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Personaggio
Eladamri, Lord of LeavesART1
Nome Eladamri
Originario di Rath - Cielsudario
Lifetime Data sconosciuta - Morto nel 4.205 A.R.
Razza Elfo
Titolo
  • Signore delle Foglie
  • Seme di Freyalise
Stato Deceduto


Eladamri era il leader degli elfi di Cielsudario su Rath durante i regni di Volrath e Crovax. Anche se era un abile guerriero, il suo più grande talento era la leadership, che usò prima per unire il popolo di Rath nella resistenza contro gli evincari e poi per congiungere i vari popoli della coalizione su Dominaria.

Signore delle foglieModifica

Nacque su Rath a Cielsudario, i cui abitanti si opponevano all'espansione e dominio della Fortezza. Si sposò e ebbe una figlia, Avila. Sua moglie morì nell'incendio che distrusse la loro casa, probabilmente causato dagli agenti della Fortezza. La sua morte fu uno dei motivi dell'intensa ostilità che Eladamri provava contro il regime guidato da Volrath. Il suo coraggio, la sua tattica militare e la sua leadership vennero notati dal popolo di elfi che con il passare del tempo lo elessero come capo, il signore delle foglie. Eladamri favorì e mantenne rapporti di amicizia con i nemici umani di Volrath, offrendo loro la sicurezza della foresta e rafforzando l'impegno della resistenza.

Rimase coivolto nell'invasione phyrexiana su Dominaria, quando la Cavalcavento apparve sopra Cielsudario attaccata dalla Predatrice. La lotta danneggiò gravemente la Cavalcavento costringendo l'equipaggio ad atterare all'interno della foresta, attirando l'attenzione degli elfi. Durante la lotta con la Predator, Gerrard Capashen cadde fuori bordo, Hanna, convinta che fosse ancora vivo, andò a cercarlo insieme a Mirri. Le due vagarono nella foresta e vennero catturate dagli elfi e portate davanti a Eladamri per essere giudicate. Fortunatamente per entrambe, Gerrard era sopravvisuto e aveva incontrato l'oracolo en-Vec che era in viaggio per incontrare Eladamri, e che dopo aver visto Gerrard, lo dichiarò l'unificatore delle tre tribù come annunciava la sua profezia. La proclamazione dell'oracolo convinse Eladamri ad aiutare l'equipaggio della Cavalcavento nella loro missione di salvataggio, con la convinzione che insieme avrebbero potuto mettere fine al regime di Volrath.

Venne deciso che le forze di Eladamri e l'oracolo avrebbero attaccato frontalmente la Fortezza per permettere ad alcuni membri della Cavalcavento d'infiltrarsi all'interno. Eladamri radunò tutti gli elfi e gli umani che potè e poi iniziò l'attacco contro la Fortezza, attirando l'attenzione fuori dalla cittadella. Inizialmente i ribelli ebbero successo, riuscendo ad arrivare fino alle porte, ma non riuscendo ad aprirle, subirono pesanti perdite. Eladamri notò la Cavalcavento in fuga verso il portale inseguita dalla Predator e comprendendo che quella battaglia era persa, ordinò la ritirata.

NemesisModifica

Al suo ritorno a Cielsudario, scoprì che Avila era stata assassinata nel sonno da un agente di phyrexia durante la sua assenza. L'agente aveva poi trafugato il suo cadavere. Scoprì anche che Volrath era scomparso durante l'attacco della Cavalcavento, lasciando la Fortezza nel caos senza un leader. Inoltre la Predator era stata dannegiata e doveva essere riparata. Nonostante le gravi perdite che i ribelli avevano sofferto, sembrava che la fortezza avesse perso ancora di più e fosse impreparata ad un altro attacco.

Prima che potesse nuovamente attaccare la fortezza, dovette affrontare una nuova minaccia: il candidato principale come prossimo evincaro, Crovax, che aveva deciso di attaccare Cielsudario e sterminare i ribelli. Eladamri, ben preparato all'attacco di Crovax, intrappolò l'esercito del vampiro in una manovra a tenaglia. Questa tattica gli avrebbe permesso di massacrare tutti i nemici, ma venne rovinata da un gruppo di elfi che cercarono di salvare i prigionieri di Crovax. Il gruppo venne scoperto all'interno del campo nemico e Eladamri fu costretto ad attaccare prima di quanto avesse voluto. A causa di ciò una parte dell'esercito di spedizione riuscì a sopravvivere tra cui anche Crovax.

Nonostante non fosse riuscito ad uccidere Crovax, Eladamri era ancora avvantaggiato. Al comando di un numero impressionante di ribelli, si incontrò nuovamente con l'oracolo en-Vec che lo dichiarò il vero unificatore ma che lo avvertì che avrebbe dovuto lasciare Rath per un altro mondo prima di poterne diventare il salvatore. Mentre Eladamri rifletteva sulle parole dell'oracolo, venne a sapere che la Predator era nuovamente in volo e che presto sarebbe stata completamente riparata. Consapevole che la nave volante era una minaccia per ogni ribellione, decise di infiltrarsi nella fortezza e distruggere la nave mentre era ancora vulnerabile.

