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Personaggio
Elspeth, Sun's NemesisART1
Nome Elspeth Tirel
Originario di Piano sconosciuto
Lifetime 4532 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Cavaliera Errante
  • Campionessa del Sole
  • Eroina Intrepida
  • Nemesi del Sole
Stato Viva


Elspeth Tirel è una planeswalker che usa il mana bianco.

La sua specialità sono le magie di comunione e protezione: incantesimi in grado di radunare armate devastanti. Cerca un mondo da chiamare casa per non viaggiare più attraverso il multiverso. La sua ricerca sembrò finire su Theros dove divenne la campionessa del dio Eliod. Compì numerose imprese e uccise il falso dio Xenagos salvando la sua nuova casa, ma alla fine venne tradita e uccisa dalla sua stessa divinità. Finì nell'Ade, ma a causa di Ashiok, si destò dal suo sonno e dopo diverse avventure riuscì a fuggire tornando nel mondo dei vivi.

AdolescenzaModifica

Nacque su un piano sconosciuto dominato dai phyrexiani. Ha vissuto come prigioniera insieme a molti altri esseri del piano che venivano torturati dai phyrexiani. Quando venne il suo turno e il carceriere si avvicinò a lei, Elspeth rispose instintivamente con un potente incantesimo, ascese e viaggiò nella cieca eternità. Aveva solo tredici anni, e soffrendo molte avversità, trascorse alcuni anni a cercare un mondo da chiamare casa. Alla fine trovò il frammento di Bant.

Alara UnbrokenModifica

Su Bant, Elspeth trovò quello che aveva sempre cercato e che mancava nella sua vita: la comunità, l'amore e soprattutto la pace. Si Stabilì a Valeron e a diciasette anni iniziò la sua formazione come scudiero. Dopo soli tre anni venne nominata cavaliere, la più giovane di tutta Valeron. I suoi compagni cavalieri non erano a conoscenza delle sue potenzialità di planeswalker o delle sue origini, nè del suo reale potenziale magico che mantenne segreto anche al suo amico scudiero Aran. Se qualcuno le domandava qualcosa sul suo passato rispondeva in modo vago affermando semplicemente che non era originaria di Valeron.

Due anni dopo che aveva usato l'ultima volta le sue capacità, la sua pace iniziò ad andare in frantumi quando trovò Ajani ferito e privo di conoscenza vicino al suo accampamento. Elspeth lo portò dai monaci rhox per farlo curare e quando il planeswalker si riprese, lei pensò di aver trovato uno spirito affine e cercò di convincerlo a restare su Bant. Dopo un confronto con Ajani capì però che si sbagliava, il Leonid le disse che i loro mondi erano molto più vicini di quanto pensasse e prima di andarsene la mise in guardia su qualcosa di oscuro che stava arrivando.

Dopo l'avvertimento di Ajani, Elspeth sentì delle voci angoscianti e andò in cerca di prove col suo scudiero Aran. I due arrivarono ad un monastero rhox e lo trovarono invaso dai non-morti di Grixis. Quando li vide, Elspeth capì che Ajani aveva ragione e dopo averli sconfitti, partì insieme ad Aran per ritornare a Valeron per avvisare gli altri. Durante la strada Aran venne attaccato da un demone e per salvarlo Elspeth usò la sua magia lasciando il suo scudiero sorpreso e ignorando le sue domande sulla manifestazione del suo potere. I due tornaro in tempo per partecipare alla battaglia, cavalieri e angeli di Bant contro orde di non-morti e demoni di Grixis. Elspeth ignorò le parole di Aran di usare la sua magia in quanto voleva difendere Bant come suo cavaliere, ma quando l'esercito di Grixis sfondò le difese di Bant, Aran venne ferito gravemente e vedendo il suo amico morente qualcosa si ruppe dentro Elspeth che usò la sua magia per riportarlo in vita per poi scatenare tutta la sua magia polverizzando tutti i suoi nemici e conquistando la vittoria. Tutti i membri del castello la guardarono con rispetto e ammirazione ma lei vedeva nei loro occhi solo aspettative e accuse. Sentendo di averli in qualche modo traditi si tolse i suoi sigilli, sentendo che erano un peso troppo grande da portare.

