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I Guardiani (Gatewatch) sono un gruppo di planeswalkers che hanno giurato di proteggere il multiverso da qualsiasi minaccia.

Convocare i Guardiani

I guardiani contro Ulamog e Kozilek.

Su ZendikarModifica

Prima del giuramentoModifica

Due anni dopo che gli Eldrazi si liberarono dalla loro prigione su Zendikar, Gideon Jura comprendendo che non poteva sconfiggerli da solo andò su Ravnica in cerca di alleati, dove convinse Jace Beleren ad aiutarlo. Tornati su Zendikar ai due si unì anche Nissa Revane e dopo diverse avventure i tre planeswalkers con l'aiuto degli abitanti del piano riuscirono a intrappolare Ulamog in una rete di edri. Quando sembrava che la battaglia fosse vinta, Ob Nixilis si intromise riuscendo a riottenere la sua scintilla, subito dopo liberò Ulamog e non soddisfatto fece in modo che Kozilek, che insieme a Emrakul non si vedeva da mesi, emergesse dal terreno e si unisse alla battaglia. Il demone sconfisse singolarmente uno alla volta Nissa, Jace e Gideon che poi portò via per torturarli. Senza i tre planeswalkers la battaglia a Portale Marino fu persa e il faro venne ridotto in rovina. Chandra Nalaar riuscì a trovare i suoi amici e a liberarli grazie a un suggerimento telepatico di Jace. Insieme i quattro sconfissero il demone che fuggì via giurando vendetta.

Nascita dei GuardianiModifica

Una volta liberi i quattro parlarono tra loro per decidere cosa fare, Zendikar sembrava condannato e forse la loro battaglia era persa in partenza e altri mondi avevano bisogno di loro. Gideon parlò ai suoi compagni e li convinse che insieme potevano farcela, ma dovevano fare di più, prendere un impegno e pronunciò un giuramento per proteggere il multiverso da ogni pericolo. Seguendo il suo esempio, anche gli altri tre pronunciarono un giuramento, ognuno a modo loro, accettando di diventare guardiani. Nuovamente uniti, i quattro marciarono per combattere contro i due titani.

Prepararsi alla battagliaModifica

Dopo che si riunirono ai sopravvissuti tra cui c'era anche Kiora, consapevoli di non avere le risorse necessarie per imprigionare i titani, i guardiani cercarono altre vie. Grazie alle informazioni di Ugin e ai ricordi che vide nella mente di Nissa, Jace elaborò un piano per uccidere Ulamog e Kozilek: avrebbero attirato i titani con i sopravvissuti, poi utilizzato le leyline per risucchiare le loro essenze in Zendikar e infine lasciato che il piano li divorasse. Dopo aver discusso i dettagli e le posizioni, i guardiani insieme a Kiora si prepararono ad agire.

L'ultima possibilità di ZendikarModifica

I guardini, insieme a Kiora e agli abitanti di Zendikar, diedero inizio al loro piano per uccidere i due titani. Nissa riuscì a realizzare il glifo e le leyline ancorarono Ulamog e Kozilek al piano spingendoli completamente nel mondo fisico; i due esseri cambiarono diventando più grossi, ma bloccati dalla magia dell'elfa non poterono abbandonarlo, rischiando che andasse distrutto insieme a loro. Comprendendo ciò, Kiora decise di tradire i suoi alleati e attaccò Nissa con la sua magia per costringerla a lascire andare i titani, la tritona venne però fermata da Jace che intervenne in difesa dell'elfa. I guardiani compresero che non potevano né lasciare liberi i titani, né continuare a trattenerli in quel modo e decisero di provare a distruggerli con un unico attacco: Nissa passò a Chandra tutto il mana di Zendikar e la piromante scatenò la sua magia su di loro, uccidendoli.

Dopo aver ucciso i due titani, Gideon, Nissa e Chandra rimasero su Zendikar per aiutare a distruggere le progenie rimaste, mentre Jace decise di andare su Innistrad in cerca di Sorin Markov per raccogliere informazioni.

Su InnistradModifica

Arrivato su Innistrad, dopo diverse avventure Jace rimase in parte colpito dalla follia che stava dilagando sul piano e che aveva spinto alla pazzia anche la sua guardiana Avacyn. Dopo aver incontrato Tamiyo, che lo aiutò a guarire completamente, lei e Jace vennero attaccati dall'arcangelo. Inizialmente i due riucirono a fermare Avacyn che però alla fine ebbe la meglio, ma proprio mentre stava per ucciderli entrambi, Sorin arrivò e, costretto dalle circostanze, uccise Avacyn per poi andarsene da solo.

Dopo la morte di Avacyn, i due videro Emrakul (presente sul piano a causa di Nahiri) e comprendendo la gravità della situazione, Jace informò Tamiyo che sarebbe andato dagli altri guardiani per informarli e poi sarebbero tornati su Innistrad per cercare di salvare il piano.

