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Huatli è una planeswalker che usa il mana rosso, bianco e verde.

Cavaliera dell'Impero del Sole, ha una forte affinità con i dinosauri. Grazie alle sue abilità in combattimento e alle sue capacità oratorie, raggiunse una posizione sociale prossima alla nobiltà, tuttavia, il suo più grande desiderio è quello di ottenere ufficialmente il titolo di poetessa guerriera. La sua vita cambiò dopo che la sua scintilla si accese e su ordine del suo imperatore si mise in cerca di Orazca.

Questione di fiduciaModifica

La poetessa guerrieraModifica

Huatli primeggiava in due campi: era un’eccellente cavaliera e un’eloquente oratrice. Quando dava prova delle sue doti brillava più di qualsiasi altro cavaliere al servizio dell’Impero del Sole. Non aveva mai provato il desiderio di essere nient’altro ed era certa che, dopo tanti anni di preparazione e ascesa sociale, finalmente l’imperatore le avrebbe conferito il titolo di poetessa guerriera. Huatli osservò la piazza mentre con suo cugino Inti varcava l’arco all’ingresso di Pachatupa, i due erano di ritorno dall’ultima grande campagna dell’Impero sulla Costa del Sole, gran parte dell’esercito era già rientrato, ma il loro squadrone era stato trattenuto da una battaglia finale contro la Legione del Vespro. Vedendo la folla che si avvicinava festosa, Inti la lasciò ai suoi ammiratori e andò avanti. Venne chiamata da Wayta che le chiese se quel giorno avrebbe tenuto un'orazione; lei rispose di si e poi le chiese se scrivesse poesie. La ragazzina rispose che le sue composizioni non erano degne di essere condivise, ma la cavaliera si piegò in avanti perché il resto della folla non potesse sentire e disse che le avrebbe confidato un segreto: esistevano solo due tipi di poesie al mondo: quelle buone e quelle sincere; le prime erano frutto dell'intelligenza e chiunque poteva scriverle con un po’ di impegno, mentre le seconde racchiudevano una sorta di magia che donavano la capacità di far provare ad altre persone le sue stesse emozioni. Se pensava che il suo lavoro non fosse pronto per essere condiviso, non doveva cercare di renderlo buono, ma sincero. Le fece l'occhiolino e proseguì.

Un’ora dopo, la cerimonia del ritorno ebbe inizio e Huatli attese con pazienza il momento di entrare in scena. La sua ultima operazione era volta a liberare la Costa del Sole dagli invasori. Per celebrare quella gioiosa occasione, l’imperatore si sarebbe rivolto a tutti i cittadini di Pachatupa e lei avrebbe tenuto un’orazione. Si disse che quello sarebbe sicuramente stato il suo ultimo discorso prima che Apatzec Intli III le conferisse l’ambito titolo di poetessa guerriera e lei non desiderava altro che dimostrarsi all’altezza: tutti i sudditi dell’Impero amavano coloro che ottenevano quel titolo e che veniva conferito solo a una persona in un’intera generazione e il cui compito era tramandare storie e tessere gli eventi in parole. Arrivò il suo momento, la folla iniziò a scandire il suo nome mentre lei fermò il suo dinosauro davanti alla scalinata del Tempio del Sole Ardente. Smontò, alzò lo sguardo verso l’imperatore e salì le scale del tempio. Non aveva mai incontrato la madre del suo sovrano, ma ammirava la determinazione di Apatzec. Si era fatta notare salendo di rango tra le fila della sua guardia personale e, dopo anni di devoto servizio, era diventata la sua consigliera strategica più fidata. Giunta in cima alla scalinata lanciò un rapido incantesimo per amplificare la sua voce e narrò la sua poesia che parlava delle ultime vittorie ottenute dall'Impero. Quando lei finì, l’imperatore fece un passo avanti e con la voce amplificata dalla magia disse che respingendo l’Alleanza di Bronzo e la Legione del Vespro dalla loro costa orientale, avevano dimostrato di essere pronti a reclamare il sud. La folla esultò e Apatzec fece un cenno a Huatli, che sentì un piccolo tuffo al cuore: quel momento sarebbe stato perfetto per annunciare il suo titolo. Salutò la folla con un gesto di congedo, si voltò e seguì l’imperatore nel tempio. Rimasti soli, l'imperatore le disse che non l'avrebbe mandata a combattere al sud. Huatli cercò di nascondere il suo disappunto e rispose che le era stata promessa un’altra missione prima di poter ottenere il mantello da poetessa guerriera. Apatzec spiegò che all’Impero del Sole lei serviva lì, a Pachatupa, perchè altri invasori sarebbero potuti approdare sulle loro coste orientali. Huatli chiese se avesse delle informazioni che lei ignorava e l'altro rispose che si trattava solo di dicerie, ma temeva un duplice attacco da parte dell’Alleanza di Bronzo e della Legione del Vespro. Lei e il suo squadrone avrebbero continuato a pattugliare la costa e a respingere eventuali invasori, mentre il loro esercito sarebbe stato impegnato a sud durante il mese successivo. La informò che sarebbe partita per la sua missione la settimana dopo e le disse di assicurarsi di scrivere un altro bel poema. Il cuore di Huatli sussultò: era ancora in lizza per il titolo. Apatzec si inchinò e la cavaliera rispose piegando il capo a sua volta.

