FANDOM


Personaggio
Domri, Anarch of BolasART2
Nome Domri Rade
Originario di Ravnica - Zona di Macerie
Lifetime Data sconosciuta - Morto nel 4.561 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Distruttore della Città
  • Portatore del Caos
  • Anarchico di Bolas
Stato Deceduto


Domri Rade era un planeswalker che usava il mana rosso e verde.

Evocava creature sempre più grosse, preferendo la ferocia alla disciplina, senza mai tenere a freno i suoi impulsi avventati. Nonostante la sua ascesa a planeswalker, Domri aveva ancora molto da imparare: con l’accrescersi del suo potere, diminuirono le sue capacità di tenerlo a freno. La sua capacità di vedere i molti piani del Multiverso lo ha reso ancora più incurante della sicurezza del suo mondo d'origine. Manipolato da Nicol Bolas, sfidò Borborygmos sconfiggendolo e diventando il nuovo capogilda dei Gruul. Durante la Guerra della Scintilla scelse di schierarsi dalla parte di Bolas ma venne tradito dal suo padrone e perse sia la scintilla che la vita.

IrruzioneModifica

Divenne orfano per colpa delle difficoltà delle strade in rovina della periferia di Ravnica. I primi anni della sua adolescenza li passò correndo: scansando le pattuglie Boros, evitando gli incantesimi degli Azorius e i membri di reclutamento Orzhov. Domri voleva unirsi ai Gruul, ma era cosi giovane che nessun clan lo reclamò come proprio membro. Quando cercò degli alleati, li trovò nelle bestie selvaggie di Zona di Macerie. La sua affinità con le creature selvagge proviene dalla sua istintiva diffidenza per le regole, le autorità e le gerarchie di comando. Nonostante non possieda il talento di molti guerrieri Gruul nel cacciare o uccidere le bestie, conosce a fondo la magia per evocarle e potenziarle. Dimostrò la sua abilità in battaglia spronando un branco di bestie infuriate contro gli Orzhov arrivando a distruggere un intero corteo che voleva mandare via con la forza gli abitanti della sua zona per reclamarla come loro territorio. Dopo quella battaglia, Borborygmos in persona lo definì un membro onorario Gruul.

Il rituale GruulModifica

Nella Zona di Macerie, insieme ai suoi amici Whip e Lakkie, Domri osservò la finestra intatta del santuario Orzhov la cui forma era il simbolo della gilda. Il giovane chiese ai suoi amici se erano pronti, poi lanciò una pietra. Il rumore del vetro che esplodeva fu soddisfacente e i frammenti caddero sul pavimento. I tre ragazzi entrarono all'interno ridendo soddisfatti, raccolsero i frammenti di vetro più taglienti e li legarono a delle impugnature di legno. Domri disse che avrebbero potuto chiamare la loro tribù lame di vetro, aveva creato un buon pugnale a doppia lama con il vetro alle due estremità opposte, ne dimostrò l'efficacia contro nemici immaginari simulando fendendi e affondi con abili movimenti. Dopo che i tre finirono di creare i loro pugnali, Domri propose ai suoi amici di andare a distruggere altre cose. Si stava facendo buio mentre tornavano al loro campo, era pericoloso uscire di notte a Zona di Macerie, rischiavano di incontrare bestie selvagge gigantesche che potevano inghiottire un guerriero o travolgere un'intera carovana. I ragazzi affrettarono istintivamente il passo, ma mentre Domri e Whip stavano attenti a ciò che li circondava, Lakkie era sovrappensiero, incurante di tutto il resto. Domri pensò alle molte volte che aveva salvato l'amico e si chiese se sarebbe mai riuscito a diventare un vero Gruul dal momento che assomigliava di più a un Selesnya. Come se avesse sentito di essere chiamato, Lakkie gli chiese per la sepoltura, il rituale Gruul che Domri doveva affrontare. Il ragazzo rispose che era pronto, sperò che la sua voce non tradisse la sua incertezza, il rituale di passaggio Gruul era avvolto dal mistero e dal terrore tutti coloro che l'affrontavano giuravano di mantenere il segreto e di non parlare mai dei dettagli ai novizi. La sepoltura doveva essere affrontata da chiunque voleva entrare a far parte dei Gruul. Gli sciamani dicevano che il rituale spogliava da ogni attaccamento ad una vita all'interno della città di Ravnica, schiava di regole e che rappresentava la distruzione della natura. Si diceva che chiunque subiva la sepoltura tornava rinato alla tribù pronto a vivere la vita da vero Gruul. Domri cercò di controllare la sua paura, la sua sepoltura sarebbe iniziata all'alba.