Il suo rango non era cosi semplice da rifiutare però, Elspeth guidò il suo plotone sotto gli ordini del cavaliere generale Rafiq, nella battaglia di Jhess per scacciare le truppe d'invasione di Esper guidate da un mago. Venne ferita e le venne proibito di continuare a combattere in prima linea ma lei rifiutò di lasciare Bant e per aiutare i suoi compagni decise di interrogare il traditore Gwafa Hazid per scoprire chi aveva manipolato i fatti dietro la distruzione del castello di Guglia Dorata, che ha segnato l'inizio dei problemi per Bant. Ciò che apprese la scioccò e decise di andare al castello per aiutare a difenderlo, alla fine assistè Rafiq nel suo scontro contro Malfegor aiutandolo ad ucciderlo e mettendo cosi fine alla parte di Bant nel Conflux.

Nonostante avesse combattuto duramente per coloro che amava, i sentimenti di Elspeth per Bant erano cambiati, la sua semplice vita non esisteva più, Bant riunito agli altri frammenti non era più il paradiso di mana bianco che aveva trovato, Alara non era il suo mondo. Lasciandosi dietro la sua spada e l'armatura, abbandonò il piano.

Raccogliere le ForzeModifica

Per sfogare il suo dolore e la sua rabbia, Elspeth si impose un esilio su Urborg su Dominaria e per guadagnare soldi per vivere e per soddisfare la sua furia divenne una gladiatrice dell'arena utilizzando la sua esperienza come cavaliere per vincere facilmente. Affrontò Koth anche se questi non voleva combattere, ma Elspeth non gli dava tregua. Alla fine nell'arena fra gli spettatori apparve Ajani che chiese ad Elspeth di deporre la sua arma. L'aspetto di Ajani distrasse Koth ed Elspeth ne aprofittò colpendolo di striscio al braccio rivelando cosi il marchio di Phyrexia. Vedendo quel simbolo la donna si infuriò dicendogli "nulla che abbia quel marchio è degno di vivere" e in preda ad una furia cieca si scagliò su di lui per ucciderlo. L'attacco di Elspeth venne fermato dal tempestivo intervento di Ajani "non c'è onore in questo" le disse il suo vecchio amico convincendola ad abbandonare l'arena.

In seguito, Ajani disse ad Elspeth che era riuscito a trovarla grazie ad Aran e che l'aveva cercata per chiederle di tornare su Alara per aiutarlo a salvare il piano dalla minaccia dei non-morti, ma lei gli rispose dicendogli che Bant era persa per sempre e che Alara non era la sua casa e che non voleva combattere una guerra persa in partenza. Rattristato dalla sua mancanza di speranza Ajani accettò ugualmente la sua scelta ma prima di andarsene gli consegnò la sua spada e l'armatura che lei aveva abbandonato su Bant.

Dopo la partenza di Ajani, durante la notte Elspeth incontrò Koth che le disse di non essere corrotto e le chiese informazioni sul suo marchio e poi le disse che "Phyrexia si è impossessata del mio piano se sai cosa significa allora sai perchè devo fermarli". La mattina dopo i due planeswalker esplorarono le rovine di una tomba phyrexiana e anche se al suo interno non c'era nulla, nella sua mente Elspeth rivide incubi del suo passato che la terrorizzarono e la spinsero a fuggire. Koth la ritrovò e le chiese di andare con lui alla Tomba dei martiri, lì il geomante le regalò delle gemme e le disse di imprigionare in loro le sue paure ma lei rispose che il passato non è cosi facile da dimenticare.

