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Personaggio
Chandra, Awakened InfernoART1
Nome Chandra Nalaar
Originario di Kaladesh
Lifetime 4.537 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • In Fiamme
  • Il Tizzone Ardente
  • Padrona del Fuoco
  • Fuoco di Kaladesh
  • Fiamma Ruggente
  • Evocatrice di Fiamme
  • Pirogenio
  • Fiamma di Sfida
  • Gremlin Wrangler
  • Piromante Ardita
  • Artigiana del Fuoco
  • Piromante Novizia
  • Accolita delle Fiamme
  • Furia delle Fiamme
  • Inferno Risvegliato
Stato Viva


Chandra Nalaar è una planeswalker che usa il mana rosso.

La sua specialità è la piromanzia, magie che bruciano, ardono e ustionano. Utilizza il fuoco per risolvere qualsiasi situazione in modo ingegnoso e improvvisato. Impulsiva, appassionata e irascibile, non ama le autorità e sebbene sia orgogliosa della sua natura indipendente, Chandra è anche consapevole della volatilità del suo fuoco interiore. È una dei quattro fondatori dei Guardiani, con i quali viaggia attraverso i piani combattendo mostruose minacce e lottando per la libertà.

Le origini di Chandra: la logica del fuocoModifica

Vedi Chandra Nalaar (Planeswalker)/Origini.

Ravviva il FuocoModifica

Dopo qualche anno, Chandra giunse a Kephalai, dove rubò la Pergamena del Drago dal Santuario delle Stelle. Venne inseguita da un gruppo di soldati e da due gargoyle, ma, riuscì a scappare utilizzando un incantesimo di fuoco di grandi dimensioni. Poichè nessun corpo fu trovato, la questione venne chiusa, ma successivamente le indagini vennero riaperte.

Jace Beleren venne incaricato di recuperare la pergamena rubata e di cancellare ogni informazione dalla mente di Chandra. Lui la rintracciò su Regatha, mentre era insieme a due donne e a un ragazzino di nome Brannon. I due si affrontarono e dopo una breve battaglia, Chandra sembrò avere la meglio su Jace, ma in reatà cadde nella sua trappola: utilizzando un'illusione assunse le sembianze di Brannon distraendola, poi la stordì con un fulmine di mana blu e si riprese la pergamena con ogni ricordo di Chandra riguardo a essa. Dopo aver completato la sua missione, Jace se ne andò lasciandola priva di sensi.

Tuttavia, Chandra aveva dato la pergamena a un gruppo di scribi che avevano fatto una copia del prezioso documento. Anche se Jace aveva recuperato l'originale lei possedeva ancora le informazioni della copia.

The Purifying FireModifica

Dopo essere ascesa, Chandra si stabilì su Regatha, dove studiò presso il monastero della Roccaforte di Keral per imparare a migliorare il controllo di sè e la padronanza dei suoi poteri. Il monastero fu fondato molti anni prima da Jaya Ballard una planeswalker piromante i cui insegnamenti sono il cuore del monastero: difendere la libertà personale e le proprie scelte ma senza violare i diritti altrui.

Chandra rimase coinvolta nella politica di Regatha quando l'Ordine di Heliud iniziò una serie di manifestazioni per far rispettare le regole e leggi nelle terre di Regatha, iniziando prima con la gente delle pianure, poi con gli elfi delle foreste e infine verso il monastero sulle montagne. L'Ordine dichiarò che la magia del fuoco era proibita nelle città e i suoi praticanti dovevano essere puniti con la morte.

Dopo aver tentato di scacciare uno spettro che serviva l'Ordine, Chandra dette fuoco ad una parte della foresta vicino al monastero facendo infuriare una tribù, che mise una taglia sulla testa della ragazza. Il comandante dell'Ordine, Walbert, usò questo evento come un'opportunità per catturare Chandra. Madre Luti la responsabile dei maghi del fuoco al monastero, decise che vista l'attenzione che aveva attirato Chandra su di sè per lei era meglio sparire per un po'. La mandò in missione su Kephalai per recuperare la pergamena originale che Jace aveva recuperato, affermando che "il vero significato delle parole della pergamena non era nelle parole, ma in qualcosa di fisico della pergamena originale". Visto che era una richiesta di madre Luti, Chandra decise di tornare su Kephalai.

Il tentativo di Chandra di rubare per la seconda volta la pergamena fallì, venne attaccata da un gruppo di soldati e nel suo tentativo di fuga, la piromante distrusse il Santuario delle Stelle. Durante la fuga incontrò Gideon Jura che in un primo momento sembrò volerla aiutare ma invece dopo aver recuperato la pergamena, la restitui ai suoi proprietari.

