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Personaggio
Avacyn
Nome Avacyn
Originario di Innistrad
Lifetime Data sconosciuta
Razza Angelo
Titolo
  • Angelo della Speranza
  • Angelo Custode
  • Arcangelo
  • La Purificatrice
Stato Deceduta


Avacyn era l'arcangelo di Innistrad, figura centrale della chiesa a lei dedicata. La sua presenza donava agli uomini fede e speranza, che li portava a lottare con forza per la sopravvivenza. Venne creata circa mille anni prima della Riparazione da Sorin Markov. Dopo che venne colpita dalla follia, decise di "purificare" l'intero piano.

La Creazione di AvacynModifica

Consapevole che l'umanità di Innistrad rischiasse l'estinzione, sotto le minacce del piano, Sorin Markov creò un tutore dell'equilibrio, un angelo che chiamò Avacyn. Creata per difendere gli umani e l'ordine del piano dalle minacce extraplanari. Grazie a lei la magia delle fede crebbe fino a diventare vero potere, che poté respingere le forze delle tenebre.

Vecchie e nuove promesseModifica

Poco dopo essere stata creata, Avacyn percepì in Nahiri, che aveva attaccato Sorin, una minaccia per il piano. L'arcangelo volò in cerca della planeswalker e quando la trovò si scagliò contro di lei ed entrambe caddero a terra. Avacyn si alzò per prima, sollevò la lancia e la luce fluì lungo le due punte gemelle, con un'intensità crescente fino a diventare troppo forte da sopportare. Avacyn affondò la lancia, ma Nahiri evitò il colpo immergendosi nella terra per poi riemergere e attaccare a sua volta con la spada rovente, che Avacyn deviò con la lancia. L'arcangelo fu costretta ad arretrare e cercò di alzarsi in volo, ma Nahiri si sollevò ancora più in alto su una colonna di pietra e costrinse Avacyn a terra. La planeswalker era a un passo dalla vittoria e avrebbe distrutto l'angelo, ma Sorin, che era rimasto a guardare lo scontro tra le due, intervenne per salvare la sua creazione e sconfisse Nahiri. Dopo la fine dello scontro Avacyn si avvicinò alla nemica, ma prima che potesse fare qualcosa Sorin sollevò una mano e lei si fermò. 

Pietra e sangueModifica

Avacyn assistette in silenzio mentre Nahiri veniva imprigionata dentro la Tomba Infernale da Sorin.

Campagna di AvacynModifica

Avacyn e la sua schiera di angeli impugnarono le armi contro i nemici dell'umanità. I vampiri vennero trucidati e bruciati, spingendo la razza a considerare Sorin un traditore. I mannari vennero decimati, i geist malevoli vennero banditi e gli zombi inceneriti dalla luce. Avacyn e i suoi angeli non furono mai in grado di ripulire Innistrad completamente, ma grazie a lei l'umanità si riprese e la chiesa di Avancyn crebbe.

I demoniModifica

Quando i demoni tornarono numerosi su Innistrad, Avancyn li cercò personalmente per ucciderli. Dopo un po' di tempo però, si rese conto che i demoni tornavano sempre. Decise allora di creare un collare d'argento affermando che Quello che non può essere distrutto deve essere legato.

Grazie al collare, i demoni vennero catturati e imprigionati nella Tomba Infernale, un enorme massa d'argento nei pressi di Thraben.

Scontro con GriselbrandModifica

L'anno prima dell'arrivo di Garruk sul piano, Griselbrand sfidò Avacyn atterrando sopra la tomba infernale. L'angelo e il demone combatterono per giorni, osservati da Mikaeus e altri vescovi della chiesa. Utilizzando tutte le sue energie, Avacyn chiuse Griselbrand dentro la tomba infernale. Come ultimo atto, il demone trafisse Avacyn al cuore, mentre l'incantesimo della prigione d'argento assorbiva entrambi all'interno.

Dentro la Tomba InfernaleModifica

All'interno della Tomba Infernale, i demoni si accalcarono intorno a Avacyn riconoscendo colei che li aveva imprigionati. L'arcangelo si sollevò in quel vuoto sconfinato prendendo una posizione di vantaggio e i demoni si sparpagliarono. Avacyn vide e riconobbe Nahiri, i loro occhi si incrociarono e quelli dell'angelo brillarono di furia, infatti, ricordava il loro scontro avvenuto molti anni prima.

