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Personaggio
God-Eternal KefnetART1
Nome Kefnet
Originario di Amonkhet
Lifetime Data sconosciuta
Razza Dio
Titolo
  • Dio della conoscenza
  • Il Ponderante
  • Dio Eterno
Stato Deceduto


Kefnet era il dio della conoscenza, una delle otto divinità di Amonkhet. Dopo la sua morte venne trasformato per ordine di Nicol Bolas in uno degli Eterni e usato come arma durante la Guerra della Scintilla.

Contro Nicol BolasModifica

Insieme alle altre divinità, Kefnet vide il drago volteggiare all’esterno della protezione dell’Hekma. Salì nelle posizioni più alte e si preparò alla battaglia: le divinità erano determinate a non fallire, nessun mostro avrebbe potuto sconfiggere tutti e otto gli dei di Amonkhet; non quando Naktamun era tutto ciò che rimaneva. Vide Oketra scagliare una freccia, che attraversò la barriera senza difficoltà e colpì al fianco il drago che però si mise a ridere, per poi scendere verso la scintillante cupola dell’Hekma e valutarne la resistenza con un artiglio. Un’altra freccia venne lanciata, ma si divise e si dissolse in aria prima di colpire il drago. Le divinità rimasero sbalordite: Il drago possedeva un potere tale da sfidare le leggi della natura. Hazoret sollevò la sua lancia e invitò le divinità ad attaccare. Custode dell’Hekma, Kefnet si sforzò di mantenere intatta la barriera, ma il drago fece un movimento con il capo e frantumò la mente del dio che cadde a picco a terra, accasciandosi immobile.

Dopo che il drago vinse, prese tre divinità per sé e le ripose lontano, poi corruppe e manipolò le leyline che attraversavano le rimanenti divinità, tra cui Kefnet, costringendole a dimenticare le loro origini, legando la loro esistenza a lui e obbligandole a cancellare ogni altro ricordo.

Il PonderanteModifica

Dotato del volto e delle maestose ali di un ibis, Kefnet rappresenta l’intelletto e la magia mentale. Presiede all’Ordalia della Conoscenza e giudica i prescelti in base alla loro prontezza di riflessi. È convinto che la conoscenza sia una forma di potere e le sue armi più affilate sono acume e padronanza della magia.

Il demiurgoModifica

Dopo che Nissa superò le illusioni dell'Ordalia della Conoscenza, Kefnet apparve e le chiese chi fosse. Pensieri e ricordi affiorarono nella mente dell'elfa e il dio disse che comprendeva: lei pensava che andando lì avrebbe ottenuto delle rispose. Il tocco di Kefnet sulla mente di Nissa si fece più intenso e disse che aveva una risposta per lei: la conoscenza non era un dono, doveva essere meritata e solo i degni la potevano avere. La dissoluzione era il suo gesto gentile nei suoi confronti: meglio il nulla dell’ignoranza. Fortunatamente per lei, Nissa si rese conto che Kefnet era composto da leyline e riuscì a lanciare una magia con cui lasciò qualcosa di sé dentro il filamento di mana all’insieme della divinità, riuscendo a convincerlo a non volerla più distruggere. Kefnet parlò nuovamente e le disse che aveva superato la sua ordalia e poteva andare, poi volò verso altre destinazioni.

La sentenzaModifica

Insieme alle altre divinità, Kefnet assistette alla sfida finale dell'Ordalia dello Zelo nel Monumento dello Zelo. Quando il Conto delle Ere iniziò, l'ordalia si concluse e il dio andò via.

L'Era della GloriaModifica

Kefnet si unì a suo fratello e alle sue sorelle sull'argine del Luxa. L'era della rivelazione era giunta ed era trascorsa, ma nessuna risposta era stata fornita e il Dio Faraone non era ancora giunto. Hazoret disse alle altre divinità di guardare il Luxa la cui acqua era stata trasformata in sangue dalla magia del demone uscito dai Cancelli dell'Aldilà. Kefnet vide il sangue filtrare all’interno delle fondamenta di pietra della Necropoli, tre enormi sarcofagi si aprirono e tre figure si risvegliarono dal loro riposo. Erano più alte delle divinità e i loro corpi umanoidi terminavano con teste mostruose dalla forma di insetti: uno scorpione, una locusta e uno scarabeo. Ascoltò Rhonas chiedere allo Scorpione Divino perchè si fossero destati durante l'era della gloria, l'altro non rispose ed egli decise che non l'avrebbe fatto passare. Kefnet osservò i due mentre si affrontavano e vide lo Scorpione Divino uccidere Rhonas.