Camminando a caso nella cieca eternità, Chandra finì su Diraden, un piano governato dal principe vampiro Velrav e avvolto da una barriera che impediva ai planeswalker di lasciarlo, dominato dal mana nero e da una notte senza fine. Con grande stupore, Chandra vide Gideon arrivare sul piano dopo di lei e i due decisero di allearsi per fuggire. Durante il loro cammino, Gideon rivelò a Chandra che la pergamena che aveva cercato di rubare era una mappa per Zendikar dove il mana era imprevedibile. Purtroppo per la coppia, gli abitanti del piano erano infidi e corrotti, legati alla magia del sangue. I due vennero traditi e a causa di Falia catturati dal principe Velrav in persona. Mentre a Chandra non venne fatto alcun male, Gideon venne torturato e quando la piromante si svegliò, Velrav le mostrò le tortura che lo ieromante stava subendo. Cercò subito di trattare con il principe vampiro per la liberazione di Gideon ma fu inutile e quando capì che Velrav voleva utilizzare una magia del sangue per impadronirsi della scintilla di Gideon, Chandra escogitò un piano di fuga riuscendo a decapitare Velrav durante il rituale e a liberare Gideon. Con la morte del principe vampiro la barriera scomparve e i due poterono andarsene.

Tornati su Regatha chiesero l'aiuto di Samir, un elfo amico di Chandra che con grande sorpresa per la piromante rivelò di conoscere Gideon, poichè lo aveva incontrato all'interno dell'Ordine di Heliud. Sentendosi tradita Chandra abbandonò i due e, tornata al monastero, scoprì che l'Ordine lo teneva sotto assedio e minacciava di distruggerlo se non gli avessero consegnato Chandra. Per salvare coloro che amava, la piromante si arrese chiedendo però che ad accompagnarla da Walbert per la sua esecuzione fosse Gideon.

Ciò che l'attendeva era però peggiore, Walbert voleva consegnare Chandra al fuoco purificatore, una fiamma che purifica l'anima delle persone dai loro peccati e dalle loro imperfezioni. La piromante sarebbe stata un esempio per tutti coloro che avrebbero osato sfidare la legge dell'Ordine. Chandra chiese a Gideon di ucciderla perché non voleva essere umiliata e messa in mostra. Gideon però rispose che chi abbracciava il fuoco senza avere rimpianti aveva una possibilità di sopravvivere e lei rivelò che in passato aveva accidentalmente procurato la morte di coloro che amava.

Dopo aver parlato con Gideon, Chandra si sentì meglio e pronta ad affrontare il suo destino.Il fuoco purificatore risparmiò Chandra che usando la sua magia del fuoco distrusse il tempio dell'Ordine provocando la morte di Walbert e delle sue guardie. Parlando ancora con Gideon gli rivelò che coloro che avevano distrutto il suo villaggio proclamavano gli stessi ideali dell'Ordine: armonia, protezione, legge; e chiunque seguiva quegli ideali era suo nemico e quindi anche lui. Lui rispose che si sarebbero incontrati di nuovo. Poi Chandra viaggiò su Zendikar.

Alla Ricerca dell'OcchioModifica

Dopo tre anni dall'inizio della sua ricerca, Chandra arrivò su Zendikar, cercando una guida per la regione di Akoum nella zona di Affa con l'obiettivo di trovare il saggio delle rovine Anowon, sperando che lui potesse aiutarla a trovare l'Occhio di Ugin. Dopo vari fallimenti da parte di diverse guide e la perdita di diverse monete d'oro, Chandra riuscì a raggiungere la montagna e il campo di Anowon. Lì si confrontò con il vampiro e dopo un breve scambio di parole ostili tra i due, Chandra nominò l'Occhio e Anowon decise di andare con lei. Purtroppo per Chandra, Anowon decise di ucciderla a tradimento nel sonno, ma, lei si svegliò e respinse l'attacco iniziale del vampiro. La piromante si preparò ad attaccare Anowon ma proprio in quel momento la magia venne annullata dagli effetti imprevedibili del piano di Zendikar. Indifesa, Chandra sta per essere uccisa da Anowon quando fortunatamente per lei, Sarkhan Vol comparve e colpì Anowon con un rapido colpo alla testa.

RisvegliModifica

Anche se Sharkhan Vol aveva salvato Chandra, attaccò la piromante sostenendo che lei era un'intrusa. Chandra tentò di lanciare un incantesimo ma lanciò solo un normale colpo di fuoco, tuttavia fu sufficiente per impressionare Sarkhan che decise di portarla con lui all'interno dell'Occhio e cominciò a spigargli la natura di ciò che lei stava cercando. Non era ciò che Chandra si aspettava di trovare. Dopo alcuni discorsi deliranti, Sarkhan affermò che la morte di Chandra all'interno dell'Occhio gli permetterà di risolvere i misteri della stanza. Si trasformò in un enorme drago e attaccò la piromante. Incapace di usare correttamente la sua magia, Chandra ricevette l'aiuto inaspettato di Jace Beleren.

Jace intuì che ad assorbire la loro magia era l'edro galleggiante sopra di loro e disse a Chandra di generare un fuoco invisibile all'Occhio in modo da non essere assorbito dall'edro. La piromante fece come le era stato detto, Jace raddoppiò il suo incantesimo e insieme riuscirono a sconfiggere Sarkhan. L'esplosione stordì tutti e tre i planeswalker, Chandra fu la prima a svegliarsi e si avvicinò a Jace. Pensò per un istante di uccidere Jace poichè lui riusciva sempre a trovarla ma alla fine decise di aiutarlo e quando si svegliò, lo aiutò ad uscire dall'Occhio.