La battaglia di ThrabenModifica

Arrivati su Innistrad, vicino a Thraben dove i combattimenti per il destino del piano erano già in corso, i Guardiani decisero di agire come avevano fatto contro Ulamog e Kozilek. Entrati in città, i quattro combatterono contro gli orrori alterati poi, dal momento che non riuscivano ad avanzare, decisero di procedere: mentre gli altri tre la proteggevano, Nissa iniziò a stabilire un contatto con le leyline di Innistrad, ma fallì perchè il mana del piano era oscuro e contorto e la terra non collaborava con lei, era ostile e la feriva. L'elfa perse il controllo e svenne. Gideon disse a Chandra e Jace di mettersi in un punto più sicuro mentre lui avrebbe difeso Nissa fino a quando non si fosse ripresa, ma la piromante replicò che se ne sarebbero andati insieme e il telepate terminò dicendo "o tutti o nessuno". Proprio quando la situazione sembrava disperata, i quattro vennero salvati dall'intervento di un esercito di non morti guidato da Liliana Vess. Nonostante l'aiuto ricevuto, Gideon mantenne la sua posizione di combattimento e chiese diffidente alla necromante cosa ci facesse lì; Chandra si mise tra loro e rammentò allo ieromante che l'altra aveva appena salvato le loro vite. Nissa si svegliò in quel momento e percependo il potere oscuro del Velo, disse che quell'oggetto era un abominio. Liliana sorrise, disse che avevano uno strano modo di ringraziare, Gideon abbassò le sue lame e l'altra continuò che aveva salvato le loro vite, erano in debito con lei e ora dovevano andare su un piano più sicuro. Jace scosse la testa e disse che non potevano farlo, dovevano portare a termine il loro compito e con la sua protezione potevano farcela. Liliana replicò che dovevano andarsene. Con la spada in mano, Nissa intervenne e disse che era la necromante a dover andar via e che non avrebbe combattuto al suo fianco. Gideon sollevò una mano in segno di avvertimento e replicò all'elfa che a Portale Marino aveva combattuto al fianco dei vampiri, pirati e molto peggio e che se potevano fidarsi, ogni alleato era benvenuto. Si rivolse poi a Liliana e disse che non sapeva se poteva fidarsi di lei, l'istinto di Nissa raramente si sbagliava ed era d'accordo con l'elfa: il manufatto che portava era un problema. Continuò che lui non la conosceva, si voltò poi verso Jace e disse al suo amico che la scelta spettava a lui e chiese se si potevano fidare della necromante. Prima che il telepate potesse rispondere, Liliana rise sonoramente e disse che la sua era una domanda ridicola e lo sapeva, doveva solo guardarsi intorno: le bastava schioccare le dita per sopraffarli, in quel momento si stavano già fidando di lei, ma se non volevano andarsene, non poteva obbligarli. Chiese quale fosse il loro piano e quando nessuno dei quattro rispose, la necromante commentò che era sicura che tutto sarebbe andato a finire per il meglio.

La fine promessaModifica

Durante la tregua offerta dagli zombie di Liliana, Tamiyo raggiunse il gruppo. Una sfera invisibile di potere si diffuse da Emrakul inondando ogni planeswalkers: la mente di Liliana venne protetta dal potere del Velo, mentre gli altri vennero protetti dalla magia di Jace; tuttavia persero i sensi e sebbene fosse rimasto in piedi, Jace aveva lo sguardo perso nel vuoto; la sua mente era concentrata a risolvere un enigma. Unica sveglia, Liliana incanalò il massimo potere del Velo e attaccò sensa sosta Emrakul riuscendo a respingerla, ma con il passare del tempo il suo corpo iniziò a sentirne gli effetti negativi e lei potè solo mantenere la propria posizione e alla fine cadde a terra in fin di vita. Ripresosi dal suo stato, Jace dissolse la sua magia e svegliò gli altri tenendo collegate le loro menti in modo che potessero tutti e cinque comunicare mentalmente e istantaneamente tra loro. Mentre Nissa curava Liliana priva di sensi, Jace disse a Gideon e Chandra di andare ad aiutare gli zombie visto che non potevano permettere che venissero sconfitti dai servitori di Emrakul. Chandra propose di provare a incenerire il titano, ma Jace rispose che Emrakul era troppo grande e potente, non sarebbero riusciti a sconfiggerla in quel modo e non era neanche sicuro che potesse essere distrutta. Tamiyo intervenne e ricordò al telepate le parole di Avacyn: "ciò che non può essere distrutto sarà costretto in schiavitù" e disse che quella era la risposta. Jace replicò che la Tomba Infernale era stata distrutta, ma l'altra disse che si riferiva al luogo di provenienza della prigione d'argento: la luna. Tamiyo spiegò agli altri che lei possedeva una magia vincolante potente che poteva applicare alla luna, ma la magia doveva essere collegata ad Emrakul. Jace poteva creare in collegamento, ma avevano bisogno di potere per alimentare l'incantesimo e chiese a Nissa se poteva generare il mana per la magia e l'elfa rispose che ci avrebbe provato. Protetti da Gideon, Chandra e dagli zombie rimanenti di Liliana, i tre agirono con il loro piano: Tamiyo iniziò a leggere una delle sue pergamene e Jace creò il collegamento tra la magia dell'amica ed Emrakul, grazie alla conoscenza che aveva tratto da Ugin e dalla manipolazione degli edri di Zendikar. Sulla luna di Innistrad apparve un glifo, ma la magia richiedeva ondate di potere e Nissa si concentrò sulla terra, cercando di mettere insieme gli inquinati frammenti di mana in qualcosa che il telepate potesse utilizzare, ma non fu abbastanza e alla fine l'elfa crollò a terra. I planeswalkers stavano perdendo il controllo dell'incantesimo. Mentre Jace faticava per mantenere salda la magia, perse il collegamento mentale con Tamiyo. La vide prendere una delle sue pergamene proibite e iniziare a leggerla: l'energia fluì attraverso Jace che si ritrovò in un impetuoso fiume di mana, inondato da più magia e più energia di quanto ne avesse percepita prima. Dopo aver ricevuto la magia, il telepate la plasmò e ogni angolo del glifo si avvinghiò a un nodo su Emrakul che il mago mentale aveva creato. Jace scatenò il pieno potere della magia e dalla luna un freddo e argenteo fascio di luce investì Emrakul avvolgendola e lei si deformò verso la luce, rimanendo imprigionata sulla luna.