Scontro con AngrathModifica

Il mese dopo una voce interessante giunse all’orecchio di Huatli: alcuni esploratori avevano avvistato una nave dell’Alleanza di Bronzo al largo della costa. Sellò la sua cavalcatura e si diresse nella giungla accompagnata da Inti. Huatli iniziò a formulare un incantesimo per evocare rinforzi e qualche secondo più tardi, dinosauri di diverso tipo arrivarono tallonando le cavalcature dei guerrieri imperiali. Huatli ordinò al branco di continuare a seguirli, lo rincuorò con la sua magia e lo assicurò che nessuno avrebbe fatto loro del male. Individuarono la nave e videro che sulla spiaggia era ammassata una grande pila di casse e rifornimenti. Non vedendo l'equipaggio, Huatli disse che dovevano essere andati in esplorazione, poi spiegò il suo piano: lei avrebbe incendiato le casse e quando i pirati sarebbero tornati indietro, suo cugino li avrebbe dovuti respingere lungo la spiaggia e verso la loro nave. Gli avvenimenti si svolsero come previsto e la cavaliera iniziò ad andare per raggiungere Inti. Improvvisamente, il suo dinosauro venne colpito e lei cadde a terra. Vide che la sua cavalcatura era bloccata da delle catene incandescenti che gli ustionavano le scaglie. Quando l’origine delle catene si rivelò, il terrore mozzò il respiro di Huatli che non aveva mai visto un minotauro, dal momento che non esistevano su Ixalan. Si gettò sulla catena nel disperato tentativo di aiutare la sua cavalcatura, ma il suo nemico sbuffò con una furia sprezzante e uccise la creatura con la sua magia. Si presentò come il temibile pirata Angrath e disse che stava cercando il Sole Immortale. L'altra rise e replicò che non era l'unico a cercarlo. I due si affrontarono. Huatli tentò di spezzare la catena con la spada, ma Angrath avanzò con aria indifferente e gli occhi avvolti in un fuoco furente e fu ben presto in vantaggio. Sentendo il rumore della lotta, Inti era tornato indietro in cerca di sua cugina. Angrath si voltò verso il nuovo arrivato e Huatli si lanciò all’attacco riuscendo a farlo cadere a terra e ferendolo al petto. Angrath contrattaccò con le sue catene, si rialzò e colpì i due nemici mentre cercavano di fuggire con i loro dinosauri. Si rese conto che lei e suo cugino stavano per morire e cercò di alzarsi e affrontare a testa alta il nemico, quando nel profondo del petto si accese una scintilla.

