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Kaya è una planeswalker che usa il mana bianco e nero.

Spavalda duellante sicura di sè, Kaya è in grado di rendersi parzialmente incorporea, il che le consente di passare attraverso gli ostacoli solidi e interagire con gli spettri e il mondo degli spiriti. Manipolata da Nicol Bolas, uccise gli Obzedat diventando la nuova capogilda degli Orzhov. Dopo la fine della Guerra della Scintilla entrò a far parte dei Guardiani. Successivamente trasferì i contratti dei debiti della gilda a Tomik Vrona rendendolo il nuovo capogilda.

Primi anniModifica

Kaya è nata su Tolvada in un villaggio con meno di cento abitanti. Discende da una famiglia nobile, ma lei e i suoi parenti non hanno mai tenuto delle cerimonie. Le sue relazioni familiari sono complicate.

Il cielo del suo mondo d'origine è coperto da fratture scintillanti, come un arcobaleno a zigzag, e il mondo diventa un po' più folle ogni anno che passa, facendo impazzire sempre più abitanti.

Dopo essere diventata una planeswalker, Kaya si mise alla ricerca di un modo per salvare il suo mondo.

Assassina di fantasmiModifica

Kaya è fermamente convinta che la vita sia dominio esclusivo dei vivi, che devono cercare di sfruttarla al meglio e perseguire i propri obiettivi finchè ne hanno il tempo, trovando la pace interiore prima della morte. Chi muore lasciando le sue faccende in sospeso, molto probabilmente è causa del suo male, e se non lo è, Kaya potrebbe dare una mano: in fondo tutto ha un prezzo.

Riposo EternoModifica

Seduta al Nido di vespe, Kaya teneva lo sguardo sulla sua tazza di tè, ma in realtà osservava la porta con la coda dell'occhio per individuare l'uomo che stava aspettando: un rispettabile nobile. Kaya aveva lanciato al barista una moneta per pagare la bevanda che non avrebbe bevuto e un'altra per non essere disturbata. Il suo potenziale datore di lavoro era in ritardo di qualche minuto, ma lei rimase al suo tavolo ad aspettare. Mentre valutava se spendere un'altra moneta per acquistare il silenzio del suonatore del locale, il suo contatto arrivò. Il soldato si avvicinò e le chiese se fosse la cacciatrice, Kaya rispose che lui non era il suo cliente e l'altro disse che il suo padrone era pronto ad incontrarla, ma al piano di sopra. Kaya pensò che ovviamente il nobile non si sarebbe mai fatto vedere in un posto come quello e che probabilmente era entrato dall'ingresso posteriore. Sorrise e disse di farle strada. Salirono le scale, Kaya entrò in una stanza dove vi era uno scrittoio al posto del letto e suduto dietro ad esso si trovava il suo cliente: Emilio Revari, terzo discendente di una nobile casata di media influenza. Lui le disse di sedersi e le chiese il suo nome, Kaya si presentò ma non aggiunse nessun titolo: anche lei era di origini nobili, nonostante non avesse mai avuto un buon rapporto con la sua famiglia. Fin da quando aveva lasciato il suo piano di origine, non aveva avuto motivo di rendere nota la sua stirpe; lei ne era a conoscenza ed era tutto ciò che contava. Prima che Revari parlasse, Kaya chiese in base a cosa ritenesse che lei potesse essere di aiuto. Alcuni potenziali datori di lavoro avevano frainteso la sua attività cercando di assoldarla per furti, spionaggio o semplici assassini; non si era mai posta alcuno scrupolo ad andarsene o nel saltare direttamente alla parte della conversazione in cui avrebbe deciso se svolgere il compito richiesto. Revari rispose che dopo la morte di sua madre aveva ereditato i suoi possedimenti: un maniero. Spiegò che aveva pazientato per l'appropriato periodo del lutto e poi aveva inviato i suoi lavoratori per ristrutturare la dimora per poi stabilirsi lì. Kaya disse che aveva sentito che i suoi lavori di ristrutturazione stavano durando più del previsto e il nobile disse che all'inizio si trattava di piccole cose: attrezzi che sparivano e riparazioni che venivano disfatte, ma poi la situazione era peggiorata e non c'erano stati più dubbi che la casa fosse infestata; concluse che voleva che il fantasma se ne andasse dalla sua dimora e gli avevano detto che lei si occupava di queste cose. Kaya confermò e aggiunse che non era una semplice sterminatrice, i fantasmi non erano esseri infestanti. Era necessario che conoscesse i retroscena del caso, in modo da prevedere le azioni dello spirito. Lui rispose che credeva che il fantasma fosse di sua madre, Kaya chiese spiegazioni e l'altro spiegò che era rimasta avvinghiata a quella casa per decenni, avrebbe potuto lasciargliela in qualsiasi momento e lui si sarebbe assicurato che qualcuno si prendesse cura di lei, ma sua madre non voleva lasciarla e lui aveva atteso pazientemente. Ora che era morta e il periodo del lutto era terminato voleva entrare nella sua dimora. Kaya disse che accettava il lavoro e chiese se gli avesse portato la planimetria dell'edificio. Revari annuì, ma prima di consegnargliela chiese incuriosito a cosa le servisse. Ridendo Kaya disse che se non si fidava, lei poteva trovare un altro cliente mentre lui qualcun altro con le sue capacità di cacciatrice di fantasmi. L'altro replicò che non sarebbe stato necessario e le consegnò sia il documento originale che quello con le modifiche. Kaya chiese se lo spirito sembrasse favorire una parte specifica della casa e Revari rispose che era stata avvistata in gran parte del maniero però aveva sentito voci riguardanti l'ala est del secondo piano. Immaginava potesse trattarsi del luogo dove era morta. Lei chiese se avesse visto personalmente il fantasma, ma lui negò, quando aveva avuto la certezza che la casa fosse infestata non vi aveva più messo piede dal momento che lo spirito di sua madre doveva considerarlo un intruso e quindi non avrebbe avuto buone intenzioni nei suoi confronti. Kaya disse che se ne sarebbe occupata domani notte e poi chiese del metodo di pagamento che gli aveva accennato nella sua lettera: metà in anticipo e il resto alla fine del lavoro. Con un'evidente repulsione Revari afferrò una sacca da sotto lo scrittoio e disse che quella cifra non era un furto, ma un'estorsione. Kaya prese il denaro e con un ampio sorriso disse al nobile che si diceva "esorcismo", si alzò e si inchinò al nobile con un movimento esagerato, poi andò via.