Dopo che la battaglia contro Emrakul fu vinta, a Tamiyo e a Liliana venne offerto di entrare a far parte dei Guardiani. La prima rifiutò, mentre la seconda accettò e pronunciò il suo giuramento. Successivamente, Jace cercò Tamiyo per chiederle spiegazione su ciò che era successo quando la sua mente si era scollegata dalla sua. Apprese quindi una sconvolgente verità: Emrakul aveva preso il controllo del corpo di Tamiyo e aveva contribuito a farsi imprigionare sulla luna.

Verso KaladeshModifica

Tre mesi dopo l'imprigionamento di Emrakul, i Guardiani si trovavano nella casa di Jace su Ravnica, che era diventata il loro quartier generale. Durante uno dei loro incontri il telepate informò i suoi compagni che aveva fatto spargere la voce attraverso Tamiyo: i Guardiani erano disponibili a offrire aiuto. Facendo girare la notizia da planeswalker a planeswalker, se qualcuno fosse stato alla ricerca di aiuto gli avrebbero parlato dei Guardiani. Grazie a quel sistema, Dovin Baan, un planeswalker vedalken di Kaladesh, si presentò e chiese che sdradicassero un gruppo di rinnegati che stavano danneggiando la Fiera degli Inventori sul suo mondo. Liliana chiarì che i Guardiani erano nati per impedire che persone come loro, altri planeswalker, interferissero con la vita degli altri causando problemi con i loro scopi o capricci e per affrontare minacce extraplanari. In pratica si occupavano di problemi esterni, mentre il suo era interno. Baan comprese e prima di partire accettò la loro ospitalità. Durante la cena il vedalken scoprì il cognome di Chandra, che era assente ed era stata vista con Liliana da Lavinia; informò gli altri sulla storia, in base a come la conosceva lui, del passato della loro amica e poi espresse la sua preoccupazione sul fatto che potesse essere andata su Kaladesh. Parlarono tra loro, Nissa disse che sarebbe andata su Kaladesh con Baan, che avrebbe potuto farle da guida e avrebbe trovato la loro amica.

Su KaladeshModifica

Nonostante il rifiuto degli altri Guardiani alla richiesta di Dovin, le parole del vedalken e i ricordi del suo passato, spinsero Chandra a ritornare su Kaladesh decisa a scoprire chi fosse il rinnegato a cui davano la caccia. Insieme a Liliana cercarono informazioni, finendo però nei guai a causa della necromante. Costrette a fuggire individuarono una figura incappucciata e la seguirono pensando che fosse il rinnegato che cercavano; non era così. L'uomo si rivelò essere Tezzeret. Seguendolo, Chandra si ritrovò davanti qualcuno che credeva morto da tempo: sua madre Pia Nalaar. Riconoscendo a sua volta la figlia, Pia decise di non fuggire e si consegnò ai soldati del Consolato per permettere a Chandra di fuggire ai numerosi nemici. La donna venne portata via da Dovin, arrivato lì con Nissa. Una volta al sicuro Nissa e Liliana litigarono e la seconda si allontanò. Camminando senza meta seguita da Nissa, Chandra incontrò Oviya Pashiri, che si unì alle due decisa ad aiutarle a trovare e liberare la condottiera dei Rinnegati. Dopo aver scoperto che Pia era stata portata nella prigione di Dhund, le tre individuarono il luogo, ma una volta entrate finirono in una trappola di Baral che annullava la loro magia e vennero catturate. Rimaste sole nella loro prigione inizò a fare effetto un veleno che le indeboliva e che le avrebbe lentamente uccise. Sebbene le due planeswalkers avrebbero potuto fuggire viaggiando tra i piani, Chandra decise di restare con la signora Pashiri e a sua volta Nissa scelse di restare con l'amica. Fortunatamente, le tre vennero salvate da Ajani, che stava cercando l'anziana inventrice dopo che scoprì che era stata catturata dal Consolato. Una volta al sicuro i quattro videro i manifesti che annunciava la sfida di Pia contro Tezzeret durante la Grande Esibizione, alla Fiera degli Inventori. Proprio in quel momento a loro si unirono Jace, Gideon e Liliana, arrivati su Kaladesh dopo che la necromante aveva informato il telepate della presenza di Tezzeret.

