Abzan è uno dei cinque clan di Tarkir. I suoi membri si ispirano alla resistenza dei draghi e per questo motivo, il loro simbolo è la scaglia. Usano come mana principale il bianco, supportato dal nero e dal verde. Sono stati guidati da Daghatar e sono attualmente guidati da Anafenza. Dopo che Sarkhan Vol alterò il destino del piano, gli Abzan vennero sciolti e nel nuovo presente i loro discendenti sono sotto il dominio di Dromoka.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gli Abzan formano un clan che considera il mondo un luogo brutale e per sopravvivere devono potersi fidare delle persone intorno a loro. Senso del dovere e famiglia sono i pilastri della loro società cosi come la determinazione nel distruggere ogni nemico. Gli Abzan si considerano come una pietra da macina, dal lento movimento, ma in grado di sbriciolare tutto ciò che si trovi sul loro cammino. La cultura del clan è basata sulla sopravvivenza nel deserto, la famiglia è al di sopra di ogni altro aspetto della loro vita, l'istituzione che ha permesso loro di sopravvivere e prosperare. Il livello di fiducia che i membri del clan hanno gli uni verso gli altri è equivalente a un legame di sangue. Il tradimento della fiducia può portare a una cerimonia di rinnego, nella quale le parti coinvolte versano il loro sangue nel fuoco. Al contrario, se un membro del clan fa riferimento a un suo compagno come fratello o sorella, è considerato un segno di elevata stima e rispetto. Se da una parte gli Abzan sono molto uniti tra loro, dall'altra hanno sviluppato una mentalità molto ristretta e hanno perso la fiducia verso tutti coloro che non fanno parte del loro clan.

Vita e morte[modifica | modifica sorgente]

A causa delle scarsità di risorse, ogni Abzan ha la responsabilità di far prosperare un determinato albero di frutta, chiamato anche albero della famiglia. Il primogenito di ogni famiglia diventa il custode dell'albero mentre i figli minori possono diventare soldati, mercanti o artigiani, che pianteranno i semi donati loro dalla famiglia solo quando ne avranno una propria. Quando un membro della famiglia muore, viene sotterrato di fianco all'albero senza bara, in modo che fornisca nutrimento all'albero che a sua volta produrra frutta per le generazioni future. Invece di essere incisi sulla pietra tombale, i nomi dei membri della famiglia vengono intagliati direttamente sull'albero. Questo concetto è un'espressione dell'ideale Abzan nei confronti della famiglia, infatti, gli spiriti dei morti sono strettamente connessi ai loro alberi e possono essere invocati nei periodi di guerra.

Guerra[modifica | modifica sorgente]

Gli Abzan sono rinomati strateghi di guerra. Ritengono che l'esito delle battaglie venga determinato ancora prima che gli eserciti si affrontino sul campo di battaglia. Soldati disciplinati, alte mura e imponenti approvvigionamenti sono alla base della vittoria. Hanno una gran cura nella scelta del luogo di battaglia per ottenere il massimo dai loro punti di forza ed evitano di inseguire il nemico sconfitto per mantenere il controllo strategico sul terreno. Gli Abzan hanno imparato a trasformare una situazione di svantaggio in loro favore e sono rinomati per utilizzare il deserto come arma, molte generazioni di Abzan infatti hanno attirato l'esercito nemico al suo interno e lasciato che il deserto rivendicasse le sue vittorie.

Il clan è formato da una rete di famiglie connesse tra loro, ognuna delle quali è guidata dal membro più anziano. Questa connessione è tale da far apparire il clan come un'entità unica a uno straniero, ma in realtà, l'organizzazione degli Abzan è dinamica, con manovre politiche da parte delle famiglie per formare legami con alcune o isolarne altre. Nonostante ciò, gli Abzan sono consapevoli che la mancanza di unità li porterebbe a essere preda degli altri clan. Un khan selezionato dalle famiglie si occupa delle gestioni delle difese e delle operazioni dell'esercito in periodi di guerra e ogni famiglia ha il dovere di fornire soldati all'imponente esercito Abzan. 

Un nuovo passato[modifica | modifica sorgente]

Quando Sarkhan Vol impedì la morte di Ugin 1280 anni nel passato di Tarkir, alterò il destino del piano. Molti anni dopo quel momento le tempeste draconiche che generavano i draghi sul piano non sono solo continuate ma si intensificarono, come se inferocite dalle ferite di Ugin, generando le possenti creature più velocemente e quindi incrinando l'equilibrio tra clan e draghi. A causa di ciò gli Abzan non riuscivano a resistere agli attacchi di Dromoka e della sua progenie, tutti i loro tentativi di uccidere il drago dominante si erano conclusi con sanguinose sconfitte e pesanti perdite da parte del clan. Consapevole che era solo questione di tempo prima che il suo clan venisse completamente sterminato, Daghatar chiese e ottenne un incontro con Dromoka per porre fine alle ostilità tra loro e durante le trattavive con lei, attraverso un traduttore, il Khan scoprì il motivo degli attacchi: la loro tradizione che li legava agli spiriti dei loro progenitori veniva considerata necromanzia. Dromoka rivelò che rispettava molte caratteristiche degli Abzan perchè le vedeva simili alle sue con la sua covata e con gli umani che le avevano giurato fedeltà, ma finchè gli Abzan si fossero continuati a macchiare con l'uso della necromanzia, lei e la sua progenie avrebbero continuato ad attaccarli fino a sterminarli dal deserto. Daghatar condivise con lei il consiglio più vero che i suoi progenitori gli avessero mai dato: per essere Abzan bisognava subire una sconfitta mantenendo salda la loro forza e che quindi dovevano compiere tutte le azioni necessarie anche se difficili o impensabili. Il Khan distrusse la sua mazza che conteneva al suo interno lo spirito del Ricordo colpendo la roccia sotto i suoi piedi, poi diede l'ordine di inviare messaggeri a ogni casata per comunicare loro di sdradicare ogni Albero Atavico e che da quel giorno la necromanzia era proibita, spostò lo sguardo verso Dromoka e disse che confidava che quello fosse sufficiente e il drago annuì. Daghatar sapeva che intere casate si sarebbero ribellate per la sua scelta di voltare le spalle a tutte le loro tradizioni e che la distruzione dei loro progenitori avrebbe significato la guerra civile, ma sapeva anche che ci sarebbe stato un futuro per coloro che sarebbero sopravvissuti.

La caduta dei Khan[modifica | modifica sorgente]

Dopo che Daghatar si piegò al servizio di Dromoka, rinunciò al suo titolo abdicando a favore del drago dominante e portò la maggior parte del clan con sè nella sua scelta. Un decimo del suo popolo però si rifiutò di seguirlo ed elesse Reyhan come nuova Khan continuando a resistere e a seguire le antiche tradizioni del loro popolo. Tuttavia, dopo che Reyhan venne uccisa da Silumgar nella Fortezza di Dirgur durante l'incontro tra i cinque Khan, la resistenza venne sconfitta.

Referenze[modifica | modifica sorgente]

Testi di colore[modifica | modifica sorgente]

Carte associate[modifica | modifica sorgente]

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