La sera successiva, dopo che ebbe studiato le due planimetrie, Kaya si preparò, infilò i suoi due stiletti nei foderi degli avambracci, prese della cera, uscì dalla sua stanza e scese le scale. Venne chiamata dalla locandiera che le consegnò una lettera per lei, la giovane inarcò un sopracciglio, l'elenco delle persone che sapevano come contattarla era breve. Aprì la busta e vide che non si trattava esattamente di una lettera, non vi era infatti scritta nessuna parola, ma solo un simbolo: una rosa nera. il cuore di Kaya si mise a battere più forte mentre pensava che finalmente era giunto il momento per il grande lavoro, quello per cui si stava preparando da un anno; sapeva da chi sarebbe giunta la sua successiva grande ricompensa a patto che fosse riuscita nel suo compito. Ringraziò la barista con una moneta di rame e uscì per occuparsi della madre di Revari. Kaya arrivò al maniero nel momento in cui il crepuscolo lasciava il posto alla piena oscurità, entrò e si mise la cera nelle orecchie. La giovane diede un colpo in aria con una mano e tre fuochi fatui si accesero nelle sue dita, in realtà erano solo delle luci, ma si aggiravano intorno a lei come se avessero una volontà propria. Kaya entrò nella sala di accoglienza degli ospiti, i suoi passi smorzati riecheggiavano in quell'immobilità, con cautela si incamminò nell'edificio, qualsiasi cosa il fantasma stesse proteggendo nell'ala est, il modo migliore per scoprirlo era minacciare quell'area direttamente. Dopo un po', Kaya disse al fantasma che sapeva che si trovava lì. Un vento gelido investì il corridoio, accompagnato da un lamento che sembrò provenire contemporaneamente da più direzioni. La giovane la prese in giro e una figura spettrale apparve quasi in fondo al corridoio, urlò contro di lei con un grido penetrante che la investì come se fosse un attacco fisico, le porte sbatacchiarono e, da qualche parte, un vetro andò in frantumi. Kaya sussultò ma non subì danni grazie alla cera che aveva messo nelle orecchie, afferrò i suoi stiletti e li spinse oltre il livello fisico, nel reame dei defunti; iniziarono a brillare di un colore bianco-violaceo e divennero gelidi nelle sue mani. Il fantasma urlò di nuovo e la caricò. Kaya attese finchè lo spirito non fosse quasi a contatto, poi scattò verso destra e cominciò: la sua luce spettrale e i brividi della morte si diffusero in tutto il suo corpo, passò nel reame dei defunti e attraversò la parete. La giovane si ritrovò nel passaggio dei servitori e ritornò nel mondo dei vivi, poi si immerse di nuovo attraverso la parete e tornò nella sala principale dove il fantasma confuso era volato oltre la sua posizione. Kaya illuminò uno dei suoi stiletti e le bloccò lo scialle a una parete, l'altra cercò di colpirla e con sua grande sorpresa, la giovane bloccò l'attacco con l'altro stiletto trafiggendo il palmo dello spirito. Quella era la parte divertente: osservare un fantasma immortale e senza sostanza comprendere che si era messo contro qualcuno in grado di contrattaccare. La figura spettrale si divincolò da lei, ululando e ringhiando. Strappò lo scialle per liberarsi; scie di fumo scintillanti colavano dalla sua mano, poi svanì, salendo attraverso il soffitto del corridoio. Kaya era in grado di compiere molte azioni dei fantasmi, ma non quella. Si voltò e corse verso la porta da cui il fantasma era apparso inizialmente. La figura spettrale emerse dal pavimento di fronte alla giovane e dopo diversi scontri, con un solo stiletto rimastole, Kaya raggiunse la stanza di fronte alla quale era apparso il fantasma. Entrò e vide che si trattava di una specie di sala da tè, ma completamente sfasciata: mobili in frantumi ovunque, vetri rotti e frammenti di porcellana sul pavimento e in un angolo una pila di detriti. Kaya si mise in posizione di combattimento pronta a colpire, con la sua arma dal bagliore spettrale. Cosciente di poter essere ferita, lo spirito cambiò direzione e si preparò ad attaccarla. Kaya le chiese di aspettare, ma l'altra urlò e si lanciò contro la giovane. La planeswalker sollevò una mano e disse che la capiva. Lo spirito si fermò. Tenendo lo sguardo sulla donna spettrale, Kaya spostò di lato i detriti, infilò lo stiletto tra due assi lacerate del pavimento, fece leva e le sollevò: in quello spazio trovò il cadavere della donna anziana. A quelle vista, il fantasma ululò, ma per dolore e non per rabbia. Kaya diede un'occhiata agli oggetti ridotti a brandelli che lo spirito aveva messo da parte e comprese.

