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Gisa Cecani è una folle necromante di Innistrad che usa i morti come servitori. È la sorella di Geralf.

StoriaModifica

Gisa era una rampolla di un'antica famiglia di Thraben e lontana parente di Mikaeus. Venne bandita dalla città insieme a suo fratello perché vennero scoperti come necromanti. Si spostò nella Brughiera, dove iniziò una guerra contro il fratello tramite eserciti di non-morti. Le loro battaglie spinsero molti degli abitanti della brughiera a trasferirsi a Landavicina, rendendo la zona ancora più desolata di prima e permettendo ai predoni ghoul di muoversi liberamente.

Gisa cercò di conquistare Trostad per fare un torto a Geralf, ma suo fratello riuscì a conquistare la città prima di lei.

Quando Geralf mandò delle lettere a Gisa per offrirle una tregua, le propose un'alleanza contro Thraben. Lei accettò e con i suoi non-morti riuscì ad aprire una breccia nelle mura della città. Venne costretta a ritirarsi quando Thalia guidò l'attacco che decimò il suo esercito.

Dopo che Geralf, ucciso Mikaeus, uscì illeso da Thraben, regalò il cuore del lunarca a Gisa, che però lo rimproverò perché la sua iniziativa gli era costata la vittoria.

Ritorno di AvacynModifica

Dopo il ritorno di Avacyn, Gisa venne catturata e imprigionata per i crimini commessi. Nonostante la sua prigionia però, le creature non-morte che ha rianimato eseguono tuttora i suoi ordini di distruzione.

GiochiModifica

Grazie ai non morti del fratello, Gisa riuscì a fuggire mentre veniva scortata a Thraben, per essere giudicata per i suoi crimini. Una volta libera tornò nel vecchio maniero in rovina a Nephalia dove lei e la sua famiglia erano stati esiliati per le loro pratiche necromantiche e iniziò a mandare lettere al fratello, punzecchiandolo. Nel maniero di famiglia rianimò sua madre e suo padre, ma poi tenne solo la prima e rimise al suo posto il secondo.

Durante una delle sue passeggiate con sua madre incontrò Nahiri che si dimostrò molto interessata alle sue arti di evocazione degli zombi e accettò di aiutarla a costruire un monumento alla Relittopoli. Successivamente continuò a scrivere al fratello e, quando lui rispose continuando a ignorare i suoi tentativi di ricominciare le loro "guerre di famiglia" insultandola e pretendendo ringraziamenti per averla aiutata a fuggire, Gisa rispose mandandogli una lettera sarcastica e la loro madre come aiutante ordinandole di obbedirgli in tutto, tranne che potersene andare.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

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