Una volta fuori, Jace disse a Chandra che ciò che era successo non poteva essere una coincidenza e le chiese chi gli aveva parlato della pergamena ma Chandra non gli rispose e si allontanò prima che lui potesse leggerle la mente dicendogli di lasciare fare a lei. Viaggiò nella cieca eternità, meditando vendetta su chi l'aveva usata.

Scontro con RamazModifica

Dopo aver capito di essere stata usata, Chandra cercò Ramaz, il planeswalker che l'aveva convinta a rubare la pergamena dal Santuario delle Stelle su Kephalai. La piromante lo trovò su Kaldheim, i due si affrontarono e Chandra riuscì a vincere. Inginocchiato nella neve, Ramaz le disse che il grande drago lo aveva avvertito che sarebbe venuta e lei rispose se la possente creatura gli aveva anche detto che l'avrebbe ucciso. Ramaz rise, poi, prima che la piromante potesse colpirlo con la sua magia di fuoco, scomparve nella cieca eternità. Chandra lo chiamò vigliacco, poi viaggiò a sua volta nel multiverso e tornò a Regatha.

Le offerte al fuocoModifica

Su Regatha, Chandra e i monaci del monastero si tenevano in equilibrio sui banchi di roccia solida nel campo di lava a miglia di distanza dal Torrione Keral. L'aria era rovente e l'immagine del panorama era distorta dal calore, un imponente vulcano incombeva minacciosamente a distanza eruttando fumo. Chandra non era sicura che quello fosse il suo posto, quello era il luogo in cui era diventata una piromante, ma prevedeva anche esercitazioni di canto. Serenok la chiamò e la pregò di cantare con loro e Chandra rispose che non aveva una gran voce e il maestro replicò che allora quella sarebbe stata una sfida ideale per lei e aggiunse che aveva doti che gli facevano tornare in mente colei che aveva ispirato la fondazione del monastero. Chandra rispose che non era Jaya e Serenok disse che un giorno sarebbe potuta diventarlo. La lezione venne interrotta dall'attacco di un infernale, i monaci cantarono e danzarono la loro magia evocando una parete di fuoco che si sollevò per proteggerli, Chandra provò a unirsi a loro ma fallì e senza di lei la magia difensiva fu più debole e l'infernale riuscì a infrangere la parete con una testata. Chandra rinunciò a cantare e attaccò il mostro con la sua magia, scagliandogli contro due missili di fuoco, ma le scaglie resistenti al calore lo protessero. L'infernale sguarciò la parete di fiamme e attaccò uno degli adepti, che schivò l'attacco. Quando l'infernale abbassò di nuovo la testa, Chandra balzò di lato e si arrampicò sulla schiena del mostro, poi urlò ai suoi compagni di mirare a lei. I monaci lanciarono una decina di magie di fuoco verso Chandra, che le deviò con le mani e con un singolo movimento intrecciò le lingue di fuoco in una saetta infuocata accecante e la indirizzò verso la testa dell'infernale, uccidendolo. Dopo che lo scontro finì, disse che le dispiaceva di aver rovinato il canto, ma Serenok sorrise e disse che era stata eccezionale e che aveva compiuto un'azione che lui aveva visto fare solo a un'altra persona, concluse che era pronta e che era già come Jaya.

Successivamente, Chandra venne svegliata da madre Luti, che le disse che Serenok era morto nel sonno. Il servizio funebre fu breve e mentre ascoltava Luti parlare, Chandra pianse in parte sconcertata e in parte afflitta. Quando la cerimonia si concluse non tornò con gli altri al monastero, ma andò verso le montagne. Il giorno lasciò il posto alla notte, Chandra si sdraiò sotto una sporgenza di roccia e pensò che era sempre stata irritata dalle aspettative che Serenok aveva per lei e si chiese se sarebbe stato troppo doloroso imparare i canti e partecipare alle esercitazioni insieme agli altri o cercare ciò che lui vedeva in lei. Pianse nuovamente e non pensò alle lezioni, ma alla gentilezza e agli incoraggiamenti del suo vecchio maestro. Dopo un po' di tempo, decise di tornare al monastero. Era già giunto il mattino quando Chandra arrivò e vide madre Luti seduta sui gradini che teneva in grembo il mantello ripiegato di Serenok. Chandra chiese se avesse intenzione di ferirla, Luti disse di ascoltarla, ma la piromante avvicinandosi a lei disse che comprendeva; che le loro vite dovevano continuare come prima, che dovevano riempire il vuoto e andare avanti e scegliere un nuovo abate. Luti disse che avevano già scelto il successore di Serenok: lei.