La mattina Domri si preparò per il rituale, sentì gli sciamani che cantavano canti funebri mentre fuori dalla tenda la tribù si lamentava come se lui fosse morto durante la notte, il loro dolore era così reale che lo turbò e chiese a Sabast perchè facevano cosi se lui stava bene. Lo sciamano rispose che stavano piangendo la perdita del ragazzo che conoscevano, perché in un modo o nell'altro, quel ragazzo sarebbe morto oggi. Per un attimo, il panico si impadronì di Domri che si chiese se il rituale era troppo per lui, poi si calmò, sapeva che poteva. Il pomeriggio andò con Sabast a Utvara, l'attraversarono osservando la distruzione che la zona aveva subito nel corso dei secoli. Era la casa di molti Gruul nonostante gli Orzhov sostenessero il contrario. Mentre vagavano per le antiche rovine, Sabast disse a Domri di guardare come la natura rispondeva, gli spiegò che col tempo tutto sarebbe tornato alla terra. Gli disse che c'era saggezza nelle parole dei Golgari, capivano i bisogni della natura, ma spiegò che i loro cuori erano stati ammortizzati e che non avevano alcuna passione per la vita. Domri guardò il potere impercettibilmente lento della natura, la pietra aveva ceduto agli alberi, le radici si aggrappavano ad ogni angolo e crepa, la vita stava tirando giù la pietra morta. Sabast continuò spiegandogli che la vicinanza con la morte portava molte cose ai Gruul: chiarezza degli intenti, la libertà dall'attaccamento, la capacità di vedere l'inutilità delle regole e soprattutto un rinnovato senso di vita. Spiegò che i Gruul utilizzavano i cicli della natura per alimentare e sentire la loro passione per la vita. Domri chiese cosa sarebbe successo e Sabast rispose che la sua mente non sarebbe mai stata pronta per quello che avrebbe compreso pienamente solo col cuore. Al tramonto si erano allontanati molto da Utvara, fino ad arrivare a una grotta che portava il simbolo dei Gruul. Sabast accese una torcia con la magia e dopo una lunga camminata verso il basso si fermò davanti a una tomba, guardò il ragazzo e gli disse che era giunto il momento in cui il falso Domri sarebbe morto in modo da permettere al vero di rinascere.

AscensioneModifica

Domri venne sepolto nella tomba. Mentre sentiva la terra accumularsi su di lui, sentì Sabast iniziare un canto di protezione che avrebbe mantenuto il suo corpo in vita, ma la sua mente venne lasciata senza protezione, nel buio più totale e avvolta nel silenzio. La sua spavalderia lo sostenne nei momenti iniziali, sapeva che doveva solo resistere per la notte e che al mattino Sabast sarebbe andato a prenderlo. Mentre i minuti passavano venne però assalito dal panico, pensava che fosse successo qualcosa a Sabast o alla sua tribù e che sarebbe morto. Aveva sempre pensato che gli antichi dei fossero solo un mito a cui gli anziani credevano, ma mentre le crepe dell'incertezza cominciarono ad apparire nella sua mente, iniziò a pregarli per essere liberato e lottò più forte che poteva sotto il peso schiacciante della terra fredda. Fu allora, nel buio, che i suoi occhi si aprirono e si trovò nella cieca eternità. Tutti i piani del multiverso che poteva vedere erano come le sfaccettatture di un gioiello scintillante.

AlaraModifica

Si svegliò sotto il cielo di Naya, confuso ma felice di essere ancora vivo. Sorpreso dalla lussureggiante selvaggia crescita del mondo naturale attorno a lui, priva di edifici. Nella sua esuberanza urlò la sua gioia senza rendersi conto di attirare su di sé una gigantesca creatura pronta ad ucciderlo. Venne salvato da tre elfi che gli urlarono di correre. Domri parlò con loro dicendo che non voleva tornare indietro, raccontò della propria casa e del suo mondo anche se i tre elfi erano dubbiosi e pensavano fosse solo un esploratore smarrito. I suoi ricordi divennero sempre più reali e alla fine venne tirato nuovamente nella cieca eternità e portato nuovamente su Ravnica.