Il giorno dopo Kaya attese nell'ingresso perfettamente illuminato della dimora modesta, ma non infestata di Revari. Era quasi mezzanotte, ma le era stato permesso di entrare e, nonostante l'ora tarda, il nobile venne a riceverla di persona e con gli occhi che brillavano di avarizia. Le chiese se avesse terminato il suo lavoro e lei replicò che dopo quella notte sua madre avrebbe potuto riposare in pace. Revari disse che voleva vedere la casa e di accompagnarlo, Kaya acconsentì, ma chiese di portare con lui il resto della sua ricompensa dal momento che non voleva tornare lì. Viaggiarono in carrozza e il nobile le chiese se rimanevano dei resti quando uccideva gli spiriti e la giovane rispose che ogni fantasma era diverso, ma che nel suo caso si. Lui disse di volerli vedere e chiese se doveva seppellirla. Lei rispose che dipendeva dal nobile e dalla sua religione. Kaya pensò che ciò che faceva era considerato blasfemia da alcuni, una modifica inopportuna dell'ordine naturale della vita dopo la morte; ma altre credenze consideravano l'esistenza dei fantasmi come modifica inopportuna dell'ordine naturale e Kaya la persona che lo ripristinava: era stata coperta di benedizioni in alcuni luoghi ed era fuggita da altri, tutto per aver compiuto le stesse azioni: qualsiasi fosse il destino finale dei defunti su un determinato mondo, Kaya era dell'opinione che non venisse compiuto semplicemente  rimanendo ancorati al mondo ed essendo una scocciatura per i vivi. Arrivarono al maniero e la guardia del corpo, il cocchiere e la borsa del denaro rimasero in carrozza, mentre Revari seguì Kaya verso la porta con una lanterna. Kaya disse che il suo suggerimento era stato molto utile e che era sicura che volesse esaminare l'ala est e lo portò dove aveva trovato il cadavere dell'anziana donna. Entrarono e, mentre lui esaminava la stanza, lei chiuse la porta. Quando il nobile vide le assi che la giovane aveva rimosso, si voltò di scatto e chiese spiegazioni. Con voce calma Kaya disse che sapeva ciò che aveva fatto, lui replicò con rabbia chiedendo cosa voleva estorcergli, ma Kaya rispose che non voleva nulla da uno sterminatore della propria stirpe e che era "lei" ciò di cui doveva preoccuparsi. Il fantasma della madre di Revari apparve, addolorata ed eterna dietro suo figlio, che si voltò e urlò mentre Kaya si coprì le orecchie. Il nobile implorò il suo aiuto e disse che l'aveva pagata per quell'incarico e di fare il suo lavoro, ma Kaya replicò che era inadempiente e che avrebbe riferito ai suoi tirapiedi che potevano tenersi l'altra metà, poi lasciò i due ai loro tristi e patetici affari e uscì dal maniero dirigendosi verso la notte.

TiranniModifica

Entrata nel castello di Brago, Kaya aspettò il momento giusto e poi agì: usando la sua abilità tenne stretta con le sue braccia le spalle del re, poi prese uno dei suoi stiletti e lo conficcò nel collo di Brago premendo più a fondo che potè. Il suo sguardo incrociò quello del capitano della guardia, che era accorsa in difesa del suo re e l'attaccò, ma Kaya si limitò a far diventare il suo corpo di un viola traslucido e non subì alcun danno. Alla fine l'assassina di fantasmi completò la sua missione e lasciò andare Brago, che dopo pochi secondi dalla sua morte svanì, lasciando a terra la sua armatura, la sua spada e la sua corona, tornati nuovamente oggetti del mondo dei vivi. Kaya osservò la sua avversaria con uno sguardo di compiacimento leggermente annoiato mentre lei sguainava la spada di Brago e l'attaccò nuovamente. La planeswalker schivò facilmente i suoi attacchi e poi la colpì con una gomitata al volto, sorrise e disse che era stata pagata per mettere a segno un solo colpo e non si trovava lì per ucciderla, ma l'altra replicò di combattere e la chiamò codarda. Alle sue parole Kaya rispose con un sorriso divertito e le fece un giocoso occhiolino. Il capitano della guardia replicò sputandole nell'occhio. In un attimo, il volto dell'assassina di fantasmi scintillò e divenne trasparente, lasciò passare la saliva che andò a finire sulla parete dietro di lei. Kaya le disse che si era impegnata molto per difendere un'armatura vuota, l'altra rispose che quell'uomo era il loro re e l'assassina replicò che era un guscio vuoto da molto prima che lei affondasse il suo pugnale in lui, e ancora prima era un tiranno. Concluse dicendo che quando un tiranno moriva, la possibilità di libertà riviveva. Il capitano non replicò. Kaya fece un inchino, mantenendo un divertito contatto visivo, disse che era stato un piacere fare affari con lei, poi penetrò nel pavimento e scese emettendo un rapido colore violaceo. Raggiunse le stalle e andò via.

Prima della Guerra della ScintillaModifica

Usurpatrice OrzhovModifica

Assunta da Nicol Bolas che le promise di aiutarla a guarire il cielo di Tolvada, Kaya accettò di aiutare Teysa Karlov a prendere il controllo degli Orzhov e a uccidere l'Obzedat.

Entrando furtivamente a Orzhova, Kaya raggiuse Teysa, che era stata imprigionata dal Concilio Fantasma, dopo aver tentanto di prendere il loro posto, e insieme a lei c'era Tomik Vrona. Le due parlarono e Teysa rifiutò di andare con lei: l'Obzedat doveva essere ucciso senza il suo evidente coinvolgimento. Successivamente, le due si incontrarono nuovamente su richiesta di Tomik che le informò che aveva sentito che Ral Zarek stava invitando tutte le gilde a unirsi in un vertice organizzato da Isperia per discutere di una minaccia per tutta Ravnica, rappresentata da Nicol Bolas. Spiegò che l'Obzedat aveva rifiutato di partecipare. Propose di chiedere aiuto a Ral per ottenere la distrazione di cui avevano bisogno e in cambio del favore gli Orzhov avrebbero partecipato al vertice. Dubbiosa, Teysa fece qualche domanda, Kaya intuì che Tomik e Ral erano amanti e l'altro confermò.