Per entrare nella fortezza, Eladamri mascherò alcuni dei suoi ribelli più fedeli come guerrieri nemici, che avrebbero portato il loro signore all'interno come prigioniero. Il piano funzionò perfettamente fino a quando Eladamri venne portato nella sala del trono davanti a Belbe. Rimase sconvolto nel vedere Belbe, che sembrava identica ad Avila. Poi con orrore comprese: sua figlia non era stata semplicemente assassinata, il suo cadavere era stato alterato e trasformato nella pedina di Phyrexia che aveva davanti. L'ira di Eladamri esplose e incurante delle conseguenze, colpì Belbe prima che fosse trattenuto e portato in prigione per essere interrogato.

Venne torturato da Greven il-Vec, ma si rifiutò di rivelare qualsiasi informazione. Frustrato, Greven si ritirò, lasciando Eladamri da solo, credendolo privo di sensi. Il signore degli elfi colse l'occasione per liberarsi e fuggire zoppicando dalla prigione. Durante la fuga si imbattè nella cella di Takara en-Dal, figlia di Starke e ex-capo dei ribelli. Liberò la ragazza e insieme cercarono di fuggire dalla fortezza. Lungo la strada i due incontrarono i sopravvissuti del fallito attacco alla Predator e si diressero nelle aule dei sogni, trovandosi in trappola. La situazione sembrava perduta quando Greven e Crovax iniziarono ad assaltare la stanza fortificata. Tuttavia i ribelli rimasero sorpresi quando Belbe bussò alla porta chiedendo di poter negoziare con loro.

Stranamente, Belbe sosteneva di essere diventata ostile al regime di Phyrexia e mostrò a Eladamri il suo dispositivo privato, un portale che avrebbe permesso a lui ed alcuni dei suoi seguaci di fuggire in sicurezza in un altro mondo. Ricordando la profezia dell'oracolo e i piani dell'invasione phyrexiana, Eladamri capì che doveva andare su Dominaria. Mentre le forze della fortezza iniziavano a sfondare la barricata, Takara attraversò il portale, seguita da Lin Sivvi, mentre Eladamri prima di andare a sua volta, esitò un momento guardando indietro ciò che era diventata sua figlia. Si tolse con calma la fiala di legno che portava intorno al collo e lanciò il suo contenuto su Belbe. Il veleno che era stato usato per uccidere Avila, abbandonato dal suo assassino, uccise Belbe nonostante i potenziamenti di phyrexia in pochi secondi. Uccisa Belbe, attraversò il portale.

Il seme di FreyaliseModifica

Arrivato su Dominaria decise di cercare le sue nazioni per prepararle alla guerra imminente. Il suo viaggio lo portò a Llanowar dove tentò di convincere il re degli elfi a preparare il suo esercito per la guerra. Tuttavia il re non lo ascoltò perché credeva che Eladamri fosse un guerrafondaio e un usurpatore straniero. Purtroppo la guerra venne prima di quanto il signore delle foglie credesse e mentre faceva il suo ultimo appello al re, i dirigibili di phyrexia iniziarono a bombardare Llanowar con bombe che esplodendo scatenarono focolai di peste. Takara e il re di Llanowar morirono durante i bombardamenti. Eladamri prese il comando e guidò gli elfi al sicuro nelle grotte dei sogni, dove le credenze degli elfi iniziarono a prendere vita. Eladamri cercò di calmare i sopravvissuti con il canto e le parole, per fermare le manifestazioni delle loro paure. Funzionò per un tempo sufficiente a permettere alla Cavalcavento di arrivare e distruggere le navi di Phyrexia. L'equipaggio portò anche la salvezza dalla peste, poichè Orim era riuscita a trovarne la cura e la successiva immunità da essa. Per il salvataggio di Llanowar, gli elfi della foresta giurarono fedeltà a Eladamri, dichiarandolo seme di Freyalise, che loro veneravano come una dea. La guerra però era tutt'altro che finita e Eladamri passò alla battaglia successiva.

Giunsero a Koilos, dove una feroce battaglia era in corso per il controllo del portale per Phyrexia che si trovava all'interno delle sue grotte. Una volta lì, l'elfo prese il comando di metà delle forze dell'esercito metathran perché il loro comandante Thaddeus era stato catturato. Accanto ad Agnate, combattè contro le forze d'invasione in una feroce battaglia. La coalizione ebbe la meglio, conquistando le grotte e mandando su Phyrexia i Nove Titani, per poi distruggere il portale.

