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Personaggio
Emrakul1
Nome Emrakul
Originario di Cieca eternità
Lifetime Data Sconosciuta
Razza Eldrazi
Titolo
  • Lo Strazio Eterno
  • La Fine Promessa
Stato Viva, imprigionata sulla luna di Innistrad


Emrakul è una dei tre titani eldrazi. Incarna la desolazione, la distanza emotiva e fisica, il freddo del vuoto e la paura della solitudine.

L'aspetto di Emrakul è caratterizzato da strutture a traliccio formate da una sostanza simile alla carne e tentacoli che partono dalla base e si diramano o verso l'alto o verso il basso. I tentacoli respirano indipendenti dal resto del corpo. Ancora sono sconosciuti i poteri di Emrakul, che gli permettono di galleggiare sopra il terreno modificando la gravità circostante.

Tre PlaneswalkersModifica

Millenni fa tre planeswalkers, Sorin Markov, Ugin e Nahiri, si avventurarono con lo scopo di fermare i tre titani eldrazi distruttori di mondi: Emrakul, Ulamog e Kozilek. Nahiri constrinse gli eldrazi ad assumere una forma fisica in modo che Sorin potesse usare la magia del sangue per assorbire le loro energie vitali e Ugin il suo fuoco spettrale. Gli eldrazi sovrastarono il potere dei planeswalkers con il loro, ma i tre prepararono il loro vero  piano: l'imprigionamento.

L'ImprigionamentoModifica

Il trio decise di forzare nuovamente i titani eldrazi in forma fisica e intrappolarli su un piano, sacrificando quel piano per il benessere del multiverso. I tre cercarono un mondo lussureggiante e ricco di mana, un richiamo potente per la fame insaziabile di mana. Trovarono Zendikar. Sorin attirò i tre eldrazi sul piano, dirigendo la loro fame sul mana unico di Zendikar; Ugin usò il suo respiro invisibile per combattere gli eldrazi e la magia per incatenarli al piano e Nahiri costruì una rete massiccia di diamanti di pietra chiamati edri, formando una prigrione, che avrebbe impedito agli eldrazi di tornare nella cieca eternità. I planeswalker concentrarono i loro poteri in un luogo segreto dentro le montagne di Akoum: una camera sotterranea chiamata Occhio di Ugin. Per assicurarsi che la prigione non andasse distrutta, sigillarono la camera con un blocco mistico: l'occhio poteva essere riattivato solo con la presenza di tre planeswalker e l'uso della magia incolore di Ugin, il soffio invisibile. Il piano dei planeswalker funzionò: Emrakul, Ulamog e Kozilek si manifestarono in forma fisica su Zendikar, venendo confinati dalla magia degli edri. Caddero in un sonno profondo che li rese innocui.

Nella culturaModifica

Tempio degli Dei Rinnegati

Emeria al centro.

Emrakul è venerata con il nome di Emeria o Em nelle culture dei tritoni e Kamsa in quella dei kor del piano. È rappresentata come un angelo, signore dell'omonima terra nel cielo e guardiana della luce. Il suo volto è perennemente coperto da un cappuccio, che nasconde la parte superiore del viso.

RisveglioModifica

Passarono diversi secoli e la fame degli eldrazi dormienti crebbe a dismisura. La prigione si dimostrò debole e si avvicinarono alla liberazione. Si svegliarono insieme alla loro progenie, diversa in base al titano dal quale veniva prodotta. Portarono il caos su Zendikar, consumando il mana del piano e massacrando i suoi abitanti. Nonostante ciò, i tre titani non erano in grado di lasciare la loro prigione, perché Nahiri riuscì a impedirne la fuga e ad imprigionarli nuovamente.

Ascesa degli EldraziModifica

Trascorsero i millenni e Nicol Bolas ha indirettamente indebolito l'edro principale durante le sue numerose macchinazioni. La progenie eldrazi venne inconsapevolmente liberata da Sarkhan Vol, Jace Beleren e Chandra Nalaar. Sorin Markov sentì l'indebolimento del sigillo e si precipitò su Zendikar, lasciato solo dai due compagni. Costretto all'azione, si alleò con Nissa Revane per impedire il ritorno dei titani eldrazi.