Successivamente, Kaya si incontrò con Ral, Hekara e Vraska. Dopo le presentazioni parlarono dello scopo della loro missione: aiutare Teysa che era favorevole a diventare capogilda. Kaya spiegò che le catacombe erano ben difese anche per una come lei che poteva attraversare le pareti. Ral propose un diversivo e Vraska concordò, ma spiegò che le serviva un giorno per organizarsi. Il gruppo si separò. Il giorno seguente, grazie ai suoi alleati e alle truppe non morte Golgari che le liberarono la strada, Kaya riuscì a raggiungere e uccidere l'Obzedat, ma subito dopo perse conoscenza.

Capogilda degli OrzhovModifica

Kaya si svegliò dolorante in una lussuosa stanza di Orzhova, confusa dal sentirsi chiamare capogilda. Venne raggiunta da Teysa, nuovamente libera grazie a lei, e chiese spiegazioni. L'altra le disse che uccidendo il Concilio Fantasma aveva assorbìto i contratti dei debitori degli Obzedat e di conseguenza gli Orzhov non avevano avuto altra scelta se non riconoscerla come nuova capogilda. L'avvertì che alcuni ufficiali avevano proposto di ucciderla nel sonno anche se non sapevano se il trasferimento dei contratti avrebbe funzionato allo stesso modo con una persona vivente così come con un fantasma, ma lei li aveva convinti a non farlo. Kaya la ringraziò e Teya spiegò che non le sembrava il modo giusto per ripagarla del suo aiuo e inoltre non aveva intenzione di rischiare il futuro della sua gilda. I loro maghi della legge stavano lavorando per capire come trasferire i contratti senza infrangerli. Kaya replicò che non poteva restare lì e che anche lei aveva dei debiti da riscuotere. Teysa disse che non poteva fare uno dei suoi viaggi tra piani perchè le conseguenze sarebbero state catestrofiche sia per lei che per gli Orzhov: i contratti si sarebbero attivati e risolti tutti in una volta sola e la loro forza combinata poteva ucciderla o peggio. Con riluttanza, Kaya accettò di restare. Teysa promise che l'avrebbe aiutata, ma l'avvertì che da quel momento lei doveva comportarsi da capogilda o le voci di coloro che volevano la sua morte sarebbero diventate più forti.

Rimasta sola ricevette la visita di un servitore Orzhov controllato da Bolas che si congratulò con lei per essere diventata la nuova capogilda Orzhov e Kaya lo accusò di sapere che sarebbe rimasta bloccata su quel piano in seguito allo sterminio del Concilio Fantasma. Bolas le offrì il suo aiuto, ma in cambio lei avrebbe continuato a lavorare per lui. Kaya chiese cosa volesse da lei e l'altro rispose che voleva che partecipasse come rappresentante degli Orzhov al vertice.

Seduta su un trono imponente ma scomodo, Kaya ascoltava il discorso dell'alto sacerdote che spiegava l’importanza del pagamento da parte dei debitori per il mantenimento di una società civile. Prima del giuramento di fedeltà da parte degli ufficiali, senza farsi sentire, Kaya disse a Teysa che aveva bisogno di fare una pausa e l'altra l'accontentò. Salì le scale da sola prima che qualcuno le proponesse una scorta e, una volta in tranquilla solitudine, si disse che Bolas l'aveva incastrata, ma forse era anche l'unico a poterla aiutare a uscire da quella situazione. La sua solitudine durò poco: venne raggiunta da un uomo anziano che le chiese il perdono del suo debito. Kaya replicò che se non voleva avere un debito non avrebbe dovuto chiedere in prestito dei soldi e l'altro spiegò che l'aveva fatto per pagare le spese del medico di sua moglie che però era ugualmente morta. Ora anche lui era vicino alla fine, ma non voleva che il suo debito venisse passato ai suoi figli. Inizialmente Kaya esitò, ma poi decise di perdonarlo.

Vertice delle GildeModifica

Insieme a Teysa, Kaya partecitò al Vertice delle Gilde. Dal momento che molti dei presenti sottovalutavano Bolas la planeswalker avvertì gli altri che aveva avuto a che fare con diverse persone che si erano messe sulla strada del drago antico, e tutti loro se ne erano pentiti. Dopo l'arrivo di Niv-Mizzet, Isperia informò gli altri presenti sulla proposta del Mentefiamma: modificare il patto con l'accordo di tutte le gilde per donargli il potere necessario per sconfiggere Bolas. Dal momento che molti diffidavano ed erano rimasti perplessi, il vertice venne aggiornato. Tuttavia, dopo che Vraska pietrificò Isperia uccidendola, tutte le speranze di cooperazione andarono in frantumi. Ral propose di aspettare ma Kaya replicò che dovevano andarsene finché era sicuro, dal momento che Vraska li aveva traditi, non potevano sapere cos’altro avesse in serbo per loro la gorgone. Toccò leggermente Teysa su una spalla, l'altra annuì, dopodiché le due se ne andarono.

Dopo il VerticeModifica

Kaya si recò a Nivix per partecipare a una riunione strategica. Ascoltò Ral spiegare il suo nuovo piano: alterare temporaneamente il labirinto implicito per realizzare l'obiettivo di Niv-Mizzet senza bisogno dell'accordo di tutte le gilde. Per realizzare il loro obiettivo dovevano conquistare i nodi di energia che si trovavano nella Zona di Macerie e nella Città Sepolta. Ral le disse che sperava di poter contare sugli Orzhov come supporto nella battaglia nel sottosuolo. Kaya rispose che avrebbe avuto tutto ciò che gli serviva e aggiunse che anche lei avrebbe partecipato alla battaglia. Il sacerdote venuto con lei iniziò ad obiettare sulla sua sicurezza, ma Kaya lo interruppe e disse che aveva un debito con Ral e che lei pagava sempre i propri debiti.