Nella stessa arenaModifica

Grazie a un'illusione di Jace che li faceva apparire come soldati del Consolato, i guardiani e Ajani riuscirono a entrare alla Fiera. Dopo che Tezzeret accettò la sfida di Chandra, che intervenne per salvare sua madre, le illusioni si dissolsero rivelando il vero aspetto degli altri Guardiani, che iniziarono a combattere contro gli automi di Tezzeret. Sebbene le macchine dell'artefice vennero distrutte, Jace non riuscì a entrare nella sua mente e capì che l'altro era preparato per quello scontro perchè consapevole della loro venuta. In quel momento la Sovrana Celeste apparve nel cielo con il cannone minacciosamente diretto verso il basso senza fare fuoco. Tezzeret dichiarò all'intera arena che la Fiera si era conclusa; poi andò via a bordo dell'aeronave. Poco dopo, Saheeli Rai si avvicinò ai Guardiani, Pia e Ajani e li informò che Tezzeret aveva rapito alcuni inventori tra cui la sua amica Rashmi e rubato tutti i dispositivi e progetti esposti alla Fiera. Chiese se fossero in grado di aiutarla e Jace rispose che Tezzeret doveva essere fermato.

La rivolta ha inizioModifica

Alcune settimane dopo lo scontro con Tezzeret, i Guardiani rimasero nascosti a lungo spostandosi da un rifugio all’altro, aiutando Pia e i Rinnegati e continuando sempre a indagare sulle possibili macchinazioni dell'artefice. Successivamente, dopo uno scontro contro dei costrutti del Consolato nel distretto di Bomat, Saheeli disse a tutto il gruppo di aver scoperto che Tezzeret si nascondeva in un laboratorio privato nella Guglia Eterea. Chandra disse che allora dovevano andare a sconfiggerlo, ma Saheeli scosse la testa e rispose che il laboratorio era sicuramente ben sorvegliato e aveva in ostaggio Rashmi; lei voleva liberarla infiltrandosi con almeno un altro di loro e poi fuggire. Liliana si fece avanti e disse che sarebbe andata lei. Dopo che le due donne si allontanarono in un vicolo laterale, Ajani disse che dovevano aiutarle. Gideon rispose che avrebbero creato un diversivo per attirare le forze di Tezzeret verso di loro. Pia sorrise e disse che potevano fare di meglio e propose di conquistare il Centro dell'Etere in modo da togliere l'alimentazione alla Guglia e a qualsiasi cosa Tezzeret stesse preparando. Se ci fossero riusciti avrebbero potuto anche portare l’etere agli inventori Rinnegati e al popolo: sarebbe stata una vittoria sia simbolica che concreta. Gideon disse che dovevano muoversi e spiegò il piano: Chandra e sua madre avrebbero mobilitato i Rinnegati mentre lui, Jace, Nissa e Ajani si sarebbero occupati di alcuni diversivi finché i ribelli non fossero stati pronti per dare inizio all’assalto. Avrebbero colpito per poi fuggire e scomparire e infine, quando i Rinnegati sarebbero stati pronti, grazie alla telepatia di Jace e ai totteri di Pia, avrebbero coordinato l’attacco contro il Centro dell’Etere. Dopo che le due Nalaar andarono via, i soldati del Consolato arrivarono e i quattro planeswalkers si prepararono a combattere.

Contro il ConsolatoModifica

Dopo che Rashmi comprese la vera natura di Tezzeret, lo ostacolò e riuscì a fuggire per riunirsi a Saheeli. Successivamente, grazie alla "collaborazione" di Gonti, i Guardiani e i Rinnegati riuscirono a conquistare il Centro dell'Etere. Sfortunatamente per via del piano di Dovin, non riuscirono a mantenerlo a lungo e furono costretti a fuggire a bordo del Cuore di Kiran. Dopo che riconquistò la struttura, il governo di Ghirapur creò un blocco aereo con la Sovrana Celeste e altre navi minori da Saldapoli fino alla Guglia Eterea, ma Jace e Kari Zev a bordo della Sorriso del Drago riuscirono a riumuoverlo e permettere così l'inizio del contrattacco dei Rinnegati. Rashmi e Saheeli crearono un tottero appositamente modificato: Il suo carico era un disturbatore a etere, un dispositivo in grado di inabilitare il Ponte Planare e interrompere il suo funzionamento per sempre. Ciò avrebbe fermato i piani di Tezzeret. Per potersi avvicinare a sufficienza alla Guglia Eterea per lanciare la loro arma, un gruppo di Rinnegati a terra guidati da Pia insieme con Nissa e Ajani, distrussero il cannone alimentato a etere alla base della Guglia. A loro insaputa Dovin Baan riuscì a infiltrarsi nel Cuore di Kiran, Chandra lo scoprì ma non potè fare nulla per impedirgli di distruggere il disturbatore. Lo attaccò, ma lui schivò e fuggì viaggiando su un altro mondo. Gideon, Rashmi, Saheeli e Chandra cercarono di pensare a un piano alternativo, ma le loro scelte erano limitate: avrebbero dovuto usare Il tottero o nulla. Chandra ebbe un'idea: sarebbe salita a bordo della Speranza, se fossero arrivati sufficientemente vicini poteva essere lei il disturbatore. Nel frattempo Liliana si era infiltrata nella Guglia e trovò Tezzeret. I due si affrontarono e la necromante riuscì a vincere grazie al potere del Velo. Proprio mentre stava per uccidere l'artefice fu costretta a mettersi al riparo: Gideon e Chandra arrivarono nella sala a bordo della Speranza di Ghirapur; Gideon protesse entrambi con la sua magia e grazie alle fiamme di Chandra, il Ponte Planare venne distrutto.

