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Koth è un vulshok planeswalker che usa il mana rosso.

La sua specialità è la geomanzia, magie in grado di muovere le montagne, la capacità di frantumare la pietra e fondere il ferro. La sua magia della terra ha una forza speciale che gli consente di purificare il metallo, data la natura unica della sua terra la sua capacità di purificare i minerali riflette il suo desiderio di portare la pace e l'armonia al suo popolo. Koth è un leader appassionato per la sua gente ma è anche saggio nonostante la sua giovane età, e si consulta con gli altri e ascolta i loro consigli prima di lanciarsi a testa bassa in azione. Ma quando è necessario agire, Koth è un uomo deciso e di poche parole che può far crollare sulla testa una montagna su chiunque osi minacciare la sua casa.

AdolescenzaModifica

Koth è un vulshok della tribù Martello che viveva pacificamente con le altre tribù vulshok nella catena montuosa di Oxidda su Mirrodin. Purtroppo però, il suo popolo un tempo pacifico cadde in guerra e le tribù iniziarono a scontrarsi tra loro a causa del minerale che da secoli i vulshok estraevano dalle montagne. I lingotti forgiati dalle tribù infatti erano diventati stranamente corrotti, fragili e inutili e ogni tribù dava la colpa agli altri per la debolezza del loro metallo sacro e vecchi rancori cominciarono a riemergere. Fu in quel periodo che Koth ascese. Decise di provare ad usare la sua capacità di purificare il metallo per evitare una guerra fra la sua gente, e grazie alla sua magia, riuscì a restaurare la solidità del metallo e a far diminuire le controversie fra le varie tribù anche se alcuni dissapori rimasero.

Raccogliere le ForzeModifica

Quando la corruzione di Phyrexia divenne evidente su Mirrodin ed iniziò a espandersi sul piano, Koth si marchiò sul braccio il simbolo di Phyrexia, promettendo a se stesso che avrebbe salvato la sua gente e il suo piano. Cosi cominciò il suo viaggio su altri piani in cerca di risposte e di alleati che avrebbero potuto aiutarlo nella sua missione. Un uomo misterioso gli consigliò di andare su Urborg alla Tomba dei martiri, dove i saggi decisero di aiutarlo anche se inizialmente diffidavano di lui. Mentre era su Urborg decise di entrare nell'arena dei gladiatori dove incontrò e affrontò Elspeth Tirel. Il vulshok non voleva combattere contro di lei, ma Elspeth non gli dava tregua. Alla fine nell'arena fra gli spettatori apparve Ajani che chiese a Elspeth di deporre la sua arma e Koth vedendolo sentì il profumo di una terra sconosciuta e capì che era un planeswalker. Approfittando della sua distrazione, Elspeth lo colpì di striscio al braccio rivelando il marchio di Phyrexia, vedendo quel simbolo la donna si infuriò dicendogli "nulla che abbia quel marchio è degno di vivere" e in preda a una furia cieca si scagliò su di lui per ucciderlo. L'attacco di Elspeth venne fermato dall'intervento tempestivo di Ajani che la convinse ad abbandonare l'arena. Durante la sera Koth cercò Elspeth nelle strade di Urborg gli disse il suo nome e gli spiegò che non era corrotto. Gli chiese informazioni sul suo marchio e gli disse "Phyrexia si è impossessato del mio piano se sai cosa significa allora sai perchè devo fermarli."

Insieme la mattina dopo i due planeswalker esplorarono le rovine di una tomba phyrexiana, al suo interno Koth non vide nulla ma Elspeth rivide incubi del suo passato nella sua mente e terrorizzata scappò via. Il geomante la ritrovò e le chiese di andare con lui al Memoriale degli Eroi, lì le regala delle gemme dicendole di intrappolare la sua paura in loro ma lei gli rispose che il passato non è cosi facile da dimenticare. All'interno del Memoriale, Koth utilizza l'altare e apprende che devono trovare un uomo di nome Venser.

L'inventore non era difficile da trovare in quanto gli accoliti del Memoriale sapevano dove viveva e i due planeswalker andarono da lui. Nel laboratorio di Venser i due rimasero sconvolti nel vedere un'enorme componente di metallo phyrexiano incompleto ma migliorato dall'inventore nel tentativo di creare una nave per i viaggi planari. Quando divenne ovvio che Venser non comprendeva i poteri e i pericoli con cui "stava giocando", Koth si infuriò e chiese a Venser di mettersi il suo elmo che un secondo dopo trasformò in una maschera di pietra e gli disse che lo avrebbe rimosso una volta che lui fosse arrivato su Mirrodin in quanto voleva mostrargli gli effetti della minaccia con cui lui stava giocando e a costringerlo a combattere. Prima di viaggiare a sua volta su Mirrodin si voltò verso Elspeth e le chiese di seguirli per aiutarli a combattere Phyrexia.