Fine dell'equilibrioModifica

La scomparsa di Avacyn mise in pericolo gli uomini di Innistrad, distruggendo l'equilibrio tra l'uomo e le creature della notte. Sorin Markov, tornato al Maniero Markov, credeva di aver creato un'equilibrio efficace. Determinato, Sorin decise di iniziare la ricerca del suo angelo perduto.

Il ritorno di AvacynModifica

Grazie alle macchinazioni di Liliana Vess, la Tomba Infernale venne distrutta. Una spirale di luce si alzò nel cielo e tutti gli uomini di Thraben alzarono gli occhi al cielo per vedere lei: Avacyn, l'angelo della speranza, pura, intatta e eterna.

Il ritorno di Avacyn generò un aumento del potere della magia sacra su tutto il piano, rinnovando il potere degli oggetti sacri e rinvigorendo gli incantesimi di protezione. Gli arcimaghi la cui magia divina si era indebolita, riconquistano nuovamente il loro potere. Gli angeli tornarono a volare nel cielo, la loro disperazione cancellata, pronti a combattere con nuova determinazione i mostri che per lungo tempo hanno afflitto le quattro province.

Nuovamente pronta a combattere per proteggere l'umanità, Avacyn spiegò le ali come se stesse per abbracciare tutta Innistrad.

Il Cacciatore non Prova PietàModifica

Dopo che Vronos tornò alla Cattedrale di Avacyn e confessò le sue trasgressioni, Avacyn lo baciò poi pronunciò parole di "perdono" e "comprensione" per il suo inquisitore e accettò nuovamente il suo giuramento di fedeltà.

Una mattina Avacyn convocò Vronos nella Cattedrale. Quando il planeswalker arrivò si inchinò e chiese cosa volesse da lui. L'angelo disse al suo fedele cacciatore di mostri che avrebbe preferito non essere costretta a mandarlo ma che solo lui tra tutti i suoi seguaci aveva le capacità necessarie per portare a termine la missione. Vronos rispose che aveva prestato un giuramento, che la sua vita era dedicata a lei e che era fedele. La trsistezza oscurò le parole dell'angelo, Avacyn disse che la forza che l'aveva liberata aveva scatenato un grande male nel mondo. Molti demoni erano imprigionati nella Tomba Infernale e se lei avesse potuto scegliere, sarebbe rimasta imprigionata al suo interno piuttosto che permettere la loro liberazione. Continuò dicendo che l'essere oscuro che aveva permesso l'apertura della prigione aveva sparso il degrado su Innistrad ma lei e tutti i suoi servitori lo avrebbero purificato. Ancora peggiore però era la maledizione che aveva inflitto a chi come lui era in grado di viaggiare tra i mondi. Se non fosse stata curata, la piaga lo avrebbe trasformato in un demone più oscuro di tutti gli altri e addirittura più potente di lei. Lui era l'unico che poteva trovare Garruk e portarlo nella Cattedrale. Lo avvertì che probabilmente l'umano maledetto non avrebbe compreso l'emergenza in cui si trovava e quindi se non fosse venuto di sua spontanea volontà avrebbe dovuto costringerlo e che avrebbe avuto bisogno di tutta la sua astuzia e le sue conoscenze per sovrastare il suo potere. Terminò dicendo che se avesse portato a termine la missione sarebbe stato liberato dal suo giuramento. Vronos si alzò, guardò Avacyn negli occhi e rispose che anche se lui non avesse prestato il giuramento, i suoi poteri sarebbero stati ugualmente al suo servizio e che avrebbe affrontato l'impresa non per essere libero ma per eseguire l'opera di purificazione ovunque fosse necessaria. Una schiera di angeli apparvero intorno a Avacyn, cantando con voci squillanti mentre l'inquisitore partiva per la sua missione con la benedizione dell'arcangelo.