Ritorno dai GruulModifica

Era mezzanotte su Ravnica, le strade confusero Domri, ma alla fine riuscì a tornare alla sua tribù. Urlò per avvertire del suo arrivo e quattro lance vennero puntate alla sua gola. Dopo la sorpresa iniziale per il suo arrivo, Sabast venne avvertito e all'alba lo sciamano andò da lui e lo portò nella sua tenda. Gli chiese come aveva fatto ad arrivare dal momento che aveva rimosso la terra dalla tomba e lui non c'era. Gli domandò che incantesimo avesse lanciato e come aveva fatto a sfuggire alla prova. Domri esitò, sapeva che Sabast era legato alle tradizioni Gruul e alle vecchie leggende e ai miti, ciò che gli era accaduto si scontrava con essi. Se fosse stato accertato che la sua prova non fosse stata completata fino alla fine avrebbe perso la sua posizione all'interno della gilda, e se avesse detto la verità e non fosse stato creduto sarebbe stato guardato come un pazzo dai suoi compagni. La cosa che più lo irritava era che si era sempre sentito diverso dagli altri Gruul, ma non poteva dimostrarlo. Vide il viso perplesso dello sciamano e capì che la risposta non aveva importanza, tutto era cambiato. Rispose a Sabast che non poteva dirgli nulla perchè non gli avrebbe creduto comunque, mentre la rabbia saliva dentro di lui, gli disse di fare quello che sentiva il bisogno di fare, di bandirlo, gli disse che non aveva importanza perchè nessuno aveva mai creduto in lui. Domri si diresse verso l'uscita, ma Sabast lo fermò afferandolo per un braccio, gli disse che non aveva intenzione di bandirlo, gli chiese di sedersi poi gli disse qualcosa che non aveva mai detto a nessun altro Gruul. Gli spiegò che il rituale servita a tenere i Gruul a contatto con la forza della natura, di mantenere viva dentro di loro quella forza e finchè la manteneva nel suo spirito, lui sarebbe stato un Gruul. Domri abbracciò Sabast, sentì che un peso gli era stato tolto. Lasciò la tenda e mentre camminava un sorriso apparve sul suo volto, dopo anni a essere un bambino con l'affinità con gli animali selvaggi di Ravnica, Domri si sentiva speciale, conosceva qualcosa che nessun altro Gruul sapeva: un mondo che i Gruul potevano solo sognare. Sentì il bisogno di fare un altro viaggio, solo il pensiero sul regno della giungla gli provocava immense emozioni. C'era una grande avventura e lui era pronto a schiantarsi contro qualsiasi cosa lo aspettasse la fuori.

Portatore del CaosModifica

Durante l'improvvisa e lunga assenza del patto delle gilde vivente, Domri si alzò tra i ranghi del Gruul con l'aiuto di Nicol Bolas. Sfidò Borborygmos per la posizione di capogilda ed evocò ondate di animali che soverchiarono e sconfissero il ciclope.

Mentre la pace tra le gilde vacillava sull'orlo del collasso, Domri guidò i Gruul in uno sforzo concertato per rovesciare Ravnica nel caos. Scatenò le sue forze nelle strade per assicurarsi che ogni gilda soffrisse dolorose perdite.

La Guerra della ScintillaModifica

Durante la fase iniziale della guerra, accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, Domri combattè contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati da Liliana Vess. Durante la battaglia salvò la vita a Kaya. Tuttavia, quando vide le quattro divinità non morte di Bolas distruggere Vitu-Ghazi decise di unirsi alle forze di Bolas perchè credeva che il drago avrebbe distrutto le altre gilde scatenando il caos su Ravnica. Molti Gruul si infuriarono per la sua scelta e decisero di andarsene non riconoscendolo più come capogilda mentre altri rimasero con lui.

Subito dopo, Bolas lanciò l'Incantesimo dell'Antico. Nonostante avesse giurato fedeltà a Bolas, Domri fu il primo planeswalker a essere prosciugato della sua scintilla e ucciso dagli Eterni.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica


GalleriaModifica

PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Daretti - Davriel Cane - Dovin Baan - Estrid Garruk - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kasmina - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nissa Revane - Ob Nixilis - Oko - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tacenda Verlasen - Tamiyo - Teferi - Teyo Verada - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith - La Viandante - Wrenn
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Inzerva - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
Barra
S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Nicol Bolas - Slobad
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Dack Fayden - Daria - Domri Rade - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Gideon Jura - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Khazi - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos
I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.