Urlò per la morte di Rhonas, tuttavia prima che la sua vita si spegnesse completamente suo fratello urlò: "morte al Dio Faraone, intruso e distruttore!"; osservò il bastone di Rhonas trasformarsi in un mostruoso serpente vivente che attaccò lo Scorpione Divino. Le quattro divinità osservarono sbalordite e immobili, le grida di paura e di panico crebbero mentre i mortali fuggivano lontano dai Cancelli. Oketra disse che le Ere erano fallite e che dovevano proteggere i mortali. Le sue parole risvegliarono gli altri. Un ronzio crescente riportò l'attenzione di Kefnet oltre i Cancelli: la Locusta Divina inviò uno sciame di locuste che divorò l’Hekma. Il dio della conoscenza chiese cosa stesse facendo e Oketra rispose che l'era della promessa aveva avuto inizio. Vide lo Scorpione Divino alzarsi e gettare a terra in due parti il bastone di Rhonas, per poi incamminarsi verso di loro seguito dalle altre due divinità. Insieme oltrepassarono la soglia dei Cancelli ed entrarono nella città di Naktamun. Kefnet si preparò a combattere.

L'Era della PromessaModifica

Separatosi dalle altre divinità, Kefnet tentò di riparare l'Hekma, ma venne attaccato da sciami di locuste che lo ostacolarono. Si riunì a Oketra dopo la caduta della barriera e venne raggiunto da Hapatra, Samut e Djeru. Dopo che sua sorella li congedò, Kefnet si alzò in volo: lo Scorpione Divino si trovava dinnanzi a loro. Kefnet si voltò verso Oketra e, vedendo la sua paura, lei gli disse di mettere da parte il suo terrore, di affrontare quella bestia e brandire le sue armi in quella battaglia. Kefnet sollevò la testa e con una flessione delle spalle si sollevò alto fino a trovarsi accanto allo Scorpione. Oketra incoccò la freccia. L'altra divinità roteò la testa e osservò entrambi. I tre dei rimasero immobili studiadosi a vicenda, poi iniziarono la loro battaglia. Kefnet planò sullo Scorpione Divino, avvicinandosi e allontanandosi mentre lanciava una magia dopo l’altra, mascherando i suoi attacchi con una serie di illusioni di imponenti uccelli e draghi ognuno con l’obiettivo di attirare l’attenzione dello Scorpione per poterlo attaccare quando meno se lo sarebbe aspettato, evitando per un pelo il pungiglione. Oketra scagliò una serie di frecce, ma, in qualche modo, lo Scorpione Divino utilizzò il suo spesso carapace per intercettare ogni proiettile e la bianca energia di Oketra si dissipava contro i suoi scudi. Kefnet smise presto di tentare di distrarre l’avversario con le illusioni, in quanto lo Scorpione Divino sembrava non compiere alcun passo falso nei suoi attacchi. Fu costretto a sollevarsi per evitare gli attacchi e lo Scorpione spostò immediatamente la sua attenzione su Oketra, avvicinandosi a lei con terrificante rapidità. Oketra fu costretta a tirarsi indietro furiosamente, con passi che scossero il terreno, mentre Kefnet fu obbligato a riavvicinarsi per distrarre il nemico dalla sorella. Lo Scorpione Divino era efficiente e letale, ma Kefnet e Oketra si muovevano in armonia tra loro, con raffiche di attacchi e contrattacchi al momento giusto per scoprire un fianco dello Scorpione o individuare un punto debole nella sua armatura. Lo scontro proseguì: Kefnet finse di essere stato colpito a un'ala e iniziò a muoversi in modo irregolare, lo Scorpione scattò per ucciderlo, ma il suo attacco venne arrestato dalla freccia di luce bianca di Oketra che esplose sulla testa della divinità.

Lo Scorpione cadde a terra e si sbriciolò, abbandonato da qualsiasi forza lo stesse animando. Kefnet e Oketra sorrisero, ma la loro vittoria fu breve: i pezzi dello Scorpione si sollevarono da terra e, in pochi istanti, ridiedero forma alla divinità che era appena stata uccisa. Lo Scorpione si rialzò, intatto, e riuscì a colpire Kefnet col suo pungiglione sulla fronte. La ferita non fu né profonda né ampia, ma Kefnet morì ancor prima di toccare il suolo.

La Guerra della ScintillaModifica

Dopo la sua morte, Kefnet venne trasformato per ordine di Nicol Bolas in uno degli Eterni. Durante la Guerra della Scintilla, il dio non morto attraversò il portale che lo portò su Ravnica insieme a Bontu, Rhonas e Oketra. I Quattro distrussero rapidamente Vitu-Ghazi, facendolo a pezzi.

Durante la guerra, Kefnet apparve di fronte a Tamiyo, ma l'altra riuscì ad allontanarsi da lui. Successivamente venne colpito da un fulmine di Ral Zarek che gli fece esplodere un braccio. Venne attirato dal rituale eseguito da Nissa Revane e i rappresentati di ogni gilda presso le rovine del Seggio del Patto delle Gilde. Approfittò del fatto che fossero in trance per attaccarli, ma venne fermato da Teyo Verada che riuscì a creare un possente scudo che lo rallentò abbastanza da permettere agli altri di completare il rituale e far tornare in vita Niv-Mizzet come nuovo patto delle gilde vivente. Kefnet venne completamente incenerito dal nuovo potere di Niv-Mizzet.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

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