Sfortunatamente, Nissa decise di liberare gli eldrazi perchè credeva che una volta liberi avrebbero abbandonato il suo mondo. Si sbagliava. Dal momento che aveva tradito Sorin, l'antico vampiro si lavò le mani del piano e decise di andarsene da Zendikar, mentre Nissa vide i tre titani eldrazi innalzarsi mentre fuggiva. Tornata a Bala Ged raccontò tutto e giurò che avrebbe riportato Sorin su Zendikar per aiutarla a fronteggiare la minaccia dei titani.

La battaglia di Fort KeffModifica

Finalmente liberi i titani si scatenarono su Zendikar. La progenie eldrazi attaccò Fort Keff, venendo respinti da Gideon Jura. Quando Emrakul comparve nel cielo, Gideon potè solo dire agli abitanti a fuggire poichè era consapevole di non poter vincere quell'essere da solo e rimase ad osservarla mentre distruggeva la città.

Rinascita di ZendikarModifica

Due anni dopo il suo risveglio, a differenza di Ulamog e Kozilek, Emrakul lasciò Zendikar.

L'arrivo di EmrakulModifica

Attirata su Innistrad dalle macchinazioni di Nahiri che voleva vendicarsi di Sorin, Emrakul riuscì a entrare nel piano dopo che l'ultima difesa extraplanare venne infranta con la morte di Avacyn. Poco dopo il suo arrivo sul piano, tutti coloro che si abbandonavano al suo richiamo vennero alterati in esseri mostruosi.

La battaglia di ThrabenModifica

Emrakul si diresse verso Thraben, dal momento che la città aveva la più alta densità di vita di Innistrad e con lei arrivarono anche orde di creature alterate dal suo richiamo. Nel cielo, incombeva minacciosamente la tempesta: il corpo del titano era quasi completamente nascosto alla vista, ma la sua presenza era evidente in ogni luogo; i suoi tentacoli emersero dalle nubi graffiando il terreno e rombando, mentre riducevano interi isolati della città in polvere.

La fine promessaModifica

Emrakul rimase ferma nel cielo, poi improvvisamente si aprì: le sue nubi fiorirono, i suoi lunghi e colorati tentacoli si allungarono e si moltiplicarono, da centinaia a migliaia, a decine di migliaia. Una sfera invisibile di potere si diffuse da Emrakul, inondando i planeswalkers che si stavano opponendo a lei: i Guardiani, Liliana Vess e Tamiyo. Usando di riflesso la sua magia, Jace Beleren protesse tutti i suoi compagni tranne Liliana la cui mente venne protetta dal potere del Velo. L'intervento del telepate non impedì però che i suoi amici avessero delle visioni causate da quel potere e lui stesso si perse nella sua mente mentre cercava di risolvere un enigma. Emrakul venne attaccata da Liliana, unica rimasta sveglia, che lanciò contro di lei un'onda di energia necromantica che inizialmente la respinse e avvizzì alcuni dei suoi tentacoli. Una parte del corpo di Emrakul si rigenerò mentre la donna continuava a scagliare ondate di energia una dopo l'altra senza sosta. Quando Liliana sentì su di sé gli effetti negativi del suo manufatto, Emrakul risorse. Tentacoli e altre parti del corpo ricrescevano più velocemente di quanto Liliana ritenesse possibile; ben presto Emrakul fu in vantaggio e la planeswalker potè solo mantenere la sua posizione prima di crollare a terra in fin di vita a causa del Velo.