Ascesa della guerrieraModifica

Huatli sentì che il suo corpo cominciava a disgregarsi, senza alcun dolore. Di fronte ai suoi occhi esplose un turbinio di luci e colori, un torrente di suoni le assalì le orecchie e avvertì che il suo corpo si frammentava. Era avvolta dallo splendore e dal calore e avrebbe dovuto esserne intimorita, invece era la sensazione più naturale al mondo: sentì che la sua testa si spingeva in avanti, nel colore e nella luce, e vide una città che brillava dello splendore dell’oro con torri scintillanti e guglie splendenti che svettavano nel cielo, distese di metallo lucente come non ne aveva mai visto finora e, al di sopra, un flusso di magia palpitante che serpeggiava tra le nuvole come un fiume. Poi, la visione svanì, la sua percezione fu riportata bruscamente alla realtà, come se una forza invisibile l’avesse trascinata indietro verso la giungla. Qualsiasi cosa fosse, quella porta che il suo sguardo aveva attraversato si era chiusa con un colpo secco, sbarrandole il passaggio. Tutto era di nuovo sospeso in un vortice di luci, colori e suoni, finché il suo corpo non si ricompose sul terreno della foresta. Si rese conto che Angrath era ancora di fronte a lei, ma l'altro la fissava attonito, con le catene riavvolte intorno alle braccia e gli occhi spalancati per la sorpresa. Il pirata le disse che era come lui, che non aveva mai incontrato altri come loro su quel maledetto piano e che potevano aiutarsi a vicenda per fuggire. Huatli replicò che non capiva ciò che era appena successo. Sorridendo, il minotauro le tese le mani, con i palmi rivolti verso l’alto in segno di invito, ma la cavaliera sferrò un rapido fendente contro Angrath, poi saltò sulla cavalcatura di Inti e i due fuggirono insieme, mentre l’urlo di dolore del pirata riecheggiava in tutta la giungla. Inti chiese spiegazioni e Huatli rispose che credeva di aver visto Orazca. In realtà la cavaliera aveva inconsapevolmente visto Kaladesh prima di essere riportata indietro dalla magia che inpediva ai planeswalker di abbandonare Ixalan.

In cerca di OrazcaModifica

Huatli sentì che tutte le sue certezze sul mondo che la circondava stavano crollando. Non solo era stata attaccata dalla bestia più strana che avesse mai visto, ma il suo corpo si era dissolto e, per un istante, la sua coscienza aveva guardato oltre una finestra aperta, solo per essere subito riportata alla realtà. Tornata a Pachatupa chiese udienza con l'imperatore nonostante l'ora tarda della notte. Quando Apatzec arrivò Huatli gli raccontò tutto quello che era successo. L’imperatore ascoltò pazientemente, poi chiese che sensazione avesse provato e l'altra spiegò che era stato come se non le fosse permesso di andarsene, come se avesse avuto dinanzi una porta aperta, ma poteva solo dare una sbirciata prima di essere risucchiata indietro. Apatzec disse che sua madre era testarda e antiquata; preferiva rincorrere favole nella giungla piuttosto che rinsaldare attivamente il suo potere. Tuttavia, sebbene lui ritenesse che fosse una follia inviare il loro intero esercito alla ricerca del potere racchiuso a Orazca, non credeva che sarebbe stato sciocco inviare la loro cavaliera più abile, specialmente ora che il destino la stava chiamando in ogni caso. Huatli protestò che lei non avrebbe dovuto affrontare una spedizione in quanto i poeti guerrieri non lo facevano, ma l'imperatore le disse che l'aveva già iniziata, le ordinò di trovare la città dorata e le disse che se fosse riuscita nella sua missione avrebbe ottenuto il titolo di poetessa guerriera, con cui il popolo già la chiamava, ufficialmente. Huatli pensò che tutto ciò che aveva sempre desiderato ora dipendeva esclusivamente dal trovare un luogo sospeso tra mito e realtà. La cavaliera rispose che avrebbe trovato Orazca e recuperato il Sole Immortale per la gloria dell’Impero del Sole.