RinnovamentoModifica

Dopo la scomparsa di Tezzeret, il Consolato si arrese ai Rinnegati e Pia Nalaar ne divenne la nuova leader. Prima dell'inizio della festa di Yahenni i Guardiani si riunirono nel terrazzo posteriore dell’attico del loro amico eteride insieme ad Ajani. Gideon gli chiese se voleva unirsi ai Guardiani e l'altro accettò, pronunciando il suo giuramento. Liliana aveva scoperto che Tezzeret era al servizio di Nicol Bolas e l'antico drago si trovava su Amonkhet, un mondo di cui aveva il pieno controllo. Gideon disse che dovevano fermarli entrambi: Tezzeret era troppo pericoloso per essere lasciato in libertà e Bolas era ancora peggio. Chandra propose di andare su Amonkhet per occuparsi di Bolas, ma Ajani si disse contrario: non potevano semplicemente entrare nella tana di Bolas e sperare di sconfiggerlo. In passato lo aveva già affrontato e ne era uscito vincitore, ma solo perché l'antico drago stava cercando di imbrigliare forze magiche caotiche e allo stesso tempo combattere contro le sue abilità che non conosceva. Liliana replicò che non dovevano necessariamente sconfiggere Bolas in un combattimento diretto: potevano smantellare i suoi piani e dividere i suoi alleati. Ajani rispose che c'era anche un altro modo; spiegò che Bolas aveva molti nemici e loro avevano altrettanti amici. Chiese di dargli il tempo per radunarli e consigliò loro di andare alla ricerca dei loro alleati, scoprire ciò che Bolas stava tramando e individuare i punti deboli dei suoi piani. Gideon replicò che temeva che non sarebbe capitata un'altra occasione migliore contro Bolas. Con rabbia Ajani rispose che il drago avrebbe scatenato un intero mondo contro di loro e a causa di ciò molte persone sarebbero morte. Si scusò per il suo scatto e con un tono più calmo lì pregò di non andare ancora su Amonkhet, ma di rimanere su Kaladesh oppure di andare alla ricerca di altri alleati; al mattino avrebbero potuto scegliere un luogo d'incontro: si sarebbero potuti incontrare dopo qualche settimana con i loro alleati, confrontare le informazioni raccolte e pianificare la prossima mossa. Ajani concluse che prima di andare alla festa di Yahenni voleva restare un po' da solo e si allontanò. Gideon chiese agli altri cosa ne pensavano e se avessero dovuto raccogliere altre informazioni e altri alleati prima di andare su Amonkhet. Chandra disse che avevano sconfitto tre eldrazi e Tezzeret: consigliò di attaccare subito Bolas; Liliana disse che per quanto la cosa non le piacesse, con Bolas intento a tramare e Tezzeret in libertà non erano al sicuro da nessuna parte: dovevano agire per primi. Jace disse che si fidava di Ajani e che le paure del loro amico erano motivate, tuttavia sbagliava su una cosa: Bolas era più astuto di loro; qualsiasi cosa avessero fatto, nel tempo in cui si preparavano, l'antico drago avrebbe fatto qualcosa di migliore. Una volta ascoltato il rapporto di Tezzeret su Kaladesh avrebbero perso il loro attuale vantaggio. Quindi era daccordo con Gideon: quella era la loro occasione migliore. Nissa disse che non conosceva Bolas o Amonkhet, ma conosceva loro: se Gideon credeva che potevano farcela, allora ci credeva anche lei. Gideon disse che qualsiasi cosa Bolase stesse facendo su Amonkhet avrebbe continuato a farla indipendentemente da loro: andando da un’altra parte non sarebbero stati di aiuto per nessuno. Inoltre era d'accordo con Jace: non sarebbero riusciti a scoprire i piani di Bolas prima che lui venisse a sapere che stavano indagando. Si alzò e concluse che avrebbero deciso un luogo d'incontro al mattino, si sarebbero incontrati con Ajani e poi avrebbero affrontato Bolas. Presa la loro decisione, i cinque andarono alla festa di Yahenni.