La prova di AvacynModifica

Le indagini del planeswalker senza nome invitato su Innistrad da Sorin Markov per indagare sugli omicidi di alcuni planeswalker alla fine lo portarono da Avacyn. L'angelo gli disse ciò che sapeva su Garruk e lo mise alla prova per vedere se fosse abbastanza forte per affrontare il cacciatore maledetto. Dopo che il planeswalker superò la sua prova, Avacyn gli donò la sua benedizione e gli diede un nuovo indizio, qualcosa che Garruk aveva perso prima di sparire: una moneta di Theros.

Uno sguardo vuoto e spietatoModifica

Un anno dopo il suo ritorno, le preghiere inondarono Avacyn come una pioggia leggera, mentre volteggiava in uno dei suoi rifugi preferiti nel sud di Stensia. Le preghiere erano sempre state con lei, una presenza insiestente nel profondo della sua mente fin dai primi momenti dopo il suo risveglio. Inizialmente erano poche, ma con il passare del tempo aumentarono, diventando anche più dirette e imploranti. Sentì la preghiera di Kelse che le chiedeva aiuto per suo figlio Maeli e subito volò verso Gavony. Avacyn udiva migliaia di preghiere, ma raramente aveva il tempo per dedicarsi a loro individualmente. Pensò che fin dalla sua creazione per lei era esistita la parola "proteggere" e anche adesso quel pensiero scatenava una cascata di immagini che l'aveva accompagnata nei suoi primi momenti di esistenza: un mondo avvolto nell'autunno e nel sangue, colmo di mostri che cercavano di devastarlo, creature oscure che bruciavano nella sua mente, nella sua stessa essenza, come minacce da combattere e annietare; poi le immagini degli esseri mortali con tutte le loro forme e dimensioni, con la loro devozione. Con il passare del tempo "proteggere" era diventato "proteggerli" e quel concetto era diventato la sua essenza. Mentre volava verso la sua fedele, Avacyn pensò che mancava poco all'inizio della luna del raccolto e riflettè su ciò che era stato realizzato dopo la sua liberazione dalla Tomba Infernale: i mannari non c'erano più perché grazie allo Smorzamaledizioni erano stati curati o trasformati in lupir, preziosi alleati per lei e i suoi angeli; i diavoli e i demoni erano sparpagliati e inefficaci; i vampiri erano in rotta. L'umanità era libera dal lungo assedio dell'oscurità e le civiltà erano rigogliose, era una nuova era per i suoi fedeli e per il mondo e provò una profonda soddisfazione.

Trovò il bambino e lo riportò da sua madre e mentre i due si abbracciavano, si augurò che ogni momento di ogni giono fosse come quello: con famiglie che si riunivano, paure che venivano cancellate e felicità ritrovata. Era quello il suo obiettivo. Iniziò a volar via quando un intenso luccichio dilaniò il suo corpo e le fece vacillare la vista: ogni oggetto divenne doppio, un forte dolore pulsante le attraversò la testa facendola cadere al suolo, accasciata dal dolore. Ebbe la visione di obelischi di pietra volanti con intricate rune scolpite sui lati che si muovevano contemporaneamente. Tutto terminò. Si guardò intorno per cercare l'origine di quell'attacco, pochi vampiri erano abbastanza potenti da effettuare quell'assalto e forse si trattava di un signore dei demoni, ci fu un leggero ronzio nelle sue orecchie, ma non accadde nulla e la sua attenzione tornò ai due umani abbracciati e vide la donna allontanare da sè il figlio con rabbia e rimproverarlo duramente. Il bambino ebbe prima paura, poi iniziò a piangere e subito dopo il volto della madre si addolcì e iniziò a consolarlo. Avacyn pensò che i semi dell'uomo erano corrotti, non sapeva da dove provenisse quel pensiero, era come una preghiera, un messaggio inviato direttamente nella sua mente nonostante non fosse stato pronunciato da nessun mortale. Osservò il bambino da vicino e dove un tempo aveva visto l'innocenza, vide qualcosa di diverso. Perse l'equilibrio, barcollò e la sua mente si annebbiò; si sollevò in volo e cercò di concentrarsi sulle preghiere, ma il ronzio ricopriva ogni parola e tornava continuamente a rimuginare su quelle parole, che si erano conficcate nel suo cervello come una lancia: i semi dell'uomo sono corrotti. Fuggì via alla ricerca di un rifugio lontano dalla propria mente, un rifugio che però non esisteva.