In seguito Elspeth accompagnò Koth nella sua ricerca di Venser e nel laboratorio dell'inventore i due rimasero sconvolti nel vedere un componente di metallo phyrexiano incompleto ma migliorato dall'inventore nel tentativo di creare una nave per i viaggi planari. Quando divenne ovvio che Venser non comprendeva i poteri ed i pericoli con cui "stava giocando", Koth si infuriò e chiese all'inventore di indossare il suo elmo che un secondo dopo trasformò in una maschera di pietra e gli disse che lo avrebbe rimosso solo dopo che lui fosse arrivato su Mirrodin.

Elspeth rimase scioccata dalla reazione violenta del vulshok che le rispose dicendole che non aveva scelta e che le chiese di aiutarli a combattere Phyrexia per espiare il suo errore: essere fuggita.

SfregiatoModifica

Elspeth seguì Koth su Mirrodin e insieme a Venser ascoltò gli avvertimenti del vulshok sui pericoli del piano anche se lei e l'inventore non notarono niente di pericoloso. Venser si lamentò con Koth per i suoi modi ma venne interrotto da Elspeth che chiese quando potessero iniziare a sterminare i phyrexiani. Koth usò la sua magia per spostarsi più velocemente insieme ai suoi alleati, dicendo che un suo amico stava raccogliendo informazioni per lui ma invece di trovarlo osservano con sgomento l'espansione del mephidross per poi venire attaccati da un gruppo di nim. I tre riuscirono a vincere ma Elspeth viene perseguitata nuovamente dai suoi dolorosi ricordi e disse ai suoi alleati di non poter proseguire con loro.

La ragazza venne ospitata da una donna vulshok con cui ebbe una discussione sui pericoli che minacciavano Mirrodin, la donna rimproverò Elspeth dicendole di non parlare dei pericoli di morte, ma semplicemente di parlare. Le parole della donna scuoterono Elspeth che andò alla ricerca dei suoi compagni e li ritrovò in tempo per salvarli dai phyrexiani. Nuovamente insieme i tre planeswalker raggiunsero la torre di Ish Sah pronti a mettere fine alla guerra ma senza sapere cosa li aspettasse in realtà.

La Ricerca di KarnModifica

A Ish Sah, Elspeth, Venser e Koth assistettero alla nascita di un esercito phyrexiano pronto a invadere la superficie. Vedere cosi tanti phyrexiani riportò nella mente di Elspeth ricordi della sua prigionia, di quando venne catturata e di quando riuscì a fuggire. Dopo diverse ore l'esercito passò e i tre compagni entrarono nella torre seguendo un myr (che era stato mandato da Tezzeret per guidarli). In una stanza, incontarono dei phyrexiani, Elspeth ne uccise molti ma il trio era in inferiorità numerica e furono costretti a fuggire attraverso un pozzo di carne. Quando uscirono dal pozzo, incontrarono Ezuri, leader di una banda di ribelli Mirran. Mentre Venser insisteva sul continuare a cercare Karn, Ezuri disse loro che non poteva permettergli di andare oltre e rivelò che l'invasione di Phyrexia gli aveva procurato un grande profitto, catapultandolo in una posizione di leader eroico a cui era restio a rinunciare. Quando Elspeth minacciò Ezuri, l'elfo e i suoi seguaci indietreggiarono per poi fuggire dopo una dimostrazione di magia da parte di Venser. Il trio proseguì verso il nucleo di Mirrodin fino a incontrare un soddisfatto Tezzeret.

Tezzeret portò i compagni in una sala operatoria dove Elspeth si adirò per la vista dei phyrexiani che facevano esperimenti sulle creature. Nella sua furia li distrusse tutti. Il gruppo liberò una mirran nata senza alcun metallo sul corpo, una reietta di nome Melira e Tezzeret disse loro che lei era il suo dono per loro e che era immune all'olio di Phyrexia. L'artefice se ne andò. Durante i viaggi successivi, Elspeth divenne molto protettiva nei confronti di Melira, il gruppo iniziò a viaggiare indietro verso la superficie, ma furono attaccati da una massiccia forza phyrexiana. Durante la battaglia i phyrexiani si concentrarono su Elspeth poichè la donna aveva ucciso così tanti nemici da creare intorno a lei un mucchio di cadaveri che la nascondevano alla vista dei suoi compagni. La manifestazione di forza della donna spinse Venser a pensare di essere fortunato a non essere sulla lista delle cose che odiava.