La residenza dei cavalieri era separata dal resto della città da un semplice muro. Lì, Huatli e i suoi compagni d’armi si addestravano, mangiavano, dormivano e pianificavano la difesa della città. Altri reggimenti si dedicavano alla conquista e all’espansione, ma lì la preoccupazione principale era proteggere i territori già controllati dall’Impero del Sole. Huatli era cresciuta in quel luogo, con genitori amorevoli che erano stati cavalieri prima di lei. Era l’unica casa che avesse mai conosciuto e ne aveva memorizzato ogni singolo angolo e passaggio. Dopo essersi congedata dall'imperatore andò da Inti, i due cugini parlarono di ciò che lei aveva visto e della missione affidatagli da Apatzec. Huatli disse che non aveva mai avuto una responsabilità così grande prima d’ora e che non voleva andarci da sola. Inti rispose che lui e Teyeuh sarebbero andati con lei e l'avrebbero accompagnata a destinazione sana e salva. Lei replicò che non sapeva nemmeno come arrivarci e suo cugino disse che gli Araldi del Fiume dovevano saperlo visto lo zelo con cui difendevano i loro territori. Inti chiese poi se volesse andarci o se lo faceva solo per la ricompensa e Huatli rispose che voleva trovare la città. I due si separarono e Huatli si diresse al suo dormitorio. Si stese sull’amaca e pensò a quello che le era successo e ciò che aveva visto. Chiuse gli occhi, cercando di calmare la sua mente agitata. I suoi sogni furono screziati d’oro e splendevano dei colori di un luogo diverso da qualsiasi altro che avesse visitato, il sogno mutò, si trasformò, divenne più una profezia che una visione onirica e vide se stessa come sarebbe diventata un giorno. Lei era una guerriera e un’oratrice ed ora sarebbe diventata anche un’esploratrice.

La corsa all'oroModifica

In cerca di una guidaModifica

Huatli era sulla stessa spiaggia dove una tempesta aveva fatto naufragare una nave dell'Alleanza di Bronzo e della Legione del Vespro, i cui sopravvissuti ora si stavano affrontando. Una strana figura catturò la sua attenzione; aveva le sembianze di una persona, ma con la pelle verde smeraldo, scintillanti occhi dorati e un groviglio di liane che danzavano al posto dei capelli: era diversa da chiunque avesse mai incontrato fino ad allora. Dai suoi vestiti capì che era la capitana della nave dei pirati. Huatli sapeva che avrebbe fatto meglio a non avvicinarsi alle navi, nonostante il suo addestramento da guerriera la spingeva ad allontanare gli invasori, preferì evitare distrazioni. Si girò verso Teyeuh e le disse di tornare in città e radunare le loro forze per respingere gli invasori superstiti. L'altra annuì a andò via. Huatli e Inti proseguirono fino alla scogliera dove trovarono la tritona che stavano cercando, priva di sensi. Sembrava anziana e, se era un membro importante degli Araldi del Fiume come credeva, allora doveva sapere dove si trovava Orazca. Scese dalla sua cavalcatura e mentre si dirigeva verso di lei, la tritona si svegliò. La cavaliera si presentò e disse che non voleva farle del male. L'altra disse di chiamarsi Tishana e spiegò che uno del suo popolo di nome Kumena li aveva traditi e aveva intenzione di spezzare l'equilibrio. Huatli disse che voleva andare a Orazca, ma che aveva bisogno di una guida e spiegò che aveva padroneggiato una strana magia e aveva visto una città dorata. Tishana gli fece notare che non aveva la certezza di aver visto Orazca. Inti intervenne e disse che la città dorata doveva essere trovata se volevano proteggere entrambi i loro popoli e indicò la confusione sulla spiaggia. Huatli disse che la sua visione era una prova che la sua missione fosse cruciale per la sopravvivenza sia dell’Impero del Sole che degli Araldi del Fiume; era certa che loro non fossero nemici. Tishana disse che aveva percepito la sua presenza alcuni giorni prima, avvertendo una scossa tremenda all’energia del mondo. Huatli chiese spiegazioni, ma Tishana rispose che sapeva solo che la superficie di Ixalan era invalicabile: alcuni potevano cadere al suo interno, ma una volta sommersi non potevano più uscire. Continuò che aveva avvertito altre scosse simili, ma quell'energia non apparteneva a lei e se affermava di aver visto una città mentre esplorava i confini del loro mondo, le credeva. Voleva la sua parola che sarebbero andati alla città dorata per mantenere Kumena lontano, perché la sua presenza lì era una minaccia per entrambi i loro popoli, ma se lei avesse cercato di rivendicare Orazca per il suo popolo, non avrebbe esitato a ucciderla. Huatli sentì un’incredibile incertezza sull’esito dell’esplorazione, ma non aveva altra scelta. Tishana evocò un elementale e disse di seguirla. Huatli deglutì, la tritona aveva un potere immenso. Subito dopo vide una vampira che stava correndo verso la giungla e disse a Inti di occuparsi di lei e di raggiungerla più tardi. Mentre l'altro andava via, la cavaliera fischiettò una melodia diretta a Teyeuh, un comando dove le chiedeva di seguire suo cugino che l'altra comprese.