Avacyn iniziò lentamente a scivolare nella follia. Sentì la preghiera di Macher e lo rimproverò duramente e in modo crudele. Successivamente trovò Liont, un uomo che era stato curato dallo Smorzamaledizioni che però era tornato nuovamente un mannaro e aveva ucciso inconsapevolmente sua moglie e i suoi figli; quando cercò di chiedere pietà per la sua famiglia, l'angero rispose che c'era solo giustizia e nessuna pietà. Avacyn convinse Bruna e Gisela della sua grande opera di purificazione e, dopo averle mandate avanti, si recò da Sigarda, che le chiese di illuminarla sulle sue intenzioni. Avacyn disse che la verità era sempre stata davanti ai loro occhi ma loro erano state cieche. Spiegò che da sempre combattevano contro i mostri, le streghe e i necromanti del loro mondo perchè essi distruggevano, saccheggiavano e consumavano; perchè commettevano atti di violenza contro la terra con il solo obiettivo di creare il caos. Per queste colpe si erano impegnate a punire e a uccidere, ma i crimini degli umani erano identici e quindi non avrebbero mai ottenuto una pace duratura. Avacyn vide la confusione sul volto di Sigarda e poi il disprezzo. L'arcangelo rise senza allegria e disse che lei conosceva già la risposta e la verità, ma Sigarda non rispose. Davanti al silenzio, Avacyn disse che comprendeva che quelle erano dure verità da accettare; Bruna e Gisela avevano avuto bisogno di tempo per comprendere, ma alla fine avevano visto la luce. Concluse che sarebbero tornate presto e che avrebbero avuto bisogno del suo aiuto: gli impuri dovevano essere purificati e puniti, il loro compito era portare la vera luce per quelli come loro e per gli altri che erano in grado di portare e mantenere la pace. Avacyn chiese a Sigarda di immaginare un mondo senza violenze, privo di guerre e oscurità e quando finì di parlare puntò la sua lancia verso il tetto di pietra del rifugio, un'ondata di potere eruppe dalla lancia, il tetto svanì e sul terreno sottostante si posò solo un sottile strato di polvere che ricoprì gli angeli di fuliggine. Avacyn ripetè "presto", poi volò via seguita da Bruna e Gisela.

Avacyn guidò i suoi angeli contro il villaggio di Kelse. Quando la donna pregò l'arcangelo di intervenire per salvarli, Avacyn, che voleva sopra di lei, le disse che non era necessario che pregasse con le sue menzogne e l'altra chiese perchè li avesse abbandonati. L'arcangelo scese a terra con le ali intrise di sangue e rispose che la grande opera aveva avuto inizio e aveva pensato che lei dovesse esserne testimone, poi chiese dove fosse suo figlio. Kelse rispose che non era più lì e che si trovava lontano da lei e Avacyn replicò che nulla era lontano, il suo dominio era putrefatto e ogni cosa doveva essere purificata; prima o poi li avrebbe trovati tutti e li avrebbe uccisi. Pensò che aveva ascoltato i sussurri dei bugiardi per molto tempo e il mondo ne aveva sofferto, ma ora comprendeva la verità. Alzò lo sguardo verso la luna che come ogni cosa intorno a lei le sussurava la verità: tutto arderà, tutto sanguinerà. Ripetè quelle parole a sé stessa, poi rise e continuò a sorridere mentre i suoi angeli continuavano la grande opera, riducendo in cenere il villaggio.

