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Personaggio
Daretti2
Nome Daretti
Originario di Fiora - Paliano, Città Alta
Lifetime Data sconosciuta
Razza Goblin Planeswalker
Titolo
  • Esperto di Rottami
  • Iconoclasta Ingegnoso
Stato Vivo


Daretti è un goblin planeswalker che usa il mana rosso e nero.

Ascesa del goblinModifica

Daretti è un goblin artefice dall'intelligenza sorprendente, noto per il suo talento e la sua ambizione. Fin da piccolo, il suo obiettivo nella vita era semplice e audace: diventare un'artefice principale presso l'accademia della Città Alta di Paliano. Salì i ranghi e dovette sopportare i pettegolezzi dei suoi colleghi maghi d'elite della città, all'inizio provò irritazione per le voci e più tardi un disprezzo a titolo definitivo per la loro derisione nei suoi confronti. Nonostante il suo mondo è un piano di giochi di abilità e ombra, non fu un complotto a causare la sua caduta, bensì un malfunzionamento di uno dei suoi esperimenti.

Uno dei suoi costrutti esplose causando apparentemente la sua morte, in realtà, l'esplosione accese la sua scintilla permettendogli di viaggiare nella cieca eternità, ma anche se riuscì a fuggire, l'incidente non fu privo di un prezzo: Daretti perse l'uso delle gambe. Da vero artefice, il goblin si costruì una piattaforma elaborata che potesse assisterlo nei suoi movimenti e nel continuare i suoi esperimenti di artificio sia su Fiora che in altri piani, dal momento che ha molto da imparare dagli altri mondi ora che la strada della conoscenza si è aperta davanti a lui.  

