: i servitori di Bolas avevano in mente qualcosa per i Selesnya, non era riuscita a scoprire di cosa si trattasse ma poteva essere legato alla sua visita alla gilda. Ral la informò della richiesta di Vraska e le chiese di trovare informazioni sulla nuova regina dei Golgari. Lavinia promise che avrebbe indagato, poi si voltò e se ne andò, sparendo nella folla.

Il giorno seguente, Lavinia incontrò Ral e lo informò su ciò che aveva scoperto sul passato di Vraska. Avvertì che il profilo della gorgone corrispondeva a quello degli agenti di Bolas: persone ambiziose che improvvisamente si ritrovavano in posizioni di potere. Anche se non poteva provarlo, sospettava che la regina dei Golgari lavorasse per l'antico drago. Gli fece notare che il modo migliore per Bolas di sabotare il Vertice delle Gilde era quello di avere dalla sua parte il maggior numero di capigilda. Gli augurò buona fortuna per il suo incontro con Vraska, poi si allontanò prima che i totteri spia potessero individuarla.

Lavinia si incontrò con Hekara e Ral nell'ufficio dell'Izzet e disse che gli agenti di Bolas che aveva identificato si mandavano ancora numerosi messaggi tra loro: era convinta che almeno uno dei rappresentanti lavorasse per il drago. Spiegò che sospettava maggiormente di Vraska e Kaya perchè entrambe le planeswalker erano diventate da poco capogilde. Ral replicò che entrambe l'avevano aiutato a Orzhova gettando le basi per far iniziare il vertice e che quindi se erano dalla parte di Bolas avrebbero già dovuto sabotarlo. Lavinia spiegò che si stava avvicinando ad alcuni agenti e sperava di riuscire a farli parlare. Ral replicò che il vertice sarebbe iniziato il giorno dopo e che senza prove evidenti sul traditore avrebbero solo dato inizio a una rissa tra gilde. Lavinia disse che lo capiva e che stava provando a ottenere delle risposte.

Il fallimento del Vertice[modifica | modifica sorgente]

Come aveva temuto Lavinia, al Vertice delle Gilde Vraska si rivelò come agente di Bolas: la gorgone pietrificò Isperia uccidendola. Tutte le speranze di cooperazione andarono in frantumi, ma grazie a Ral che trovò un altro piano per proseguire, c'era ancora una speranza contro Bolas.

Contro Tezzeret[modifica | modifica sorgente]

Alcuni giorni dopo la battaglia di Grek’ospen, Lavinia incontrò Ral e lo informò che decifrando alcuni codici aveva scoperto che Bolas sarebbe arrivato quella notte. Ral disse che avrebbe informato Niv-Mizzet e che avrebbero attivato immediatamente il loro dispositivo. Lavinia disse che aveva anche individuato una traccia del leader degli agenti del drago, sospettava che l'altro volesse essere trovato, ma avrebbe ugualmente provato a catturarlo.

Mentre inseguiva il suo obiettivo, Lavinia pensò che quella notte sarebbe finito tutto: aveva decifrato il luogo dove era diretto il suo nemico ed era già stata occupato dalla polizia Azorius. Lui entrò all'interno di una stalla, lei lo seguì e scoprì che i rinforzi che le avevano promesso dalla gilda non c’erano. Capì che qualcosa non andava ma era troppo tardi per ritirarsi, estrasse la sua spada dal fodero e pensò che dal momento che i totteri erano presenti gli Azorius avrebbero saputo cosa stava succedendo. L'altro si presentò come Tezzeret e disse che lei non aveva più l'autorità per arrestare nessuno. Lavinia replicò che le autorità sarebbero arrivate presto e gli fece diverse domande. Tezzeret replicò con una dimostrazione: mosse leggermente le dita della sua mano metallica, dei costrutti si attivarono e iniziarono ad avvicinarsi a lei. Lavinia li affrontò ma venne ferita e sconfitta. Osservò il suo nemico e disse che non sarebbe riuscito a fuggire: gli Azorius lo avrebbero trovato. Tezzeret replicò che lei non riusciva a comprendere la situazione: ucciderla sarebbe stato uno spreco. Con i costrutti che la bloccavano, Lavinia non poté opporsi quando Tezzeret le mise un dispositivo sul collo, che la trasformò in un burattino controllata mentalmente da Bolas.