Ogni storia ha una fineModifica

Avacyn continuò la sua opera di purificazione non solo bruciando altri villaggi e causando la morte di altri innocenti, ma si scatenò anche contro le creature oscure del piano tra cui i Falkenrath. Successivamente percepì la presenza di due planeswalkers e si recò a Thraben, nella Cattedrale, dove perforò la magia di occultamento di Tamiyo e Jace Beleren, mandò in frantumi una vetrata e piombò su di loro. Tamiyo le disse che era una visitatrice del suo mondo, che non desiderava altro che pace e benessere per coloro che proteggeva e dal momento che era un angelo era in grado di percepire la verità delle sue parole; chiese quale fosse la sua risposta. Il viso di Avacyn si contorse nell'imitazione di un sorriso, una specie di risata uscì dalle sue immobile labbra. Rispose che lei esisteva per proteggere da quelli come lei, le disse che era una portatrice del peccato, un'impura. L'attaccò. Tamiyo usò la magia di una delle sue pergamene e riuscì a schivarla, poi le scagliò contro ondate di ghiaccio. Avacyn non mostrò dolore nè rabbia, si adattò allo scontro ed emanò una luce accecante che illuminò ogni angolo della Cattedrale. La luce era bruciante e colpì i due planeswalkers come una forza fisica: schiacciò a terra Tamiyo e costrinse Jace, che stava cercando di entrare nella mente dell'angelo, a inginocchiarsi. Avacyn scese verso di loro e si preparò a colpire al petto Tamiyo con la sua lancia, ma poi si bloccò a causa del telepate. La sua immobilità durò poco, la luce divenne fredda, nauseante e crudele; ignorando completamente Tamiyo, Avacyn si avvicinò a Jace, si abbassò e gli appoggiò una mano sul petto. Lui urlò mentre il potere di Avacyn lo stava lentamente uccidendo.