SfregiatoModifica

Su Mirrodin Koth spiega ad Elspeth e Venser alcune cose sul suo piano e nonostante i suoi avvertimenti la coppia non vede niente di minaccioso e Venser comincia a lamentarsi con il geomante per i suoi modi. Koth raccontò ai due stranieri dei conflitti che stanno devastando tutta la superficie di Mirrodin e della minaccia oscura che corrompe il piano stesso, poi usa i suoi poteri per traghettare se stesso e i suoi compagni sul piano alla ricerca di un suo amico che era andato in esplorazione. I tre planeswalker scoprono cosi la sorprendente diffusione del mephidros che il geomante ricorda che non era cosi vasto quando aveva abbandonato il piano. Il trio scoprì un cadavere sconosciuto e subito dopo venne attaccato da un gruppo di nim che dopo un poco rimasero sconfitti ma dopo Elspeth divenne scontrosa e silenziosa e dopo un profondo respiro dice agli altri due planeswalker che non può andare oltre e li abbandona.

Purtroppo senza l'aiuto del cavaliere errante, Koth e Venser vengono sconfitti, storditi e catturati da un harvester corrotto e vengono trascinati nel suo covo vicino a Ish Sah. Koth si svegliò in una stanza illuminata legato ad un tavolo accanto al suo riluttante alleato ancora privo di conoscenza. Si liberò velocemente ma prima di poter svegliare Venser, dei phyrexiani entrarono nella stanza e il vulshok combattè valorosamente per difendere se stesso e Venser ma venne soprafatto e un phyrexiano dopo averlo immobilizzato si preparò a colpirlo con una lama avvelenata. Fortunatamente per il vulshok, Venser si svegliò in tempo e si teletrasportò vicino a lui bloccando l'attacco del phyrexiano e afferrando Koth. Per i due planeswalker circondati dai phyrexiani sembra non esserci più speranza quando all'improvviso Elspeth compare e avvolge gli agressori col suo mana bianco polverizzandoli e salvando i suoi alleati.

In seguito il trio raggiunse Ish Sah e Venser si teletrasportò al suo interno per raccogliere informazioni mentre Koth dichiarò a Elspeth la sua certezza che presto sarà tutto finito, non sospettando minimamente cosa si cela dentro la fortezza.

La Ricerca di KarnModifica

Dopo non aver trovato alcuna traccia dell'amico, decise di portare i suoi compagni a casa sua poichè era pericoloso continuare a viaggiare durante la notte. Lì però lo attendeva una triste scoperta: la sua famiglia era stata corrotta dai phyrexiani e lui fu costretto a uccidere sua madre. Durante lo scontro i tre vennero colpiti dall'olio e Venser capì che non potevano andarsene da Mirrodin poichè avrebbero portato la corruzione in altri mondi, anche se loro ne erano protetti, l'inventore fece poi le sue condoglianze a Koth che però gli disse che quella non era la sua famiglia, che loro erano già morti prima del loro arrivo e che uccidendoli gli avevano donato la pace liberando i loro corpi. Vista la situazione Venser propose di iniziare a cercare Karn, il creatore di Mirrodin. Koth era scettico al riguardo e Elspeth pensava che se il golem d'argento si trovava su quel piano allora era sicuramente stato corrotto e quindi loro nemico. Alla fine i due accettarono la proposta di Venser anche se durante il cammino, Koth e l'inventore ebbero continue conversazioni tese, causate dal fatto che Koth si considerava il leader del gruppo e criticava ogni consiglio di Venser.

A Ish Sah, Koth, Venser e Elspeth assistettero alla nascita di un esercito phyrexiano, pronto a invadere la superficie. Diverse ore dopo, i tre entrarono nella torre seguendo un myr mandato da Tezzeret per guidarli. All'interno della torre però, c'erano troppi phyrexiani e il trio fu costretto a fuggire attraverso un pozzo di carne. Quando uscirono incontrarono Ezuri e la sua banda, che non volevano lasciarli proseguire. Vennero messi in fuga dalle minacce di Elspeth e dalla dimostrazione di magia di Venser. Il trio proseguì verso il nucleo di Mirrodin fino ad incontrare un soddisfatto Tezzeret.

Riconoscendo Tezzeret come mago di Esper, Elspeth lo considera un nemico ed era pronta ad attaccarlo, ma Tezzeret affermò che non era contro di loro. In quel momento subirono un attacco da una fazione opposta a quella controllata dall'artefice, venendo facilmente sconfitti, anche grazie all'aiuto di Tezzeret. Nonostante ciò, il trio continuò a non fidarsi. Tezzeret affermò che se non volevano restare senza la sua guida, dovevano seguirlo.

Tezzeret portò i compagni in una sala operatoria e dopo che Elspeth ebbe distrutto tutti i phyrexiani, liberarono Melira, una reietta nata senza alcun metallo sul corpo. L'agente di Bolas affermò che lei era il suo dono per loro e che era immune all'olio di phyrexia, poi se nè andò.