I compagni alla fine raggiunsero la Fornace, dove i phyrexiani stranamente ignoravano qualsiasi mirran e incontrarono nuovamente Ezuri e la sua banda. Il loro precedente incontro venne dimenticato perché Melira dimostrò di avere la capacità di guarire coloro che erano infettati dall'olio. La mirran guarì tutti coloro che erano al campo, ciò richiese diversi giorni mentre Elspeth aspettava con lei nella tenda, parlandoci. Una volta che tutti nel campo furono guariti, Ezuri riunì un consiglio per guadagnare più influenza invitando Melira a restare con loro mentre sottilmente diceva al trio di andarsene. Melira disse che sarebbe andata con i suoi compagni nel nucleo di Mirrodin per cercare di trovare Karn. Mentre stavano per partire però, il campo venne attaccato dai phyrexiani di Tezzeret e il gruppo riuscì ad evitare la battaglia seguendo una guida di metallo di cui solo Elspeth si fidava. Dopo molte stanze e strane caverne il gruppo incontrò due angeli corrotti di phyrexia che Elspeth uccise. Durante la battaglia però Koth si arrabbiò con loro per la loro mancanza di progressi e per il fatto che stavano ignorando la guerra in superficie, il vulshok prese Melira e lasciò i due da soli con la guida.

Dopo che Koth scomparve, i due furono attaccati da un orda phyrexiana che Elspeth distrusse, ma quando l'ultimo nemico morì, ne comparvero altri. Erano troppi e alla fine i due furono sconfitti. Rimasero in vita grazie agli ordini di Tezzeret che li voleva vivi. I due vennero portati via. Mentre i loro carcerieri stavano per aprire una porta, Koth e Melira ricomparvero e salvarono i loro compagni. I phyrexiani compresero che i loro prigionieri erano fuggiti e iniziarono l'inseguimento. Venser creò un esplosivo di metallo per sigillare temporaneamente la parete e bloccare i phyrexiani che però, guidati da Glissa riuscirono a sfondare il tunnel. Mentre l'elfa li schernì, comparve Tezzeret insieme alle sue forze ed iniziò a dare battaglia a Glissa dando la possibilità al gruppo di fuggire verso la sala del trono. Lì incontrarono Karn e Melira gli purificò il corpo. Non poteva però purificare il cuore, poichè era completamente corrotto dall'olio. Fu allora che Venser fece l'estremo sacrificio, essendo malato e consapevole che non sarebbe vissuto ancora a lungo, teletrasportò il suo cuore nel petto di Karn curando il golem.

Tornato in se, Karn parlò con Elspeth. La donna gli disse che non poteva distruggere i phyrexiani da solo e Karn le rispose che lo sapeva ed era per questo motivo che aveva bisogno del loro aiuto. Le chiese di iniziare ad organizzare la resistenza imsieme a Melira in modo che insieme avrebbero potuto purificare nuovamente Mirrodin. Il gruppo lasciò la sala del trono e si diresse in superficie per iniziare la guerra.