La bussolaModifica

Tishana si avviò verso il fiume. Huatli la seguì e si fermò accanto a lei. La tritona la informò che qualcuno stava plasmando un'illusione in quelle acque. Si addentrarono nel profondo della foresta, senza perdere di vista la strana scia sul fiume. Tishana chiese se anche l'Impero del Sole avesse sentito le voci su una capitana dell’Alleanza di Bronzo che era in possesso di una bussola in grado di localizzare la città dorata. Huatli confermò e disse che l'aveva vista tra i sopravvissuti della tempesta. La cavaliera suggerì che quando il fiume si sarebbe ristretto e non avrebbero potuto proseguire, avrebbero colpito i pirati. Tishana replicò che la loro bussola serviva molto più dei loro cadaveri e spiegò che nemmeno il suo popolo conosceva la posizione precisa della città dorata; lei sapeva solo che si trovava a sud della Valle Perduta. La sicurezza di Huatli vacillò: avevano bisogno di quella bussola.

Verso la città dorataModifica

Dopo che raggiunsero la capitana e il suo alleato, Huatli si lanciò all'attacco. I due svanirono, ma Tishana neutralizzò la loro magia di invisibilità. La capitana nemica chiese perchè li stavano seguendo, ma fu il suo alleato a risponderle che sapevano della bussola. La loro nemica chiese chi fossero e le due si presentarono. Tishana fissò la donna dalla pelle verde e le disse che nessuno poteva possedere Orazca, né ciò che si trovava al suo interno: doveva consegnarle la bussola o prepararsi a morire. Prima che l'altra potesse rispondere, il suo alleato intervenne e disse che loro non avevano più la bussola. Huatli ascoltò in silenzio la loro conversazione, poi li ringraziò per la loro collaborazione e andò via insieme alla tritona. Raggiunta la vampira che aveva rubato la bussola, Huatli la fece attaccare da un suo dinosauro, che spalancò le fauci e l'afferrò per la vita. L'altra tentò inutilmente di reagire, ma Huatli le prese la bussola e, prima di andarsene, chiamò un dinosauro vicino ordinandogli di divorarla. Tornata da Tishana, Huatli disse di allontanarsi nel caso la vampira riuscisse in qualche modo a seguirle, poi le diede la bussola e l'altra comprese la strada da seguire. Subito dopo la tritona allontanò il suo elementale e, comprendendo le sue intenzioni, Huatli le ricordò che avevano un accordo: dovevano andare insieme a Orazca. L'altra però decise di rompere il patto. Proprio in quel momento, la capitana dell'Alleanza di Bronzo insieme ad altri pirati della sua ciurma apparve. Huatli venne bloccata, avviluppata da un enorme telo di Amelia, che le coprì il volto e la disarcionò dal dinosauro, poi venne liberata, ma rimase stordita e la capitana nemica recuperò la sua bussola. Huatli rimase a bocca aperta nel vedere il suo dinosauro completamente pietrificato. Incanalò la sua furia in un incantesimo per richiamare un gruppo di dinosauri, ma dovette subito ordinare loro di ritirarsi poichè Tishana evocò un’inondazione per sommergere la giungla; l’alluvione schivò Huatli e si diresse verso i nemici in fuga. La tritona disse alla cavaliera che da quel momento avrebbe dovuto cavarsela da sola: lei doveva fermare Kumena da sola. Dopo che finì di parlare svanì nel fitto della giungla. Rimasta sola, Huatli lanciò un incantesimo per evocare una nuova cavalcatura: doveva seguire l’odore della capitana dalla pelle verde; anche se la sua guida tritona l’aveva abbandonata, ormai era così vicina al suo obiettivo che non aveva più bisogno di lei.