I compagni raggiunsero la Fornace e Koth rimase sorpreso quando incontrarono un phyrexiano che li ignorò. Venser gli rammentò le parole di Tezzeret, la fazione rossa non era ancora diventata ostile. Al campo incontrarono i vari gruppi di resistenza mirran tra cui anche Ezuri. Momentaneamente al sicuro, Venser chiese a Koth perchè i suoi compagni lo odiavano e lui rispose che lo consideravano un disertore, poichè li aveva abbandonati lasciando il piano per andare a cercare aiuto nel multiverso. Dopo che Melira dimostrò di poter curare coloro che erano stati infettati dall'olio, guarì tutti coloro che erano al campo, rimuovendo anche la corruzione dai tre planeswalker. Ezuri per guadagnare più influenza, riunì un consiglio, invitando Melira a restare con loro mentre sottilmente diceva al trio di andarsene. L'elfa rispose che sarebbe andata con i suoi compagni al nucleo di Mirrodin in cerca di Karn. Mentre stavano per partire però, il campo venne attaccato dai phyrexiani di Tezzeret e il gruppo riuscì ad evitare la battaglia, seguendo una guida di cui solo Elspeth si fidava. Dopo molte stanze e strane caverne, il gruppo incontrò due angeli corrotti da phyrexia che Elspeth uccise velocemente. Durante la battaglia, Koth si infuriò per la loro indifferenza verso la guerra che si svolgeva in superficie. Il vulshok prese Melira e se ne andò.

Dopo che Elspeth e Venser vennero catturati dai phyrexiani, Koth e Melira ricomparvero, e riuscendo a salvarli. I phyrexiani però si accorsero della fuga dei prigionieri e iniziarono l'inseguimento. Nonostante gli stratagemmi di Venser per bloccarli, guadagnare tempo e riuscire a fuggire, sotto la guida di Glissa i phyrexiani riuscirono a trovarli e mentre l'elfa li schernì, comparve Tezzeret insieme alle sue forze, dando battaglia a Glissa. Il gruppo fuggì verso la sala del trono e lì incontrarono Karn. Melira gli purificò il corpo ma disse che non poteva purificargli il cuore, poichè era completamente corrotto. Fu allora che Venser compì l'estremo sacrificio, consapevole infatti che la sua malattia lo avrebbe presto ucciso, con le ultime energie teletrasportò il suo cuore nel corpo di Karn. Koth vide il corpo dell'inventore cadere mentre il golem finalmente libero si alzò triste per la perdita del suo amico ma pronto a combattere. Dopo la distruzione dei phyrexiani all'interno della sala, il gruppo tornò in superficie per preparare la resistenza.

La bomba di manaModifica

Dopo che Karn li lasciò per andare a controllare altri piani che erano stati infettati dall'olio, ci fu una possibilità per la resistenza: i pretori litigavano tra loro per la supremazia, anche se tutti e cinque disprezzavano Tezzeret. Gli informatori scoprirono che Elesh Norn aveva conquistato i domini di Urabrask e Sheoldred, così i mirran concentrarono le loro energie per distruggere la leader della fazione bianca, ma per ogni vita che salvavano ne perdevano cento. La vita su Nuova Phyrexia era diventata una malattia al di là della comprensione, eppure la resistenza continuò a combattere fino al giorno della loro sconfitta. Koth e Elspeth vennero separati da Melira e i suoi custodi. Elspeth non sapeva se fossero stati catturati, Koth li cercò ma non riuscì a trovare alcuna traccia di loro. Trovò però una bomba di mana nella nuova sala del trono. I mirran la modificarono utilizzando gli appunti di Venser, aumentandone la potenza distruttiva.

I due planeswalker continuarono a combattere e scoprirono che i pretori si sarebbero radunati nella sala del trono per scegliere un nuovo padre delle macchine, era la loro ultima possibilità per danneggiare seriamente Nuova Phyrexia. Elspeth non potè fare a meno di chiedersi se ci fosse ancora qualcosa da salvare e Koth le rispose che anche se non poteva esserci vittoria avrebbe continuato a combattere per sempre. I due decisero di usare la bomba per far esplodere la sala del trono.

Riuscirono a entrare durante la notte, ma vennero scoperti. Sigillarono la porta, ma sapevano che era solo questione di tempo prima che i phyrexiani riuscissero a entrare. Koth si voltò verso Elspeth e le disse di andarsene, ma lei replicò che il suo posto era lì a combattere con lui. Il geomante ripetè le sue parole e lei gli disse che non c'era più una casa in cui tornare. Lui rispose che poteva trovare un luogo per riposare o un altro campo di battaglia, ma non lì, Mirrodin era perso per sempre. Poi, usò la sua magia su di lei bloccandole le gambe e dandole una scelta: fuggire o morire. Creò un muro per proteggerla, poi proseguì nella sua missione. Alcuni minuti dopo, usò la bomba di mana.

Mantenere viva la speranzaModifica

Koth riuscì a sopravvivere alla bomba di mana e a fuggire facendo credere a Elesh Norn di essere morto nell'esplosione. Un giorno dovrà affrontare la scelta se abbandonare il suo mondo ormai corrotto o morire, ma per il momento tiene viva la speranza che i restanti brandelli di resistenza mirran possano avere la meglio sui phyrexiani.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica


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