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Personaggio
Non disponibile
Nome Alena
Originario di Innistrad - Kessig
Lifetime Data sconosciuta
Razza Umano
Titolo Trappolatrice di Kessig
Stato Viva


Alena è una cacciatrice di Kessig, più precisamente una trappolatrice che caccia mannari. Partecipò alla caccia al mostro di Ludevic.

Sotto la luna d'argentoModifica

Insieme ad Halana, Alena ascoltò le sconcertanti notizie che i coniugi Warin riferirono agli anziani di Gatstaf su ciò che era successo alla loro fattoria. Dopo che Kolman riportò la calma nella sala, la porta si aprì e il locandiere Shoran entrò insieme a sua moglie e i due informarono tutti che Bes Palter era stata assassinata. Senza dire niente agli altri, Alena e Halana iniziarono a cercare indizi, scoprendo che altri erano stati uccisi. Sospettarono quindi che il colpevole fosse il cataro Palter che credevano fosse diventato un mannaro. Le ricerche portarono a una piccola radura dove scoprirono che si erano sbagliate: su un improvvisato altare di pietra giaceva un indebolito Palter che stava per essere ucciso da sua moglie Bes, che voleva sacrificarlo al demone Ormendahl. Le due cacciatrici intervennero e riuscirono a bloccare la donna maledetta; stavano per ucciderla, ma vennero fermate da Palter, che si lanciò su di loro perchè non voleva accettare che sua moglie fosse ormai perduta per sempre. Libera, la donna evitò le due e con un singolo movimento bloccò e pugnalò il marito al petto. Alena e Halana attaccarono nuovamente Bes, ma quest'ultima intonò una cantilena che scagliò entrambe le ragazze a terra. Alena riuscì ad alzarsi, ma potè solo schivare i colpi e non riuscì più a resistere alla forza sconfinata che fluiva da Bes, che afferrò il pugnale pronta a ucciderla. Alena venne però salvata da una mannara che colpì la posseduta e permise a entrambe le cacciatrici di affondare le loro lame uccidendo la donna e mettendo fine alla sua maledizione.

A scontro terminato le due cacciatrici rimasero sorprese che la loro salvatrice potesse riacquistare di sua volontà le sembianze umane, cosa che credevano impossibile per i licantropi. Per un istante nessuna delle tre si mosse, poi senza distogliere lo sguardo, le due abbandonarono i pugnali d'argento e la ringraziarono per il suo aiuto. L'altra disse che non l'aveva fatto per loro, stava seguendo quella donna maledetta perché i posseduti erano troppi nelle loro città. Aggiunse che se non fosse stato per il desiderio di mettere fine alla miserabile vita di quella donna posseduta non le avrebbe salvate, ma poichè erano ancora vive le avvertì: entrambe dovevano smetterla di uccidere i membri del suo branco. Alena chiese se si riferiva ai mannari e l'altra rispose che se avessero continuato, le avrebbe uccise. Halana rispose che Ulvenwald era sotto la loro protezione e Alena aggiunse che non potevano accettare mannari nel loro dominio. L'altra rispose che non era una scelta che spettava a loro e che erano sciocche se pensavano di riuscire a mantenere la sicurezza della foresta di fronte a quello che stava per arrivare, dovevano andarsene e lasciare quel luogo ai mannari. Le due chiesero cosa stesse per arrivare e quella rispose che non lo sapeva con esattezza, ma aveva visto abbastanza per sapere che sarebbe stato peggio dei lupi mannari. Continuò che presto il mondo avrebbe avuto bisogno della sua razza e avrebbe accolto i mannari perchè sarebbero potuti essere l'unica forza in grado di opporsi a qualsiasi nemico. Alena replicò che loro non sarebbero scappate, l'altra sospirò e rispose che sarebbero andate incontro alla morte, poi si trasformò, si voltò e scomparve tra gli alberi, lasciandole sole.

L'arrivo di EmrakulModifica

Nell'Ulvenwald, dopo che Emrakul arrivò su Innistrad, molti degli abitanti vennero alterati in mostri. Insieme ad Halana, Alena li affrontò. Per entrambe era doloroso vedere ciò che erano diventati coloro che riconobbero, tra cui Kolman. Durante lo scontro Alena si accorse che Halana stava soccombendo a sua volta alla litania che sentivano, non solo a parole, ma anche mentalmente, che trasformava le persone in mostri e sconvolta l'afferrò e le disse di restare con lei. La sua voce e il suo tocco riuscirono a far tornare in sè Halana e insieme le due combatterono contro Kolman e lo uccisero. I nemici erano troppi e furono costrette a fuggire, arrivarono a un promontorio e si fermarono: sapevano entrambe che avrebbero continuato a combattere.

ReferenzeModifica

Testi di coloreModifica

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