La proposta di AngrathModifica

D’improvviso si sentì chiamare dalla voce di Angrath, lo vide e pensò che tutta quella storia era iniziata quando il pirata l’aveva attaccata. Era tutta colpa sua, che le aveva provocato la strana visione. Huatli fece una smorfia e corse nella stessa direzione in cui erano fuggiti i pirati. L'altro la inseguì urlando che voleva parlarle, ma senza fermarsi, lei rispose che non voleva ascoltarlo. Angrath le si avvicinò alle spalle e l'avvolse alla caviglia con la catena. Huatli mascherò la sua paura con uno sguardo fiero, sollevò una mano e cominciò a lanciare un incantesimo per evocare il maggior numero di dinosauri e bestie possibile. Angrath fece alcuni passi e si inginocchiò, appoggiò le sue catene e disse che non le avrebbe fatto del male perché era una planeswalker come lui. Huatli voleva delle risposte, ma prima che potesse fare delle domande l'altro si rialzò in piedi e spiegò che qualsiasi cosa impedisse loro di lasciare quel piano si trovava a Orazca e, se avessero scoperto di cosa si trattasse, potevano aiutarsi a vicenda a fuggire su altri mondi: dovevano solo uccidere chiunque avesse cercato di sottrarre la città dorata al loro controllo. La speranza di Huatli svanì e fu pervasa da una sensazione di malessere mentre pensava che quel mostro assassino voleva diventare suo amico.

Uno scorcio sul lato nascosto del soleModifica

Huatli e Angrath osservarono le guglie di Orazca salire sempre più alte sopra le fronde della valle e si incamminarono. Huatli era senza fiato, la città era più bella di quanto potesse immaginare, completamente diversa da quella che aveva visto nella sua visione. Parlò con Angrath della sua missione e quest'ultimo le disse che un titolo non le offriva la libertà e che ragionava come una formica. Huatli si sentì insultata e lui aggiunse che il suo popolo poneva la libertà sopra ogni altra cosa; erano pronti a uccidere per essa. Lei invece si era legata a delle storie ricordate a metà. Huatli urlò che aveva dedicato la vita alla conservazione della storia dell’Impero del Sole in modo veritiero e con orgoglio. Angrath disse che gli abitanti di Ixalan non possedevano davvero la libertà. Huatli si chiese chi pensava di essere il minotauro per parlarle in quel modo ma, se le aveva detto la verità e lui proveniva da un altro mondo, forse sul suo mondo le cose funzionavano in modo diverso rispetto a Ixalan. Angrath le disse di seguirlo e i due viaggiarono nella cieca eternità, osservarono un luogo gelido e poi vennero riportati indietro su Ixalan. Angrath disse che quel mondo si chiamava Kaldheim e chiese se avesse compreso ciò che intendeva. Huatli scosse la testa e l'altro spiegò che la libertà aveva inizio dalla consapevolezza di essere intrappolati.

Huatli chiese ad Angrath dove sarebbe andato una volta lasciato Ixalan e l'altro rispose che voleva rivedere le sue figlie. Raggiunsero una struttura che emergeva dal terreno: una tomba che sembrava non fare parte di Orazca, come se fosse stata costruita successivamente e posizionata lì. Contro il parere di Angrath, Huatli si incamminò verso l’entrata per poi indietreggiare improvvisamente nel momento in cui una pallida mano emerse dal suo interno e spostò la lastra dall’ingresso del tempio. Una vampira apparve e Angrath la riconobbe per via delle storie che narrava la Legione del Vespro: era santa Elenda. Huatli fu brevemente turbata dal fatto che l'altro conoscesse una leggenda di cui lei non aveva sentito parlare. Elenda lì osservò, disse che Orazca si era finalmente svegliata e poi chiese perchè impugnavano le armi. Huatli rispose che si rifiutava di permettere che la Legione del Vespro conquistasse la città. L'altra replicò che il loro scopo era recuperare il sole immortale e lasciare in pace ogni altra cosa. Ignorò entrambi e disse a sè stessa che aveva donato alla chiesa la conoscenza del suo rituale in modo che portassero avanti la sua missione, avrebbero dovuto imparare l’umiltà e continuare la ricerca per la salvezza di tutti loro. Poi andò via.

Rimasti soli, Angrath rimproverò Huatli dicendole che si faceva distrarre troppo facilmente. I due litigarono e lui le scagliò una catena verso il volto. Lei riuscì a schivarla, ma vide che l'altro aveva approfittato della sua distrazione per correre verso Orazca. Capì che sarebbe giunto prima di lei ma non poteva permetterglielo.