Su AmonkhetModifica

Dopo essersi separati da Ajani, gli altri Guardiani viaggiarono su Amonketh, ritrovandosi in un vasto deserto sferzato da una tempesta di sabbia. Grazie a Chandra, che riuscì a creare una cupola, il gruppo trovò riparo. A tempesta finita si rimisero in viaggio, avvistando un monumento che rappresentava le corna di Nicol Bolas, ma vennero attaccati da numerosi non morti. Grazie a Liliana, che prese il controllo di molti dei nemici, lo scontro si rivelò semplice fino all'arrivo degli enormi wurm di sabbia. Uno di essi riuscì a ferire Liliana. Riuscirono a uccidere con difficoltà alcune delle creature solo per scoprire che queste tornavano in vita come non morti. Con i guardiani stremati, solo Gideon rimase in piedi. Impovvisamente un essere apparve e costrinse alla fuga tutti i wurm, per poi andarse a sua volta.  Riunitosi agli altri Guardiani, Gideon spiegò loro che erano stati salvati da un essere che lui credeva fosse una divinità. Curate le ferite decisero di proseguire fino ad arrivare a una fertile città protetta da una barriera. Dopo che riuscirono a entrare a Naktamun, i cinque parlarono con Temmet, che li portò davanti alla dea Oketra. Dopo che la divinità diede la sua approvazione alla loro presenza, anche se in modo enigmatico, al gruppo venne permesso di restare, concedendo loro due stante in un edificio. Decisero che avrebbero raccolto informazioni in moco cauto per scoprire come agire dal momento che dalle poche ottenute avevano scoperto che Nicol Bolas non era sul piano. Il giorno seguente, Gideon decise di affrontare le ordalie. Nissa, che era entrata in contatto con il piano, decise insieme a Chandra di esplorare Naktamun e scoprì che Bolas non aveva creato Amonkhet, come Liliana credeva, ma lo aveva corrotto, lasciando un’intera cultura con una traccia abbozzata di ciò che era esistito prima del suo arrivo. Nel frattempo Liliana e Jace entrarono in un luogo dove i non morti creavano i Consacrati. Videro un murale che rappresentava Razaketh, uno degli ultimi due demoni a cui Liliana doveva la sua anima. Comprendendo la verità, Jace accusò Liliana di aver tradito la loro fiducia. L'altra rispose che non aveva mai chiesto che si fidassero di lei. Mentre i due parlavano il ritratto del demone aprì gli occhi e le mummie li circondarono, bloccandoli. Temmet apparve e disse che aveva fatto delle ricerche scoprendo che erano degli stranieri. Liliana lo interruppe con parole offensive verso Bolas, che il visir considerò blasfemie. Fortunatamente Jace riuscì a prendere il controllo mentale di Temmet, che a sua volta controllava le mummie, e riuscirono a fuggire. Liliana chiese se avesse cancellato la mente di Temmet, ma Jace negò e chiese spiegazioni sul ritratto. Lei spiegò che pensava che il demone avesse a che fare con l'aldilà, sapeva che lei era lì e solo il Velo gli aveva impedito di attivare il suo contratto. Con la copertura saltata, i due andarono a cercare gli altri Guardiani.

La sentenzaModifica

Nuovamente riuniti, i Guardiani si recarono nella zona dove i Dissenzienti erano rinchiusi dentro dei sarcofagi e iniziarono a liberarli, scambiandosi le informazioni raccolte. Liliana confessò che il suo terzo demone si trovava sul piano. Samut spiegò che dovevano andare al Monumento dello Zelo durante l’Ordalia dello Zelo e salvare Djeru, l’unica persona in grado di radunare Naktamun. Appena finì di parlare, tutte le divinità apparvero e Hazoret li informò che gli iniziati sopravvissuti avrebbero combattuto contro di loro nell'ordalia finale. Il gruppo venne avvolto in una nebbia e trasportato nell'arena dove la dea informò gli iniziati che per superare la sua ordalia dovevano uccidere tutti gli eretici. Il marchio della furia di Hazoret spinse tutti, compresi i Guardiani, a combattere ma senza poter usare la magia. Durante la battaglia Djeru implorò Hazoret di ascoltare le sue preghiere e la dea mise fine alla battaglia facendo tornare i sensi di tutti sotto controllo. Successivamente, quando la dea stava per uccidere Djeru, Samut intervenne salvandolo dalla morte. Gideon si mise tra loro e la lancia di Hazoret, poi il secondo sole iniziò a passare attraverso le corna all’orizzonte dando inizio al Conto delle Ere: il mondo divenne oscuro per metà. Secondo la prima profezia i Cancelli dell'Aldilà si sarebbero aperti, rivelando la promessa del Dio Faraone; Samut, Djeru e i Guardiani uscirono dell’arena e andarono verso il fiume Luxa.

Inizio del Conto delle EreModifica

Al fiume Luxa, Razaketh prese il controllo del corpo di Liliana grazie al contratto che la legava a lui; gli altri Guardiani intervennero per salvarla e, unendo le loro abilità, riuscirono a ferirlo gravemente, per poi essere ucciso dalla necromante. Nissa informò gli altri che da ciò che riusciva a percepire, il rituale di sangue di Razaketh aveva dato inizio a una reazione a catena: Le Ere che precedevano il ritorno di Nicol Bolas sul piano erano state avviate. Il gruppo decise di rimanere unito e conservare le energie; avrebbero teso un’imboscata a Nicol Bolas al suo arrivo: dovevano coglierlo di sorpresa e quindi dovevano cercare una posizione privilegiata per prepararsi all’arrivo del drago.