Nella sala del monastero circondata da monaci anziani, Chandra ripetè per la centesima volta che non poteva prendere il posto del suo maestro. Luti disse che come diceva sempre Serenok, lei era una delle piromanti di più grande talento che il monastero avesse mai visto e che il suo vecchio maestro aveva visto in lei una ricchezza di risorse, creatività e onestà. Aggiunse che le sue parole e la sua magia avevano sempre origine dal suo cuore, proprio come Jaya, concluse che era un esempio per tutti loro. Chandra sussultò, le loro frasi erano gentili, ma non la stavano ascoltando veramente e rispose che non avrebbe mai potuto prendere il posto di Serenok, che non era una maestra, ma appena un'adepta; le dispiaceva ma era costretta a rifiutare. Alcuni dei monaci si guardarono e uno di loro disse che quella proposta era un grande onore e se le veniva offerto il mantello era una sua responsabilità e lei doveva accettarla. Chandra rispose che dirle ciò che doveva fare non era il modo migliore per convincerla e Luti disse che Serenok sapeva di essere agli ultimi giorni della sua vita, che la stava mettendo alla prova e aveva visto qualcosa in lei. Chandra replicò che il suo maestro credeva che lei fosse qualcuno che non era e disse che loro non volevano davvero che lei fosse alla guida di quel luogo: non conosceva i canti, rovinava i movimenti e non era in grado di guadarli in nulla. Luti rispose che come amava dire Serenok: quella sarebbe stata la sfida perfetta per lei. Chandra chiese se pensassero davvero che lei ne fosse in grado e tutti i monaci annuirono. Madre Luti si alzò e chiese se accettava di prendere il mantello di Serenok e di essere la loro Jaya, se accettava di guidarli alla scoperta dei principi della piromanzia e di insegnare l'arte della magia del fuoco. Chandra si alzò, qualcosa in quella sala la faceva sentire al sicuro, pensò alla vera Jaya che aveva dimorato su Ragatha solo per un breve periodo; lei avrebbe potuto essere la Jaya non solo di passaggio ma permanente, forse quel ruolo sarebbe stato divertente e un modo per riempire quel doloroso vuoto nel cuore. Mentre cercava le parole giuste, due uomini entrarono nella sala e Chandra li riconobbe subito: Gideon Jura e Jace Beleren. La piromante chiese cosa stesse succedendo e mentre Gideon la salutò e rispose che avevano bisogno del suo aiuto, Jace le disse mentalmente che si trattava di Zendikar.

Chandra uscì dalla sala insieme ai due planeswalkers, due momenti diversi del suo passato che le fecero venire in mente ricordi di altri piani, di altri momenti della sua vita; che si presentavano nuovamente proprio quando lei stava creando un legame con le persone del monastero. Una volta lontani, Chandra chiese a Gideon se fosse venuto per fare rispettare qualche legge. Gideon rispose "gli Eldrazi" e Jace aggiunse che c'era anche lei, che avevano una missione da compiere e che una piromante sarebbe stata di grande aiuto. Chandra rispose che la loro tempistica era pessima e Gideon si scusò e disse che se aveva bisogno di rimanere lì, allora doveva restare, ma loro avevano bisogno di lei e anche Zendikar. Chandra chiese come avessero fatto a trovarla e Gideon indicò Jace e spiegò che si erano recentemente incontrati su Ravnica. Chandra disse a Gideon che lui conosceva il suo passato su quel piano così come i sacrifici che aveva fatto per esso e l'altro replicò che quello non era l'unico mondo che aveva bisogno di un sacrificio. Chandra pensò che Jaya sarebbe andata con loro senza esitazione, lanciandosi immediatamente in una nuova avventura, tuffandosi in una situazione di crisi in cui avrebbe potuto scatenare la sua magia del fuoco e distruggere ogni cosa, c'erano anche persone sofferenti da aiutare; Chandra sentì i battiti del suo cuore aumentare per la tentazione di andare con loro. Dopo averli ascoltati in silenzio, Jace disse che la situazione attuale di Zendikar era dovuta anche a lei, che tutti e due avevano un debito da pagare e che avevano delle responsabilità. Chandra chiese di smetterla di parlarle delle sue responsabilità e disse loro di andare. Gideon spostò lo sguardo verso Jace e poi di nuovo verso Chandra, cercò di avvicinarsi a lei, ma la piromante lo guardò con intensità e un anello di fuoco la circondò. Chandra disse che quello era il luogo in cui c'era più bisogno di lei e che aveva fatto una promessa. Jace disse a Gideon che il loro tempo lì era terminato. Gideon guardò Chandra negli occhi a lungo, poi annuì e disse che se avesse cambiato idea, li avrebbe trovati a Portale Marino, poi disse a Jace che potevano andare e i due lasciarono il piano. Dopo la loro scomparsa, Chandra si voltò verso i gradini di pietra che portavano al monastero e vide madre Luti che la osservava dalla porta con il mantello di Serenok tra le mani. Chandra annuì alla donna e iniziò a salire i gradini.

Blocco di Battaglia per ZendikarModifica

Vedi Chandra Nalaar (Planeswalker)/Battaglia per Zendikar.