Istruzioni sanguinarieModifica

Era una notte soffocante, ma i fuochi d'artificio continuavano a illuminare la città di Paliano, mentre la festa in onore della regina Marchesa d'Amati si svolgeva rumorosamente. Quella mattina c'erano stati dei dubbi sulla legittimità dell'ascesa al trono di Marchesa ma ora, nella notte durante i festeggiamenti, ne cantavano le lodi. In attesa nelle ombre, Daretti osservò l'orda dei goblin di Grenzo provocare la sentinella e poi farsi inseguire ridendo. Commentò che erano dei dilettanti e Grenzo replicò che erano spinti dalla passione, come un incendio selvaggio che bastava solo fare iniziare nel posto giusto. Daretti afferrò i braccioli del seggio su cui si trovava, quella non era la notte delicatamente orchestrata per la vendetta che aveva pianificato. Grenzo osservò la porta incustodita, Daretti gli chiese se poteva almeno mantenere un minimo di tranquillità, ma l'altro la fece crollare a terra con un colpo del suo bastone e disse che se Marchesa voleva mettere da parte i suoi veleni e avere un ruolo diverso era libera di farlo, se però voleva portargli via le chiavi e tenerlo lontano dalle sue segrete, allora sarebbero saliti in superficie e avrebbero realizzato le loro porte. Daretti scosse la testa e si guardò intorno mentre gli altri goblin risposero con un coro di urla acute. Notando la sua reazione, Grenzo disse che si preoccupava troppo e gli consigliò di accogliere l'ignoto: nessuno li avrebbe sentiti con tutto quel baccano. Grenzo si rivolse agli altri goblin e disse di andare a raccogliere il loro bottino, poi entrò godendosi l'oscurità e i tesori della villa. Daretti lo seguì con maggiore cautela facendo entrare il suo seggio attraverso la porta sfondata. Mentre Grenzo infilava diversi libri nella sua sacca, l'artefice ne osservò alcuni e chiese quale fosse il suo obiettivo lì dal momento che quelli erano solo spazzatura, ma l'altro lo corresse dicendo che erano combustibile. Daretti fece una smorfia, aprì un volume e vide i progetti di una sentinella meccanica. Iniziò a commentarne le caratteristiche, ma Grenzo lo interruppe e disse che le sue erano solo sciocchezze: aveva dedicato la sua esistenza a quel branco di palloni gonfiati dell'Accademia e aveva dedicato se stesso al suo apprendista Muzzio e cosa aveva ottenuto in cambio? L'Accademia non c'era più e Muzzio era stato esiliato. Chiese se conosceva il motivo e spiegò che bastava aprire qualche serratura, spargere per strada alcune grandi invenzioni e tutti perdevano la ragione. Si avvicinò a lui e continuò che tutti i suoi preziosi ingranaggi erano rotti, sparpagliati e fuorilegge, tutto ciò a cui aveva dedicato se stesso era morto. Loro erano le iene che ne spolpavano le ossa, lui doveva smetterla di atteggiarsi a scienziato e iniziare a comportarsi come una iena. Daretti si fermò, gli restituì il libro, fece un cenno e disse di bruciarli tutti: le ceneri, i colpevoli e gli innocenti. L'artefice adocchiò alcune pergamene gialle sullo scrittoio e ne prese alcune con le mani che tremavano e disse che era il momento di andare a cercare un altro cadavere, il suo seggio emise un rumore metallico e si mise in movimento trasportandolo verso le scale muovendosi ora con un obiettivo. Grenzo sorrise e lo seguì. I due arrivarono davanti alla porta della stanza in cui si era nascosto Zadrous Fimarell; il massiccio goblin colpì la porta con il suo bastone, facendola crollare. Daretti entrò e disse al vecchio umano che falsità e inganno erano i peccati pià gravi per uno scienziato ed era compito dell'onesto portare alla luce i mistificatori. Il seggio di Daretti allungò le sue gambe meccaniche, sollevandosi dalle ruote ed elevandosi fin quasi al soffitto. Alle luci tremanti della stanza l'artefice apparve come un enorme ragno che si scagliava sulla sua preda. L'accademico si accasciò a terra e Daretti disse che forse non si ricordava il suo nome o il suo volto, ma aveva sicuramente riconosciuto le sue vesti e il suo cappello; un tempo aveva svolto il suo ruolo di agente del maggior ordine con orgoglio, conoscenza, ingegneria e verità, ma lui non poteva sapere nulla di quelle virtù. Gli mostrò le pergamene e continuò che aveva criticato tutte le sue parole e poi le aveva fatte sue, aveva costruito la sua carriera sfruttando il manoscritto che gli aveva rubato. Dietro di loro Grenzo intervenne e con un tono di esasperazione gli disse di smetterla di perdere tempo, erano a Paliano e lì l'omicidio era il modo in cui si risolvevano i problemi. Daretti rispose di lasciargli un momento e l'altro uscì, l'artefice cercò di riprendere il filo del discorso, ma non riuscì a ricordare il resto e così decise di farla finita: afferrò Fimarell per le gambe, lo sollevò, lo sporse fuori dalla finestra e poi lo lasciò andare perché finisse sulla strada privo di vita. Daretti si sporse in avanti, sul davanzale, per vedere il corpo e pensò che tutto era terminato. Era trascorso tanto tempo da quando era giovane ed era alla ricerca disperata di condividere le sue idee con l'Accademia; aveva riflettuto a lungo in attesa di quel momento che era passato in un lampo. Grenzo fu nuovamente al suo fianco, sotto un braccio teneva un grande vaso decorato e sotto l'altro una torcia accesa. Daretti mise le pergamene all'interno del vaso e l'altro la torcia, poi Grenzo lo gettò dalla finestra e sulle strade di Paliano piovvero rifiuti roventi. I due scesero le scale e iniziarono a discutere su chi di loro fosse il capo, vennero interrotti da un goblin che chiese se fossero pronti. Daretti disse che avrebbero continuato quella conversazione più tardi e poi rispose di bruciare tutto. Le fiamme vennero accese rapidamente e Grenzo chiese chi fosse il prossimo nel suo elenco. L'artefice rispose che si trattava di Alendis, un accademico che si era unito ai Custodi e Grenzo disse che se faceva parte di un'alleanza con Marchesa, allora era anche nella sua lista.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Daretti è stato il maestro di Muzzio.
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Daretti - Davriel Cane - Dovin Baan - Estrid Garruk - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kasmina - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nissa Revane - Ob Nixilis - Oko - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tacenda Verlasen - Tamiyo - Teferi - Teyo Verada - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith - La Viandante - Wrenn
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