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Personaggio
Anax
Nome Anax
Originario di Theros - Akros
Lifetime Data sconosciuta
Razza Umano
Titolo Re di Akros
Stato Vivo


Anax è il re di Akros, un uomo corpulento verso sui quaranta. In gioventù era un seguace di Iroas, ma nei suoi ultimi anni è diventato un fedele di Purforos, dal momento che egli dirige il suo popolo attraverso la creazione di un piccolo impero. Questo cambiamento si riflette nella tendenza nell'arte degli artigiani del suo regno: spade e armature sono decorate, mentre ceramiche, abbigliamenti, dipinti murali e tessiture mostramo gli antichi modelli di Akros, simboli che si tramandano per generazioni. Per il suo popolo, Anax è un grande leader da seguire senza discutere, mentre per gli altri regni, è conosciuto come un abile stratega e assassino senza cuore.

Il principe AnaxModifica

Anax correva intorno al bordo della palestra, sudava e gli bruciavano i polmoni ma si sentiva bene. Una volta, corse nel giardino per pochi minuti di ombra, anche se non avrebbe dovuto, tuttavia, egli era il primo figlio di re Athanas, e quindi nessuno lo fermò. Finito di correre andò a lavarsi, consapevole che mancava solo un'ora all'incontro finale tra suo padre e l'ambasciatore di Setessa. Quando finì, uscì dalla vasca, si asciugò e sentì alle sue spalle la voce di suo fratello minore, Timoteus, che con rimprovero malcelato gli chiese cosa avesse fatto durante la mattina. Anax si voltò a guardarlo, era più vecchio di due anni, ma non era mai stato grande e suo fratello non era mai stato piccolo. Ora avevano le stesse dimensioni anche se le braccia di Timoteus erano più muscolose. Rispose che aveva finito il libro di Archaelos e che aveva fatto undici giri di corsa intorno alla palestra. Timoteus sbuffò e gli disse che aveva fatto un nuovo record nel lancio del peso e che si era esercitato con la lancia con il comandante Lukos. Poi si voltò per andarsene ma prima di uscire gli chiese quale fosse il suo piano di fuga dopo che l'esercito di Setessa si fosse stancato di parlare. Alcuni uomini vicini lo udirono e risero, Anax si sentì il viso in fiamme.

L'ambasciatore di Setessa entrò nella sala pubblica piena di guerrieri, si avvicinò e si inchinò al re e gli disse che era un vero peccato che non fossero riusciti a trovare un accordo. Entrambi i sovrani di Akros si alzarono fieri, Anax, Timoteus e la loro sorella Pelagia si trovavano già alzati accanto a loro. Athanas rispose che conoscevano la sua posizione e che erano liberi di contestarla sul campo di battaglia. L'ambasciatore sorrise senza allegria e replicò che il consiglio di Setessa era paziente e che la loro memoria era lunga, indicò Timoteus e agginse che potevano parlarne con l'erede. Il re mise il braccio destro sulla spalla di Anax, lo presentò e disse che era lui il suo erede. L'ambasciatore guardò il giovane valutandolo poi disse al re che la sua adesione alle tradizioni era ammirevole. Athanas spostò il suo braccio verso l'elsa della spada e replicò che lui faceva parte di un consiglio di codardi poi gli ordinò di andarsene. Dopo che l'ambasciatore uscì, il re parlò ai presenti; disse che aveva offerto a Setessa quello che pensava fosse un giusto scambio per le rimostranze che avevano portato, ma che per loro non era abbastanza. Aggiunse che la prossima volta avrebbero portato sicuramente un esercito, estrasse la spada e terminò affermando che se lo avessero fatto li avrebbero schiacciati. Tutti i soldati ruggirono di approvazione e il re li congedò. Rimasto solo con la sua famiglia, Athanas guardò entrambi i suoi figli come se li vedesse per la prima volta: i suoi occhi brillarono di orgoglio mentre guardava Timoteus, poi guardò Anax e non fece nulla per nascondere il suo disprezzo.

Anax sedeva di fronte a Georgios, il vecchio tutor personale di entrambi i principi. L'uomo gli chiese se fosse pronto per iniziare, il giovane annuì e disse che non piaceva a suo padre e il vecchio sorpreso gli chiese cosa gli facesse pensare una cosa simile. Anax gli spiegò del modo in cui suo padre lo aveva guardato. Georgios sorrise e gli disse che un re doveva valutare il benessere del suo regno sopra le preferenze individuali di sé stesso o di uno dei suoi sudditi e che la decisione più importante per un re era scegliere l'erede. Anax perplesso affermò che le leggi di successione erano chiare, ma il servitore gli fece notare che il re poteva cambiare le leggi. Anax affermò che sarebbe andato in palestra. L'insegnante gli fece notare che la sua non era nè una tesi nè una domanda. Il giovane replicò che lui era il principe di Akros e lo ringraziò per la lezione. Georgios sorrise e rispose che sarebbe sempre stato il benvenuto.