La battaglia di ThrabenModifica

Dopo che Jace informò gli altri Guardiani di aver trovato Emrakul su Innistrad, Chandra viaggiò sul piano insieme ai suoi amici. La piromante chiese se il piano sarebbe stato lo stesso dell'ultima volta dal momento che le fiamme funzionavano sempre bene. Jace spiegò a tutti che si trovavano nella stessa situazione, ma con qualche piccolo sviluppo inaspettato: Emrakul si stava dirigendo verso Thraben e loro dovevano arrivarci per primi. Una volta in posizione, Nissa avrebbe dovuto utilizzare il suo glifo planare per entrare in contatto con la rete di leyline, Gideon avrebbe liberato la strada per far si che potessero incanalare l'energia del piano attraverso Chandra, che avrebbe fatto ciò che sapeva fare. Nissa disse che sarebbero dovuti riuscire ad avvicinarsi a sufficienza e spiegò che se si fossero avvicinati troppo, Emrakul li avrebbe distrutti, ma se non si fossero avvicinati abbastanza, lei sarebbe riuscita a stabilire un contatto con al massimo tre leyline e non sarebbero state sufficienti. Jace non replicò, Chandra mise una mano sulla spalla dell'elfa e disse che se fosse stata una o venti leyline, se l'avesse messa in connessione, se la sarebbe fatta bastare; Gideon intervenne e chiese a Nissa se riteneva di riuscire a farcela dal momento che non valeva la pena tentare un piano se non erano tutti convinti. Nissa raccolse una manciata di polvere e se la fece passare tra le mani, poi rispose di si. I Guardiani si diressero a Thraben.

I quattro combatterono contro gli orrori alterati, Chandra urlò mentre proiettava fuoco in ogni direzione, bruciacchiando i suoi amici e incenerendo ondate di resti mutati di ciò che solo pochi giorni prima erano stati gli abitanti della città. Quando smise di urlare, le sue fiamme si estinsero, cadde in ginocchio e appoggiò le mani a terra e Gideon scattò per proteggerla. Si trovavano in quella che sembrava una piazza, la via da cui erano entrati in città venne bloccata dalle legioni di Emrakul, così come quella per proseguire. Dietro gli abomini, nel cielo, incombeva minacciosamente la tempesta: il corpo del titano era quasi completamente nascosto alla vista, ma la sua presenza era evidente in ogni luogo; i tentacoli di Emrakul emersero dalle nubi graffiando il terreno e rombando, mentre riducevano interi isolati della città in polvere. Gideon chiese a Nissa se potesse evocare degli elementali, l'elfa scosse la testa e rispose che poteva provare a chiamarli, ma temeva che ciò che avrebbe risposto non sarebbe stato di loro gradimento. Si rivolse a Chandra chiedendole se fosse pronta per un altro attacco e la piromante confermò che si stava preparando; infine a Jace chiese cosa vedesse. Il telepate rispose che non stavano avanzando, ma si trovavano in uno spazio aperto, facile da difendere e consigliò di utilizzare il glifo. Gideon disse a Nissa di procedere: loro tre avrebbero dovuto proteggerla. La resistenza che avevano affrontato finora era stata accidentale e non era neanche sicuro che fossero stati notati. Jace fece un cenno verso la torre al di sopra di una delle entrate della piazza, due marchi illusori apparvero su di essa e il telepate disse a Chandra di colpire la torre in quei due punti e spiegò che quando la sostanza reticolare trasformava la pietra, la faceva diventare molto resistente al danno, ma si sarebbe espansa con un intenso calore e in quel modo sarebbero riusciti a far crollare la torre e a bloccare la strada. Chandra lanciò due palle di fuoco che colpirono esattamente i punti indicati e pochi secondi dopo la struttura crollò, bloccando la maggior parte della strada. La piazza si riempì di vita quando Nissa completò il suo complesso glifo. Dalle orde intorno a loro provenne un suono acuto, gli orrori si voltarono e caricarono l'elfa, ma Gideon li intercettò e cercò di infliggere più danni possibile per attirare l'attenzione su di lui. Nissa iniziò a stabilire un contatto con le leyline di Innistrad, ma fallì perchè la terra non collaborava con lei, era ostile e la feriva; perse il controllo, svenne e il glifo si spense instantaneamente. Nel frattempo le orde di creature alterate continuarono ad avvicinarsi. Chandra si portò di fianco a Nissa e raccogliendo il suo capo nel modo più delicato possibile, le disse di svegliarsi. Jace si posizionò vicino all'elfa, le sfiorò la fronte e disse alla piromante che la loro amica era solo un po' stordita, si sarebbe ripresa in un paio di minuti. Gideon tornò di corsa da loro mentre l'orda della follia si avvicinava lentamente e disse ai due di mettersi in un punto più sicuro mentre lui avrebbe difeso Nissa fino a quando non si fosse ripresa, ma Chandra replicò che se ne sarebbero andati insieme e Jace terminò dicendo "o tutti o nessuno". Improvvisamente un'armata di non morti apparve nella piazza e attaccò le creature mutate dilaniandole con una terribile forza; entrambi gli schieramenti erano incuranti del dolore e delle perdite. Gli zombie arrivarono nel punto dove si trovavano i quattro planeswalkers e formarono un perimetro difensivo intorno a loro, per poi iniziare a respingere gli assalitori. Infine apparve il loro generale: una necromante.