Battaglia per il Sole ImmortaleModifica

Huatli evocò un dinosauro che raggiunse Angrath e lo scagliò a terra bloccandolo. I due vennero raggiunti dai tritoni degli Araldi del Fiume guidati da Tishana, che confermò nuovamente la sua alleanza con lei. Si scusò con Angrath, salì in groppa a un altro dinosauro e lo lasciò lì. Avvicinandosi alla torre videro un corpo cadere dalla finestra. Riconoscendo Kumena, Tishana rallentò la caduta con la sua magia, poi andò da lui. Tishana disse a Huatli di seguirla mentre gli altri tritoni rimasero indietro. Le due raggiunsero la stanza del Sole Immortale, videro Vona e Mavren Fein e iniziarono a combattere.

Vona usò il potere del Sole per alterare il sangue di Huatli. Un canto riempì la stanza, Huatli rimase paralizzata e cercò la fonte del suono. Vide una figura volteggiare appena fuori dalla finestra insieme a un goblin. Riconobbe i pirati della Belligerante e osservò Tishana e i due vampiri avvicinarsi a loro; il cantò cessò e il goblin balzò verso il viso di Vona. Huatli si riprese dallo stato confusionale e cercò di correre verso il Sole Immortale, proprio in quel momento, il pavimento sussultò e vide Angrath scagliarle contro la testa bruciacchiata del suo dinosauro. La battaglia tra i vari nemici continuò e Huatli, Angrath, Tishana e Vona riuscirono ognuno a toccare una parte del Sole Immortale incastonato nel pavimento. Lei ansimò mentre un'enorme corrente di energia attravesò il suo corpo e si mise a ridere per la sensazione di meraviglia che stava provando. La sua percezione si ampliò in ogni parte della città e percepì i cinque antichi dinosauri, ma appena oltre i confini di Orazca sentì i passi dell’esercito dell’imperatore Apatzec che lei non aveva convocato. Avrebbe dovuto sapere che il suo sovrano non avrebbe inviato solo lei. Analizzò con cura la minaccia che ogni avversario rappresentava; si rese conto che Vona era la più spossata e sarebbe stato facile abbatterla dal momento che l'altro vampiro era bloccato al muro dai rampicanti e non poteva aiutarla. I due pirati erano in attesa, ma lei era sicura che avrebbero aspettato di vedere chi fosse stato il vincitore prima di attaccare. Si accovacciò, pronta ad attaccare, incrociò lo sguardo con Tishana e le fece un leggero cenno del capo. Prima che potessero attaccare il pavimento crollò.

A chi spetta raccontare le storie?Modifica

Huatli precipitò nella stanza sottostante, vide che il Sole Immortale era scomparso e osservò Angrath viaggiare su un altro piano. Anche i pirati dell'Alleanza di Bronzo andarono via, mentre i due vampiri restarono pronti a combattere contro di lei e Tishana. Proprio in quel momento, Elenda si unì a loro e raccontò la sua storia. Huatli la pregò di tornare nel suo continente e di raccontare lei stessa la sua storia. Elenda le si avvicinò e disse che il suo futuro sarebbe stato al servizio di mondi ben oltre il loro. Le diede la sua benedizione, poi si rivolse a Mavren e Vona e chiese di essere portata dalla regina Miralda. Rimasta sola con Tishana, le chiese cosa significasse aver trovato la città dorata se il Sole Immortale non c'era più. L'altra spiegò che nelle pareti di Orazca c'era una antica magia, di cui l’Impero del Sole aveva infuso ogni pietra: anche senza il manufatto, era ancora un luogo di potere. Huatli disse che Orazca non apparteneva a nessuno e doveva essere condivisa: sarebbe tornata a Pachatupa per chiedere all'imperatore di negoziare con gli Araldi. Uscì e convocò Zacama per tornare a casa.