In palestra, Anax incontrò Zotikos, un ragazzo di qualche anno più vecchio di lui che gli insegnò alcuni esercizi per lanciare i pesi. Quando vide che il principe era sfinito gli consigliò di smettere, poi aggiuse che lo aveva visto correre spesso e disse che se voleva avrebbe potuto mettere delle pietre nelle tasche per allenarsi. Anax annuì poi gli chiese se avrebbe potuto incontrarlo tutti i giorni, spiegò che forse sarebbe arrivato in ritardo ma che avrebbe lavorato duramente. Zotikos accettò. Dopo alcune sessioni di allenamento, Anax gli chiese perchè lo stava aiutando. Il ragazzo rispose che suo padre era un soldato semplice privo di ambizioni e che lui si allenava duramente per poter un giorno superarlo, aggiunse che pensava che quando l'aveva visto sembrava cercare un amico. Anax replicò con severità se era un amico o il principe. Zotikos si inginocchiò guardando la sabbia e gli chiese scusa usando il suo titolo. Il principe gli tese la mano e lo aiutò ad alzarsi e gli disse che nei corridoi del palazzo quando indossava una corona doveva usare il suo titolo, ma in quel luogo lui era semplicemente Anax. Nelle settimane successive, il principe aveva previsto oltre al dolore anche l'aumento della sua forza, ma non si aspettava che i soldati iniziassero a guardare lui e suo fratello con interesse critico.

Giorni dopo, Anax sedette nuovamente davanti a Georgios e gli parlò dei suoi progressi. L'insegnante annuì poi gli chiese come combatteva, il principe si imbronciò affermando che non faceva parte della domanda iniziale. L'uomo anziono ridacchiò e gli fece notare che doveva convincere sempre più persone che lui era pronto per governare Akros. Anax annuì e gli chiese cosa doveva fare. L'insegnante rispose che nei giochi che si sarebbero svolti tra quattro mesi c'era anche una sezione per i più giovani e che suo fratello vi avrebbe partecipato. Anax sorrise e disse che nella storia di guerra di Setessa si parla della saggezza occasionale di attaccare il nemico con coraggio, se si vince si vince tutto. L'insegnante gli fece notare che se si perde, si perde anche tutto e Zotikos gli fece notare che era una strada rischiosa. Anax sorrise e disse che aveva alcune idee.

Il maestroModifica

Anax andò a parlare con Sinos, che era stato campione dei giochi per tre volte di seguito e gli chiese l'onore di poter essere il suo allievo. L'uomo gli chiese quanti anni avesse e il principe rispose che aveva compiuto da poco quindici anni. Sinos rispose che aveva tempo solo per un allievo: Timoteus.

Georgios era già nella sala d'attesa quando Anax arrivò e gli disse che Sinos stava gia insegnando a suo fratello e non aveva intenzione di prendere altri allievi. l'insegnante aggrottò la fronte, poi gli chiese se conosceva Kaletor uno dei consiglieri di suo padre. Anax gli chiese se parlava dell'uomo anziano che a causa del ginocchio offeso camminava con una stampella. Georgios rispose che il consigliere era stato un partecipante dei giochi per molti anni prima dell'infortunio e che poteva essere ugualmente un buon maestro. Anax andò a parlare con Kaletor e il consigliere gli disse che quattro mesi non erano sufficienti per fargli vincere i giochi. Anax spiegò che il suo obiettivo era impressionare la sua gente e se fosse capitato contro suo fratello riuscire a batterlo. Il consigliere rispose che se era disposto a lavorare duramente poteva dargli una possibilità per raggiungere il suo obiettivo. Anax aggiunse che ad allenare Timoteus era Sinos. Un fuoco guizzo negli occhi del vecchio che rispose che in quel caso sarebbe stato un onore per lui aiutarlo. Il principe gli spiegò che si allenava ogni sera in palestra con un suo amico e Kaletor disse che ci sarebbe stato.

Il consigniere mantenne la sua parola e iniziò a insegnare sia a Anax che a Zotikos. A causa del suo ginocchio, non poteva dimostrare personalmente le sue tecniche, ma dimostrò di essere ugualmente un insegnante capace. La sua prima lezione vide Anax chiudere rapidamente l'incontro, la seconda versò su come raggiungere gli avversari a terra dove la tecnica superava la forza. Dopo le lezioni di base, Kaletor iniziò a insegnargli tutti i modi per vincere rapidamente nella lotta; gli insegnò mosse che potevano slogare le gambe o anche le braccia di un uomo e in alcuni casi anche spezzarle.