La bomba di manaModifica

Dopo che Karn li lasciò per andare a controllare altri piani che erano stati infettati dall'olio, ci fu una possibilità per la resistenza: i pretori litigavano tra loro per la supremazia, anche se tutti e cinque disprezzavano Tezzeret. Gli informatori scoprirono che Elesh Norn aveva conquistato i domini di Urabrask e Sheoldred, così i mirran concentrarono le loro energie per distruggere la leader della fazione bianca, ma per ogni vita che salvavano ne perdevano cento. La vita su Nuova Phyrexia era diventata una malattia al di là della comprensione, eppure la resistenza continuò a combattere fino al giorno della loro sconfitta. Elspeth e Koth vennero separati da Melira e i suoi custodi. Elspeth non sapeva se fossero stati catturati, Koth li cercò ma non riuscì a trovare alcuna traccia di loro. Trovò però una bomba di mana nella nuova sala del trono. I mirran la modificarono utilizzando gli appunti di Venser. Elspeth vedendo ciò che avevano ottenuto non potè fare a meno di sentirsi felice del fatto che Venser fosse morto prima di completare la sua nave planare.

I due planeswalkers continuarono a combattere e scoprirono che i pretori si sarebbero radunati nella sala del trono per scegliere un nuovo padre delle macchine, Elspeth era sicura che anche Tezzeret sarebbe andato, ma l'unica cosa che aveva importanza era il fatto che i cinque pretori sarebbero stati tutti nello stesso posto, era la loro ultima possibilità per danneggiare seriamente Nuova Phyrexia. Tuttavia non poteva fare a meno di chiedersi se ci fosse ancora qualcosa da salvare. Koth le rispose che anche se non poteva esserci vittoria avrebbe continuato a combattere per sempre. I due decisero di usare la bomba per fare esplodere la sala del trono.

Riuscirono a entrare durante la notte, ma vennero scoperti. Sigillarono la porta, ma sapevano che era solo questione di tempo prima che i phyrexiani riuscissero a entrare. Koth si voltò verso di lei e le disse di andarsene, ma lei replicò che il suo posto era lì a combattere con lui. Il geomante ripetè le sue parole e lei gli disse che non c'era più una casa in cui tornare. Lui rispose che poteva trovare un luogo per riposare o un altro campo di battaglia ma non su Nuova Phyrexia. Poi, usò la sua magia su di lei bloccandole le gambe e dandole una scelta: fuggire o morire. La planeswalker comprese che il suo amico stava cercando di salvarle la vita, ma lei non voleva sopravvivere e lo odiò per avergli tolto la possibilità di morire sul campo di battaglia. Koth usò la sua magia per creare un muro per proteggerla, poi proseguì nella sua missione. Elspeth vide i phyrexiani distruggere la sua protezione, uno di loro riuscì a colpirla prima che lei riuscisse a sollevare la spada, chiuse gli occhi e nel buio della sua mente rivide il cielo notturno di Theros, ricordò Eliod, il dio del sole che aveva visto il giorno in cui ricevette la sua spada, che proveniva da quel piano. Sentì che voleva disperatamente trovarsi lì. Poi sentì l'esplosione e mentre viaggiava nella cieca eternità ripensò alla divinità del sole e si ritrovò su Theros.

Lettera ad AjaniModifica

Arrivata su Theros in una palude, vicino a una grotta utilizzata come tempio, gravemente ferita, Elspeth venne curata da alcuni sacerdoti serpenti che non le chiesero nè da dove venisse, né compenso per le loro cure. Quando si riprese le dettero un carboncino e un foglio di pergamena. Elspeth comprese che volevano scrivesse una preghiera per ringraziare gli dei, era già stata su Theros una volta, prima di trovare Bant. Non sapendo cosa scrivere visto che non comprendeva la natura delle divinità, decise di scrivere una lettera ad Ajani, anche se era consapevole che non l'avrebbe mai letta, per raccontargli ciò che era successo su Mirrodin. Scrisse che Koth le aveva detto che lo aveva incontrato nuovamente prima di andare da lei dopo il loro combattimento nell'arena su Urborg, anche se non gli aveva spiegato le circostanze del loro incontro. Sperava che non fosse andato su Mirrodin a cercarla, ma che almeno fosse consapevole di quello che era successo. Continuò scrivendogli della guerra e di come infine Koth, che lei credeva morto, l'avesse costretta a scappare. Scrisse di Theros e delle sue divinità e di voler rimanere fino a quando avesse compreso la natura del piano e degli dei. Desiderava liberarsi dai ricordi di dolore e della solitudine. Se avesse visto nuovamente il volto di Eliod gli avrebbe chiesto di dargli la tranquillità, la pace e il riposo. Concluse scrivendo che se un giorno avesse sentito la sua storia sapeva che non l'avrebbe mai giudicata. Quando finì, arrotolò il messaggio dentro una bottiglia che poi gettò nella palude, una consuetudine per le preghiere dei fedeli di Farika. Poi si riposò sperando di recuperare le forze e cercare un nuovo inizio da qualche parte su Theros.