Dopo l'arrivo di Nicol Bolas sul piano, tra le rovine di Naktamun, i Guardiani salvarono Samut, Djeru e il loro gruppo da degli Eterni. Jace disse a Gideon che stavano perdendo tempo ed energie, Bolas aveva riplasmato quel luogo a sua immagine; era in vantaggio lì e quindi dovevano procedere con cautela: più aspettavano, più tempo regalavano a Bolas per prepararsi ad affrontarli. Liliana si disse d'accordo e aggiunse che probabilmente il drago era già consapevole della loro presenza. Gideon propose di andare ad affrontarlo. Samut chiese di potersi unire a loro per combattere Bolas, ma Djeru le ricordò che la loro missione era un'altra: trovare e proteggere l’ultima divinità di Amonkhet e proteggere il popolo della loro città. Samut annuì al suo amico, poi chiese ai planeswalkers di uccidere il drago per ciò che aveva fatto al suo popolo, alle sue divinità e al suo mondo. I Guardiani andarono in cerca di Bolas.

La sconfitta dei GuardianiModifica

I Guardiani trovarono Bolas tra le rovine di Naktamun. Prima della battaglia Jace insistette con Gideon per avere un vero piano contro il drago, avvisandolo che non sarebbero riusciti ad affrontare Nicol Bolas impreparati, ma lo ieromante si era infuriato e il suo dolore aveva pervaso ogni sua parola nella pretesa di affrontarlo subito per fargliela pagare per ciò che aveva fatto su quel mondo. Desiderosi di fare giustizia, nessuno degli altri lo contraddì: avrebbero colpito il drago con tutte le loro armi e l'avrebbero sconfitto. La battaglia iniziò e, sebbene fossero cinque contro uno, nessuno dei loro attacchi ebbe effetto su Nicol Bolas, che contrattaccò: il drago schiacciò la mente di Jace costringendolo a fuggire per non morire, convinse Liliana a non combattere e ad andarsene, sconfisse prima Chandra, poi Nissa e infine Gideon portandoli a un passo dalla morte e costringendo tutti e tre a fuggire, uno alla volta, nella cieca eternità per sopravvivere.

Dopo la sconfittaModifica

Sconfitti, i Guardiani sono stati costretti a fuggire per non morire. A causa di Ugin, Jace viaggiò su Ixalan. Dopo diverse avventure scoprì che Bolas voleva conquistare Ravnica.

Nello stesso momento in cui Jace arrivò su Ixalan, gli altri quattro arrivarono su Dominaria. La presenza di Liliana causò tensione nel gruppo e fu costretta ad ammettere che Belzenlok, il suo ultimo demone, si trovava lì. Nissa decise di lasciare il gruppo, mentre Chandra disse che voleva diventare più forte, poi entrambe andarono via. Gideon scelse di restare con Liliana: l'avrebbe aiutata e, in cambio, lei avrebbe mantenuto la sua promessa di aiutarli a distruggere Bolas.

Su DominariaModifica

Dopo essere stato curato da Liliana, Gideon si allenò con una spada visto che aveva perso il Sural. Nel frattempo Liliana aveva scoperto che il lich a capo della Cabala di Belzenlok, era suo fratello Josu. Gideon radunò i difensori di Nuova Benalia e spiegò il suo piano. Mentre le forze alleate si scontrarono con quelle della Cabala, Liliana affrontò e uccise Josu.

Successivamente i due si unirono ad Ajani sulla Cavalcavento. Gideon gli raccontò della sconfitta su Amonkhet e Ajani decise di continuare a cercare altri alleati planeswalker contro Bolas mentre gli altri due restavano su Dominaria per distruggere Belzenlok insieme a Jhoira e al suo equipaggio. Dopo aver raccolto alcune informazioni, Jhoira decise di andare a reclutare Teferi in modo che li aiutasse a entrare all’interno della Fortezza. Lo trovarono con sua figlia, lo aiutarono a recuperare l'artefatto che stava cercando e in cambiò lui accettò di aiutarli e si unì a loro.

Nel frattempo Chandra incontrò Karn a Yavimaya e sempre lì riuscì a "trovare" Jaya Ballard. I tre salirono sulla Cavalcavento quando la nave arrivò nella foresta e, mentre discutevano su come uccidere Belzenlok, Jace apparve sulla nave e li informò su ciò che sapeva del piano di Bolas. Ignorando completamente Liliana, chiese a Gideon e Chandra di andare con lui, ma loro rifiutarono. Rassegnato dalla loro scelta Jace andò via, ma prima di partire avvertì Gideon di non fidarsi di Liliana.

Arrivati a Urborg, Gideon e Chandra riuscirono a entrare nella Fortezza grazie a Teferi. Successivamente, Gideon trovò la Blackblade e la usò nella battaglia contro Belzenlok. Durante lo scontro il demone riuscì a colpirlo, facendogli perdere la presa sulla spada ma rimanendo comunque ferito da essa. Liliana, che aveva raggiunto i suoi compagni, afferrò l'arma e riuscì a farle assorbire la forza vitale di Belzenlok, uccidendolo. Dopo la vittoria, Gideon, Chandra, Teferi, Karn e Jaya viaggiarono su Ravnica e si accorsero che Liliana non era andata con loro (a causa di Bolas), poi incontrarono Jace.