Una notte, mentre i due provavano varie mosse, vennero fermati bruscamente da Kaletor. Il consigliere disse ad Anax che era impressionato che egli avesse trovato da solo quella mossa, ma gli spiegò che se avesse continuato avrebbe completamente paralizzato il suo avversario o nel migliore dei casi lo avrebbe costretto ad usare per sempre una stampella. Spiegò che quella era una mossa di sottomissione forzata, ma che durante uno scontro lui doveva sempre dare all'aversario la possibilità di arrendersi prima di causargli ferite così gravi, concluse che non avrebbe mai dovuto usare quella mossa. Anax gli chiese se era quello che era successo a lui e quando Kaletor non rispose chiese nuovamente se era stato Sinos. Il consigliere annuì e quando il principe chiese se credeva che Sinos avrebbe insegnato quella mossa a suo fratello. Kaletor rispose di si e Anax gli chiese cosa doveva fare per contrastare quella mossa. Il consigliere spiegò entrambe le mosse, poi gli disse che gli aveva insegnato quella tecnica perché si fidava di lui e gli chiese di promettergli che non l'avrebbe mai usata per fare del male agli altri. Il principe rispose che voleva vincere, ma che non voleva spezzare la gente ne fare del male a nessuno. L'addestramento continuò e Anax imparò molte altre mosse e col passare del tempo sia maestro che allievo si convinsero che il principe era pronto.

Scontro con TimoteusModifica

Lo stadio era pieno fino all'orlo per la divisione della lotta dei giovani dei giochi. Normalmente gli unici spettatori erano i genitori dei ragazzi, ma la voce che i principi erano in competizione tra loro si era diffusa rapidamente. Anax sconfisse facilmente i suoi primi due avversari, e al terzo turno incontrò il fratello. I due combatterono alla pari, ma Timoteus riuscì presto a ottenere una posizione di vantaggio. Anax indietreggiò e il fratello si preparò a colpirlo con la mossa che gli aveva insegnato Sinos. Anax però sapeva cosa fare e grazie alla contromossa di Kaletor riuscì a fermare l'attacco del fratello e a costringerlo alla resa. Il pubblico applaudì, il viso di Timoteus era una maschera di rabbia mentre si alzava e si allontava. Quando l'applauso terminò, Anax guardò con disprezzo il fratello e disse a voce alta in modo da essere udito che era deluso. Suo fratello si voltò chiedendogli spiegazioni ed Anax rispose che aveva avuto la possibilità di vincere facilmente contro di lui e l'aveva sprecata quando gli aveva dato l'opportunità di paralizzarlo, lo shock apparve sui volti di molti spettatori e Anax continuò spiegandogli che con la sua contromossa avrebbe potuto ottenere lo stesso effetto, ma non l'aveva fatto perchè egli stesso non avrebbe mai seguito un re che paralizzava il proprio fratello. Mentre si allontanava la folla esplose in un nuovo applauso, avrebbe voluto sorridere ma si trattenne. Il suo quarto avversario era un ragazzo più grande e più forte di lui e perse la sfida, ma non aveva bisogno della visita di Iroas per sapere che aveva vinto molto di più.

Anax si trovava nel cortile privato con tutta la sua famiglia, suo fratello era inginocchiato da solo nel centro del cortile. Quindici metri lontano da lui un uomo con la frusta iniziò a colpirlo, un colpo sarebbe bastato, ma il re era furioso; le linee avrebbero impedito a chiunque di dimenticare che Timoteus aveva cercato di paralizzare il suo futuro re. Athanas guardò Anax e il suo sguardo divenne meno severo, gli disse che stavano iniziando a cercargli una moglie e che stavano prendendo in considerazione Cimede, una giovane donna molto bella che proveniva da una famiglia potente. Anax voleva gridare il suo trionfo, ma un re non l'avrebbe mai fatto e quindi esultò solo dentro di sè.