La necromante disse a Jace che era giunta appena aveva potuto. Prima che il telepate potesse rispondere, Gideon, che era ancora in posizione da combattimento, chiese che cosa ci facesse lì; Chandra si mise tra loro e gli rammentò che l'altra aveva appena salvato le loro vite. Nissa si svegliò in quel momento, vide il Velo e disse che quell'oggetto era un abominio. La necromante sorrise e disse che avevano uno strano modo di ringraziare e Gideon abbassò le sue lame. Jace chiamò la necromante Liliana e disse che credeva che non l'avrebbe più rivista, ma ora era lì. Lei rispose che aveva salvato le loro vite, erano in debito e ora dovevano andare su un piano più sicuro. Jace scosse la testa e disse che non potevano farlo, dovevano portare a termine il loro compito e con la sua protezione potevano farcela. Chandra ascoltò in silenzio la conversazione tra gli altri: Nissa era ostile verso la necromante e sebbene Gideon affermò che ogni alleato era benvenuto, non si fidava di lei e alla fine lo ieromante disse a Jace che visto che la conosceva, la scelta spettava a lui e chiese se si potessero fidare. Prima che il telepate potesse rispondere, Liliana rise sonoramente e disse che la sua era una domanda ridicola: le bastava schioccare le dita per sopraffarli, in quel momento si stavano già fidando di lei, ma se non volevano andarsene non poteva obbligarli. Chiese quale fosse il loro piano e quando nessuno dei quattro rispose, la necromante commentò con un sorriso che era sicura che tutto sarebbe andato a finire per il meglio.

La fine promessaModifica

Durante la tregua offerta dagli zombie di Liliana, Chandra vide Tamiyo atterare accanto a Jace. Improvvisamente ci fu un cambiamento nell'aria, come un giorno di primavera prima di una tempesta ed Emrakul si aprì: le sue nubi fiorirono, i suoi lunghi e colorati tentacoli si allungarono e si moltiplicarono, da centinaia a migliaia, a decine di migliaia. Una sfera invisibile di potere si diffuse da Emrakul, inondando ogni planeswalkers. Come tutti gli altri tranne Liliana, Chandra venne protetta dalla magia di Jace, ma perse i sensi ed ebbe una visione: vide sè stessa da ragazzina a Kaladesh, circondata da un minaccioso gruppo di guardie. I soldati sollevarono le loro picche e la giovane Chandra si mise a singhiozzare, con le lacrime agli occhi, in lotta con i sussulti nel tentativo di rimanere calma. Una delle guardie le disse con crudeltà che avevano ucciso suo padre e sua madre e ora sarebbe toccato a lei morire e non poteva fare nulla per evitarlo. Chandra smise di piangere, osservò i suoi oppressori e rispose che poteva ancora fare qualcosa, quello che faceva sempre: bruciare. Il suo corpo si evolse e la piromante divenne donna, le sue fiamme si diffusero dalla testa e dalle mani e Chandra incenerì tutte le guardie, poi bruciò l'intero mondo inclusa sè stessa.

Dopo che Jace dissolse la sua magia, Chandra e gli altri planeswalkers ripresero conoscenza confusi e disorientati. Chandra sentì Jace parlargli mentalmente: gli zombie di Liliana avevano bisogno del loro aiuto, non potevano lasciare che venissero sconfitti dai servitori di Emrakul. Gideon si mosse subito, Chandra esitò e chiese se poteva provare a incenerire il titano. Jace inviò i suoi pensieri a tutto il gruppo, attraverso la magia di protezione che manteneva le loro menti collegate; Emrakul era troppo grande e potente, non sarebbero riusciti a sconfiggerla come avevano fatto con gli altri due titani e non era neanche sicuro che potesse essere ditrutta. Nissa, che stava curando Liliana in fin di vita per aver usato troppo il potere del Velo, intervenne e disse che aveva ragione; cercare di incenerire Emrakul sarebbe stato come gettare una torcia nell'oceano, non avrebbe funzionato nemmeno se fossero state disponibili tutte le leyline di Innistrad. Terminò dicendo che Emrakul era stata presente nel momento dell'accensione della sua scintilla e forse era giusto che fosse presente anche alla fine. Chandra le disse di smetterla di essere così pessimista e di parlare su come vincere quella battaglia; nel frattempo lei sarebbe andata a dar fuoco a qualcosa. La piromante andò ad aiutare Gideon, corse verso l'anello esterno dell'orda di zombie e usò le sue fiamme per respingere un gruppo di cultisti impazziti. Mentre i due combattevano contro le creature alterate, Tamiyo ricordò a Jace le parole di Avacyn: "ciò che non può essere distrutto sarà costretto in schiavitù" e disse che quella era la risposta. Jace replicò che la Tomba Infernale era stata distrutta, ma l'altra disse che si riferiva al luogo di provenienza della prigione d'argento: la luna. Spiegò agli altri che lei possedeva una magia vincolante potente che poteva applicare alla luna, ma la magia doveva essere collegata a Emrakul. Jace poteva creare il collegamento, tuttavia avevano bisogno di potere per alimentare l'incantesimo e chiese a Nissa se poteva generare il mana per la magia; l'elfa rispose che ci avrebbe provato. Nel frattempo Chandra e Gideon stavano tenendo a distanza i servitori di Emrakul da soli, ma non riuscivano a essere contemporaneamente da ogni lato e senza la necromante, gli zombie stavano per essere sopraffatti; gli altri tre decisero di agire. Sebbene con qualche difficoltà, alla fine il loro piano riuscì e Emrakul venne imprigionata sulla luna.