Tornata a casa salutò Inti e i suoi zii. Disse che doveva parlare con l'imperatore, salì verso il Tempio del Sole Ardente e, mentre camminava verso la sala, guardò le pareti rivestite di intagli che raffiguravano gli eroi dell’Impero del Sole di cui conosceva a memoria ogni impresa; la verità veniva decisa da colui che raccontava le storie. Raggiunse Apatzec che le disse che il giono successivo si sarebbe svolta la cerimonia in suo onore per il titolo di poetessa guerriera, poi le chiese di raccontargli come avesse scoperto Orazca. Huatli non cercò di dirgli ciò che lui avrebbe voluto sentire, gli raccontò la verità e quando finì lo implorò di trovare un accordo con gli Araldi del Fiume. L’imperatore rispose che quella non era la storia che voleva che raccontasse alla cerimonia. Spiegò che avrebbero invaso Forte Adanto e quindi era necessario un messaggio di ispirazione e conquista. Orazca apparteneva a loro ma, se il popolo vedeva il dinosauro su cui era arrivata e poi gli veniva raccontata una storia che invitava a collaborare con gli Araldi del Fiume, lui non avrebbe avuto il supporto che gli serviva per la campagna militare: il loro impero non poteva crescere se non si espandevano. Lei replicò che l'impero aveva la possibilità di vivere in pace. Apatzec le disse che durante la cerimonia non ci sarebbe stata alcuna orazione e sarebbe stato lui a comunicare al popolo ciò che era accaduto a Orazca.

Huatli tornò dalla famiglia a cui raccontò di potersi spostare su altri mondi. Suo zio le disse che non poteva restare lì: doveva viaggiare. Inti aggiunse che come poetessa guerriera il suo compito era raccogliere racconti e storie e chiese perchè si sarebbe dovuta limitarsi a quelle del loro mondo quando poteva scoprirne altre su molti mondi. Furono tutti d'accordo e Huatli disse che sarebbe partita per una settimana. All’alba del mattino successivo, Huatli partì.

Incontro con SaheeliModifica

Arrivata a Ghirapur, su Kaladesh, esplorò la città osservando con stupore gli edifici e i dispositivi che le persone avevano realizzato. Si voltò e vide una donna approssimativamente della sua età che la osservava. L'altra le fece capire di essere una planeswalker e Huatli la seguì. Passeggiarono fino a un parco in cui si presentarono e parlarono dei rispettivi mondi. Affascinata dalla descrizione dei dinosauri, Saheeli disse di volerne costruire uno.

La Guerra della ScintillaModifica

Huatli e Saheeli vennero attirate su Ravnica dal Faro Interplanare e rimasero intrappolati dal Sole Immortale di Nicol Bolas. Accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, Huatli combatté contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati da Liliana Vess.

Durante l'invasione del piano, fu presente alla riunione dove i leader della difesa di Ravnica si riunirono per mettere a punto una strategia. Lì incontrò nuovamente Angrath e lo prese in giro per essere stato nuovamente intrappolato dal Sole Immortale. Sotto raccomandazione di Jace Beleren, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: Huatli, Gideon Jura, Aurelia e Angrath guidarono una massiccia forza di planeswalker e forze militari Boros, Izzet e Simic in battaglia contro Rhonas, che comandava un battaglione di Eterni per distruggere la resistenza. Gideon e Aurelia guidarono le unità aeree, mentre Huatli e Angrath guidavano le unità di terra. Huatli era sospettosa nei confronti di Angrath e lo teneva d'occhio per assicurarsi che non tradisse gli altri, ma alla stesso tempo fece di tutto per proteggerlo.

Dopo che Gideon uccise Rhonas, Huatli si unì ad Ajani, Jiang Yanggu e Mu Yanling per aiutare a proteggere e salvare i civili. Con l'aiuto di Vraska e dei Golgari, il gruppo guidato da Ajani fu in grado di evacuare molti abitanti del piano nei tunnel della Città Sepolta, portandoli al sicuro dall'Orda Atroce.

Huatli fu tra i pochi planeswalker che decisero di rimanere sul piano dopo che Chandra Nalaar disattivò il Sole Immortale e aiutò i Guardiani nel loro scontro con Bolas. Dopo la fine della guerra, fu una dei planeswalker sopravvissuti alla battaglia.

Dopo la Guerra della ScintillaModifica

Dopo la fine della guerra, Huatli andò con Saheeli su Kaladesh. Le due, insieme ad altri planeswalker, parteciparono poi al funerale di Gideon su Theros. Lì, Huatli cantò una poesia per lui.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

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