Perdonare i debitiModifica

Durante i preparativi delle forze militari per la battaglia contro i Golgari, Kaya venne interrotta da Teysa, che cercò di convincerla a non partecipare alla battaglia: se fosse morta sarebbe stata una catastrofe per gli Orzhov. La planeswalker rispose che era piuttosto brava a sopravvivere. L'altra insistette, ma alla fine capì che non sarebbe riuscita a farle cambiare idea e le disse di andare a riposarsi: avrebbe gestito lei i rapporti delle loro truppe.

Kaya raggiunse i suoi alloggi e trovò ad attenderla Olgaia con i suoi due nipoti. Svet le disse che avevano sentito che perdonava i debiti delle persone che glielo chiedevano di persona. Kaya sussultò, dopo il primo aveva perdonato altre persone e adesso le voci stavano iniziando a diffondersi: sapeva che non avrebbe dovuto farlo, ma c’erano così tanti debitori e si chiese perchè non avrebbe dovuto aiutare gli altri se ne aveva la possibilità. Kaya chiese il motivo del debito e l'anziana donna spiegò che si era indebitata da giovane per comprare una collana per attirare l'attenzione di una persona che amava; a causa del suo errore, il suo debito sarebbe passato anche ai suoi due nipotini quando questi sarebbero diventati maggiorenni. Dal momento che sperava che almeno loro potessero avere una vita migliore supplicò di perdonarla. Kaya valutò che la donna aveva passato la sua intera vita a pagare le conseguenze del suo errore e si chiese quanti bambini lavorassero per lei, a pagare per gli errori dei loro nonni. Trovò il filo del debito che la connetteva a quel trio, lo spezzò e disse a Olgaia che era stata perdonata. Rimasta sola Kaya pensò che con un gesto poteva liberare tantissime vite, tutte tranne la sua.

La rabbia di TeysaModifica

Kaya seguì Tomik nell'ufficio di Teysa. Quando arrivò, l'altra le disse che stava controllando i conti della gilda, un dovere che avrebbe dovuto svolgere la guida degli Orzhov. Kaya rispose che sapevano entrambe che lei non sarebbe mai stata in grado di farlo. Con fredezza Teysa disse che ne era consapevole dal momento che aveva accettato di stare lontana dalla politica Orzhov in quanto capogilda, così che se ne occupasse lei, tuttavia i conti non tornavano e ciò significava che aveva perdonato dei debitori senza consultarla. Kaya disse che era consapevole che gli Orzhov potevano permetterselo visto che riusciva a sentire i contratti. Teysa replicò che non era quello il problema: le aveva promesso che non avrebbe interferito con gli affari della gilda e quindi avrebbe dovuto rifiutare le loro rischieste. Kaya chiese se non avesse dovuto aiutare quelle persone per permettere agli Orzhov di continuare a riscattare i debiti dai loro bisnipoti. Teysa disse che ogni contratto stipulato dalla gilda era in accordo con la legge di Ravnica, ed era volontario per entrambe le parti: nessuno era stato costretto a firmare. Kaya rispose che spesso l'alternativa dei loro "clienti" era la morte dei propri cari.

Si fissarono a vicenda per un lungo attimo, fino a quel momento, Kaya non aveva compreso quanto le stesse a cuore la questione. Teysa spiegò che non potevano semplicemente perdonare i loro debitori; anche gli Orzhov avevano degli obblighi e dovevano avere introiti sufficienti per rispettarli: se fossero andati in bancarotta, le conseguenze per Ravnica sarebbero state incalcolabili. Kaya replicò che se la gilda dipendeva dalla schiavitù dei figli per i debiti dei loro padri, allora forse meritava di venire distrutta. Teysa disse che lei stava solo cercando di aiutarla e le consigliò di sedersi sul trono senza fare nulla fino a quando non avessero trovato un modo per liberarla. Kaya rispose che aveva il potere per cambiare in meglio le cose e lo avrebbe usato. Teysa replicò di guardarsi le spalle. Kaya sbottò che era molto brava in quello, poi se ne andò passando attraverso la porta.

Aumento delle tasseModifica

Kaya aumentò le decime sulla popolazione per compensare le perdite economiche causate dal perdonare così tanti debiti, portandoli dal 10% al 40%, sul reddito dei cittadini. Ciò portò rapidamente a delle rivolte, che dovettero essere sedate dalle forze Azorius e per pacificare le masse, la nuova capogilda diminuì le decime portandole al 18%. L'abitudine di Kaya di perdonare i debiti e di aumentare le tasse la rese ancora più impopolare negli Orzhov.

Battaglia a Grek’ospenModifica

Kaya guidò personalmente la sua gilda contro i Golgari, verso Grek’ospen nella Città Sepolta. Camminava spensierata accanto a Ral, mentre avanzava lungo il serpeggiante sentiero nelle caverne. Quando arrivarono a destinazione, un'esploratrice goblin li informò che Vraska stava aspettando da sola nel centro della città per parlare con Ral. Kaya disse che era sicuramente una trappola, ma Ral rispose che poteva essere un'opportunità e che le avrebbe parlato da solo. Kaya fu sul punto di obiettare, ma si limitò ad accigliarsi e ad annuire. Poco dopo, delle esplosioni infuocate iniziarono per tutta Grek'ospen. Mentre gli edifici crollavano, le truppe Golgari apparvero e la battaglia iniziò.