Unione con KeldModifica

Le celebrazioni a Koilos durarono poco. Davanti agli occhi di Eladamri la mutaroccia era arrivata su Dominaria. In piedi su di essa erano ammassate le legioni di Rath e Phyrexia: erano migliaia. Cercò di preparare i suoi uomini per la prossima battaglia a Koilos, anche se sapeva che sarebbe stato impossibile vincere. Freyalise però aveva un altro scopo per lui, al di là di una morte coraggiosa. Eladamri, Lin Sivvi e gli elfi furono teletrasportati dalla planeswalker a Keld. Lì mostrò loro un altro risultato della sovrapposizione planare: Cielsudario si era materializzato nel clima gelido e ostile di Keld, dove la foresta non sarebbe sopravvissuta. Eladamri implorò Freyalise perché salvasse la foresta e così creò una protezione per preservarla dal freddo. Poi diede ad Eladamri una nuova missione: unire il suo popolo con Keld per aiutarsi a vicenda nella difesa delle loro terre.

Eladamri incontrò i leader di Keld tra cui Astor. Inizialmente ci furono delle ostilità ma infine riuscirono a unire Cielsudario e Keld anche grazie ad Astor, con cui strinse un legame di fratellanza. Dopo aver unito le forze i due eserciti partirono in battaglia per recuperare l'assediata Necropoli di Keld, dove era stato predetto che gli onorati eroi morti di Keld si sarebbero rialzati per riconquistare la loro terra. La battaglia fu dura come a Koilos, nessuna delle due parti riuscì a guadagnare il vantaggio per vincere. Poi gli eroi caduti si alzarono per combattere ancora ma, con grande orrore, si schierarono dalla parte dei phyrexiani.

La battaglia nella Necropoli sprofondò nel caos quando i guerrieri di Keld furono costretti a compiere il sacrilegio di uccidere i loro campioni non-morti. La follia raggiunse il culmine quando Doyenne Tajamin, colpì uno dei non-morti col suo bastone sacro. L'energia scatenò un'eruzione vulcanica sotto il terreno ghiacciato, provocando una massiccia inondazione che spazzò via i guerrieri di Keld, gli elfi, i non-morti e i phyrexiani. Eladamri pensò che fosse giunta la fine, ma ancora una volta venne risparmiato. La leggendaria nave Golden Argosy emerse dalle profondità e salvò gli elfi e i keld sopravvissuti per portarli a Urborg.

La battaglia a UrborgModifica

Arrivato nelle paludi, Eladamri si ricongiunse con l'esercito metathran con cui aveva combattuto a Koilos, incontrando il loro nuovo leader, Grizzlegom. I due comandanti insieme ad Astor unirono le loro forze e marciarono verso la fortezza, comparsa a ridosso del vulcano. La coalizione avanzò rapidamente, fermati solo dall'immenso cancello d'accesso. L'esercito si avviò cosi verso il vulcano, sperando di aggirare le difese della fortezza e di trovare un'entrata alternativa. Arrivati, incontrarono Nadeen Dormet, uno dei nani di pietra. Questi vivevano all'interno del vulcano e grazie alla fitta rete di gallerie scavate, poterono giungere fino alla fortezza. Il legame che avevano sviluppato con il vulcano permetteva loro di poter causare un'eruzione a loro piacimento. Eladamri si alleò con loro, accettando di proteggerli da phyrexia. Per contropartita, i nani avrebbero permesso alla coalizione di attaccare la fortezza da dietro. I nani, accompagnati da elfi, minotauri, metathran, guerrieri di Keld e Lin Sivvi, rimasta al fianco di Eladamri, aggirarono cosi il cancello e razziarono la fortezza.

All'interno della fortezza, Eladamri e i suoi compatrioti raggiunsero la sala del trono e rimasero sorpresi quando all'interno non trovarono Crovax, ma Gerrard, Squee e la testa decapitata di Urza che fluttuava in aria poichè il planeswalker era ancora vivo. Non ebbero tempo per le spiegazioni: Yawgmoth era apparso nella sala del trono sfruttando il portale ancora attivo al suo interno. La coalizione, insieme a Gerrard, riuscì a fuggire sulla Cavalcavento, che si alzò nel cielo poco prima che Yawgmoth, divenuto una nube mortale, potesse colpire e consumare i guerrieri. Gerrard riuscì a sigillare il vulcano, ma non poté trattenere la nube mortale al suo interno.

Eladamri e Grizzlegom convinsero Gerrard a portare le loro truppe a terra, dove avrebbero potuto combattere la battaglia finale dell'apocalisse.

Eroi per sempreModifica

Eladamri, Lin Sivvi, i guerrieri di Keld e gli elfi cercarono di fermare la carneficina. Riuscirondo a salvare Magnigoth, che stava per essere soffocato dall'avvizamento del suolo.

Tuttavia la situazione si fece sempre più disperata e Eladamri insieme a Lin Sivvi di cui si era innamorato e che ricambiava i suoi sentimenti, scelsero di porre fine alle loro vite insieme, affrontando l'orda di Phyrexia piuttosto che essere uccisi da Yawgmoth e venire resuscitati come suoi seguaci.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

GalleriaModifica

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