Theros: Godsend, Parte 1Modifica

La prima volta che arrivò su Theros, dieci anni prima, Elspeth assistette alla battaglia tra Eliod e Purforos. La giovane planeswalker prese la spada del dio della fucina quando essa cadde nel regno dei mortali. Nel breve periodo che rimase sul piano incontrò Daxos e attirò su di sé l'attenzione di Eliod, tuttavia, sopraffatta e impaurita dalla presenza del dio del sole, fuggì dal piano portando la spada con sé.

Ripresasi dalle ferite della battaglia su Mirrodin, Elspeth iniziò il suo viaggio su Theros sperando di trovare un posto dove avrebbe potuto conoscere gli dei e comprendere le loro capacità. La sua ricerca la portò a Akros, dove si unì a un gruppo di mercenari per guadagnarsi un posto all'interno della città. La sua presenza non passò inosservata per via della sua spada. Quando Eliod la trovò nel suo tempio, cercò di ucciderla, ma venne respinto dalla magia della planeswalker. Minacciato dal suo potere e dalla spada, il dio del sole trasformò la lama in una lancia: la Nemesi degli Dei e le ordinò di farsi strada nel suo tempio principale a Meletis.

Il viaggio di Elspeth non fu facile perché la maggior parte degli dei del piano, manipolati in segreto da Xenagos, cercarono di ottenere per sé stessi l'arma della planeswalker. La carovana su cui viaggiava affrontò un pericolo dopo l'altro. A causa del loro cieco desiderio e delle loro paure, le divinità finirono quasi per distruggere gran parte del piano. Tutto finì quando Krufix parlò ordinando agli dei di tornare su Nyx, impedendo loro di andarsene per evitare che danneggiassero ulteriormente il regno dei mortali.

Arrivata a destinazione, Elspeth incontrò Polikranos, una possente idra che aveva già ucciso molti guerrieri. La planeswalker lo affrontò e con l'aiuto di Daxos, riuscì dove tutti gli altri avevano fallito: uccise Polikranos. La sua eroica impresa le assicurò un posto nel tempio di Eliod a Meletis come campionessa del sole.

Journey into Nyx: Godsend, Parte 2Modifica

Dopo la vittoria su Polikranos, Elspeth passò alcuni mesi a imparare ciò che i sacerdoti di Eliod dovevano insegnarle, ma sopratutto apprezzò il tempo trascorso con Daxos. I due si avvicinarono sempre di più, ma lui sembrava riluttante a rispondere alle sue domande e la spinse via usando gli insegnamenti di Eliod per trattenerla dall'imparare troppo. Alla fine i due trovarono un argomento che sembrò avvicinarli nuovamente, ma Daxos si scusò con lei e le chiese di viaggiare con lui. Insieme, cavalcarono nel luogo dove si erano incontrati la prima volta.

Quando tornarono a Meletis, i due incontrarono Anthousa che stava cercando Daxos per informarlo che creature del regno di Nyx stavano attaccando l'umanità. La coppia decise che l'unica opzione che avevano era trovare la sfinge senza età Medomai per chiedere il suo consiglio. Quando lo trovarono, la sfinge diede loro previsioni disastrose per entrambi e una visione di Akros sotto assedio che i due non capirono che non riguardava il futuro ma il presente. Insieme a Anthousa e altri eroi, Elspeth e Daxos cavalcarono duramente per raggiungere e difendere Akros, ma incorsero in un imprevisto: i minotauri avevano costruito un gigantesco muro per tenere fuori i rinforzi. Mentre parlavano di quello che potevano fare, la regina Cimede apparve improvvisamente tra loro e disse che avevano catturato un satiro che chiedeva di parlare con Elspeth.