Dopo che la battaglia contro Emrakul fu vinta, i Guardiani aiutarono spegnendo alcuni incendi, consolando alcuni sopravvissuti e curando le ferite di chi era ancora vivo. Al termine di quella lunghissima giornata, a Tamiyo e a Liliana venne offerto di entrare a far parte dei Guardiani: la prima rifiutò, mentre la seconda accettò e pronunciò il suo giuramento.

Blocco di KaladeshModifica

Vedi Chandra Nalaar (Planeswalker)/Kaladesh.

Blocco di AmonkhetModifica

Vedi Chandra Nalaar (Planeswalker)/Amonkhet.

DominariaModifica

Vedi Chandra Nalaar (Planeswalker)/Dominaria.

La Guerra della ScintillaModifica

Insieme ai suoi compagni, Chandra andò su Kaladesh dove si riunirono ad Ajani e apettarono il ritorno di Gideon andato in cerca di Liliana. Improvvisamente, tutti i planeswalker sentirono il richiamo del Faro Interplanare e viaggiarono su Ravnica per il confronto finale con Nicol Bolas, rimanendo intrappolati dal Sole Immortale del drago antico. Accanto a molti altri planeswalker e abitanti del piano, Chandra combatté contro gli Eterni dell'Orda Atroce di Bolas guidati proprio da Liliana.

Durante l'invasione del piano, fu presente alla riunione dove i leader della difesa di Ravnica si riunirono per mettere a punto una strategia. Sotto raccomandazione di Jace, decisero di dividersi in team per concentrarsi su compiti specifici: Chandra, Saheeli Rai,Lavinia e Lazav vennero incaricati di spegnere il Sole Immortale. Mentre Lazav, con le sembianze della piromante, combatteva contro Dovin Baan, la vera Chandra si introdusse furtivamente nella struttura di Dovin dove usò le nove parole di Azor che servivano a spegnere il Sole Immortale che Jace le aveva insegnato. Subito dopo che disattivò il manufatto, molti planeswalker fuggirono da Ravnica e tra loro vi era anche Dovin che era stato sconfitto proprio in quel momento.

Successivamente, Gideon fece riattivare a Chandra il Sole Immortale come parte del suo piano per impedire a Bolas di fuggire. La piromante eseguì la sua missione lasciando Saheeli a proteggere il manufatto.

Quando Gideon sacrificò la sua vita per salvare Liliana, Chandra fraintese il gesto dell'altro e credendo che la necromante l'avesse ucciso, si preparò per ucciderla immediatamente. Venne fermata da Jace, che le spiegò ciò che era realmente successo.

Dopo la fine della guerra, Chandra fu una dei planeswalker sopravvissuti alla battaglia e fu presente durante la celebrazione della vittoria. Ammise ai suoi compagni i sentimenti che provava per Gideon dicendo che lo amava "come più di un fratello". Successivamente, Chandra e Nissa dichiararono il loro amore l'una per l'altra. Tuttavia, non è chiaro se Nissa condivida gli interessi romantici di Chandra o la vede solo come una sorella. Poco dopo, su richiesta di Samut, lei e Jaya cremarono i corpi degli Eterni diventati inattivi.

Dopo la Guerra della ScintillaModifica

Dopo la fine della guerra su Ravnica, Chandra lottò per superare il senso di colpa e il dolore per la morte di Gideon. Determinata a dimostrare alla sua famiglia e a sé stessa che sarebbe stata pronta, viaggiò da sola su vari piani del multiverso per aiutare gli innocenti, ma nonostante salvasse molte vite, non riusciva ad andare avanti. Tornata su Kaladesh per trovare sua madre, incontrò Ajani a casa sua. Lui la ringraziò per l'intervento su Alara, ma le fece anche notare il suo stato: stava andando oltre le sue forze. Lei rispose che aveva il potere di fermare la sofferenza e non sarebbe riuscita a vivere con sé stessa se non avesse fatto nulla. Dopo la partenza di Ajani, Chandra parlò con sua madre: Pia riconobbe la crescita della figlia capace di fare le sue scelte da sola, ma le fece promettere che avrebbe chiesto aiuto se ne avesse avuto bisogno.

Su Regatha, un vulcano addormentato eruttò improvvisamente provocando il panico nella città vicina. Chandra arrivò in tempo per incenerire i detriti volanti. Improvvisamente la pioggia di pietre e lava si intensificò e la piromante viene colpita alla testa. Nel nuovo tentativo di fermare il flusso di roccia e fuoco, ebbe un flashback su Nicol Bolas e sulla distruzione che aveva causato su Ravnica.