Kaya uccise un troll, si guardò intorno e vide che la battaglia principale stava convergendo all'entrata del tunnel, dove i costrutti Izzet stavano facendo strage dell’orda Golgari, ma c'erano anche altre schermaglie per tutta la città. Kaya vide un fulmine brillare da una roccia sopraelevata in lontananza, la posizione di Ral, quindi decise di dirigersi in quella direzione. Venne chiamata da una sacerdotessa Orzhov che le indicò una via sicura per riunirsi alle forze alleate, tuttavia, Kaya si insospettì dal fatto che l'altra non andasse avanti a farle strada e, appena in tempo, schivò un attacco mortale. La sacerdotessa le disse che lei era una piaga per gli Orzhov e che doveva essere eliminata. Le due si affrontarono e Kaya vinse. Chiese chi tra i suoi compagni di gilda la volesse morta, ma la sacerdotessa si uccise usando la magia.

Il tradimento di TeysaModifica

Dopo la vittoria a Grek’ospen, Kaya tornò a Orzhova dove ricevette le congratulazioni dei sacerdoti e dei loro assistenti, consapevole della rabbia che nascondevano dietro ad ogni falso sorriso. Si ritirò nella sua stanza alla prima occasione, congedando tutti i messaggeri e valutò come agire: era sicura che ci sarebbero stati altri attentati alla sua vita e l'unica soluzione era fuggire, non poteva viaggiare su un altro mondo ma poteva provare a trovare un mago della legge per conto suo o chiedere aiuto a Ral. Mentre rifletteva sentì un rumore vicino alla porta, controllò e trovò un biglietto anonimo che l'avvertita che le famiglie importanti della gilda avevano convinto Teysa a farla arrestare e tenerla prigioniera finché non sarebbero riusciti ad estrarle il debito degli Orzhov; se accettava il suo aiuto per fuggire doveva raggiungere le stalle. Kaya si chiese se potesse fidarsi del suo amico misterioso, ma fu costretta a mettere da parte i suoi dubbi quando una guardia bussò alla porta. Controllò i suoi pugnali nei foderi, prese un profondo respiro e si inabissò nel pavimento arrivando nella stanza sottostante solo per trovarsi circondata da soldati e maghi della gilda. Capì che era opera di Teysa che aveva avuto modo di osservare a lungo le sue capacità. Venne colpita da un vincolo magico che la lasciò illesa ma incapace di usare la sua abilità spettrale. Tuttavia, i suoi nemici dovevano catturarla viva mentre lei, nonostante il senso di colpa, non aveva lo stesso limite. Sconfitti i nemici, continuò a fuggire evitando gli scontri e cercando una via d'uscita, ma tutti i punti erano sotto controllo. Improvvisamente una voce le disse di andare nella sala principale, Kaya lo fece, ottenendo una tregua dai suoi inseguitori ma si ritrovò davanti un uomo controllato mentalmente da Bolas.

La scelta di KayaModifica

Il drago antico le offrì il suo aiuto, ma Kaya rifiutò. Bolas l'avvertì che quando sarebbe arrivato di persona su quel mondo lei sarebbe morta come tutti gli altri, ma Kaya replicò che l'avrebbe fatto combattendo. Bolas le chiese del problema sul suo mondo e la planeswalker rispose che avrebbe trovato un altro modo. Fatta la sua scelta aprì la porta e andò via.

Riuscì a raggiungere le stalle e con sua sorpresa trovò Tomik: sapeva quanto lui fosse fedele a Teysa e chiese perchè la stava aiutando. Tomik spiegò che lei era la sua capogilda e aiutarla era suo dovere, inoltre credeva che la sua ex maestra stesse commettendo un errore e lui voleva proteggerla. La informò che le altre importanti famiglie Orzhov l'avevano pressata con le loro richieste: temevano che lei avrebbe perdonato i debiti su larga scala minacciando le loro richezze. Se Teysa avesse provato a contrastarli l'avrebbero schiacciata perchè il sistema della gilda, prima di ogni cosa, difendeva sé stesso. Tuttavia lui aveva trovato un modo per risolvere la sua situazione. Prima che potesse spiegarsi i due vennero circondati da un centinaio di thrull, ma vennero salvati dall'intervento di Ral e delle sue forze viashino Izzet. Con la situazione sotto controllo, Tomik spiegò a Kaya come risolvere il suo problema, poi andò via insieme al suo amante.

L'erede del Patriarca KarlovModifica

Sei ore dopo la sua fuga, Kaya tornò nella sala principale di Orzhova scortata dalle guardie. Teysa le disse che era accusata di gravi crimini e chiese se era disposta a sottomettersi alla loro autorità. Kaya si rifiutò e venne minacciata da Benitov Gracca. Kaya replicò che lei era l'erede del Patriarca Karlov attraverso tutti i suoi contratti e obblighi e, ribellandosi contro di lei, avevano violato i termini del contratto stesso. Diede una prova del suo potere facendo cadere a terra Gracca senza nemmeno toccarlo. Teysa fece un passo avanti e disse che lei non aveva alcun debito con suo nonno. Kaya confermò e poi ordinò il suo arresto. Aveva promesso a Tomik di trattarla bene e aveva intenzione di rispettare la sua promessa. Rimasta sola con i gerarchi, Kaya costrinse tutti a fare un nuovo accordo per evitare altri tradimenti.

Attivare il FaroModifica

Dopo aver ricevuto il messaggio del tradimento di Dovin Baan, Kaya raggiunse Ral vicino alla Torre del Faro, difesa dalle forze Azorius. Mentre parlavano ai due si unì Hekara, che disse che aveva portato degli amici e, subito dopo, un circo su un carro dei Rakdos arrivò e gli artisti si scontrarono con i soldati. Approfittando della confusione i tre arrivarono davanti alla porta. All'interno Kaya commentò l'assenza di guardie ma, subito dopo, Ral individuò i costrutti di Tezzeret. Dopo averli distrutti, i tre salirono le scale che portavano nella stanza del Faro e incontrarono Vraska e Lavinia.