Journey into Nyx: Godsend, Parte 2Modifica

A Kolophon, re Anax andò nella sala dei banchetti dove i servitori stavano ripulendo il settimo oltraggio: una testa mozzata di un cervo su un lampadario. La regina Cimede raggiunse il marito e seccamente commentò che con un nuovo giorno, c'era stata una nuova decapitazione, riferendosi al fatto che erano state trovate altre teste mozzate di animali diversi in altre stanze della fortezza. Anax scattò e le disse che non era il momento di fare dell'umorismo, chiamandola semplicemente "donna". Cimede gli lanciò uno sguardo pericoloso. Anni prima, quando si erano sposati, Anax aveva l'abitudine di sminuirla attraverso parole imprudenti. La sua visione che le donne erano inferiori agli uomini era cosi radicata da non fargli mai mettere in dubbio le proprie convinzioni. Ma Cimede lo aveva fatto e nei primi giorni di matrimonio l'aveva combattuto su tutto, dalle cose più semplici alle più importanti: dalla sua abitudine di gettare i prigionieri nel fiume Deyda al suo rifiuto di stabilire un contatto visivo con una donna quando lei parlava. Ciò era dovuto agli insegnamenti del padre di Anax che apparteneva alla categoria degli uomini che ritenevano che una donna non avesse mai nulla di interessante da dire. Cimede aveva intrapreso una guerra emotiva con suo marito per essere trattata con il rispetto che meritava e alla fine Anax aveva visto la sua prospettiva e si era adattato. La regina replicò alle parole di Anax dicendo che era sempre tempo per fare dell'umorismo e trovava divertente che ora avesse un altro trofeo da aggiungere alla sua collezione. In realtà, Cimede non trovava nulla di divertente ma aveva compreso che Anax era sul punto di rottura e sapeva che se avesse mostrato la propria angoscia, lui avrebbe potuto fare qualcosa di avventato. Cimede voleva consegnare la testa del cervo agli oracoli per vedere se gli dei avessero risposto alle loro domande, ma Anax replicò che loro non avrebbero detto nulla per via del Silenzio, (causato da Krufix), e ordinò ai servi di gettare quell'immondizia nella spazzatura. Cimede disse che aveva ragione, poi prese il marito e lo portò nelle loro stanze. Lì Anax guardò fuori e vide la sua splendida città, il suo vasto regno si estendeva fino alle montagne, solo gli dei dominavano un regno più vasto. Dopo un po' il suo respiro si calmò. Cimede gli disse che non poteva permettere a uno scherzo da bambini di sconvolgerlo così. Anax rispose che non si trattava di uno scherzo e lei chiese cosa pensava che fosse. Il re replicò che nemmeno gli oracoli di Iroas avevano le risposte. Cimede gli fece notare che il colpevole lo conosceva, stava cercando di erodere il suo senso di sicurezza e pensava si trattasse di qualcuno vicino a lui. Anax rispose che sapeva cosa voleva insinuare ma che non si trattava di suo fratello, dal momento che si trovava con i guerrieri erranti che proteggevano Akros dai mostri esterni della città. Cimede rimase in silenzio troppo a lungo e Anax capì le sue preoccupazioni. Il re disse che se suo fratello voleva sfidarlo lo avrebbe chiamato tra i pilastri, che non c'era onore nel lasciare segni di sangue nella sua casa e che non avrebbe guadagnato nulla a farlo. Cimede non gli disse ciò che stava pensando, gli ultimi eventi gli avevano causato una crescente insicurezza: mesi prima un oracolo l'aveva convinto che i minotauri stavano marciando in guerra su Akros e nonostante non ci fosse alcuna prova, Anax aveva esplulso gli stranieri e preparato il suo popolo per la guerra, ma alla fine non accadde nulla tranne far vacillare la fiducia del popolo nel loro re. Cimede disse che probabilmente aveva ragione e che forse avrebbe dovuto implorare Iroas per ottenere delle risposte o meglio ancora delle azioni, dal momento che il Silenzio degli dei era durato anche troppo a lungo. Anax annuì e disse che avrebbe chiamato tutti i soldati per acclamare la gloria di Iroas al Tempio del Trionfo. Cimede rispose che avrebbe dovuto farlo e poi aggiunse che stava per arrivare una tempesta. Anax le disse che la pioggia non aveva mai fermato i giochi e le chiese se voleva andare con lui. La regina disse che doveva controllare alcune cose e che forse sarebbe arrivata per il finale. Un po' più sollevato, Anax uscì dalla stanza.

Dopo che Akros venne assediata dai minotauri, Anax venne informato del piano di Xenagos per salvare la città e decise che la distrazione migliore per permettere a Daxos e Cimede di sollevare il fiume che attraversava Akros per spazzare via gli invasori, fosse quello di sfidare a duello il capo dell'orda. Decise anche di nominare Elspeth Tirel, la campionessa del sole come suo secondo in comando. Il piano funzionò e Akros si sollevò.

Dopo aver condotto gli eserciti di Akros alla vittoria, il re ordinò di celebrare una festa per onorare la sua vittoria. Tuttavia, la celebrazione divenne il rito finale di cui Xenagos aveva bisogno per diventare un dio e durante l'ascesa del satiro, Anax venne gravemente ferito sia nel corpo che nella mente: durante il caos che seguì sua moglie Cimede morì.

Referenze Modifica

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