Alle prigioni Elspeth trovò Xenagos incatenato che le disse che lui sapeva come avrebbero potuto distruggere l'orda di minotauri senza nemmeno combattere. Ignara che fosse proprio a causa delle azioni di Xenagos che gli dei avevano scatenato la loro ira sui mortali, tra cui la minaccia che dovevano affrontare, l'orda di minotauri di Mogis, la campionessa ascoltò il suo piano: sollevare il fiume che attraversava Akros per spazzare via gli invasori. Per far funzionare il piano, Daxos e Cimede si sarebbero dovuti occupare del fiume, mentre gli invasori erano distratti. Quando re Anax venne informato del loro piano decise che la distrazione migliore era sfidare il capo dell'orda a duello e nominò Elspeth come suo secondo in comando. Il piano funzionò e Akros si sollevò.

Dopo aver condotto gli eserciti di Akros alla vittoria, il re ordinò di celebrare una festa per onorare la sua vittoria. Soli nella loro tenda, Elspeth e Daxos finalmente si resero conto dei sentimenti che provavano l'uno per l'altra, ma la loro felicità non durò a lungo. Xenagos apparve mentre dormivano, entusiasta di quanto bene lei avesse seguito il suo piano, usò la sua magia per farle ricordare uno degli eventi più oscuri della sua memoria: quando era intrappolata con un'annientatore di Phyrexia che incombeva su di lei per torturarla. Elspeth reagì velocemente, colpì il mostro uccidendolo, e si rese conto troppo tardi che in realtà aveva ucciso Daxos. Fuori dalla tenda, la celebrazione della vittoria divenne il rito finale di cui Xenagos aveva bisogno per realizzare il suo scopo: diventare un dio. Mentre fuggiva, Elspeth vide l'ascesa del planeswalker a Nyx. Accolta con scherno da parte dei cittadini, Elspeth venne accusata per l'ascesa del satiro e fuggì nel deserto per salvarsi. La più grande speranza dei mortali, la campionessa del sole, svaniva nella disgrazia. La sua vita fu gettata nuovamente nel caos quando anche il dio che aveva cercato di capire si rivoltò contro di lei: Eliod si adirò perchè credeva che fosse coinvolta nei piani di Xenagos fin dall'inizio e cercò di distruggerla.

Messa in disparte da tutti, Elspeth trovò degli alleati inattesi nei Leonid e grazie a re Brimaz, si riunì con Ajani a Tethmos, l'accampamento principale dei leonid. Il suo amico era curioso di sapere quello che le era accaduto, ma lei rifiutò di parlare di quanto gravemente si sentiva ferita. Giurò che avrebbe sistemato la situazione e Ajani le disse che sarebbe rimasto al suo fianco per aiutarla. Consapevoli che uno dei pochi a conoscere il segreto per entrare a Nyx fosse Krufix, i due si misero in viaggio in cerca del Tempio del Mistero e attraversarono il Bosco Nessian per arrivare nel luogo del cimitero delle navi in frantumi in cerca del leggendario marinaio che si diceva avesse viaggiato in tutta Theros. Ajani usò la sua magia per richiamare la leggendaria nave affondata e con loro grande sorpresa "lei" apparve dal profondo del mare insieme a essa e accettò di portarli a destinazione. I due si fidarono della sua parola ignari che fosse tutta una menzogna e che la loro guida in realtà fosse Kiora. L'inganno della planeswalker venne rivelato quando raggiunsero la città sommersa di Arixmethes. Thassa apparve per affrontare la planeswalker nereide, ma prima aiutò Ajani e Elspeth ad arrivare a destinazione, augurando a entrambi buona fortuna per la loro missione. Arrivati ai confini del mondo Krufix permise loro di entrare nel regno degli dei, però per poter proseguire Elspeth avrebbe dovuto prima affrontare una prova a sua scelta di una delle divinità. Ajani le disse di scegliere Thassa, ma all'ultimo momento lei si allontanò dal leonid e scelse di affrontare la prova di Erebos.