Emrakul entrò in contatto con la mente di Jace e lui la vide con le sembianze dell'angelo Emeria, uno dei tanti nomi con cui era nota su Zendikar. Il suo volto era nascosto da un cappuccio e portava due spade. Lo spazio informe e incolore prese forma di fronte a entrambi e divenne una stanza: il rifugio del telepate su Ravnica. Emrakul chiese educatamente se poteva sedersi e davanti alla confusione del telepate spiegò che quella era la sua dimora e poi pronunciò il suo nome. Lui replicò di mettersi comoda e indicò il grande tavolo in pietra e "l'angelo" si sedette. Emrakul rinfoderò entrambe le spade e quando riportò le mani verso il tavolo, contenevano una pergamena con rilegature in metallo. Guardandolo, gli chiese se non gli dispiacesse che lavorasse mentre parlavano. Jace rispose di fare tranquillamente, lei srotolò la pergamena e iniziò a scrivere. Jace le chiese chi fosse realmente e cosa stesse succedendo. Emrakul non alzò la testa e continuando a scrivere rispose che tutto finiva e moriva, la pienezza era sempre dietro di loro e il tempo scorreva in una sola direzione. Jace chiese cosa desiderava, lei si fermò, valutò la pergamena e disse: "questo è tutto sbagliato. Io sono incompleta, inappagata, un semplice tentativo. Tutto dovrebbe fiorire, non portare rancore in modo improduttivo. Il terreno non era ricettivo. Non è il momento per me. Non ancora". Jace urlò che lei era lì per un motivo, poteva ucciderlo in molti modi, con le sue spade o i suoi tentacoli, ma non lo faceva; si limitava a stare seduta e chiese perchè; lui non comprendeva ciò che stava dicendo o ciò che desiderava e chiese di aiutarlo a farlo. Come se il mago mentale non avesse pronunciato nessuna parola, Emrakul gli chiese se sapesse giocare a scacchi e se volesse fare una partita con lei. Jace replicò che non era sicuro di avere il tempo per giocare. Emrakul ripose la pergamena alle sue spalle e disse che se avesse vinto, tutto sarebbe finito e avrebbe ottenuto tutte le risposte che desiderava. Il telepate chiese cosa fosse successo se avesse vinto lei ed Emrakul disse che lei stava già vincendo. Iniziarono la partita, Jace iniziò a fare altre domande, mentre l'angelo rispondeva che una parte di lui conosceva le risposte meglio di lei. Continuò che lei era stata umanizzata molto tempo fa, da forze con cui non è possibile discutere. Continuarono la partita e Jace vinse. Emrakul osservò la scacchiera, poi abbassò il cappuccio rivelando un normale aspetto di angelo. Improvvisamente i pezzi di Jace si trasformarono, mutarono e si attaccarono l'un l'altro, senza pietà, uccidendosi a vicenda; poi i pochi pezzi rimasti marciarono verso il re di Jace che aveva assunto l'aspetto stesso del telepate. Il planeswalker disse che aveva imbrogliato, non poteva farlo, quelli erano i suoi pezzi. Il volto dell'angelo iniziò a sciogliersi così come tutto il resto di lei, rimase solo la voce che replicò: "sono tutti pezzi miei, Jace Beleren. Lo sono sempre stati. Semplicemente non ho più voglia di giocare". Ci fu un'enorme esplosione all'esterno, accompagnata dal suono di qualcosa che si sgretolava, il tetto della stanza si strappò e rivelò la gigantesca figura di Emrakul che con le sue centinaia di tentacoli e fulmini iniziò a divorare il posto. Continuò a parlare con voce eterea e leggera come una brezza, dicendo che lei stava arrivando, di continuare ad agire e trovare le sue risposte, ma di fare in fretta poichè il tempo scorreva in una sola direzione e lo faceva con brama. Apparve una porta e il mago mentale fuggì al suo interno.

Nuovamente alla realtà, quando Jace, Tamiyo e Nissa Revane diedero iniziò al loro piano per intrappolare Emrakul sulla luna di Innistrad, rischiarono di perdere il controllo della magia dopo che Nissa crollò a terra. Emrakul prese il controllo del corpo di Tamiyo e la costrinse a leggere la pergamena proibita che lei stessa aveva modificato: l'incantesimo che avrebbe dovuto portare devastazione sull'intero piano alimentò invece la magia che Jace plasmò e utilizzò per imprigionarla sulla luna.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

CuriositàModifica

  • Emrakul venne divinizzata e chiamata Emeria mentre era imprigionata su Zendikar.
  • Viene rappresentata come un angelo nelle statue presenti su Zendikar.
  • Emrakul appare in forma angelica in una proiezione mentale di Jace Beleren in La fine promessa.
  • In L'arrivo di Emrakul viene confermato che Emrakul è una femmina. Molti fan l'avevano sempre sospettato per il fatto che a differenza degli altri due titani le sue rappresentazioni di falsa divinità la mostravano sempre con l'aspetto femminile.
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