Battaglia alla Torre del FaroModifica

Vedendo la loro amica insieme alla loro nemica, Ral disse che Lavinia non avrebbe mai lavorato di sua volontà per Bolas e Kaya spiegò che si trattava di un frammento dello spirito emissario di Bolas in grado di controllare mentalmente le persone. Mentre Ral combatteva contro Lavinia, Kaya e Hekara affrontarono Vraska: la planeswalker evitava gli attacchi con la sua abilità, ma non riusciva ad avvicinarsi abbastanza per usare i suoi pugnali, mentre l'emissaria lanciava dardi affilati alla gorgone ogniqualvolta aveva una visuale libera su di lei. Durante quella situazione di stallo, Hekara andò in aiuto di Ral e si mise in mezzo quando Lavinia stava per ucciderlo con la sua spada, salvandolo e morendo al suo posto. Dopo la sua morte, Ral riuscì a rimuovere il dispositivo di Tezzeret dal collo di Lavinia, che perse i sensi mentre la forma spettrale uscì dal suo corpo. Il frammento dello spirito disse telepaticamente che gli bastava solo trovare un altro "ospite" e che lui non poteva fermarlo. Proprio in quel momento, Kaya comparve nella sua forma fantasma e colpì l'emissario con i suoi pugnali, distruggendolo. Iniziò a chiedere di Hekara, ma Ral le gridò di abbassarsi, Kaya alzò i pugnali giusto in tempo per bloccare il fendente di Vraska, ma la gorgone fece roteare la sua sciabola e riuscì a colpirla con l'elsa alla tempia, facendole perdere i sensi.

La Guerra della ScintillaModifica

Kaya aiutò Ral ad attivare il Faro Interplanare in modo da attirare altri planeswalkers e ottenere aiuto per la battaglia contro Nicol Bolas su Ravnica. Tuttavia, ciò faceva parte dei piani di Bolas, che attivò il Sole Immortale e intrappolò i planeswalker riuniti su Ravnica, compresa Kaya. Accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, Kaya combatté contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati da Liliana Vess.

Fece amicizia con Teyo Verada, arrivato su Ravnica poco prima dell'inizio della guerra. Insieme a Ral, Kaya gli spiegò che era un planeswalker. Insieme a Teyo e Araithia Shokta, si recò a Orzhova per radunare gli Orzhov contro Bolas. Tuttavia Teysa decise di non presentarsi e gli altri membri importanti: Armin Morov, Slavomir Zoltan e Maladola volevano rimanere neutrali. Fortunatamente per Kaya, Bilagru (che era stato convinto da Tomik Vrona) convinse i tre che Bolas rappresentava una minaccia esistenziale per tutta Ravnica e, per estensione, per gli interessi economici degli Orzhov. Tra le parole del gigante e la minaccia di Kaya di estinguere ogni singolo debito, i tre accettarono con riluttanza di aiutarla.

Durante l'invasione del piano, fu presente alla riunione dove i leader della difesa di Ravnica misero a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace Beleren, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: Kaya, Teyo, Araithia e Nissa Revane vennero mandati a persuadere le gilde ancora neutrali (Selesnya, Gruul, Golgari e Rakdos) ad unirsi alla lotta contro Bolas. Per permettere al gruppo di entrare nel territorio del Conclave, Nissa fu costretta ad andarsene. Vennero ricevuti da Emmara Tandris che stava sostituendo Trostani, divenuta dormiente prima della guerra. Ricordando i disastri che gli Izzet avevano causato ai Selesnya con i loro piani, Emmara si rifiutò di aiutarli. Kaya provò a farle cambiare idea raccontandole quello che era successo a Skalla e Amonkhet. Sentendo quelle parole, Trostani si risvegliò e decise di aiutare i Guardiani. Il gruppo andò quindi a parlare con Borborygmos dei Gruul e Araithia lo convinse a sostenere la loro causa. Vennero raggiunti da Ral che si unì a loro e li acccompagnò nella Città Sepolta. In assenza di Vraska gli altri capi dei Golgari stavano litigando per il controllo del suo trono, ma la gorgone ritornò proprio in quel momento e riprese il suo ruolo di regina. Nonostante i sospetti di Kaya e Ral, Vraska impegnò i Golgari nella lotta contro Bolas, dimostrando di essere loro alleata, aiutando il gruppo di Ajani a evacuare molti abitanti del piano nei tunnel della Città Sepolta, portandoli al sicuro dall'Orda Atroce. Dopo ciò, Vraska si unì a loro. Kaya e i suoi compagni si recarono a Rix Maadi per negoziare con Rakdos. Il signore dei demoni fu ostile a causa della morte di Hekara. Proprio in quel momento, Tomik Vrona arrivò portando il cadavere di Hekara e i cultisti la resuscitarono come strega di sangue. Nuovamente in vita, Hekara sconfisse Exava e con la sua nuova autorità guidò i Rakdos contro Bolas.

Dopo che tutte e dieci le gilde si allearono contro Bolas, Nissa Revane eseguì un rituale presso le rovine del Seggio del Patto delle Gilde con l'aiuto di un rappresentante di ogni gilda per riparare le Leyline che conferivano potere al patto delle gilde vivente, che erano state distrutte quando il Ponte Planare si era aperto su Ravnica, riducendo in macerie il Seggio. Kaya partecipò come rappresentante degli Orzhov. Mentre erano in trance vennero attaccati da Kefnet, attirato dal rituale. Fortunatamente per loro, Teyo riuscì a creare un possente scudo che lo rallentò abbastanza da permettere agli altri di completare il rituale e far tornare in vita Niv-Mizzet come nuovo patto delle gilde vivente. Col suo nuovo potere, Niv-Mizzet incenerì completamente Kefnet.