Nonostante i suoi tentativi, la città venne completamente distrutta. Chandra riuscì a salvare un ultimo bambino prima di finire seppellita dai detriti. Ferita, riuscì a viaggiare nella cieca eternità tornando su Kaladesh da sua madre. Esausta si addormentò. Il mattino seguente, Chandra si svegliò, dopo aver fatto un incubo su Bolas e, anche se non si era ripresa completamente, decise di rimettersi in viaggio nel multiverso.

Su Innistrad, mentre stava lottando contro dei fantasmi del ghiaccio, vide Gideon che la rimproverò per aver fallito di nuovo. Quelle parole le fecero perdere la concentrazione e venne quasi sconfitta. Improvvisamente si ritrovò di fronte Tibalt. Il mezzo-diavolo le rivelò che la sua angoscia era stata rafforzata dal suo attacco empatico e che si dilettava nel sentire la sua disperazione: era attratto dal suo dolore. Mentre parlavano, una donna venne attaccata dai fantasmi e Tibalt la schernì sulla sua incapacità di salvare gli innocenti. Chandra lanciò una gigantesca esplosione di fuoco contro i fantasmi, sconfiggendoli, ma nella sua mente sentì prima la voce divertita di Bolas dirle che non portava altro che distruzione e che lasciava solo orrore e ceneri sulla sua scia. Poi sentì la voce di Ajani aggiungere che avrebbe dovuto essere lei a morire quel giorno. Nonostante fosse completamente sfinita, Chandra affrontò Tibalt, ma venne sconfitta. Lui iniziò a nutrirsi della sua agonia e paura emotiva, promettendole di far durare il processo il più a lungo possibile. Con uno sforzo disperato, Chandra riuscì a liberarsi e a fuggire verso Zendikar. Seduta sulla polvere della terra devastata dagli Eldrazi, valutò di tornare su Ravnica, ma non sentendosi ancora pronta decise di andare dove il suo incubo aveva avuto inizio: Amonkhet.

Dopo aver combattuto contro un gruppo di Eterni, si ritrovò nella Necropoli davanti a una statua di Bolas. Lì si rese conto che aveva finito per incolpare sé stessa per il male compiuto da Bolas. Scatenò la sua rabbia, distruggendo la statua con la sua magia e sconfiggendo simbolicamente il nemico che l'aveva perseguitata.

Conclusa la sua ricerca personale, Chandra andò su Alara per parlare con Ajani: aveva compreso che trattenendo il dolore, aveva perso i suoi amici; meglio ricordare i caduti e onorarli aiutando altre persone. Dal momento che voleva scusarsi con sua madre per il suo comportamento, i due viaggiarono insieme su Kaladesh. Arrivati a destinazione, trovarono Tibalt e videro Pia legata e torturata al suo fianco.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Quando è nei guai Chandra cita spesso i detti di Jaya Ballard.
  • Gli è stata dedicata una parte nel video introduttivo di Duels of the Planeswalkers 2013.
  • Dalla scheda personale che si può leggere prima di affrontarla in Duels of the Planeswalkers 2013, Chandra Nalaar ha 20 anni, è alta 169 cm e pesa 59 kg.
  • Nicol Bolas ne pronuncia il nome chiamandola Shandra.
  • Gli occhiali che indossa le permettono di vedere attraverso le fiamme.
  • Indossa un guanto per il potenziamento del mana sul braccio destro molto simile a quello usato dai maghi della gilda izzet su Ravnica.
  • Per  quanto abbia sempre mostrato indifferenza e antipatia verso Gideon, durante la prigionia su Diraden mostra gelosia verso le attenzioni di Falia per lui.
  • È protagonista del mini-trailer di Magic 2014 e rappresentata su tutti i prodotti di questo set base.
  • Chandra è la protagonista di Duels of the Planeswalker 2014.
  • Nel 2013, per celebrare l'uscita di Magic 2014, venne indetto il Chandra Contest che richiedeva di diventare una cosplayer di Chandra. La promoter del contest fu Felicia Day, vestita da Chandra. Il vincitore riceveva il viaggio interamente pagato al Pax East 2014, mentre il secondo classificato un lap top.
  • Nella storia web Le origini di Chandra: la logica del fuoco, l'infanzia di Chandra è stata modificata rispetto a come era stata descritta nel libro The Purifying Fire. Nella continuità della storia è la storia web a mostrare le vere origini di Chandra.
  • Nel libro Puriflying Fire, Chandra aveva un fratello e due sorelle, che morirono tutti e tre prima della sua ascensione. Mentre nella storia web Le origini di Chandra: la logica del fuoco, Chandra è figlia unica.

Collegamenti esterniModifica

W: Gideon Jura U: Jace Beleren B: Liliana Vess R: Chandra Nalaar G: Nissa Revane WU: Teferi WB: Kaya GW: Ajani
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Daretti - Davriel Cane - Dovin Baan - Estrid Garruk - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kasmina - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nissa Revane - Ob Nixilis - Oko - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tacenda Verlasen - Tamiyo - Teferi - Teyo Verada - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith - La Viandante - Wrenn
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Inzerva - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
Barra
S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Nicol Bolas - Slobad
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Dack Fayden - Daria - Domri Rade - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Gideon Jura - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Khazi - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos
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