Io sono AvacynModifica

Mentre stava per uccidere Jace e Tamiyo, che vedeva come dei mostri, Avacyn venne fermata da un nuovo intruso entrato nella Cattedrale mandando in frantumi una vetrata, che attirò la sua attenzione. Lo riconobbe come uno degli antichi vampiri del piano, ma non riuscì a ricordare il suo nome. L'arcangelo vide che aveva un spada in una mano e la magia nell'altra e gli disse che si sarebbe occupata di lui più tardi; il vampiro rispose che c'era qualcosa che non andava in lei e che si trovava lì per aiutarla: doveva seguirlo nei sotterranei della Cattedrale. Avacyn rispose che la sua missione non poteva attendere e l'altro replicò che se voleva poteva uccidere i due che erano nelle sue mani, ma che non le avrebbe permesso di lasciare quel luogo finchè la loro questione non fosse stata risolta. Avacyn sentì il rumore di ali e vide i suoi angeli osservare la scena in disparte, sapeva che un angelo era composto di bontà, ma senza sapere il motivo si chiese se un essere divino era composto dalle gesta di un angelo. Avacyn replicò al vampiro che quei due erano una minaccia per Innistrad e lui stava correndo il rischio di diventare il male più grande davanti ai suoi occhi e gli disse di andarsene oppure lei o i suoi angeli lo avrebbero abbattuto. L'altro ignorò le sue parole e iniziò ad avvicinarsi; Avacyn lo attaccò con la sua magia che però non ebbe alcun effetto su di lui. Il vampiro disse che non poteva ferirlo perchè lui era il suo creatore. Le parole sembrarono strane all'arcangelo, come se fossero state cesellate da qualche parte dentro di lei, ricoperte di una polvere che veniva soffiata via e Avacyn lo vide chiaramente come vedeva sè stessa: riconobbe in lui Sorin Markov, il suo creatore, il motivo della sua esistenza, l'uomo che si era trovato di fronte a lei nel primo momento della sua vita e che le aveva dato il suo obiettivo. Ricordò che la sua creazione era avvenuta nel profondo di quella Cattedrale; con lo scopo che lei diventasse la protettrice: colei che estirpava ciò che minacciava Innistrad, che rispondeva alle preghiere degli innocenti e colpiva coloro che li tormentavano, colei che proteggeva coloro che altrimenti sarebbero stati divorati dalle ombre di Innistrad. Confusa, Avacyn gli fece alcune domande. Osservò i due con cui aveva combattuto e li vide con il loro reale aspetto di mortali, pensò che aveva versato il loro sangue nella sua Cattedrale, che ciò sarebbe stato possibile solo se i due erano dannati e che se li aveva attaccati allora non potevano essere altro che mostri. Un nuovo pensiero si fece strada nella sua mente: io non ho protetto. Le immagini di villaggi in fiamme, di innocenti massacrati e di una madre che piangeva il suo bambino turbinarono intorno a lei. Ricordò che era stata lei ad appiccare quegli incendi, a massacrare quegli innocenti, era stata creata per proteggere e aveva portato la distruzione. Non era solo una protettrice, ma anche un simbolo e la sua chiesa aveva dato origine a un odio infervorato e il suo potere aveva nutrito quelle fiamme. Si chiese cosa significasse il bene, osservò Sorin e pensò che lei era stata creata in maniera imperfetta, non era affatto una protettrice, era un pericolo, un'arma per coloro che volevano usarla per danneggiare Innistrad. Gli parlò con odio e cercò inutilmente di colpirlo. Sorin la chiamò "figlia" e disse che doveva essere cauta nel modo in cui si rivolgeva a lui. Avacyn replicò che non era sua figlia, ma una sua creazione, lui era responsabile per ciò che lei era in grado di fare; era stata creata per uno scopo impuro e disse che lo dichiarava il più grande male di Innistrad. Provò a colpirlo con la sua lancia, ma nuovamente senza successo e Sorin le spiegò che l'aveva creata in modo che le fosse fedele e quindi non poteva ferirlo. Lei replicò che i suoi angeli potevano farlo e li mandò contro di lui, ma Sorin li sconfisse facilmente distruggendoli tutti. Il vampiro provò a parlarle nuovamente, Avacyn osservò il suo volto e lo vide in modo diverso: non un nobile vampiro ma un demone, suo creatore ma anche incarnazione del male. Non gli lasciò finire la frase e diversamente dai primi tentativi, riuscì a ferirlo. Sorin disse che non c'era più speranza per lei: ora riusciva a vederlo solo come un mostro ed era il motivo per cui era stata in grado di colpirlo. I due lottarono e alla fine Sorin fece in modo che entrambi precipitassero verso il pavimento. Questo venne distrutto e la caduta li portò nei sotterranei della Cattedrale. Si alzarono entrambi in piedi e Sorin disse che quello era il luogo dove lei era stata creata e aggiunse di lasciare che l'aiutasse: poteva ripulire la sua mente e renderla nuovamente uno strumento di virtù. Avacyn rispose che se non era la figlia che voleva allora avrebbero combattuto per sempre, non avrebbe mai ceduto, non sarebbe stata lo strumento di nessuno e non sarebbe diventata simile a lui. Sorin sussultò alle sue parole poi rispose che quella sarebbe stata la fine. Avacyn replicò che sapeva cosa voleva fare: creare un'altra cripta d'argento per imprigionarla per impedirle di fare tutto ciò che era in suo potere per distruggerlo. Sorin disse che non poteva costruire un'altra Tomba Infernale, così come non poteva creare un'altra Avacyn. L'arcangelo replicò che come suo creatore conosceva come funzionava quel mondo: ciò che non poteva essere distrutto doveva essere costretto in schiavitù. Sorin estrasse la spada dal pavimento di pietra e in tono sommesso rispose che lei poteva essere distrutta. Diede le spalle al suo angelo, puntò la spada verso di lei e poi pronunciò le parole di un rito. Avacyn non riuscì più a vedere il viso del suo creatore, nè a comprendere se fosse un mostro o un uomo, sentì solo le parole di un dono che le veniva revocato. Come ultima preghiera al mondo pensò che il suo obiettivo era solo quello di proteggere gli innocenti dai pericoli, lei era Avacyn la protettrice. Poi venne distrutta.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

CuriositàModifica

  • Brady Dommermuth ha rivelato che Avacyn non è consapevole di essere stata creata da Sorin. Per lei il suo creatore è semplicemente un vampiro. inoltre il suo potere dipende dall'equilibrio di Innistrad, più disastrosa è la situazione sul piano, più diventa potente. Questo perchè il suo scopo principale è di mantenere l'equilibrio con ogni mezzo.
  • Brady Dommermuth rispondendo ad una domanda di un fan ha spiegato che Avacyn è rimasta imprigionata nella Tomba Infernale solo per un anno.
  • Il potere di Avacyn svanisce completamente a Stensia. Ciò è dovuto a una precauzione da parte di Sorin per impedirle di spazzare via i vampiri dalle loro case.
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