Su RavnicaModifica

La Guerra della ScintillaModifica

Il gruppo andò su Kaladesh dove si riunirono ad Ajani e apettarono il ritorno di Gideon andato in cerca di Liliana. Improvvisamente, tutti i planeswalker sentirono il richiamo del Faro Interplanare e viaggiarono su Ravnica per il confronto finale con Nicol Bolas, rimanendo intrappolati dal Sole Immortale del drago antico. Jace perse le sue abilità come patto delle gilde vivente non appena il portale del Ponte Planare di Bolas si aprì sul Seggio del Patto delle Gilde, riducendolo in macerie e distruggendo le Leyline che alimentavano il potere del patto e non potè esercitare la sua gerarchia contro Bolas per fermarlo nè impedire l'invasione di Ravnica. Accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, i Guardiani, tra cui c'era anche Nissa che si era riunita al gruppo, combatterono contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati proprio da Liliana. Nissa animò Vitu-Ghazi, usando l’albero colossale per respingere ulteriormente l'Orda Atroce. L'enorme elementale distrusse la statua di Bolas, aumentando notevolmente il morale delle forze della resistenza di Ravnica. In risposta, Bolas fece attraversare il portale ai suoi quattro dei Eterni: Rhonas, Kefnet, Oketra e Bontu. Gli dei non morti distrussero rapidamente Vitu-Ghazi, facendolo a pezzi. Le sorti della guerra tornarono nuovamente in favore del drago che lanciò il suo Incantesimo dell'Antico e gli Eterni iniziarono a raccogliere le scintille per lui. Il vero obiettivo di Bolas era infatti riottenere il potere supremo e la divinità che possedeva prima della Riparazione e, per realizzare il suo scopo, avrebbe dovuto assorbire le scintille dei planeswalker imprigionati su Ravnica. Il piano in sè non aveva alcun interesse per lui.

Durante l'invasione del piano, i planeswalker e i leader della difesa di Ravnica si riunirono per mettere a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: disattivare il Faro Interplanare, spegnere il Sole Immortale, chiudere il portale che collegava Amonkhet a Ravnica attraverso il Ponte Planare, proteggere e salvare i civili, ripristinare il patto delle gilde unendo tutte le dieci gilde, uccidere Liliana e infine affrontare Bolas stesso.

A parte l'assassinio di Liliana che venne salvata dall'intervento di Bolas, le altre missioni vennero completate con successo. Prima della fase finale della guerra, Jace, Gideon e Chandra si riunirono per parlare in privato. Come parte del suo piano per impedire a Bolas di fuggire da Ravnica, Gideon fece riattivare a Chandra il Sole Immortale. Nello scontro finale, Gideon riuscì a colpire Bolas in faccia con la Blackblade, senza scalfirlo. La spada si spezzò e Bolas rivelò di aver incantato la Blackblade migliaia di anni prima, impedendogli di danneggiare nuovamente un drago antico. Bolas ordinò a Liliana di usare Oketra e Bontu per schiacciare le forze nemiche. Tuttavia, decidendo che preferiva morire che rimanere schiava di Bolas per l'eternità, Liliana lo tradì. In risposta, lui annullò il suo patto demoniaco, iniziando a disintegrarla. Tuttavia Gideon usò la sua magia per trasferire il contratto a se stesso, sacrificando la sua vita e morendo al posto della necromante. Il sacrificio di Gideon fu il fattore decisivo della battaglia: libera dal suo contratto ma mantenendo il controllo dell'Orda Atroce, Liliana liberò Oketra e Bontu che attaccarono Bolas e grazie alla distrazione offerta da Niv-Mizzet, Bontu riuscì a morderlo raccogliendo tutte le scintille che il drago antico aveva consumato, così come la scintilla di Bolas stesso, sconfiggendolo.

Dopo la sconfitta di Bolas, Jace venne contattato telepaticamente da Ugin, arrivato per portare il corpo di Bolas nel Reame di Meditazione per impedirgli di tornare in vita su Ravnica. Su richiesta di Ugin, Jace usò un'illusione per nascondere la presenza dello Spirito Drago a tutti facendo credere che il cadavere di Bolas si fosse disintegrato. Subito dopo, Jace ordinò a Saheeli di disattivare nuovamente il Sole Immortale permettendo a Ugin di portare via il corpo del suo gemello e dare a Liliana l'opportunità di fuggire.

Durante la celebrazione della vittoria, Kaya, per espiare gli errori del suo passato, decise di unirsi ai Guardiani e pronunciò il suo giuramento.

Membri de I GuardianiModifica

Membri attualiModifica

Membri precedentiModifica

ReferenzeModifica

Rappresentati inModifica

GiuramentiModifica

CuriositàModifica

  • Mark Rosewater ha dichiarato che ogni planeswalkers che si unirà ai Guardiani avrà una carta di giuramento.
  • Alla domanda di un fan se i Guardiani saranno un tema ricorrente nella storia di Magic, Mark Rosewater ha risposto di sì e che i membri dei Guardiani saranno il centro della storia di Magic man mano che andrà sempre più avanti.

VideoModifica

LA STORIA DI MTG (CAP

LA STORIA DI MTG (CAP. 4) - LA NASCITA DEI GUARDIANI

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