Battaglia alla Torre del Faro[modifica | modifica sorgente]

Dominata dal frammento dello spirito emissario di Bolas, Lavinia si unì a Vraska e aspettò all'interno della Torre del Faro l'arrivo di Ral, Kaya e Hekara. Ral comprese subito che Lavinia non agiva di sua volontà e decise di affrontarla da solo lasciando Vraska alle altre due. Dal momento che non voleva ucciderla, Lavinia parlò con la voce di Bolas e disse che in passato non avrebbe esitato. Ral replicò che era cambiato dopo essersi allontanato da lui. I due si affrontarono. La difesa contro i fulmini di Lavinia unita alla sua abilità con la spada misero in difficoltà Ral che avrebbe potuto sovraccaricare la sua difesa rischiando però di causare la sua morte. Chiese perché avesse scelto proprio Lavinia e Bolas rispose che sapeva che far del male alla sua amica gli avrebbe spezzato il cuore. Ral era incredulo sul fatto che avesse agito così solo per ferirlo e Bolas replicò che non gli piaceva quando gli altri non pagavano i propri debiti: l'aveva reso ciò che era e in cambio lui gli aveva voltato le spalle e ora, come conseguenza della sua scelta, i suoi amici sarebbero morti. Ripresero a combattere rimanendo in una situazione di stallo, ma con Lavinia che iniziava a guadagnare vantaggio. Vedendo il suo amico in difficoltà, Hekara intervenne in suo aiuto. Ral si decise a vincere a qualunque costo, ma proprio quando stava per lanciare il suo attacco carico di energia letale, Lavinia parlò con la sua vera voce facendolo esitare un istante, ma in realtà era un trucco di Bolas che riuscì così ad allontanarlo e poi si preparò a ucciderlo con la spada. Proprio in quel momento Hekara si mise in mezzo, salvando Ral e morendo al suo posto. La morte della sua amica spinse Ral ad afferrare l'arma di Lavinia a cui trasmise la sua energia elettrica facendola sciogliere e trasformandola in una pozza di metallo fuso sul pavimento. Anche se disarmata Lavinia attaccò nuovamente, ma Ral le afferrò il collo e vide il dispositivo di Tezzeret e lo strattonò fino a rimuoverlo. Tornata in sé, Lavinia urlò all'emissario di uscire dalla sua mente e subito dopo che la forma spettrale uscì dal suo corpo perse i sensi e crollò a terra.

La Guerra della Scintilla[modifica | modifica sorgente]

Tornata in sè, Lavinia rifiutò di riconoscere l'autorità di Dovin Baan come nuovo capogilda e guidò una fazione ribelle all'interno degli Azorius contro di lui. All'inizio della guerra, si riunì con Jace, tornato su Ravnica insieme agli altri Guardiani. Accanto a molti planeswalker e abitanti del piano, Lavinia combatté contro gli Eterni di Bolas guidati da Liliana Vess.

Durante l'invasione del piano, fu presente alla riunione dove i leader della difesa di Ravnica si riunirono per mettere a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: Lavinia, Chandra Nalaar, Saheeli Rai e Lazav vennero incaricati di spegnere il Sole Immortale. Cercando tra gli scritti che Azor aveva lasciato agli Azorius, Lavinia trovò le nove parole dell'incantesimo di Azor che servivano a spegnere il Sole. Riuscirono nella loro missione e con la fuga di Dovin sconfitto da Lazav, Lavinia unì gli Azorius contro Bolas.

Dopo che tutte e dieci le gilde si allearono contro Bolas, Nissa Revane eseguì un rituale presso le rovine del Seggio del Patto delle Gilde con l'aiuto di un rappresentante di ogni gilda per riparare le Leyline, distrutte dall'apertura del Ponte Planare. Lavinia partecipò come rappresentante degli Azorius. Mentre erano in trance vennero attaccati da Kefnet, attirato dal rituale. Fortunatamente per loro, Teyo Verada riuscì a creare un possente scudo che lo rallentò abbastanza da permettere agli altri di completare il rituale e far tornare in vita Niv-Mizzet. Col suo nuovo potere, il Mentefiamma incenerì completamente Kefnet.

Dopo la fine della guerra, Lavinia fu tra i sopravvissuti alla battaglia e fu presente durante la celebrazione della vittoria. Diventata ufficialmente la nuova capogilda Azorius, si unì a Niv-Mizzet e agli altri capogilda: Ral Zarek, Vraska e Kaya dovevano espiare le loro colpe per aver aiutato Bolas, anche se più manipolati che realmente fedeli a lui, dal momento che avevano abbandonato il drago antico prima dell'inizio della guerra, sarebbero stati risparmiati a condizione che facessero ammenda dando la caccia ai planeswalkers rimasti fedeli a Bolas o disertati troppo tardi.

Dopo la Guerra della Scintilla[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine della guerra, Lavinia rifiutò di diventare nuovamente il vice del patto delle gilde vivente. Come capogilda si sforzò di riformare il Senato Azorius dopo le piaghe di Bolas e Dovin Baan, mentre contemporaneamente cercava il suo sostituto.

Fu presente quando Kaya, Vraska e Ral tornarono per fare rapporto sulle loro missioni e ascoltò il successo delle due e il fallimento dell'Izzet.

Referenze[modifica | modifica sorgente]

Rappresentata in[modifica | modifica sorgente]

Testi di colore[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il titolo "del decimo" che possiede nella carta che la raffigura in Labirinto del Drago è un'abbreviazione del suo normale titolo.
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