Elspeth si ritrovò altrove, nuovamente su Bant osservò un marito che non aveva mai avuto e la loro casa. Ricordava di aver vissuto con lui per anni e quando si rese conto che era tutto falso non riuscì quasi a sopportarlo. Fu solo l'inizio, poi vide suo figlio e sua figlia, la bambina le diede una coppa d'oro e gli disse di bere. Vedendo l'oggetto stranamente fuori luogo con tutto il resto, si rese conto di cosa avesse significato per lei bere, col cuore spezzato, decise di rompere la coppa passando la prova del dio dei morti.

Ossessionata dai ricordi della vita che non aveva mai vissuto, Elspeth si ricongiuse con Ajani e insieme trovarono Xenagos pronti al confronto finale con il dio della dissolutezza. Armata con la Nemesi degli Dei, Elspeth si assunse l'onere di salvare Theros. Venne ferita gravemente ma alla fine riuscì a colpire Xenagos e a scaraventare il suo corpo su Theros, mentre precipitava il satiro venne colpito da una freccia di Nylea che mise fine completamente alla sua vita.

Mentre tutto finiva, Elspeth offrì la sua vita a Erebos in cambio di quella di Daxos, un'offerta che il dio dei morti accettò volentieri. Ajani insistette per andar via in quel momento e Nylea dopo aver lanciato su di loro un incantesimo per aiutarli, disse di andare prima che Erebos o Eliod li trovassero. I due raggiunsero nuovamente l'ingresso di Nyx, ma prima di riuscire ad uscire vennero trovati da Eliod che usò l'arma spezzata di Elspeth per colpirla mortalmente per il semplice fatto che lei era una planeswalker. Ajani prese Elspeth in fin di vita e tornò su Theros, lì si preparò a combattere gli agenti di Erebos venuti a reclamare la campionessa del sole, ma venne fermato dai guerrieri di Brimaz che gli tesero un'imboscata per salvarlo, visto che ormai non c'era più nulla che si potesse fare per salvare Elspeth.

Prima che la sua vita si spegnesse completamente, Elspeth pregò il dio che l'aveva uccisa, chiedendo finalmente la pace.

Nei VideogameModifica

In Magic the Gathering ArenaModifica

Oltre ad apparire nelle carte di Theros Oltre la Morte, il suo avatar può essere sbloccato con l'upgrade del mastery pass dell'espansione, in cui compare in versione Nemesi del Sole.

In Puzzle QuestModifica

Venne introdotta per la prima volta nel gennaio del 2017, insieme alle carte di L'Era della Rovina, nella sua versione Campionessa del Sole. Ricomparve poi come Nemesi del Sole nel febbraio 2020, insieme alle carte di Theros Oltre la Morte.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • In origine Elspeth Tirel doveva essere un'antica planeswalker, ma a causa di un incomprensione tra Brady Dommermuth e Doug Beyer, venne creata come neowalker nel libro Alara Unbroken.
  • Elspeth è la protagonista del libro Theros: Godsend, Parte 1 e Journey into Nyx: Godsend, Parte 2
  • In Questo video, ci sono numerose scene aggiuntive nel trailer di Viaggio verso Nyx. Nella parte finale si vede una maschera dei Risvegliati per Elspeth.
  • Doug Beyer ha rivelato che la maschera d'oro che si vede nella parte finale del video viene creata da Elspeth.
  • Elspeth faceva parte del Circolo della Storia.


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