Dopo la fine della guerra, Kaya fu una dei planeswalker sopravvissuti alla battaglia e fu presente durante la celebrazione della vittoria. Per espiare gli errori del suo passato decise di unirsi ai Guardiani e pronunciò il suo giuramento. Successivamente, Kaya venne raggiunta da Niv-Mizzet e gli altri capogilda. Affrontarono Kaya e Vraska e le informarono che erano state giudicate. I planeswalker che in precedenza avevano lavorato con Bolas, anche se più manipolati che realmente fedeli a lui, ma che avevano abbandonato il drago antico prima dell'inizio della guerra, sarebbero stati risparmiati a condizione che facessero ammenda dando la caccia ai planeswalkers rimasti fedeli a Bolas o disertati troppo tardi. Come sua penitenza, a Kaya venne affidado il compito di assassinare Liliana Vess.

Dopo la Guerra della ScintillaModifica

Ancora vincolata dai contratti dei debiti ereditati dall'Obzedat, Kaya valutò di dichiarare il perdono per tutti i debiti, ma sapeva che un simile atto avrebbe distrutto l'Orzhov e temeva anche che il delicato equilibrio di Ravnica sarebbe caduto con esso. Tuttavia, i contratti le impedivano di viaggiare tra i piani, perchè non poteva ignorare il rischio delle conseguenze della sua scomparsa da Ravnica. Fortunatamente per lei, Tomik scoprì una scappatoia legale che permise a Kaya di trasferire temporaneamente i suoi contratti Orzhov e le responsabilità della gilda a lui.

Con Tomik come capogilda, Kaya potè iniziare la sua missione: rintracciare e uccidere Liliana Vess. Prima di iniziare però, l'assassina di fantasmi convinse Jaya Ballard a viaggiare prima su Gobakhan per riaccompagnare Teyo a casa sua. Inoltre, Kaya rivelò che poteva portare anche Araithia con loro grazie a una sua abilità che le permetteva di "fondere" temporaneamente il suo corpo e la sua mente con quello della loro amica. La sua abilità di "trasporto" però poteva essere usato solo con una persona. Il gruppo arrivò a destinazione ma, successivamente, a Teyo fu chiesto di ripartire perchè ora i suoi poteri superavano di gran lunga quelli degli altri monaci e accoliti: non sarebbero stati in grado di fare il loro lavoro se si fossero sentiti inadeguati. Lo scudomante decise di viaggiare insieme a loro su Dominaria per trovare Liliana. I tre vennero guidati verso Caligo da Jaya, che se ne andò subito dopo, rifiutandosi di andare oltre.

Trovarono Liliana fuori dal Maniero Vess che lavorava in un giardino, ma in stato di trance. Mentre Araithia si allontanò per scoprire qualcosa di più sulla dimora e sui suoi abitanti, Teyo cercò di rimuovere il colletto d'oro dal collo di Liliana che la fece tornare in sé. La necromante combattè contro Kaya e Teyo, ma venne colpita e resa incosciente da Araithia. Dopo che la loro amica li informò su ciò che aveva scoperto, Teyo, ricordando l'odore di incenso di Gobakhan, dedusse che la finta Liliana aveva guadagnato il suo potere da un potente genio che era legato all'amuleto di zaffiro blu che Araithia aveva descritto. Dopo che riprese conoscenza, Liliana accettò di lasciare che Kaya la uccidesse in cambio della sconfitta della sua impostora e della liberazione della sua gente.

Durante lo scontro, Araithia rubò l'amuleto di zaffiro e lo distrusse, liberando il genio di nome Zahid. In cerca di vendetta, Zahid tentò di uccidere Teyo, che aveva usato la sua magia degli scudi per contenere l'entità. Mentre Araithia recuperava la Gemma del Divenire e la restituì a Liliana, Kaya cercò di uccidere il genio, ma fallì e venne gettata attraverso la stanza. Fortunatamente per loro, Liliana usò il Velo di Catena per sottomettere Zahid e salvare Teyo. Il genio disse che la sua unica richiesta era quella di prendere Liliana Vess come sua prigioniera. Rendendosi conto che si riferiva all'impostora, Liliana accettò, ma Kaya uccise la loro nemica per pietà, costringendo Zahid ad andarsene a mani vuote.

Dopo la fine del conflitto, Liliana rispose alle domande di Kaya. Alla necromante fu permesso di vivere, ma serviva una prova della sua "morte" per Niv-Mizzet e gli altri capogilda. Teyo suggerì a Liliana di rinunciare al Velo. L'altra lo fece con riluttanza e un piccolo aiuto da parte della Gemma del Divenire. Prima di tornare a Ravnica, Kaya, Teyo e Araithia promisero di incontrare Liliana a Paliano, su Fiora. Prima dell'icontro con Niv-Mizzet, Kaya venne raggiunta da Tomik che le spiegò il suo piano per diventare in modo permanente capogilda degli Orzhov. Dal momento che non aveva mai voluto quel ruolo Kaya fu felice di cederlo a lui. All'incontro col Mentefiamma Kaya dichiarò di aver ucciso Liliana e Teyo, che aveva usato la sua magia per trasportare il Velo, lo consegnò come prova della morte della necromante e il manufatto venne messo in una scatola di puzzle per essere conservato da Niv-Mizzet.

Come promesso, Kaya e i suoi amici viaggiarono a Fiora e incontrarono Liliana che aveva cambiato il suo nome in Ana Iora. Lì iniziarono ad aiutare la loro nuova amica nel suo cammino verso la redenzione. Alla domanda su dove sarebbero andati dopo, Kaya rispose che avrebbero viaggiato nel suo piano d'origine: Tolvada.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

Collegamenti esterniModifica


Attuali U Jace BelerenR Chandra NalaarG Nissa RevaneWU TeferiWB KayaGW Ajani
Precedenti W Gideon JuraB Liliana Vess


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